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Letteratura inglese 2019-2020

Rapporto padri-figli nelle opere di Shakespeare

William Shakespeare, Amleto, a cura di A. Serpieri, Marsilio editore

Stefano Manferlotti, Shakespeare, Salerno Editrice

Antologia di brani tratti da testi shakespeariani

  • FOTOCOPIE che comprendono commenti critici per 'Amleto':
  • Alessandra Marzola, Il lutto di Amleto e Amleto e lo spettro, da 'L’impossibile puritanesimo di Amleto', pp.35-56
  • Stephen Greenblatt, Ricordati di me, da 'Amleto in Purgatorio', pp. 197-244 e pp.280-290
  • Jean Starobinski, Amleto e Freud, pp.169-200
  • Carl Schmitt, Il tabù della regina, da 'Amleto o Ecuba', pp.41-56

Per il commento di Re Lear: Susanna F. Mineve; Shakespeare e il ‘Dubbio scettico’: Stanley Cavell interprete di King Lear

https://www.ledonline.it/acme/allegati/Acme-08-II-08-Mineve.pdf

No drammi storici, greci e romani, drammi romanzeschi. 109.1021 su 37 opere di Shakespeare si occupano della dinamica padre-figlie, che prendono parola. Oltre le opere teatrali (Plays) e la produzione poetica (Sonnets), scrive anche due poemi in versi, Lucrezia violata (The Rape of Lucrece) e Venere e Adone (Venus and Adonis).

Chi è William Shakespeare?

Scrisse opere teatrali diverse tra loro e colte, in media due all'anno, che racchiudono talmente tanti mondi, culture, personaggi che è sorto abbastanza presto il dubbio se fossero davvero sue, o comunque chi fosse questo personaggio. Al 2007, era un tema discusso in 5000 libri. Le sue conoscenze erano così varie (militari, abitudini straniere, classiche) che si è pensato che non potesse essere opera di un solo autore, tanto più se piccolo provinciale, senza studi superiori come fu Shakespeare. Si è cominciato a dire che fosse un prestanome per qualcuno di cultura maggiore.

Bryson le chiama idee anti-shakespeariane, e, convinto che sia esistito, elenca le storture che parrebbero difenderle: si dice che non avesse mai avuto un libro, ma non si sa nulla di cosa abbia posseduto; è stato ritenuto mercante di lana senza istruzione superiore, perché dalle sue opere e dalla vastità dei temi doveva aver viaggiato molto e aver intrattenuto dei rapporti necessari con la realtà letteraria. La più grossa “fesseria” degli anti-shakespeariani è che il suo nome non è attestato nei documenti: è falso perché documenti di corte attestano la presenza di Shakespeare a corte, come attore. Ci sono testimonianze della sua attività: I doni di Minerva (Palladis Tamia di Francis Meres), antologia di autori contemporanei a Meres, lo nomina con grandi elogi. È nominato anche da drammaturghi (J. Webster) contemporanei in maniera elogiativa (tranne uno). Webster parla della felice e copiosa industry di Shakespeare. Contro la sua esistenza è stato presentato anche il fatto che non nomina mai il paese in cui è nato (Stratford-upon-Avon).

Ponendo che Shakespeare non sia esistito, si tende ad attribuire le sue opere al filosofo Bacone, ipotesi presa in seria considerazione anche da Mark Twain, ma Francis Bacon non ha mai avuto a che fare col teatro, che neanche amava (in uno dei suoi saggi, lo attacca come passatempo frivolo). Altra ipotesi, la regina Elisabetta I stessa. Una delle ipotesi con più credito indicherebbe Edward de Vere, conte di Oxford, nobile della corte, quindi con grande istruzione aristocratica e raffinato abbastanza: poeta e drammaturgo, con compagnia di attori (Earl of Oxford Men), non è rimasto praticamente nulla delle sue opere. Morì nel 1604, ma opere attestate di Shakespeare sono del periodo seguente a quella data e si riferiscono ad eventi successivi che de Vere non avrebbe potuto conoscere (The Tempest con naufragio del 1609, Macbeth con Congiura delle Polveri, Gunpowder Plot, di Guy Fawkes del 1605). Altra ipotesi è Christopher Marlowe, morto a poco più di 30 anni, perché parte del controspionaggio di corte, ucciso con una coltellata in circostanze quasi misteriosi, grande drammaturgo, talentuoso, che se non fosse morto precocemente avrebbe dato filo da torcere a Shakespeare stesso, dalla cui nascita lo separavano pochi mesi. Marlowe morì nel 1593, ma alcuni dicono che abbia finto la sua morte per rifugiatosi in Italia, dove avrebbe continuato a scrivere.

Il contesto storico di Shakespeare

In un momento teatrale così fervente, bisogna sempre tener conto del fatto che tutti fanno nome di Shakespeare. Ben Johnson scrive: amavo l'uomo e ne onoro il ricordo. Posto che sia esistito davvero, resta sbalorditivo che un uomo solo abbia creato un corpus così vario e solo un uomo davvero geniale poteva essere capace di comporlo.

Shakespeare si muove in due periodi, quello di Elizabeth I e quello di James I. Non avrebbe potuto scrivere se non ci fosse stata Elizabeth a tenere il regno, per ben 45 anni. È stata soprattutto una regina capace. Assolutamente necessario è il collegamento tra regno e politica di Elizabeth e la poetica di Shakespeare.

Elizabeth era la figlia bastarda di Henry VIII Tudor e di Anne Boleyn (dopo che Errico aveva divorziato da Catherine of Aragon, condannata per stregoneria: in realtà, ebbe poi altre quattro mogli: Jane Seymour, Anne of Cleves, Catherine Howard e Catherine Parr). Errico VIII usa il matrimonio con Anna Bolena per separarsi dalla Chiesa di Roma di Clemente VII. La scusa usata è che non aveva avuto figli dalla prima moglie. Nel 1534 emana il First Act of supremacy, diventa capo supremo della Chiesa anglicana: nasce la chiesa inglese. In questo modo, può anche confiscare tutti i beni della chiesa che si trovavano in Inghilterra.

Elizabeth, non riconosciuta dai cattolici, sale al trono giovanissima, senza essere in linea diretta con la successione (Edward VI regnò poco, e Maria, figlia di Henry VIII, cattolicissima e moglie del re di Spagna, muore abbastanza presto). Elizabeth viene investita dall'ala protestante della corte e del parlamento: il conflitto tra cattolici e protestanti aperto da Henry VIII si chiude solo all'inizio del 1700. Elizabeth, Tudor, rifiuta qualunque matrimonio dinastico, per garantire la successione: lei vuole presentarsi simbolicamente come la sposa di Inghilterra, indossando spesso il bianco nell'abbigliamento, vivendo per i sudditi. Questo ruolo la fece amare dai sudditi. Con lei, l'Inghilterra comincia a diventare una grande potenza, cominciando Elizabeth a fare una ottima politica estera, sconfiggendo anche il paese rivale, la Spagna. Elizabeth punta sulla navigazione, accelerando la produzione di navi leggere, più veloce dei pesanti galeoni spagnoli (Invicible Armada). Nel 1588 la Spagna viene sconfitta in battaglia navale e le viene tolta la possibilità di allargare l'influenza su altri territori. In politica interna, fu molto tollerante. Ultimo atto politico, fu la decisione di chi dovesse prendere il suo posto: indica come successore il figlio di Maria Stuard, che aveva fatto giustiziare dopo un complotto ai suoi danni, essendo state nemiche storiche. Già rinchiusa in cella, i suoi complotti continuavano ad avere efficacia, con i conflitti tra cattolici e anglicani ancora non risolti. Designa quindi James I, Giacomo, già re di Scozia. Con lei finisce la dinastia Tudor, sostituita dalla dinastia Stuart. Con loro, ci furono maggiori problemi, perché non furono capaci di tenere lo stesso comportamento di Elizabeth: continuarono a difendere la monarchia di diritto divino e la restaurazione del cattolicesimo (Congiura delle Polveri). Se Giacomo I morì da re, il figlio, Charles I, sposò una regina cattolica, causando la rabbia dei protestanti e volle decidere per l'assolutismo divino, facendo a meno del parlamento. Questo scatenò una guerra civile: per la prima volta, arrivò la decisione di decapitare un re (1649). Nacque il Commonwealth di Oliver Cromwell e suo figlio, che durò poco: nel 1660 riprende la dinastia Stuart, con il Parlamento che richiama il figlio di Carlo I al trono.

Elisabetta I concesse la prima patente regia a una compagnia di attori. Da una parte, aveva capito l'importanza del teatro: secondo il registro delle presenze, 21000 spettatori frequentavano il teatro e i cittadini andavano a teatro almeno una volta a settimana. Era un mezzo di comunicazione, un modo per far passare messaggi anche sul comportamento e sulla figura ideale di re: era macchina del consenso. Soprattutto, toglie gli autori dalla posizione di vagabondi, non più perseguibili: erano sotto la protezione della corte della regina o delle famiglie aristocratiche. Giacomo I anche si affidò molto al teatro. Elisabetta doveva trovare un punto di convergenza tra le diverse fazioni religiose: il teatro era un luogo interclassista, perfetto punto di convergenza.

Fondamentale per gli inglesi, la conoscenza della Bibbia: il livello di alfabetizzazione era molto elevato. Il 600 è il secolo dorato per il teatro. Due testi italiani sono anche importanti: Il Cortegiano di Baldesar Castiglione e Il Principe di Machiavelli, entrambi tradotti in inglese, ma con Il Principe che diventa distorto nell'immagine di Cesare Borgia. In realtà, Shakespeare non dà mai giudizi morali, come ad esempio con Iago in Othello.

Londra e il teatro elisabettiano

Londra diventa metropoli. La frequenza agli spettacoli è altissima, con moltissimi autori e sempre più compagnie. Quella di Shakespeare (attore all'inizio, non di grandi ruoli, pare quello di un fantasma, per diventare poi autore e capocomico) scala i vertici della popolarità, pretendendo, a un certo punto, un teatro. Il primo fu il Theatre, quello di Shakespeare è il Globe, andato a fuoco molto presto.

Elizabeth creò anche una sorta di ministero dedicato agli spettacoli teatrali (vd. p. 22): una specie di ufficio per gli spettacoli, con un sovrintendente competente per tutte le feste e gli intrattenimenti a corte e fuori. Elizabeth doveva cautelarsi da alcune rappresentazioni teatrali non rispettose del suo ruolo, come accadde con Marlowe, fungendo come una sorta di censura. Ci fu un solo problema di ricezione per Shakespeare, ma per il resto passò indenne da qualsiasi censura. Uomo pubblico, non si conoscono le sue inclinazioni politiche e religiose, né sue possibili attività ai danni dell'aristocrazia (anche se poi morì a casa).

La prima compagnia di Shakespeare, posta sotto la protezione di un nobile, fu i Chamberlain's Men. James I decide di mettere la compagnia di Shakespeare sotto il suo patronato: divennero i King's Men e dovevano indossare la livrea di corte. Shakespeare nacque a Stratford-upon-Avon il 23 aprile 1564. La biografia è ricostruibile attraverso atti legali, registri comunali e testimonianze di altri autori. La data del 23 aprile è ancora incerta: non si era all'epoca costretti a registrare i bambini nel giorno di nascita, ma viene scelto perché giorno del patrono d'Inghilterra, san Giorgio. L'atto di battesimo è datato al 26 e da esso si ricavano i nomi dei genitori, John e Mary (la dicitura del cognome è diversificata). Il padre era commerciante in pelle, guantaio, con vari ruoli di consigliere comunale e poi sindaco. La madre aveva una piccola proprietà. Aveva frequentato solo la grammar school, ma, avendo buoni insegnanti, studiò e conobbe il latino e l'italiano: conosceva le Metamorfosi di Ovidio, come evidente dalle sue opere amorose. A 18 anni, vicino Stratford, si sposò con Anne Hathaway: furono nozze frettolose perché lei era rimasta incinta. Dati di battesimo e di nascita dei figli sono contenute in documenti: una femmina, Susanna, e due gemelli, un Hamnet, morto molto presto, e Judith.

Si ritrovò a Londra, forse perché aveva seguito una compagnia di attori teatrali. Sono i lost years: tra l'abbandono di Stratford e l'arrivo a Londra non si hanno informazioni. Ci sono notizie di lui a Londra, quando era già conosciuto: Robert Green, drammaturgo di cui non resta nulla perché di poco successo, parla dell'ascesa irresistibile di un parvenu, che approfitta delle bellezze di Londra che, presumendo di far tutto, vuole essere l'unico scuoti-scena (Shake-scene), copiando le opere di altri. Ciò rivela che si misurava in tutti i generi (Johannes Factotum) e che cominciava ad affermarsi in maniera consistente, non più come solo attore, ma come compositore e poeta. Fu quindi un elemento disturbante della scena teatrale proprio perché si cimentò in vari generi.

Nel 1594 i registi di corte riportano gli ingaggi della sua Compagnia Lord Chamberlain’s Men, ricevendo una ricompensa personale di sua maestà da 20 sterline. Altri registri riguardano le sue compravendite, soprattutto beni immobili: una casa a Stratford, di 60 sterline, e una a Londra, vicino il secondo teatro, costata 140 sterline. Viene nominato come autore incredibile per la capacità di gestire generi diversi: si rifà a Ovidio, Seneca, Plauto. Ciò che stupisce è la sua capacità di tenere insieme con gran successo sia tragedie che commedie.

Il Globe aveva come simbolo Ercole che reggeva il mondo: è, secondo Shakespeare, il senso del teatro. Dal 1600, il successo è enorme: viene chiamato a corte all'arrivo della delegazione spagnola e negli altri momenti di alto cerimoniale. È la fase delle grandi tragedie.

Ultimo documento è il testamento: morì il 23 aprile 1616. Secondo alcuni, le firme sono contraffatte, perché non più in grado di intendere e volere, anche se non più che cinquantenne. Il patrimonio di mille sterline era da dividere tra le due figlie, Susanna e Judith, poco in beneficienza e alla moglie il mio secondo miglior letto e la biancheria: non dovette essere un grande marito, né grande padre. Lascia una congrua somma agli amici attori: John Heminges e Henry Condell che, nel 1623, mettono insieme tutte le sue opere in raccolta in folio (Mr William Shakespeares Comedies, Histories and Tragedies: dividono tra tragedie, drammi storici e commedie, sia di drammi stampati che non ancora pubblicati).

Criterio cronologico per l'antologia

Appartengono a generi diversi: Romeo and Juliet da definire, A Midsummer Night's Dream commedia, The Merchant of Venice tragicommedia, Othello e King Lear e Hamlet tragedie.

Sull'identità di Shakespeare, nel 2002 il prof. Iuvara, Shakespeare era italiano: non si può presumere che fosse vero, nonostante il seguito che ha avuto. Rivendica fosse messinese, figlio della nobile siciliana Guglielmina Crollalanza, bambino prodigio che avrebbe scritto in siciliano un testo, dal titolo in siciliano di Much Ado About Nothing. Girò molto il mondo, per trovarsi a Londra, dove avrebbe tradotto il cognome in inglese. L'Italia è molto presente come luoghi e soprattutto come fonti delle trame: Romeo and Juliet, Othello, The Tempest, The Merchant of Venice, The Taming of the Shrew e i drammi romani.

Non è arrivato nessun manoscritto di Shakespeare. Solo in pochi casi compare il nome sul frontespizio. I problemi sono due: il modo di trasmissione e l'originalità. (P. 43) In vita, Shakespeare non ha mai autorizzato stampe delle sue opere: il primo corpus è quello pubblicato dopo la sua morte dai suoi due amici, nel 1623. I testi moderni sono il risultato del confronto tra diverse versioni. Nel 1623, Heminges e Condell formano la raccolta più attendibile di 36 dei suoi brani (attualmente, 40 sono quelli riconosciuti), di cui 18 mai stampate prima. Il volume, First Folio (formato riservato alle opere di grande importanza), contiene Comedies, Histories and Tragedies.

La pubblicazione delle opere

Shakespeare non pubblicava perché scriveva per soldi, a dire di Nick Horby. Non era preoccupazione di Shakespeare pubblicarle, perché la pubblicazione non prevedeva il riconoscimento del diritto d'autore (il copyright è una legge successiva, ma comunque l'Inghilterra è una delle prime nazioni a riconoscerlo, nel 1714, per 14 anni se l'autore ancora in vita, 21 se morto. In Italia, il privilegio degli autori funzionava in modo diverso per ogni staterello: la prima legge è dopo l'unificazione, nel 1875). Shakespeare guadagnava dagli incassi delle rappresentazioni.

Non si sa quale potrebbe essere stato il testo definitivo voluto dall'autore, né le date certe. Nelle ed. critiche mostrano anche 4 date di composizione, pubblicazione e stampa. Le datazioni non sono sicure.

I testi di Shakespeare

I testi nascono come copioni per il teatro. Non essendoci nulla di stampato, succedeva che qualcuno della compagnia si vendeva il copione alle compagnie rivali. Erano praticamente copie non autorizzate dall'autore, messe insieme costruite sulla memoria di uno o più attori, destinate a più compagnie. Ci sono molte varianti.

Romeo and Juliet

Passati già i lost years, Shakespeare è a Londra e ha fondato la compagnia dei Lord Chamberlain's Men (1594). Il 1592 è troppo anticipata come data. Esiste una prima copia pirata nel formato piccolo (in quarto): Q1 del 1597, anno in cui il testo è stato anche sicuramente rappresentato. Poco probabile che sia stato scritto e messo in scena nello stesso anno, anche se Shakespeare scriveva molto velocemente. La compagnia del Lord Hanson che la rappresentò, era protetta da un lord morto nel 1596, quindi si può datare tra 1595-96. È una copia mnemonica, mancano battute e sembra un riassunto (bad in quarto). La seconda copia (Q2) esce nel 1599: sembra un pochino più autorevole (good in quarto): ricorretto, aumentato ed emendato. Nel 1622 compare la prima ed. con il nome di Shakespeare sul frontespizio. Nel 1623 esce nel First Folio. Servono tra le 4 e le 7 ed. per avere una ed. abbastanza corretta: si tende per lo più ad accettare quanto si può, per non perdere nulla. In conclusione, non si sa se qualunque ed. contemporanea sia davvero quella voluta dall'autore.

Nessun testo di Shakespeare è originale: le trame...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FrensysCastle di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale o del prof Pirè Luciana.
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