Martina Terlizzi
14.09.2020
“L'émergence littéraire des femmes: de la Renaissance
lyonnaise à la cour de Louis XIV”
Nella prima metà del cinquecento Lione conosce un particolare periodo di sviluppo,
fortunato momento culturale in cui emerge una presenza femminile attiva nel
panorama lionese. Analizzeremo in particolare alcune liriche di due poetesse:
Pernette du Guillet et Louise Labé. Dopo il Rinascimento lionese, che va dagli anni
‘40 agli anni ‘60 del cinquecento, ci spostiamo in un altro momento forte della
produzione letteraria francese che è quello Classique. La littérature classique
concerne un ventennio di produzione durante il regno di Luigi XIV, più o meno dal
1660 al 1680. Si tratta di una letteratura molto codificata in cui sono i lettori e il
pubblico stesso a riconoscere negli autori contemporanei dei classici, cioè autori che
si insegnano in classe, non solo gli antichi ma anche loro contemporanei che per
capacità sono in grado di imitare ma soprattutto emulare la letteratura classica
portando la Francia al livello di civiltà alto tanto quanto quella greca, quella latina e
quella rinascimentale italiana. Prenderemo in considerazione un’opera di Jean
Racine, autore uomo ma che ha dedicato una delle sue prime tragedie alla figura di
Andromaque. In questo caso è il personaggio ad essere una donna, assoluta
protagonista della scena come non capitava in precedenza se non per alcune figure
mitiche; sono presenti anche una serie di allusioni alla contemporaneità con la figura
della regina, della madre di Luigi XIV. Contemporaneamente studieremo anche
l’opera di Madame de Lafayette che si intitola La princesse de Clèves
, qui torniamo
ad un'autrice che scrive un romanzo totalmente dedicato alla figura della
protagonista, che dà anche il titolo al romanzo.
IL RINASCIMENTO
Il Rinascimento è un momento in cui questa questione della scrittura femminile e in
particolare la cultura lionese prevede proprio una riflessione su questo tema, perché
in maniera inedita mostra una presenza significativa di autrici rispetto alla maggior
parte della produzione medievale diffusa e conosciuta che è di stampo maschile. Il
medioevo riconosce la poetessa Christine de Pizan come modello e all’inizio del
secolo la produzione di Marguerite de Navarre, la sorella del re; entrambe quindi
appartenenti ad un ambito politico, aristocratico e di potere.
Il Rinascimento vede il grande sviluppo della stampa, quindi possiamo parlare di una
scrittura femminile laddove non ci riferiamo a una produzione manoscritta condivisa
in ristrettissimi cerchi, ma ci riferiamo alla possibilità che la donna ha di accedere
alla pubblicazione e quindi diffondere la propria produzione ad un pubblico di lettori. /
Martina Terlizzi
Considereremo la donna innanzitutto come autrice in un discorso di sociologia
letteraria, cioè socialmente come le donne hanno accesso alla pubblicazione? Qual è
il rapporto con gli editori e con l’istituzione del tempo? Cosa le introduce e come
vengono legittimate? Chi gli dà la parola? Danno la parola effettivamente a delle
autrici o l’autrice è una costruzione editoriale? Vedremo come gli ambienti editoriali
lionesi non sono solo un luogo redazionale ma proprio una fabbrica che fabbrica il
testo e lo fa o legittimandolo con una serie di paratesti importanti o anche
costruendolo. Si parla quindi di una scrittura editoriale.
Ci troveremo a parlare di paratesti
, dove per paratesto si indicano tutti quei testi che
hanno un rapporto stretto con il testo stesso ma che non appartengono al testo
letterario, quindi prefazioni, dediche, lettere dell’editore, le cosiddette pièce liminaire
(= che stanno sulla soglia del testo). Era un’abitudine nel cinquecento, secolo
giovane che guarda alla stampa con una certa perplessità e paura, perchè un conto è
pubblicare il proprio manoscritto le cui copie sono in numero finito e per pochi e un
conto è la pubblicazione a stampa, dove l’autore cede il manoscritto a un editore che
ne fa un prodotto che circola in tutto il mercato librario. Quindi queste pièce
liminaire
, cioè la produzione di altri autori che elogiano la tua opera, la presentano, la
incoraggiano, ne dicono subito il valore, aiuta come premessa ad affrontare il testo;
ci dicono quali sono gli amici, chi collabora a questa pubblicazione, come viene
presentata, quali sono i punti forti secondo il pubblico del tempo.
Lavoreremo soprattutto sulla struttura delle opere domandandoci quanto la
presenza femminile possa influenzare la struttura dell’opera stessa. Con la poesia
d’amore avremo come modello il Canzoniere di Francesco Petrarca, raccolta di
liriche d’amore che narrano in versi l’amore sfortunato dell’amante per l’oggetto
d’amore che in qualche modo sfugge alla presa, al desiderio, al possesso creando
una tensione, un antitetico movimento verso e contro tale oggetto che fa la
modernità e la bellezza del Canzoniere. Laura, l’oggetto d’amore di Petrarca, è al
tempo stesso il lauro, cioè si identifica con la poesia come oggetto di desiderio di
ricerca della gloria poetica.
Il fatto di dire che il soggetto che ama è una donna e l’oggetto è un uomo,
strutturalmente come cambia il Canzoniere? Come si esprime il desiderio e anche
tutto quello che Petrarca ha reso canonico, ad esempio la descrizione di Laura
bionda con gli occhi azzurri?
La stessa cosa la vedremo nel teatro di Racine, come cambia la tragedia laddove il
soggetto protagonista è una figura femminile? Quindi restano le azioni, il potere e la
politica? Oppure la tragedia si costruisce intorno alla tematica amorosa lasciando ai
margini quello che è il discorso politico, di potere, di azione?
Ugualmente nel romanzo, vedremo come essendo la protagonista una donna oltre a
cambiare tematicamente l’azione, il duello, la dinamica eroica del protagonista,
cambierà anche il tipo di spazio lasciato al sentimento e a quella che è la percezione
del sentimento, con la conseguente introduzione del monologo e del discorso
indiretto libero. Il romanzo perderà anche quella caratteristica romanzesca di /
Martina Terlizzi
avventure e disavventure che si accumulano per stabilizzarsi in un immobilismo a
discapito dell’azione ma a favore di una profondità psicologica cambiando per
sempre le caratteristiche del romanzo moderno.
Infine, formalmente, a livello di scrittura, quali sono les marques du féminin
? Termine
di Gérard Genette, critico francese che ha lavorato soprattutto negli anni settanta e
che è stato un allievo di Barthes, quindi uno strutturalista che ha considerato l’opera
in sé come una struttura con un insieme di elementi che si definiscono in rapporto
l’uno con l’altro; analizzando la struttura ha notato come esistano delle marques du
féminin, quindi dei segnali del fatto che il soggetto dell’enunciazione è una donna.
Banalmente avremo alcune marques grammaticali, come la -e negli aggettivi, ma
oltre a queste cambiano altre marques nella scrittura per esempio nei tempi verbali,
nel momento in cui è una donna a scrivere si favoriscono l’imperfetto, il passato
remoto e alcune figure retoriche riconducibili ad una scrittura femminile oppure no.
Ci sono un sentimento e una percezione del tempo differenti. Notiamo un senso di
circolarità, un armonia o disarmonia nate da alcuni elementi stilistici della scrittura.
Nel nostro discorso un riferimento imprescindibile è dato dai gender studies, ovvero
studi che sono una branchia dei cultural studies e che si sono occupati appunto di
genere. Sono studi nati in particolare nel nord America negli anni settanta in un
momento politico e culturale importante di affermazione della donna, infatti non si
propongono solo di analizzare ma anche di emancipare. Con gender non si intende
un corredo genetico e non si entra nel merito di una sessualità, ma di un’identità
sessuale acquisita all’interno di una certa cultura e in un dato periodo storico.
Il Rinascimento è un momento particolarmente fortunato della presenza femminile.
Innanzitutto perchè è un secolo in cui la divulgazione culturale è molto più ampia
rispetto all’epoca precedente, quindi le donne di una certa classe sociale hanno
accesso alla cultura, possono leggere e istruirsi; è proprio della cultura umanistica
affrontare il problema della formazione, incoraggiando la lettura di testi che
finalmente sono alla portata di molti. Il numero di copie dei testi è molto più alto
rispetto alle copie di manoscritti e inoltre a livello di costi, il manoscritto era un
investimento.
Questa è anche l’epoca della riforma, quindi di un incoraggiamento a una lettura
diretta. La riforma rompe con il potere delle istituzioni religiose, della chiesa romana
e permette al fedele il libero accesso al testo, un accesso diretto e privato. Questo
permette anche alle donne un accesso diretto alla letture dei testi biblici, una
comprensione diretta e personale in cui si è protagonisti della percezione della
parola dell’antico e del nuovo testamento; in questo la donna risulta una lettrice più
autentica
, più pura, più spontanea proprio perchè non ha accumulato una serie di
stratificazioni culturali, di lezioni che invece un uomo normalmente formato ha. E
proprio per il suo essere cristallina e ingenua, la donna diventa un pubblico
privilegiato. Il Rinascimento e la riforma sono momenti di recupero della purezza
iniziale. Il secolo valorizza la donna come lettrice e come produttrice, perchè nel /
Martina Terlizzi
momento in cui la donna scrive avendo meno stratificazioni è più autentica e
spontanea, meno artificiale.
Questa è l’epoca in cui ritornano alcune grandi filosofie del passato, prima fra queste
quella platonica. La filosofia di Platone è apparentemente meno codificata e
strutturata rispetto a quella di Aristotele che era stata precisamente e puntualmente
studiata da tutta la cultura medievale; Platone sfugge alle definizioni, procede per
miti e metafore, illumina. Il suo è un discorso meno logico che presuppone una sorta
di impatto poetico con i testi e questo piace molto alla cultura rinascimentale che
cerca di scardinare tutta quella che è la filosofia scolastica, le glosse, le definizioni. I
testi di Platone, che non ha mai scritto ma ha lasciato ai suoi discepoli la
trasmissione orale del suo sapere, appaiono più interessanti. La sua filosofia
valorizza in fondo la figura femminile come l’altra metà; è una filosofia in cui la
donna dialoga con l’uomo, c’è un epoca arcaica e arcana in cui i due elementi,
femminile e maschile, convivevano nel cosiddetto androgeno che poi ha subito una
corruzione nel mondo reale e si è dovuto dividere in due anime alla ricerca di
un’unità. Riconosce alla donna lo stesso statuto dell’uomo. Nei Dialoghi d’amore di
Leone Ebreo troviamo Filone che risponde a Sofia, che non è solo la saggezza ma
una ragazza, una donna, una sulamita nella cultura ebraica. Ricorda il filone ebraico
che X il dialogo tra l’uomo e la donna, il procedere della saggezza. Primo fra tutti il
Cantico dei cantici dove il libro della Bibbia che mette a tema il rapporto amoroso, è
un libro in cui due voci dialogano, la sulamita e il X. La figura femminile prende la
parola, è protagonista, parla del suo desiderio d’amore.
Il Rinascimento dà alla donna a livello sociale, culturale, politico e intellettuale uno
spazio inedito che favorisce la formazione di lettrici e scrittrici.
[Cenni bibliografici, documento su Ariel che serve per vedere le date e capire un po’
l'interesse nei confronti della figura femminile autrice del rinascimento, come è nata
e come si è sviluppata]
Il termine l' émergence sintetizza la difficoltà di questa maternità dell’opera. Non solo,
il termine fa pensare anche alla necessità di far emergere il sommerso, è
interessante perché queste figure femminili capaci di condizionare la struttura
dell’opera in qualche modo trasgrediscono l’appartenenza alla corte. Compiono gesti
di trasgressione dal punto di vista sociale, culturale. Questo elemento di
trasgressione sarà quello che ricercheremo 15.09.2020 /
Martina Terlizzi
Lyon a une position géographique avantageuse, elle se place comme rivale
économique et culturelle de Paris. Cette position signifie que la ville est au centre
d’une série d'échanges privilégiés au carrefour entre le nord et le sud de la France,
entre le nord donc les Pay-Bas, l’Allemagne et le sud donc la France et l’Italie et la
France. L’Italie est la patrie de l’humanisme et de la renaissance et qu’est tout à côté
de Lyon.
A la fin du quinzième siècle il y a une séries des guerres en Italie qui se combattent
entre la France et l’Espagne qui est déjà un empire. Ces guerres se combattent sur le
terrain italien parce que c’est l’Italie en crise, ce sont les grands villes de l’Italie
(Mantoue, Florence, Venise, Rome) qui connaissent une période de crise politique
institutionnelle et donc la France et l’Espagne cherchent à conquérir l’Italie pour
s’affirmer au coeur de l’Europe. On parle de descente des rois français en Italie.
Charles VIII par exemple qui arrive jusqu’à Naples et passe par Milan plutôt que
Florence, Mantoue, Urbino et Rome.
Donc l’Italie représente l’humanisme et la renaissance entre le quatorzième et le
quinzième siècle mais au seizième elle est déjà en crise politique et militaire. C’est la
France qui rencontre la civilisation italienne au moment de cette crise et donc on
passe toujours par Lyon pour aller combattre en Italie. C’est la vie privilégiée pour
passer les Alpes. Déjà au quatorzième siècle à Lyon s’affirment les quatre foires,
donc des moments d’échange commerciale, qui présentent la possibilité de faire des
échanges sans payer des douanes. Lyon obtient à cause de sa position
géographique d'organiser quatre foires annuelles. La ville est située entre deux
fleuves importants, le Saône et le Rhône. Avant tout, Lyon est une ville de marchands
qui participent à ces foires et donc qui obtiennent des avantages économiques pour
affirmer à Lyon des entreprises de production; avant tout de production qui concerne
les tissus, donc les étoffes de soie. Ça c’est la nouveauté de la fin du quinzième
siècle et le début du seizième.
A un certain moment, François I, qui est le roi de la Renaissance française, combat
contre les génois, qui avaient une sorte de monopole pour la production de soie.
François I décide de donner de l’argent à des entrepreneurs lyonnais pour construire
ses ateliers et la ville obtient le privilège de la fabrication des étoffes d’or, d’argent et
de soie. Ça permettra aussi à l’aristocratie et à la bourgeoisie de s'habiller de façon
élégante et raffinée.
Lyon est aussi la ville des banquiers qui arrivent de l’Italie où ils se sont enrichi avant
la crise. Les imprimeur de l'Allemagne et de l’Italie font la même chose. A Lyon il y a
la liberté d’expression. A Lione c’è un'attività editoriale volta a diffondere i grandi
modelli italiani ma anche una produzione spirituale, quindi di tipo religioso, più libera.
La fin du quinzième siècle et le début du seizième reconnaît la valeur de la poésie de
Pétrarque , c’est à dire de la poésie en vulgaire. Il Canzoniere di Petrarca è scritto in
italiano, siamo alla fine del 1300 e Petrarca è l’uomo di passaggio tra la cultura
medievale a cui ancora appartiene e una cultura cosiddetta moderna già umanistica. /
Martina Terlizzi
Petrarca si affida alla cultura classica come punto di riferimento più interessante di
quanto non sia l’esperienza cristiana e medievale che sta vivendo. In quel periodo la
Chiesa stava vivendo un momento di crisi, Petrarca è costretto a vivere ad Avignone
proprio perché il papa deve abbandonare Roma. L’istituzione cattolica, la chiesa
come potere temporale, esprime il suo peggio e questo allontana un mondo sempre
meno sedotto dal messaggio cristiano che sente una maggiore affinità con il mondo
antico.
Petrarca sperimenta le contraddizioni della vita tra cui l’innamoramento per Laura.
Nel 1327 durante un venerdì di Pasqua dedicato alla passione, a messa vede Laura e
si innamora perdutamente di lei. Racconterà questo amore nel Rerum vulgarium
fragmenta in italiano. La novità è di dare alla lingua volgare la stessa nobiltà della
lingua classica.
Jean de Tournes qui a travaillé en Italie connaît bien ce modèle, il comprend bien que
Pétrarque représente un modèle pour toute la poésie européenne parce qu’il dit en
vers les contradictions, l'inquiétude de l’esprit moderne. Il raconte à travers son
histoire d’amour le conflit que l’individu moderne sent à l'intérieur et la volupté même
de la souffrance amoureuse. Donc il décide de publier à Lyon “ Il Petrarca” , un recueil
qui contient la production de Pétrarque. Au début de ce recueil il place le portrait et la
biograph
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