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Intelligenza emotiva

“E’ la capacità di monitorare le emozioni proprie e altrui, differenziandole ed utilizzando tali informazioni per guidare il proprio pensiero e le proprie azioni” Salovey e Mayer 1990

L’intelligenza emotiva è la capacità di metabolizzare ed esprimere con il proprio comportamento una motivazione sul lavoro. Non è del tutto vero che essa dipenda da geni ereditati da genitori/antenati poiché la gestione delle emozioni può essere allenata (ci si può esercitare a tenere lontana la negatività).

Esempio di Bill Gates

Un esempio è il fondatore di Microsoft, Bill Gates. Infatti, si rese conto che il suo problema stava diventando un problema per la sua azienda poiché si riversava sui dipendenti. Per questo, tramite un programma apposito, è riuscito a tenere sotto controllo la propria negatività salvando al contempo l’azienda: il primo passo è quindi quello di riconoscere le negatività per poter intervenire.

Ghiandola amigdala: essa produce serotonina, nota anche come ormone del buonumore utile quindi per tirare su il morale ma, se ne dovesse produrre in quantità eccessive, essa causerebbe stress (come a Bill Gates).

Dimensioni dell'intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva ha 4 dimensioni:

  • Competenze personali (consapevolezza di sé / gestione di sé)
  • Competenze sociali (consapevolezza sociale / gestione delle relazioni sociali)

“Il bravo leader è colui che quando non c’è non si nota, se si nota la tua assenza non sei stato in grado di ispirare i tuoi dipendenti”.

Competenze personali

La consapevolezza di sé riguarda il conoscere ed il saper esprimere i propri sentimenti, conoscere i propri punti di forza e di debolezza capendo in cosa si può migliorare ed accettando le critiche costruttive. Essere autoconsapevoli delle proprie capacità vuol dire anche avere fiducia in se stessi.

La gestione di sé riguarda l’autocontrollo, quindi riuscire a dominare le emozioni al fine di incanalarle verso fini costruttivi senza permettere ad esse di ostacolarci. Bisogna perciò essere motivati per guidare sé stessi verso nuove direzioni, rendendoci di fatto artefici del proprio cambiamento.

Competenze sociali

Tra le competenze sociali troviamo l’empatia, ovvero la capacità di percepire e riconoscere le emozioni altrui al fine di sintonizzarsi con loro e vedere secondo la loro prospettiva.

Inoltre, abbiamo le abilità sociali, ovvero saper leggere bene le emozioni all’interno delle relazioni al fine di trattare con efficacia le interazioni, i conflitti e i problemi comunicativi che si potrebbero creare; ciò ci permetterebbe di persuadere, tramite le doti comunicative/dialettali, altre persone in modo da spingerle verso i propri obiettivi inducendo negli altri risposte desiderabili.

Gestione del tempo

Dal punto di vista dell’essere umano possiamo distinguere 3 tipi di tempo:

  • Tempo naturale: riguarda gli aspetti fisiologici dell’esistenza
  • Tempo collettivo: è stabilito dalle convenzioni e dalle necessità di relazioni fra gli esseri umani
  • Tempo mentale: è costituito dalla percezione individuale del succedersi degli eventi

Queste 3 dimensioni devono coesistere coerentemente ed in armonia poiché ognuno di noi si muove nel tempo naturale, bilancia il tempo naturale con quello collettivo e progetta e si organizza mediante il tempo mentale.

Tipologie di tempo

Possiamo suddividere il tempo in due tipologie:

  • Tempo soggettivo o psichico: si intende il complesso di relazioni prima e dopo tra un individuo e un avvenimento; esso è fortemente influenzato dalle emozioni e dalla situazione fisica/psichica in cui ci si trova. Ad esempio, il tempo è percepito come infinito quando ci si trova in situazioni sgradevoli (sembrano passate ore ma guardando l’orologio ci si rende conto che sono passati solamente pochi minuti).
  • Tempo oggettivo o reale: si intende il tempo come una convenzione, regolato e misurato attraverso l’orologio/il calendario. Esso deriva quindi da studi fisici di Cartesio ed Einstein.

Infine, troviamo ulteriori distinzioni all’interno della filosofia manageriale; essa suddivide il tempo in 3 macro-gruppi:

  • Attività di routine: sono tutte quelle attività che si ripetono quotidianamente o comunque con una certa frequenza (esempio la lettura della posta), esse sono quindi ripetitive, prevedibili, programmabili, facilmente metodizzabili e controllabili. Si può agire riducendo il tempo delle singole operazioni ed esso influisce al 31%.
  • Attività innovative: sono tutte quelle attività non programmabili, ripetibili, prevedibili e metodizzabili (ad esempio una riunione, sotto il punto di vista del contenuto). Tanto più l’attività è innovativa, tanto più sarà ricca di imprevisti e difficilmente si riuscirà a prevedere il risultato finale. Si può agire sui tempi morti e su quelli di prestazione ed esso influisce per l’1%.
  • Attività di pronto intervento: sono tutte quelle attività non programmabili, non ripetitive e non metodizzabili che obbligano l’individuo ad interrompere tutte le altre attività per dedicarsi ad essa (ad esempio telefonate o riunioni non previste). Si può agire cercando di limitare e contenere tali attività ed esse costituiscono il restante 58%.

Azioni e prerogative del tempo

  • Limitato: Il limite è soggettivo.
  • Incontrollabile: Non può essere rallentato o accelerato, fluisce indipendentemente da ciò che accade.
  • Irrecuperabile: Le ore trascorse non possono essere recuperate; si può infatti accelerare il ritmo quando si rimane indietro ma non riavere indietro le ore perse.
  • Invariabile: Le emozioni ed alcuni avvenimenti possono far percepire cambiamenti di velocità nel trascorrere del tempo ma non è così, esso rimane invariato.
  • Universale: Il tempo scorre per tutti alla stessa velocità.
  • Non cumulabile: Non è possibile prendere delle ore “libere” di una giornata e trasferirle in un’altra giornata più impegnativa.

Business Model Canvas

Il business model è uno strumento concettuale il quale descrive in che modo un’azienda “crea, distribuisce e cattura valore”. Può esser definito come l’insieme delle pratiche organizzative e delle strategie attraverso cui si acquisisce un vantaggio competitivo sul mercato; esso deve essere flessibile per adattarsi all’ambiente dinamico (sarebbe impensabile pensare che un business model, per quanto di successo, possa durare in eterno: esso, per continuare a creare valore, deve cambiare adattandosi all’ambiente dinamico).

Il Business Model Canvas rappresenta graficamente le principali attività che sono alla base di un Business Model ed è composto da 9 blocchi. Grazie ad esso è possibile ottenere una rappresentazione della realtà intesa come un grande ecosistema di attività interdipendenti ed interconnesse fra loro. Nella parte superiore del modello, intuitivo e di facile lettura, sono rappresentate informazioni non finanziarie come le risorse chiave, i partner, i canali di...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher i-can_lg di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Leadership and team performance management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Di Giosaffatte Luigi.
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