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CAPITOLO 5: Le strutture intermedie

Struttura intermedia = correlazione multimultivoca tra strategie di manifestazione e valori linguistici.

I testi della comunicazione verbale sono eventi semiotici che trasmettono un senso (la lingua in sé non esiste, è un

insieme di testi). Il linguista riconosce le lingue diverse riconoscendo proprietà diverse dei testi.

5.1 La lingua sapere non saputo

Il dato di partenza per lo studio della lingua è il corpus dei testi prodotti in quella lingua > il parlante conosce la lingua

in quanto la sa usare. Es: gara e partita. Gara di tennis. / Partita di calcio.

Non sappiamo esplicitare in modo preciso la struttura semantica dei due vocaboli, né spiegare perché non si possono

alternare, ma sappiamo usarli nel modo giusto.

La lingua, dunque vive in una particolare dimensione psichica: non c’è da nessuna parte, neanche nella coscienza dei

parlanti (noi non pensiamo in continuazione a tutti i segni che conosciamo, ma i segni vengono attivati solo nel

momento in cui li usiamo per parlare). Nella memoria del parlante sono presenti dei patterns di realizzazione che ci

permettono di riconoscere le realizzazioni del modello quando qualcuno ci parla e di realizzare testi a nostra volta.

5.2 Quali sono le strutture intermedie

La lingua è composta da strutture intermedie, divise in 5 classi fondamentali:

Lessico

✔ Morfologia

✔ Sintassi

✔ Intonazione

✔ Ordine delle parole

Conoscere un sistema linguistica (una lingua storico-naturale) significa conoscere, oltre al lessico, anche la sua

grammatica (=morfologia+sintassi).

Lessico

Componente di base di una lingua. Si può dire che il lessico è formato dalle parole, ma è meglio dire lessemi (=elementi

del lessico). I lessemi possono essere variabili o invariabili; tutte le lingue sono costituite da lessemi, dato che una delle

funzioni fondamentali di una lingua è quella nominale.

Grammatica

È l’insieme delle regole che determinano l’uso delle parole. Si divide in sintassi e morfologia (quest’ultima non sempre

presente).

La morfologia non è presente nelle lingue isolanti (cinese, vietnamita, …) dove sono presenti solo il livello

 base lessicale e sintattico; anche nelle lingue dove la morfologia è presente, essa non riguarda tutti i lessemi, e

tra lingue che presentano la morfologia, alcune hanno più fenomeni morfologici di altre (tedesco:

der/den/dem/des junge Man - inglese: the young man.)

La sintassi è l’insieme delle regole per ottenere combinazioni significative di lessemi; da essa dipende la

 creatività del sistema linguistico, ovvero dalle possibilità da essa offerta di creare combinazioni significative. Il

significato del testo è in funzione dei significati dei suoi costituenti, ma non ne è la somma; la sintassi è la zona

virtuale con la quale vengono costituiti possibili frammenti di mondo.

Es: sollevi sempre questioni impertinenti. Sempre: presenta in ogni caso la stessa forma.

Sollevi: parte stabile (sollev-) + parte variabile (iamo/ate/ano/ato/ati/ate…)

Intonazione

È l’insieme dei fenomeni sovrasegmentali o prosodici utilizzati per manifestare diverse manifestazioni del contenuto.

In molte occasioni, ha l’incarico di dare il significato generale del testo (si avvicina all’ostensione). La sua arbitrarietà è

minima, ma ha molta potenza espressiva; è una strategia dominante: l’ironia può persino capovolgere il significato di un

enunciato.

Ordine delle parole

È più rilevante per le strategie di manifestazione della sintassi in certe lingue rispetto ad altre (è più importante in

inglese che in francese, ad esempio). L’ordine delle parole è importante per stabilire le funzioni sintattiche, ma serve

anche per distinguere livelli più strategici di senso: es: X con questo libro si diverte / Con questo libro si diverte X.


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Corso di laurea: Corso di laurea in lettere (BRESCIA - MILANO)
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