gruppo fosfato è diventato ADP.
Successivamente il gruppo fosfato viene spostato in posizione 1, si ottiene dunque il glucosio 1 fosfato. Esso reagisce con l’uridintrifosfato e UTP, una molecola simile all’ATP, per formare il complesso UDPG ovvero uridindifosfato glucosio e liberando pirofosfato. Infine, agisce un enzima ramificante, il glicogeno sintetasi, che impiega il complesso per allungare una catena di glicogeno già esistente di un’unità. Quando invece bisogna iniziare una catena di glicogeno, agisce un altro enzima, la glicogenina.
Glicogenolisi
È il processo opposto alla glicogenesi attraverso il quale le molecole di glicogeno vengono demolite per idrolisi per ottenere glucosio, si tratta, dunque, di un processo catabolico, ovvero distruttivo. Si verifica quando la concentrazione di glucosio nel sangue è più bassa rispetto alla norma. In questa situazione interviene il glucanone, che stimola la degradazione di glicogeno.
Tuttavia, per ottenere il glucosio dal glicogeno non basta percorrere le reazioni al contrario, poiché la prima fosforilazione della glicogenesi non è reversibile. È necessario impiegare una via diversa nella quale un enzima, la fosforilasi, stacca dalla catena di glicogeno un’unità di glucosio sotto forma di glucosio 1 fosfato, che successivamente viene convertito in glucosio 6 fosfato. A questo punto, se la glicogenolisi avviene nel fegato, il glucosio viene riversato direttamente nel circolo sanguigno per incrementare il valore della glicemia; se, invece, il processo si verifica nel muscolo, il glucosio sarà impiegato nella glicolisi. Infatti, il fegato è l’organo deputato al controllo della glicemia; nei muscoli è presente, invece, il glicogeno di riserva necessario per la produzione di energia.
Respirazione cellulare
Glicolisi
È un processo catabolico formato da molte reazioni, attraverso il quale il glucosio, composto da 6 atomi di carbonio, viene scisso in due molecole di acido piruvico, ognuna composta da 3 atomi di carbonio. La glicolisi è un processo anaerobico in quanto si verifica in assenza di ossigeno, perciò è comune a tutti gli esseri viventi. Tutte le reazioni della glicolisi si verificano in presenza di determinati enzimi nel citosol. La regolazione di questi processi è molto importante, infatti, l’energia deve essere prodotta soltanto quando è necessario per minimizzare gli sprechi. La glicolisi può essere suddivisa in due fasi:
- Fase preparatoria
È un processo endoergonico poiché per verificarsi necessita di una certa quantità di energia, derivante dalla conversione dell’ATP in ADP. Il glucosio proveniente dalla glicogenolisi verificatasi nei muscoli subisce due fosforilazioni e una trasformazioni: acquisisce due gruppi fosfato in seguito alla separazione di due molecole di ATP in ADP e dunque si ottiene il fruttosio 1,6 difosfato. Successivamente questa molecola è scissa in due molecole più semplici ognuna delle quali è formata da 3 atomi di carbonio, il gliceraldeide 3 fosfato e il diidrossiacetone fosfato. Quest’ultimo è a sua volta convertito in un’altra molecola di gliceraldeide. Dunque, alla fine del processo da una molecola di glucosio sono state ottenute due molecole di gliceraldeide 3 fosfato e sono state utilizzate 2 molecole di ATP.
- Fase di produzione di energia
Durante questa fase, i prodotti della gliceraldeide sono impiegati per legare all’ADP un
gruppo fosfato è diventato ADP.
Successivamente il gruppo fosfato viene spostato in posizione 1, si ottiene dunque il glucosio 1 fosfato. Esso reagisce con l’uridintrifosfato o UTP, una molecola simile all’ATP, per formare il complesso UDPG ovvero uridindifosfato glucosio e liberando pirofosfato.
Infine, agisce un enzima ramificante, il glicogeno sintetasi, che impiega il complesso per allungare una catena di glicogeno già esistente di un’unità. Quando invece bisogna iniziare una catena di glicogeno, agisce un altro enzima, la glicogenina.
Glicogenolisi
È il processo opposto alla glicogenesi attraverso il quale le molecole di glicogeno vengono demolite per idrolisi per ottenere glucosio, si tratta, dunque, di un processo catabolico, ovvero distruttivo. Si verifica quando la concentrazione di glucosio nel sangue è più bassa rispetto alla norma. In questa situazione interviene il glucanone, che stimola la degradazione di glicogeno.
Tuttavia, per ottenere il glucosio dal glicogeno non basta percorrere le reazioni al contrario, poiché la prima fosforilazione della glicogenesi non è reversibile. È necessario impiegare una via diversa nella quale un enzima, la fosforilasi, stacca dalla catena di glicogeno un’unità di glucosio sotto forma di glucosio 1 fosfato, che successivamente viene convertito in glucosio 6 fosfato. A questo punto, se la glicogenolisi avviene nel fegato, il glucosio viene riversato direttamente nel circolo sanguigno per incrementare il valore della glicemia; se, invece, il processo si verifica nel muscolo, il glucosio sarà impiegato nella glicolisi. Infatti, il fegato è l’organo deputato al controllo della glicemia; nei muscoli è presente, invece, il glicogeno di riserva necessario per la produzione di energia.
Respirazione cellulare
Glicolisi
È un processo catabolico formato da molte reazioni, attraverso il quale il glucosio, composto da 6 atomi di carbonio, viene scisso in due molecole di acido piruvico, ognuna composta da 3 atomi di carbonio.
La glicolisi è un processo anaerobico in quanto si verifica in assenza di ossigeno, perciò è comune a tutti gli esseri viventi. Tutte le reazioni della glicolisi si verificano in presenza di determinati enzimi nel citosol. La regolazione di questi processi è molto importante, infatti, l’energia deve essere prodotta soltanto quando è necessario per minimizzare gli sprechi.
La glicolisi può essere suddivisa in due fasi:
- Fase preparatoriaÈ un processo endoergonico poiché per verificarsi necessita di una certa quantità di energia, derivante dalla conversione dell’ATP in ADP.
- Il glucosio proveniente dalla glicogenolisi verificatasi nei muscoli subisce due fosforilazioni e una trasformazione: acquisisce due gruppi fosfato in seguito alla separazione di due molecole di ATP in ADP e dunque si ottiene il fruttosio 1,6 difosfato. Successivamente questa molecola è scissa in due molecole più semplici ognuna delle quali è formata da 3 atomi di carbonio, il gliceraldeide 3 fosfato e il dihidroacetone fosfato. Quest’ultimo è a sua volta convertito in un’altra molecola di gliceraldeide. Dunque, alla fine del processo da una molecola di glucosio sono state ottenute due molecole di gliceraldeide 3 fosfato e sono state utilizzate 2 molecole di ATP.
- Fase di produzione di energiaDurante questa fase, i prodotti della gliceraldeide sono impiegati per legare all’ADP un
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Endocrinologia - le funzioni dell'insulina
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Metabolismo del glucosio
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Le esigenze del metabolismo
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Mappa riassuntiva del metabolismo del glucosio