Le cellule germinali
Le cellule, in linea generale, sono caratterizzate da:
- Morte
- Eccitabilità
- Riproduzione
- Specificità
- Ereditarietà, che di conseguenza garantisce l'evoluzione
Le cellule germinali, una volta mature, prendono il nome di gameti; queste cellule si distinguono da quelle somatiche principalmente perché godono di una riproduzione sessuata: esse trasmettono il proprio materiale genetico a una prole e quindi continuano il loro destino. Tale riproduzione consente la variabilità e ciò è permesso grazie al corredo aploide (n) di cui godono. Durante le primissime fasi dello sviluppo embrionale, le cellule germinali primordiali migrano nelle gonadi, dove continuano a dividersi mitoticamente e poi, attraverso un processo definito gametogenesi, si citodifferenziano in gameti.
Gametogenesi
La gametogenesi (che nella femmina prende il nome di ovogenesi e nel maschio spermatogenesi) è un processo meiotico che consente di partire da una cellula germinale diploide per formare quattro cellule aploidi caratterizzate da un patrimonio genetico dimezzato; la loro fusione però ristabilisce una condizione diploide, capaci di trasferire alla prole anche mutazioni genetiche. A differenza delle cellule somatiche, quelle germinali, durante lo sviluppo, restano indifferenziate.
- Negli invertebrati, si trovano raggruppate in una cavità del corpo o in una porzione dell’apparato circolatorio.
- Nei vertebrati, sono localizzate in strutture contigue al sistema escretore, e destinate a trasformarsi nell’adulto, in veri e propri organi riproduttori chiamati gonadi.
Nel maschio, le cellule germinali maturano nei tubuli seminiferi, sottili e convoluti (che si trovano nei testicoli) trasformandosi in spermatozoi. Nella femmina invece, maturano nell’ovario, trasformandosi in cellule uovo (ciascuna delle quali è avvolta da cellule follicolari che le proteggono e nutrono).
Teorie sulla riproduzione
Secondo il preformismo, un animale adulto, con organi e caratteri ereditari, si trovava già formato nella cellula uovo o nello spermatozoo; a tale teoria però, si contrappose quella dell’epigenesi, secondo la quale l’embrione si sviluppava a partire da un germe indifferenziato. Questa contrapposizione è durata fino all'affermarsi della teoria cellulare che affermava che qualsiasi essere vivente fosse formato da una o più cellule, all’interno delle quali hanno luogo reazioni chimiche.
Cellule somatiche e cellule germinali: aspetti di biologia dello sviluppo e di laboratorio
Le cellule in linea generale, sono caratterizzate da:
- Morte
- Eccitabilità
- Riproduzione
- Specificità
- Ereditarietà, che di conseguenza, garantisce l’evoluzione
Dall’inizio dello sviluppo delle cellule stesse si differenziano quelle somatiche e quelle germinali che, una volta maturate, prendono il nome di gameti.
Le cellule somatiche, in particolare, vanno a definire il soma e quindi il corpo di un organismo; più cellule somatiche si organizzano per andare a formare tessuti che a loro volta definiscono organi ed apparati. Queste cellule, essendo cellule del soma, non appartengono alle gonadi e sono destinate a decadere ad ogni generazione. Le cellule somatiche si moltiplicano solamente attraverso mitosi, quindi tramite riproduzione asessuata ed hanno un corredo cromosomico diploide (2n) e ciò vuol dire che ogni cromosoma è caratterizzato da due copie: una di origine materna e l’altra di origine paterna. La riproduzione asessuata nelle cellule somatiche è importante in quanto tali cellule hanno il compito di dover mantenere il soma non variando le informazioni contenute nel materiale genetico (il DNA); in questo modo le cellule figlie saranno identiche tra loro ed anche alla cellula madre. Nell’uomo, ad esempio, una cellula somatica presenta 23 coppie di cromosomi: considerando che la fusione di due gameti tramite la fecondazione forma uno zigote che quindi ha 46 cromosomi, vuol dire che i gameti ne possiedono invece solo 23.
Il concetto di cellula somatica nasce con la teoria di Weismann secondo la quale negli organismi sono presenti due linee germinali: una delle cellule germinali e l’altra delle cellule che compongono appunto il soma. Inoltre, la differenzazione tra le cellule che entreranno a far parte della linea somatica e quelle che faranno parte della linea germinale avviene nelle prime fasi dello sviluppo embrionale a partire dalle cellule staminali embrionali (fonte presa da chimica-online.it). Le cellule somatiche, poi, si riescono a riconoscere in laboratorio grazie al fatto che riescano ad assumere una colorazione blu, dovuta a coloranti come il metilene.
Le cellule germinali, invece, si distinguono da quelle somatiche principalmente perché godono di una riproduzione sessuata; ciò vuol dire che esse trasmettono il proprio materiale genetico ad una prole e quindi continuano il loro destino; tale riproduzione consente la variabilità e ciò è permesso grazie al corredo aploide (n) di cui godono.
Cellule germinali durante lo sviluppo embrionale
Durante le primissime fasi dello sviluppo embrionale, le cellule germinali primordiali migrano nelle gonadi; qui continuano a dividersi mitoticamente per produrre milioni di potenziali gameti e poi, attraverso un processo definito gametogenesi, si differenziano in gameti (fonte “Treccani”). La gametogenesi (che nella femmina si chiama ovogenesi e nel maschio spermatogenesi) è un processo meiotico che consente di partire da una cellula germinale diploide per formarne quattro aploidi aventi quindi un patrimonio genetico dimezzato. I gameti si citodifferenziano in cellule maschili e femminili; ed in maniera generale le cellule aploidi sono germinali mature o gameti.
Cellule germinali maschili nel tubulo seminifero
È importante ricordare che, con la meiosi, gli assetti cromosomici, quello della madre e quello... (testo tronco)
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