Estratto del documento

Tesinal’autismo e la sua diagnosi

Cenni storici

La prima relazione ufficiale in cui compare una descrizione del Disturbo dello Spettro Autistico risale al 1943 ad opera dello psichiatra austriaco Leo Kanner. Nella relazione riporta le osservazioni eseguite su un campione di undici bambini in cui individua la presenza di una “sindrome unica”, al cui centro pone una “incapacità innata a relazionarsi”, differente dalla condizione schizofrenica in cui si assiste ad un ritiro in seguito ad un normale sviluppo di relazioni. In tale sindrome, lo psichiatra individua invece “un’estrema solitudine autistica” presente fin dal principio dello sviluppo.

Inoltre, vi associa la presenza di difficoltà nel tollerare i cambiamenti, nell’anticipare le intenzioni altrui, nella gestione del linguaggio unita alla presenza di ecolalia ed errori nei pronomi personali, sebbene la maggior parte dei bambini avesse sviluppato buone capacità verbali. Mostravano inoltre reazioni estreme a rumori o movimenti che risultavano invece neutri per la maggior parte delle persone e comportamenti di auto-stimolazione sensoriale e maggiore interesse per gli oggetti piuttosto che per le persone.

Agli esordi, il Disturbo dello Spettro Autistico è stato circondato da una relativa confusione in merito alla sua definizione. Lo stesso Kanner riporta come alcuni dei bambini da lui osservati gli fossero stati presentati come “idioti o imbecilli” e solleva inoltre la possibilità che le peculiarità di questi bambini possano essere molto diffuse ma ricondotte a schizofrenia o disabilità intellettiva. Già Bleuler, infatti, nel 1911 aveva impiegato lo stesso termine, “autismo”, per riferirsi alla condizione di ritiro sociale che si verifica nei quadri schizofrenici.

In seguito ad alcune successive revisioni, tra cui fondamentali quelle di Rutter M. (1978), si è giunti nel 1980 all’inclusione della diagnosi di “autismo infantile” all’interno del DSM-III, insieme ad altre due categorie: una per i bambini che avevano soddisfatto inizialmente i criteri ma avevano poi presentato un notevole miglioramento e una per coloro che avevano soddisfatto i criteri in un periodo più tardo dello sviluppo.

Nel 1987, con la pubblicazione del DSM-III-R, compare la dicitura “Disturbo Autistico”, così da svincolare la diagnosi dall’insorgenza precoce nello sviluppo, e venne introdotta la categoria del “Disturbo Pervasivo dello Sviluppo non altrimenti specificato” per descrivere quei bambini che soddisfacevano meno degli 8 criteri necessari per ricevere la diagnosi.

Con la pubblicazione del DSM-IV nel 1994 vennero aggiunti alla medesima categoria anche il Disturbo di Asperger, il Disturbo di Rett e il Disturbo Disintegrativo della Fanciullezza. Nel maggio del 2013, con la pubblicazione del DSM-5, sono stati introdotti ulteriori cambiamenti. Primo di essi, la diagnosi di “Disturbo Autistico” è diventata “Disturbi dello Spettro Autistico” ed è stata eliminata la distinzione tra le varie categorie del Disturbo di Asperger, la Sindrome di Rett e il Disturbo Disintegrativo della Fanciullezza. La decisione di adottare il termine “spettro” per riferirsi a questo disturbo, permette inoltre di cogliere «sia l’eterogeneità che la continuità delle caratteristiche cliniche».

La diagnosi precoce

L’identificazione precoce dei sintomi e il trattamento precoce sono considerati due aspetti fondamentali per ridurre l’impatto che il disturbo può avere sulla vita dell’individuo e dei suoi familiari.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 6
L'autismo e la sua diagnosi Pag. 1 L'autismo e la sua diagnosi Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 6.
Scarica il documento per vederlo tutto.
L'autismo e la sua diagnosi Pag. 6
1 su 6
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SirDrakeS di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tfa Sostegno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale o del prof Scienze Storiche Prof.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community