LABORATORIO DI STORIA DELLE RELAZIONI EURO-
ATLANTICHE
La guerra di secessione
Aprile 1861. Decide se gli USA avranno una certa identità economica o un’altra. Si
chiude 4 anni dopo: Aprile 1865. In questi 4 anni si scontrano truppe degli stati del
Nord e del Sud. Gli stati del Nord = Nordisti o Unionisti (inizialmente chiamata unione),
Sud = Sudisti o Confederati. 11 stati chiedono la secessione escono dall’Unione e
danno vita a una confederazione.
E’ lo scontro tra giacche blu unionisti) e grigie (sud), Yankees e Dixies.
1° guerra moderna e totale: non coinvolge solo gli eserciti, ma anche la popolazione
civile. Gli USA spesero 69 miliardi di dollari (cifre attuali), spesi 100 per la prima guerra
mondiale.
Il casus belli ufficioso, alla base dello scontro, è l’elezione a presidente dell’unione di
Abraham Lincoln. In quel momento, nella storia USA, era in gioco il futuro economico:
Nord basa economia sull’industria, Sud sullo schiavismo. Scontro ideologico.
Differenze tra Nord e Sud:
NORD: stati industriali. Hanno la concezione del self-made man, l’uomo fatto da solo,
abituato a lavorare che deve scontrarsi col mondo del lavoro. E’ un mondo aziendale.
E’ una società mobile: è classista, basata sui ceti, ma è una società in movimento
(scala sociale). E’ una cultura che risente di quella britannica.
SUD: uomini illuministi. Sono proprietari agricoli, grandi signori che possiedono
latifondi, amministrati grazie agli schiavi. Sono uomini spesso illuminati (Washington,
Jefferson), e avevano spesso un rapporto amichevole con gli schiavi.
Anche se sfruttavano altre persone, nei neri non c’era l’autocoscienza dello
sfruttamento: si viveva in armonia con gli schiavi. Fin dalla nascita erano serviti dagli
schiavi: non vivevano del proprio lavoro, ma della rendita.
Dal punto di vista ufficiale la guerra si fa per abolire la schiavitù, ma in realtà la
motivazione è economica:
il sud non voleva che la schiavitù fosse abolita (venivano meno le loro ricchezze e il
sistema su cui era basata la stessa economia del sud. Si viveva anche della tessitura
del cotone). Il Nord era convinto che se si fosse abolita la schivitù, si sarebbe
abbassato il potere dei proprietari terrieri.
La motivazione ideale era comunque presente; anche motivazione legale: la
costituzione americana e nella dichiarazione di indipendenza c’era scritto che la tratta
degli schiavi e schiavismo erano incompatibili con la società americana. Tra fine ‘700 e
inizio ‘800 al Nord si erano gradualmente aboliti gli schiavi, mentre al Sud il sistema
aveva prosperato.
Ci fu al Nord tra inizio ‘800 e 1860 la nascita di un movimento antischiavista idealista:
schiavitù da abolire perché anticostituzionale. Il sud li temeva: non perché fossero
forti, ma temevano che i neri diventassero coscienti della loro posizione di inferiorità,
risvegliando le loro coscienze.
Nel 1860, quando viene eletto Lincol, il Sud pensa che si sia arrivati alla svolta: un
uomo del Nord deciderà di mettere fine alla schiavitù.
Altro motivo per cui si regge fino al 1860, e lì situazione scoppia: La preoccupazione
ulteriore alla base della guerra: 1820-1860 c’è espansione verso Ovest per conquistare
territori agricoli. Negli stati di nuova colonizzazione sarà portato il sistema del Nord o
la schiavitù?
Teatri dello scontro:
Geograficamente si possono individuare quattro fronti su cui è stata combattuta la
guerra:
Il Teatro Orientale, che comprendeva Virginia, Virginia Occidentale, Maryland,
Pennsylvania, il Distretto di Columbia, e la costa della Carolina del Nord;
Il Teatro Occidentale, in origine era l'area a est del fiume Mississippi e ovest della
catena montuosa degli Appalachi
Il Teatro Trans-Mississippi, comprendente il Dipartimento Trans-Mississippi (Missouri,
Arkansas, Texas, Territorio Indiano e parte della Louisiana) e la parte del Territorio del
Nuovo Messico a sud del 34º parallelo;
Il Teatro della Costa Pacifica, costituito dagli stati di Nevada California e Oregon e dai
Territori di Washington, Utah e Idaho.
Le strategie
Gli stati del sud adottano strategia difensiva: al sud per vincere la guerra sarebbe
bastato resistere si puntava all’esaurimento delle risorse dell’avversario invasore.
La strategia del Nord era di tipo offensivo: non si arriva subito a questa decisione.
Inizialmente proposta tattica di natura difensiva: il piano “Anaconda”, che prevedeva
una strategia simile al sud di logoramento. Si sceglie una guerra offensiva in quanto
disponevano dei mezzi per attuarla.
Per i primi anni del conflitto (fino al ’64) sembra che il Sud potesse vincere: solo nel
1864, quando Ulysses Grant prende il comando dell’esercito del Nord in un anno e
mezzo il Nord vince.
Se il Sud avesse adottato una strategia offensiva, avrebbe potuto meglio negoziare la
resa: inizialmente aveva dei vantaggi sia dal punto di vista della tradizione militare
(Virginia dava ufficiali, erano abituati alla guerra: dimestichezza con l’artiglieria
napoleonica francese). Se la guerra fosse durata poco il Sud aveva la possibilità di
vincere.
Nel lungo periodo era avvantaggiato il Nord: c’era una demografia più alta (maggior
disponibilità di uomini: esercito Nord 2.200.000 Uomini, Sud 1.060.000 uomini). Il Nord
aveva possibilità di tenere in continuo addestramento un esercito di volontari (poteva
farlo ruotare), il Sud aveva l’esercito e basta.
Altro punto di forza era che effettivamente al Nord non c’era l’artiglieria napoleonica,
ma gli industriali del Nord che avevano contatti con l’Europa (e chimici, fisici che
uscivano dall’università) potevano arrivare a “ritrovati bellici” importanti: mitragliatrici,
corazzate, sottomarini.
Il 72% (35.000 km vs 13.000) delle ferrovie era al Nord, ed erano reti meglio costruite
e soggette a più frequente manutenzione.
Livello economico: perché avrebbe vinto il Nord
C’erano grandi aziende che potevano essere riconvertite a fini bellici. Gli stati del Sud
fecero un errore: erano convinti che alla lunga sarebbero arrivate Francia e GB in loro
soccorso, in quanto da sempre erano legate idealmente agli illuministi, ed avevano
interessi economici (cotone esportato in Europa: l’Europa viveva delle esportazioni del
cotone in Europa). A un certo punto il Sud decide di smettere di esportare il cotone,
convinti che Francia e GB sarebbero entrare in guerra a loro favore (cosa che non
accade). Il sud perde quindi il vantaggio economico che avevano dall’esportazione del
cotone: sono costretti a trovare nuovi mercati dove esportare. Danno nel breve e
lungo periodo: a fine delle guerra non avevano più partner economici europei e
dovevano esportare in Asia e Sud America.
Nel 1865 negli stati del Sud si torna al baratto. La guerra prostra il Sud e fiacca molto il
Nord.
Numeri:
CAVALLI: 4.400.000 al Nord vs 1.600.000
ANIMALI DA TIRO: 1.600.000 pari
STABILIMENTI INDUSTRIALI: 110.000 vs 10.000
INVESTIMENTI CAPITALI: 900.000.000 vs 100.000.000
Il periodo successivo alla secessione fu uno dei periodi più tragici per gli USA,
soprattutto al Sud: subisce invasione militare delle truppe del Nord dal 1865 al 1877
(periodo della ricostruzione), ed è comandata anche a livello politico.
Viene abolita la schiavitù: bisogna dare uguaglianza sostanziale ai neri. Si cerca di
integrarli nella società: nuove classi dirigenti, che avevano sostituito le vecchie (filo
nordiste) che a livello simbolico ponevano in amministrazioni locali come governatori o
burocrati i neri. E’ un periodo di epurazione della vecchia classe aristocratica di
proprietari terrieri,
Nel 1877 quando i nordisti se ne vanno la situazione torna com’era o peggio: tornano
alla ribalta le classi schiaviste, incattivite. Se prima il nero era parte della famiglia, ora
era emancipato ed aveva un’autocoscienza. I rapporti erano cambiati. IL nero, prima
schiavo (aveva da vivere), diventa un mendicante: non ha più il proprietario ad
assisterlo. C’è anche sistema di segregazione razziale: le vecchie aristocrazie
instituiscono un sistema di segregazione.
Divisi autobus, scuole, uffici pubblici, ecc. Soprattutto si crea una situazione dal punto
di vista agricolo: i neri più fortunati avevano possibilità di amministrare il terreno del
proprietario attraverso la mezzadria (proprietario non coltiva la terra una persona lo fa
per lui e divide il ricavato). Alcuni neri assunti come mezzadri.
Dal 1877 in poi il periodo è difficile per il Sud: tutto da reinventare.
Post 1877, a Nord
Periodo difficile anche al Nord: periodo di espansione coloniale.
Ad ovest il paese continua ad espandersi, ma questo crea situazione insostenibile on
gli indiani (1870-1890 anni di conflitti tra bianchi e indiani). Sono coinvolti Apache e
Sioux.
Ad est c’è il problema dell’espansione industriale: 2° rivoluzione porta gli USA ad
essere una delle maggiori potenze, ma portandosi dietro contraddizioni economiche
che vedono a fine ‘800 le risorse divise per l 90% ai nullatenenti, e un 10% che
possiede tutte le risorse. L’espansione accade grazie all’impoverimento delle classi
sociali più deboli, e sarà alla base delle crisi del 1893 e del 1929: da una grande
espansione derivano due crisi.
Conflitti con gli indiani: i due capi maggiori sono TORO SEDUTO e CAVALLO PAZZO.
Questi due capi riuniscono le 5 maggiori tribù, sconfiggendo l’esercito americano.
Battaglia di Little Big Horn, Caster è sconfitto.
La federazione decide di adottare una strategia di integrazione. Durante Monroe si
sceglie la tattica dell’integrazione: si lascia loro scegliere se adottare i valori della
società bianca o se andare a vivere in riserve. Molti scelgono l’integrazione.
Nel 1887 arriva la prima coltellata agli indiani: col Dawes Act si espropriano le tribù
indiane di più della metà dei loro territori. Non solo dal punto di vista geografico, ma
anche delle risorse (territori ricchi). Solo nel 1934 la politica USA fa passo indietro: si
tenta di proteggere la vita nelle riserve.
La rivoluzione industriale
A partire dalla seocnda metà del 1800 prosegue la rivoluzione industriale. La
rivoluzione si sviluppa in fretta: enormi capitali non solo finanziari, ama anche
naturalistici: grandi bacini idrografici percorribili, le merci possono viaggiare unendo
territori. C’erano ferrovie,rapidi trasporti. Abbondanti risorse naturali. Tecnologia
prosegue velocemente,
La rivoluzione anche permessa dalle invenzioni: telegrafo e telefono. Si possono
organizzare le produzioni da lontano. IL governo adotta la politica del liberismo:
politica del lasciar, fare mano libera alle aziende. Da un lato facilita la diffusione della
modernizzazione, ma causa differenze sociali e bolle finanziarie.
Dal 1840 al 1920 il territorio USA diventa meta di 37 milioni di migranti: Germania 6
milioni, impero austro-ungarico 4 milioni, Italia 4 Milioni, Russia 3 milioni, Irlanda 4.5,
Gb 4 milioni. La maggior parte scelgono zone dove stabilirsi: italiani, irlandesi a ovest.
Tedeschi nel midwest.
Le migrazioni, man mano che arrivano migranti, portano il conflitto nelle fabbriche: gli
immigrati erano poveri, e contendevano il posto agli americani. I salari americani si
riducono: contraddizione con l’espansione economica.
2° lezione
Il settore che più risente della sperequazione è l’agricoltura: disoccupazione,
aumento del prezzo delle terre, grande povertà dei mezzadri. L’80% dei nuovi
mezzadri neri sono in difficoltà, ma anche il 40% dei bianchi. Partono
movimenti di rinnovamento.
Il primo sindacato p di tipo agricolo: contadini del sud e ovest si uniscono per
chiedere al governo centrale migliori condizioni lavorative: che il governo
abbandoni la base aurea e venga introdotto l’argento che si abbandoni la
moneta in oro per una in argento. Con una moneta in argento ci sarebbe stata
più liquidità rispetto a una moneta in oro. Il governo non poteva andare
incontro a queste richieste. Chiedono anche un’imposta progressiva sul reddito.
IL livello di insofferenza agragia è massimo nel 1890: la situazione si aggrava
dalla crisi finanziaria del 1893. Crisi finanziaria, bolla speculativa < del 1929.
Nel 1893 escono dalla crisi trovando nuovi mercati dove trovare nuovi prodotti:
crisi di sovrapproduzione. L’eccessiva offerta era permessa da un’espansione
agricola, economica e finanziaria senza controllo.
Davanti a questa crisi il presidente democratica Grover Clevenand non sa dare
una risposta: i “farmer” (agricoltori e proprietari di fattorie) danno vita al
movimento dei Granger, il primo sindacato degli agricoltori da cui partiranno
proteste sociali. A fine anni ’90 verrà rimpiazzato dalla Farmer Alliance.
Volevano proteggere i contadini da invasione classista e capitali concentrati:
movimento trova radici nelle campagne.
Proteste e movimenti di riforma della classe operaia
Il sindacato è un fenomeno particolare per gli USA: da noi i sindacati hanno
avuto un ruolo importante, lì no. Sono un’organizzazione di fini ‘800.inizio ‘900
ma il loro ruolo non è paragonabile a quello dei sindacati europei. Allora erano
forti e influenzano la politica americana nell’”era del progressismo”.
Sindacati forti: Noble Order of Knights of Labor. Il maggior sindacato che nasce
per difendere le condizioni degli operai. Nasce alla fine degli anni ’60 dell’800 e
sarà soppiantato dall’American federation of Labor, fondato da S. Gompers.
Noble Order… : nasce come organizzaizone ritualistica e segreta dei lavoratori
tessili di Filadelfia. E’ un’organizzazione aperta a lavoratori specializzati e non,
estremamente democratico. Come accade a questi sindacati le forze si
disperdono e viene rimpiazzato dall’American….
Si tratta di un sindacato di lavoratori specializzati in alcuni settori
dell’economia. Vogliono:
Aumento del reddito dei lavoratori (sotto del 20-40% rispetto alla soglia
minima di un reddito decoroso)
Ridurre le ore di lavoro (12 min nelle acciaierie, 10 negli altri settori).
Miglioramento delle condizioni di lavoro: a fine ‘800 gli USA avevano il >
tasso di morti sul lavoro.
Questi sindacati saranno caratterizzati da grandi scontri e proteste: quella del
1886 e del 1892, più importante e coinvolge gli stabilimenti della Carnegy in
Pensylvania. Da questi scontri tra sindacato e governo questo inizia ad avere la
coscienza che deve schierarsi dalla parte dei lavoratori. Inizialmente si schiera
con le aziende, cambierà a metà del ‘900 a favore dei lavoratori.
A fine ‘800 abbiamo forme embrionali di tutela dei lavoratori che saranno
introdotte definitivamente nel 1920 ed essere implementate da Roosevelt.
L’organizzazione sindacale più importante che si sviluppa dalle rivolte del
Colorado del 1902 è l’Industrial Workers of the World. Nasceva per difendere i
lavoratori del settore minerario.
Ci sono anche movimenti che nascono dalla società civile, non solo dalle
industrie. Nasce il movimento del Progressismo (Era del Progressismo):
movimento di riforma capeggiato dalla nuova classe dirigente, non degli
industriali, ma delle professioni (medici, professori universitari, avvocati,
Pastori protestanti, laureati comunque: il ceto medio dei professionisti). Cosa
chiedono:
Efficienza
Produttività
Organizzazione
Giustizia sociale
La fine della corruzione del sistema politico
A differenza del movimento agrario ha le sue origini nelle città. Anche questo
movimento di riforma chiede l’introduzione della tassa produttiva sul reddito. Si
chiedeva inoltre un’elezione diretta dei senatori (rappresentanti dei cittadini,
non imposti dall’alto contatto tra società civile e politica). IL movimento
porterà a delle restrizioni in campo politico: chiedendo l’iscrizione dei votanti ai
seggi si creerà una restrizione. Le regole chieste diventano ostacoli per i settori
disagiati: poveri, neri e indiani non si registravano, votavano e basta. Ora
vengono limitati i loro diritti: spesso non erano avvisati di questo.
Paradossalmente viene limitata la democrazia.
Perché la razionalizzazione viene richiesta: negli ultimi due decenni dell’800 il
sistema era n mano alla corruzione politica fatta attraverso i Boss, figure che
fornivano pacchi di voti andando nei quartieri poveri e chiedendo il voto di
scambio.
A fine ‘800 questo risultato è raggiunto a scapito della partecipazione politica:
prima dell’avvento dell’era progressista votava l’80% della popolazione
maschile, ora vota molta meno gente.
Il movimento progressista combatte per i diritto delle donne: anche loro
impegnate in politica, partecipando a raduni. A metà ‘800 introdotto il suffragio
universale maschile, per le donne nel 1920.
Lasciano però da parte la questione dei neri e degli indiani.
3° lezione 3/10
L’espansionismo Americano
Nel 1848 gli USA erano arrivati alla loro espansione massima dal punto di vista
continentale.
Passano 30 anni e da un punto di vista politico-dottrinario possiamo parlare di
un’era del “destino manifesto”: secondo queste teoria gli Americani avevano la
missione civilizzatrice di conquistare il resto degli Stati Uniti (e distruggere gli
indiani). Nel ’48 questa espansione termina.
Tra il 1846 e il 1848 c’era stata la guerra Americano-Messicana: guerra che gli
USA fanno al Messico per conquistare il Texas, il New Mexico, Arizona, Colorado
Utah, Nevada e California.
La guerra scoppia nella Repubblica del Texas, costituita nel territorio
messicano. I coloni speravano e chiedevano un’annessione al territorio degli
Stati Uniti, non ben
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