Estratto del documento

LABORATORIO DI ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

(Professore Guido Fioretti)

Capitolo 1

Struttura e processi organizzativi

Organigramma: struttura che definisce e mostra le relazioni fra individui all’interno

dell’impresa.

Processo organizzativo: Un processo organizzativo consiste in un insieme organizzato

di attività indipendenti, finalizzato al raggiungimento di un obiettivo specifico

condiviso, il processo organizzativo ci da informazioni su quello sono le relazioni fra

soggetti e come tali rapporti generino comportamenti collettivi.

Struttura: Mera organizzazione di cose e persone in maniera del tutto “oggettiva”, una

sorta di formula aggregata che ci aiuta a comprendere di cosa è composto un sistema

Differenza fra ‘Struttura’ e ‘processo organizzativo’

Il processo organizzativo è un processo dinamico, un fluire di eventi che si svolgono

nel tempo, proprio come un film. Ma un film è fatto di tante immagini che vengono

fatte scorrere velocemente, e ognuna di queste immagini è una fotografia che

rappresenta qualcosa così com'era in un preciso istante di tempo. Quando parliamo di

'struttura', noi stiamo facendo una “fotografia” di un'organizzazione, ne trascuriamo

la dinamica e ci concentriamo sugli aspetti invarianti nel tempo delle relazioni

all'interno di essa.

Tendenzialmente le imprese non mutano con molta rapidità per questo motivo l’analisi

della struttura può risultare più che sufficiente per farsi un idea della stessa

organizzazione.

In altri casi, le organizzazioni mutano con tale rapiditàà̀ che parlare di “struttura”

semplicemente non ha senso, perchéé́ le strutture cambiano con tale rapiditàà̀ che non

è sufficiente considerarne una sola. Occorre

prendere in considerazione una sequenza di strutture nel tempo.

Come si studiano le ‘Strutture’ e i ‘Processi organizzativi’

In generale, studiare le strutture è relativamente semplice. Si disegnano

organigrammi, schemi statici che raccontano relazioni che non cambieranno mai.

Raccontare un processo organizzativo puòà̀ essere molto piùà̀ complesso, e può

richiedere la conoscenza di alcuni concetti di base della teoria dei sistemi.

Introduzione alla teoria dei sistemi

Definizione di sistema sistema osservatore

Per si intende un oggetto delimitato da un

in maniera tale da includere al suo interno degli oggetti che hanno molte relazioni tra

loro e lasciare all’esterno degli oggetti che hanno poche relazioni con gli oggetti che si

trovano all’interno del sistema. L’insieme degli oggetti posti all’esterno del sistema

ambiente

viene chiamato del sistema.

Quando i componenti cessano di interagire (ad esempio per mancanza di energia in

un sistema elettronico), i sistemi degenerano in insiemi.

La stabilità della proprietàà̀ è dovuta all'interazione continua. Un intervento sistemico

quindi non è sugli elementi, ma, ad esempio, sulle interazioni, sulle relazioni,

sull'energia fornita, sulle perturbazioni e fluttuazioni, sulla somministrazione degli

input. Gli interventi sistemici, e cioèà̀ sulle proprietàà̀ del sistema, dipendono dal tipo di

sistema.

Definizione di sistema nella storia:

- Un complesso di elementi in interazione

- Una porzione del mondo che conserva una qualche sorta di organizzazione a

influenze che la disturbano

- Un tutto che funziona come tutto sulla base degli elementi che lo costituiscono

- Quelle cose che desideri vedere collegate insieme

- Una totalità organizzata composta di elementi solidali che possono essere

definiti soltanto gli uni in rapporto agli altri in funzione della loro collocazione in

questa totalità

L’organizzazione è un sistema di relazioni fra componenti o individui che produce

un’unità complessa dotata di qualità ignote a livello delle singole componenti.

Il concetto di sistema risulta utile nelle attivitàà̀ di pianificazione in quanto esso

permette di riprodurre le interazioni tra sistemi diversi o tra sotto-sistemi facenti parte

di un sistema piùà̀ grande. Nel seguito ci occuperemo del piùà̀ semplice meccanismo di

controreazione

interazione, quello di un sistema con sé stesso mediante un circuito di

(feedback). In particolare, ci occuperemo di:

- Controreazione positiva( positive feedback);

- Controreazione negativa(negative feedback).

controreazione positiva

Il meccanismo di è illustrato nella figura (1). Essenzialmente,

l’uscita del sistema viene sommata agli stimoli provenienti dall’ambiente esterno e il

risultato di questa somma va in ingresso al sistema.

Lo schema di un circuito a controreazione positiva. Notare i segni “+” sia in

corrispondenza delle variabili di ingresso che in corrispondenza delle variabili di uscita

nel momento in cui vengono riportate sull’ingresso.

Supponiamo che l’uscita del sistema tenda a crescere al crescere dell’ingresso. Allora,

la caratteristica dei circuiti a controreazione positiva è che la tendenza del sistema a

crescere viene accentuata.

Se la quantitàà̀ che cresce viene considerata “buona”, il circuito a controreazione

circolo virtuoso.

positiva viene anche detto Se, al contrario, la quantitàà̀ che cresce

viene considerata “cattiva”, il circuito a controreazione negativa viene anche detto

circolo vizioso.

Per chiarire meglio questi concetti, si considerino i seguenti esempi:

- Un’economia in espansione produce un aumento del reddito, il quale fa crescere

i consumi, i quali stimolano gli investimenti, i quali fanno crescere l’economia e

aumentare il reddito. In questo esempio, l’economia è il sistema – detto appunto

“sistema economico” – gli investimenti sono l’ingresso, il reddito è l’uscita, la

controreazione positiva ha luogo mediante i consumi. Poiché l’aumento del

reddito concorre a far aumentare il reddito ulteriormente, in un caso some

questo si parla anche di “circolo virtuoso”.

- Un ragazzo entra in un giro d’amici nel quale si fa uso occasionale di droghe.

L’uso

occasionale genera dipendenza e incrementa ulteriormente il consumo di

droghe, il quale a sua volta genera una dipendenza ancora maggiore, e così di

seguito. Si tratta di una controreazione positiva in cui il sistema è il corpo del

ragazzo, l’ingresso è la droga che egli assume, l’uscita è il senso di dipendenza

da essa, e la controreazione positiva è data dal fatto che maggiore è la quantità

di droga che viene assunta, più ancora droga viene cercata. In questo caso però

nessuno parla di “circolo virtuoso”, ma eventualmente di “circolo vizioso”.

Da questi esempi dovrebbe risultare chiaro che la controreazione positiva è sempre

associata alla crescita esponenziale di qualcosa. Vedremo che, al contrario, la

controreazione negativa è associata alla stabilità.

controreazione negativa

Il meccanismo di è illustrato nella figura (3). Essenzialmente,

l’uscita del sistema viene sottratta agli stimoli provenienti dall’ambiente esterno e il

risultato di questa sottrazione va in ingresso al sistema.

Figura 3. Lo schema di un circuito a controreazione negativa. Notare il segno “–” in

corrispondenza delle variabili di uscita nel momento in cui vengono riportate

sull’ingresso.

Supponiamo che l’uscita del sistema tenda a crescere al crescere dell’ingresso. Allora,

la caratteristica dei circuiti a controreazione negativa è che la tendenza del sistema a

crescere viene limitata.

La presenza di un circuito a controreazione negativa rende quindi stabile un sistema.

Infatti, se l’uscita comincia a crescere un po’à̀ troppo, l’ingresso derivante dalla

sottrazione diminuisce, e l’uscita diminuisce a sua volta.

Se la quantitàà̀ che tende a rimanere stabile viene considerata “buona”, e invece si

vorrebbe che questa quantitàà̀ crescesse, il circuito a controreazione negativa viene

circolo vizioso. circolo virtuoso,

anche detto L’espressione in corrispondenza di circuiti

a controreazione negativa, è molto rara.

Per chiarire meglio questi concetti, si considerino i seguenti esempi:

- Un’impresa situata in un’area a forte criminalitàà̀ espande il proprio giro d’affari.

La malavita ne approfitta per estorcere piùà̀ denaro all’impresa. Di conseguenza

l’impresa non riesce a far crescere il proprio giro d’affari come avrebbe potuto, e

l’aumento iniziale è seguito da una contrazione; a seguito della contrazione del

giro d’affari, anche la quantitàà̀ di denaro estorto diminuisce. In questo esempio

l’impresa è il sistema, il fatturato è l’uscita, la malavita crea un circuito di

controreazione negativa. In questo caso, si parla di “circolo vizioso”.

- Un’ipotetica economia sostenibile dovrebbe essere tale per cui, dopo aver

generato un reddito sufficiente a soddisfare i bisogni primari della maggior parte

della popolazione, entrano in gioco dei meccanismi che limitano o per alcuni

settori addirittura invertono la crescita della produzione – la cosiddetta

decrescita – facendo sì che l’impatto ambientale rimanga all’interno di limiti

compatibili con la capacità dell’ambiente naturale di metabolizzare gli agenti

inquinanti. Se una tale economia esistesse essa sarebbe un sistema che assorbe

risorse dall’ambiente come ingresso, produce agenti inquinanti come uscita, ma

i suoi ingressi e le sue uscite sarebbero legate da controreazioni negative che

produrrebbero un “circolo virtuoso”.

Teoria della stabilità

Equilibrio: il sistema è in una certa situazione e ci rimane in mancanza di sollecitazioni

esterne

Stabilità: Di quanto varia, se varia, l’equilibrio del sistema dopo aver avuto una

sollecitazione stabilità

Il concetto di racchiude in sé qualcosa di più dell'idea di invarianza nel

equilibrio

tempo, e anche qualcosa in più del concetto di equilibrio. Un è una

configurazione del sistema tale che, in mancanza di sollecitazioni esterne, il sistema

non si allontana da esso. Diciamo invece che un sistema è in un punto di equilibrio

stabile quando esso, dopo aver subito una sollecitazione, esso tende spontaneamente

a ritornare verso la configurazione iniziale.

Infine, può accadere che un sistema presenti un certo grado di stabilità nel senso che

esso percorre dei cicli che si trovano all'interno di una regione ben definita dello

spazio, ma questi cicli sono estremamente diversi l'uno dall'altro e, almeno

attrattore strano.

apparentemente, casuali. Si parla in questo caso di un

Una caratteristica importante degli attrattori strani è che il sistema entra in traiettorie

molto diverse a causa di piccolissime perturbazioni del suo stato iniziale. Questo è il

effetto farfalla,

cosiddetto ovvero l'idea che una farfalla batte le ali in – ad es. – Brasile

possa provocare un uragano in – ad es. – Cina. In questo senso, l'attrattore strano può

generare dinamiche imprevedibili.

D'altro canto l'attrattore strano rimane pur sempre un attrattore, ovvero tale per cui le

sue dinamiche – per quanto singolarmente imprevedibile – rimangono per lo più

confinate all'interno di una certa regione dello spazio di stato. In questo senso,

l'attrattore strano ci dice che anche delle dinamiche apparentemente caotiche

possono avere delle caratteristiche stabili.

Capitolo 2

Modalità di coordinamento

Gli elementi di base della progettazione organizzativa

Ogni attività umana organizzata fa nascere due esigenze fondamentali:

1. la divisione del lavoro in vari compiti da eseguire;

2. il coordinamento di questi compiti.

L’organizzazione può essere definita come il complesso delle modalità secondo le

quali viene effettuata la divisione del lavoro in compiti distinti e quindi viene realizzato

il coordinamento tra tali compiti.

Come dovrebbe essere progettata tale organizzazione?

Secondo Mintzberg le variabili o gli elementi dell’organizzazione debbono essere scelti

in modo da raggiungere un’armonia o una coerenza interna e nel contempo anche

una coerenza di fondo con la situazione dell’azienda.

I tre meccanismi di coordinamento del lavoro:

Adattamento reciproco:

1. consegue il coordinamento attraverso il semplice

processo della comunicazione informale. Il controllo del lavoro resta nelle mani

di chi lo esegue. La conoscenza di quello che va fatto si sviluppa man mano che

il lavoro procede. Tale meccanismo è adatto alle organizzazioni più semplici e a

quelle più complesse. (Adattamento reciproco è anche detto anche «mutuo

aggiustamento”, Il mutuo adattamento è un coordinamento di tipo orizzontale.

Collaborazione ed interazione tra gli attori organizzativi nella ricerca della

soluzione ai problemi. Ogni individuo è dotato di una certa autonomia ed

individua la soluzione migliore.)

Supervisione diretta:

2. il coordinamento avviene tramite una persona che assume

la responsabilitàà̀ del lavoro di altri dando loro ordini e controllando le loro azioni.

(il coordinamento per supervisione diretta presuppone l’esistenza di una

gerarchia)

Standardizzazione:

3. il coordinamento viene raggiunto ex ante (da prima) a

tavolino

Si può intervenire

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 25
Laboratorio di organizzazione aziendale Pag. 1 Laboratorio di organizzazione aziendale Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Laboratorio di organizzazione aziendale Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Laboratorio di organizzazione aziendale Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Laboratorio di organizzazione aziendale Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Laboratorio di organizzazione aziendale Pag. 21
1 su 25
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher manuelfuscoo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Fioretti Guido.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community