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Lezione 1: Tra le pieghe della grafica

"Tra le pieghe della grafica non ci sono solo fatti di consumo, c’è cultura" (Franco Grignani 1969)

Lettering

Il lettering è lo studio (sia geometrico che storico) di nuovi caratteri (lettere, numeri, segni didattici, segni d'interpunzione) con una particolare forma. È il cosiddetto font. Il carattere viene chiamato poliza perché comprende tutti quegli elementi che fanno parte del carattere.

Prime forme di comunicazione (che non sono lettering)

  • Periodo delle immagini (nelle caverne)
  • Periodo mnemonico (monumenti litici)
  • Periodo pittorico (pietra, corteccia, argilla, pelli)
  • Arte grafico-pittorica dal 6000 al 4000 a.C.

A livello culturale, il terzo periodo fu molto importante perché non si dipingeva più sulle pareti delle rocce (fisse) ma su materiali che poi si potevano trasportare e portare con sé. Le prime forme comunicative che abbiamo servivano per comunicare con i membri delle stesse famiglie. Quando ci si iniziava a spostare, si trovavano segni di comunicazione di altre famiglie che erano poco comprensibili perché indirizzate solo a una cerchia ristretta di persone. Allora si è iniziato a fare comunicazione più comprensibile anche per i posteri.

Si arriva ai pittogrammi che esprimono esattamente ciò che rappresentano. È un simbolo che assume il reale significato dell'oggetto che rappresenta. Il programma non ha sfumature e profondità, è bidimensionale, non ha ornamenti.

Passaggio evolutivo importantissimo: l'ideogramma, un simbolo che corrisponde ad un concetto astratto. Per leggere un ideogramma bisogna prima sapere a cosa si riferisce. Viene anche chiamato alfabeto anaforico per la lettura.

Scrittura sillabica e primo alfabeto

Scrittura cuneiforme attribuita ai Sumeri nel 3000 a.C. per necessità di scambi commerciali e sistema alfabetico nel 1300 a.C. attribuito ai Fenici per necessità di comunicare con gli altri popoli. I Fenici cercano di dare un segno atto suono.

Primi alfabeti completi

I Greci nel 900 a.C. creano il primo alfabeto prendendo quello fenicio e adattandolo alla loro lingua. Era composto da 24 lettere formato da vocali e consonanti. In Italia gli Etruschi usano l'alfabeto greco come base per formare la loro scrittura.

Scritture romane

Sono la prima forma di lettering! Formata da tre lettere che basano la loro forma su forme geometriche semplici. L’alfabeto romano riprende quello etrusco e greco. Le lettere vengono chiamate capitali quadrate caratterizzate da una geometria fondata su un quadrato. Vengono inserite le grazie per migliorare la leggibilità delle lettere. Questo font vuole essere altamente comprensibile e riconoscibile e non solamente leggibile. Hanno la volontà di rendere le lettere il più possibile chiare, eliminando gli elementi di disagio nella lettura.

Ingresso nel medioevo

Si ribalta completamente il modello romano e le font vengono completamente stravolte. Nascono le scritture onciali (per l’unità di misura dell’oncia). Cambia il supporto dove si scrive: non è più la pietra ma la pelle o la pergamena e si inizia a scrivere con il pennino. Non c'è più l'interesse di rendere i font chiari per tutti. La scrittura è in mano a pochi e si cerca di renderla complicata. La scrittura medievale si sviluppa tra il VI e il XII secolo d.C. ed è altamente influenzata dal clima e dall'ambiente in cui nasce. Scrittura gotica diffusa nell'anno 1000, ci si allontana sempre di più dalla scrittura per tutti. La scrittura gotica è definita anche texture.

Rinascimento

Segna un ritorno alla scrittura classica. Feliciano disegna l'alphabetum romanum formato sullo schema della sezione aurea. Si torna ad un font leggibile per denunciare il medioevo e il gotico.

Garamond: nel 1531 disegna un carattere tondo completo di numeri e segni di interpunzione. C'è la ricerca delle correzioni ottiche. Le lettere sono connotate dalla curvatura delle terminazioni. Garamond addolcisce le grazie.

Scrittura corsiva cancelleresca

Nel 1522 Ludovico degli Arrighi crea una nuova scrittura corsiva detta cancelleresca: porta nella stampa la fattezza della scrittura manuale. Aumenta eccessivamente gli ascendenti e i discendenti. All'estero è preso come modello soprannominato Italico. Si distingue per l’inclinazione di 12° e tratti sottili. Ascendenti e discendenti non andavano a compromettere la leggibilità.

Scritture barocche

Tra il XVI e il XVIII secolo si arriva ad un carattere sontuosamente elaborato. Non è un font floreale, cerca di imitare la natura. È un font auto-rappresentativo del periodo, spesso usato anche per sigilli. È altamente illeggibile.

Caratteri neoclassici francesi grazie a Didot nel 1785. Lo scopo era trovare la massima semplicità, siamo nel periodo illuminista e le lettere esprimono chiaramente il pensiero filosofico del tempo. Importante qui è il contrasto tra il montante pieno e l'occhiello vuoto. Le grazie sono percepite e sottili. Viene definito l'umano moderno. In Francia c'è Didot mentre in Inghilterra ci sono Baskerville e Casion.

Lezione 2: Gianbattista Bodoni Italia

Riprende lo stile francese e inglese ma ha una maggiore ricerca della regolarità. Bodoni elabora quattro regole del buon grafico: la lettera è regolare se si conforma a uno schema, nitida se ha leggibilità, buon gusto se è ridimensionata e non stravagante, bella se è frutto di analisi appassionate.

Caratteri floreali e decò (1800-1900)

Si distinguono due tendenze: quella naturalistica e floreale e una più razionale di stampo geometrico e razionale. La prima è di Bocklin, la seconda di Von Larish e Hoffman. La linea curva è quella della natura, la linea retta è quella antropica. La cosa innovativa è la variazione tonale sulle aste e le curve non sono geometricamente dettate da cerchi ed ellissi ma sono definite “a colpo di frusta”, sono andamenti naturali di curve e controcurve.

Nuove sperimentazioni: rigore formale viennese di Cassandra con il carattere Bifur.

Caratteri sperimentali del Bauhaus

Il primo font lineare nasce in Germania nel 1898: è l’Akzidenz che apre la strada ai caratteri senza grazie. Bauhaus nasce come scuola nel fare e applicare, nasce con la necessità di portare l'oggetto all'interno di tutte le famiglie. Alla scuola del Bauhaus si sviluppano ricerche che portano ad un carattere privo di ornamenti. Nasce l'universale di Bayer nel 1925, composto di sole lettere minuscole costruite sulla base di geometrie essenziali. Con il Bauhaus c'è la massima razionalità e geometrizzazione e un disinteresse per la leggibilità. Nell'universale vengono eliminate le maiuscole perché inutili.

Stencil di Josef Albers, ricerca un estremo rigore di composizione (fare poco per avere tanto) [società attuale: decostruttivismo]

Futura di Paul Renner del 1929, ha gli stessi principi formali usati da Bayer e Albero. Usa tre figure geometriche: cerchio quadrato e triangolo, tre figure che non si trovano in natura.

Carattere Times New Roman nasce il 3 ottobre 1932. Quel giorno esce The Times con una veste grafica rivoluzionaria ideata da Morrison, ispirata dagli alfabeti romani antichi e moderni. È altamente illeggibile e presenta piccole grazie che addolciscono le lettere. Nasce per la carta stampata. Per Morrison il grafico deve essere un uomo al servizio della società. Il prodotto deve essere venduto mentre l'artista punta all'unicità.

Optima di H. Zapf: caratterizzato da forma lineare con ingrossamenti minimi alle terminazioni delle aste.

Nel giornale Avant-Guard, Lubalin riprende il Futura di Renner applicando proporzioni diverse tra occhio e tratto ascendente che discendente. Egizi è un font inventato nell'ottocento perché c'è la moda dell'archeologia egizia, e un font con l'altezza della grazia dello stesso tono del montante.

Lezione 3: Sulle azioni visuali

La lettera del visivo La parola scritta è protagonista del messaggio grafico sin dagli esordi, imponendosi come mezzo tra i più diretti per la comunicazione, imponendosi come indispensabile perché consente quasi sempre un’immediata decodificazione. La comunicazione spesso può avvenire senza immagini, ma mai senza parola.

La parola, scritta, disegnata, cancellata, enfatizzata è stata elemento fondamentale del processo di sviluppo artistico delle avanguardie storiche, accompagnando ogni significativo cambiamento dei linguaggi del ‘900 (Futurismo, Dadaismo, Surrealismo, Costruttivismo…) fino alla contemporaneità.

La relazione parola/immagine (da intendere anche come parola che sostituisce l’immagine!!) ha dato vita alle più inusuali forme espressive, proponendo alternativamente la priorità del testo sull’immagine, o l’abile sintesi dei due elementi fondamentali della grammatica visiva. Centralità delle figure, contrasti e fondi scuri, procedimenti retorici e trasformazione antropomorfa del prodotto, stile post cubista e fusione didascalia-immagine, sono alcuni dei criteri della scuola grafica italiana anticipati da Sepo.

  • Sepo fa il manifesto per le sigarette, 1928, mette la figura di un uomo con la sigaretta in bocca ripetuta più volte.
  • Heinz Waibl: manifesto per la mostra la radio arriva dovunque. Si avvaleva di grafici come i fratelli Carbone.

Rivoluzioni compositive destinate a fare scuola: dalle lezioni astratto-geometriche al costruttivismo russo, senza mai dimenticare le operazioni incentrate su una linea classica-moderna, sono le regole compositive che accomunano Steiner, Huber e lo Studio Boggeri etc.

  • Albe Steiner bozza per manifesto RAI Radio Italiana, 1951. Steiner usa il lettering ma c’è anche un’immagine. Ma quell’immagine però è formata da numeri e scritte.
  • Max Huber: copertine per disco, 1958 Le scritte si possono sormontare non solo in termini di macro e micro ma anche in termini di vicino e lontano.

Illiprandi fa il manifesto per una mostra di design: non mette oggetti nel design ma mette la parola stessa design. Usa le lettere come se fossero oggetti con corpo e colore, come se ognuna di esse fosse una sedia o un tavolo. Le lettere sono grandi, si incastrano e si spingono le une sulle altre. Il design per Illiprandi non è una professione, è la vita. Qualunque segno grafico diviene, nelle mani di Iliprandi, utile ai fini della comunicazione, una linea, un carattere etc. Manifesto per Arflex (azienda che fa cucine): Arflex è formato da are e flex, dà l’idea di qualcosa di supereroico e proprio per questo viene anticipato da 4 suoni estratti dal campo del fumetto.

Castellano: manifesti per Expo 21 e Expo 23. I suoi interventi rivoluzionano il concetto di grafica per l’editoria, non si limitano infatti alle copertine, dotate di nuovi segni e scale cromatiche, ma modifica le gabbie di impaginazione e i caratteri. Utilizzo di una forte presenza del disegno tecnico, linee di composizione con struttura xyz, assonometrie ma la cosa più importante rimane sempre il lettering. Castellano non usa font esistenti ma li inventa. Usa delle lettere concatenate per creare la pubblicità di una macchina da scrivere senza mettere la foto della macchina. Pubblicità pastiglie effervescenti cononomatopee. Presenta le cose attraverso le caratteristiche prime del prodotto. La caratteristica delle pastiglie è frizzare e quindi lui vuole dimostrarlo solo con il lettering. Pubblicità Fiat: scrive i numeri del modello della macchina e sopra delle macchinine che sfrecciano come se corressero sulla pista. Le operazioni di Grignani sono sperimentali ed uniche nel panorama italiano: a) i testi non sono mai diretti; b) si nega il principio fondamentale delle leggi di trademark cioè la costante presenza del marchio; c) appare alternativamente la presenza fotografica o tipografica, in dinamica oscillazione.

Lezione 4: I segni della comunicazione

Sono segni di riconoscimento determinanti per la propria attività, caratterizzati da 3 fattori: si contraddistinguono dalla concorrenza, si identificano nella collettività, ricorda costantemente i servizi e i prodotti. L’obiettivo è aumentare la notorietà al suo sviluppo e al suo successo.

Marchio

Termine che raccoglie tutto ciò che si identifica come segno di un brand. Il marchio è un qualsiasi tipo di segno visuale fotografico e iconico: nel marchio c’è anche la parte di lettering.

Logo

Solo la parte visuale senza lettering.

Logotipo

Solo la parte del lettering. Il lettering è modificato, alterato, personalizzato. Pirelli e Prada sono dei logotipi, anche la scritta Alitalia e Vodafone.

Tipografismo

Lettering non modificato con presenza di un segno grafico.

Simbolo

Una parte del marchio o del logotipo o del logo che riesce a fare una sintesi di riconoscibilità dell’azienda. La A di Alitalia e la O di Vodafone sono simboli.

Il marchio dei Queen è tutto, il logo è la corona, il logotipo è la scritta perché è stata modificata. Come la grafica deve essere abbastanza semplice per poter essere recepita in un attimo e ricca di particolari e significati per essere interessante, deve anche essere facile da riconoscere ed adeguata alle idee e attività che rappresenta.

Sintesi di un marchio

  • Rappresentare prodotto o servizio destinato al mercato; mezzo efficace ed immediatamente riconoscibile, e registrabilità (Quando si progettano delle cose, bisogna vincolare dei punti per cui se si lascia libero campo, il progetto viene stravolto. Viene così impedita la clonazione)
  • Esclusivo: diverso e non identico a marchi di competitors, originalità e distintività.
  • Applicabilità (I.C.) e tenuta nel tempo, considerando evoluzioni future del prodotto o servizio (indispensabile per la crescita dell’azienda, l’ammodernamento è necessario). Capire bene se il brand è applicabile a tutto.
  • Coerenza con la complessità aziendale e con la sua mission.

Sintesi metodologica

  • Chi: analisi del committente e del competitors: bisogna progettare l’azienda.
  • Dice cosa: analisi dell’obiettivo/oggetto: ragione sociale.
  • A chi: analisi dell’user: analisi del target e del posizionamento.
  • Con quale mezzo: segno icona ed immagine: strategia marketing grafica.

I segni della comunicazione legati al contesto culturale

La necessità di un elemento grafico che identifichi e distingua il prodotto, l’azienda, l’attività (non solo intesa dal punto di vista economico), va considerata funzione vitale per l’affermazione nella civiltà dell’immagine (ma non c’è immagine senza parola). Si può parlare di proto-comunicazione (simbolico-grafica), già nel periodo delle grandi civiltà Egizie e Mesopotamiche con l’impressione di sigilli di fabbrica sui materiali di costruzione dei vari manufatti.

L’esigenza di ricorrere al marchio resta invariata nell’età greca e romana, con il beneficio che il marchio dell’artefice, essendo simbolo di valore, incrementa il valore dell’oggetto. La riconoscibilità dunque si imponeva come dato caratterizzante, ottenuta attraverso un espediente grafico che condensasse e trasmettesse contenuti quali: valore estetico, resistenza del prodotto, valore dell’esecuzione, fama dell’autore. Segni, sigle e marchi su mattoni romani (fatti da Asino Pollione) fatti nell’antica Roma. Era il sigillo di garanzia dell’intera fabbrica.

Medioevo

L’uso dei marchi è amplificato e generalizzato, formalmente si passa da una tipologia alfabetica e lineare, ad una forma dalla grafia simbolica, in particolare quando si ricorre alla geometria della croce, in un continuo riferimento all’armonia del creato e alla sfera dogmatica. La parola diventa figura: gli elementi del lessico grafico si impongono dal punto di vista iconico, dove il segno prevale sulla parola e si impone allo sguardo.

Monogramma bizantino: la croce è la geometria-sintesi di relazione cerchio-quadrato; si ricorre spesso alla croce perché è dettato dalla contemporaneità della cultura cristiana e alchemica. Sono difficilmente riproducibili. Vedi filigrana di Carlo Magno.

1400-1500, periodo rinascimentale

L’alta figuratività della parola medievale (iniziali, pagine miniate) si sviluppa nei secoli XV e XVI, in particolare nel prodotto stampato. È in questa fase che si presentano contemporaneamente sigle con funzione a carattere...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stc.iusve di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di comunicazione grafica e software e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Noventa Claudio.
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