Archeologia classica
Apollo di Prassitele
1. Statua
- Marmo
- Scultura a tutto tondo
- Integra
2. Apollo Sauroctono
- Copia in marmo di originale in bronzo
- Leggermente minori del vero
- Preservato al Louvre
3. Figura maschile stante, nuda, appoggiato sulla gamba destra, gamba sinistra
- Leggermente flessa, solleva il braccio sinistro, la testa guarda alla sua sinistra, il corpo è giovanile, efebico, è appoggiato a un tronco d'albero su cui è presente una lucertola
- Il dio è giovane, la posizione è significativa perché non è più stante e rigidamente verticale, è più sinuosa con il baricentro spostato.
4. IV secolo
- La posa è caratteristica dell'arte di Prassitele
Lessico
Nell'archeologia è un aspetto fondamentale.
- Soggetto e motivo figurativo - Descrivono i contenuti dell'opera, che cosa rappresenta.
- Stile - Indica un mezzo di tipo formale finalizzato alla creazione dell'opera, il modo in cui il pittore usa il pennello o lo scultore lo scalpello, è un concetto un po' meno oggettivo.
- Tipo - Schema formale strutturato in modo specifico.
- Soggetto figurativo - Es.: cratere attico a figure rosse uccisione dei Niobidi da parte di Apollo e Artemide quindi è la scena che viene rappresentata.
- Motivo figurativo - Leggermente diverso, Galata suicida il soggetto è il Galata suicida mentre il motivo dell'opera è il suicidio. Quindi il motivo figurativo indica azione e comportamenti.
Suicidio motivo frequente: es.: pittura vascolare con Aiace. Lo stesso soggetto reso con diversi motivi ad Atene ci fu concorso per rappresentare amazzone ferite e ciascuno declinò a suo modo il soggetto. Abbiamo un’amazzone che si abbassa la veste per scoprire la ferita; un’altra si appoggia a un pilastro colta da debolezza quindi il soggetto è uguale e il motivo è differente.
Il motivo è l’azione compiuta quindi si possono avere diversi soggetti resi con lo stesso motivo es.: figura che si appoggia a un pilastro può rappresentare diversi soggetti.
Stile - Modo in cui artista tratta il materiale e usa lo strumento: trattamento delle superfici, uso della linea e del colore, uso dello scalpello o del trapano. Qui abbiamo due sculture - gruppo dei tirannicidi che ha la firma di Critios e Nesiotes; sempre ad Atene abbiamo un’altra figura, un Efebo firmato da Critios - quindi su base di analisi stilistica abbiamo attribuzione a Critios di una delle due statue dei Tirannicidi - determinati aspetti sono trattati nello stesso modo come ad esempio il volto: trattamento simili labbra e costruzione del volto.
Tipo - È lo schema compositivo dell’opera, non è solo ad esempio Afrodite che si specchia nello scudo ma è Afrodite che posando sulla gamba destra regge con braccio destro in braccio e sinistro sollevato lo scudo di Ares in cui si sta specchiando. Il tipo della Venere di Milo / Afrodite di Capua ripreso in opere diverse come la Vittoria di Brescia che è rielaborata per essere trasformata in Vittoria ali e braccia trasformazione in vittoria di scultura che originariamente rappresentava Afrodite nell’atto di specchiarsi nello scudo qui le braccia sono abbassate perché la Vittoria scrive il nome del vincitore sullo scudo. Stesso motivo ripreso in rilievo della Colonna Traiana Vittoria scrive nome dell’imperatore sullo scudo. Quindi il tipo è lo schema compositivo dell’opera.
Repliche di opere: ad esempio, Doriforo di Policleto giovane uomo che sta avanzando con la lancia. Il Doriforo è un’opera fondamentale perché è stata copiata e rielaborata molte volte sul modello di Policleto. Sono state create molte sculture, soprattutto per i ritratti quindi per molte statue il motivo è quello del Doriforo, ad esempio, Vespasiano su cui è stata montata testa ritratta. Vespasiano aveva lineamenti abbastanza forti quindi qui c’è rielaborazione del Doriforo secondo stile tipico di età Flavia: stesso motivo figurativo, stesso tipo, soggetto diverso, stile diverso. Lo stesso vale per il bronzetto: stile molto più greco che romano, proporzioni sfilate, passaggio di piani armonioso, il volto è completamente diverso.
Copia - Realizzare copie di opere famose era molto diffuso nel mondo romano. L’uso delle copie nasce quando i rapporti tra il mondo greco e romano si fanno molto più stretti nel II secolo a.C., già nella prima metà nei regni ellenistici (Pergamo) inizia a diffondersi il gusto per la riproduzione di età classica. Queste copie erano commissionate solitamente per uso privato, quindi si sceglievano i soggetti tra opere di età classica in base al gusto personale e in base al tipo di messaggio che si voleva trasmettere all’ospite che entrava nella residenza. Molte sculture sono state rinvenute nella villa dei Papiri di Ercolano. Una delle prime opere di cui si ha notizia del fatto che è stata copiata è il Diadumeno: copia in marmo del Diadumeno è stata ritrovata nell’Isola di Delo - isola sacra per tutta l’età classica, sede di santuario di Apollo; in età ellenistica e romana perde parte della sua connotazione sacra e diventa uno dei più importanti porti commerciali dell’Egeo, diventa una sorta di mercato con varie agorà per gli scambi commerciali. Sull’isola di Delo è stata rinvenuta copia più antica del Diadumeno in casa privata! La statuaria greca era per la maggior parte in bronzo e per la maggiore parte perduta - si deteriora facilmente ed essendo un materiale prezioso spesso viene rifuso - la maggior parte opere copie di età romana. Studiosi dell’800 ci hanno dato strumenti per capire se la statua in marmo è un originale concepito per essere in marmo o se è una copia di statua in bronzo: statua in bronzo meno pesante, più facile anche perché il marmo è più pesante e rischia di sbilanciarsi. Quando abbiamo una scultura in marmo in cui ci sono puntelli siamo sicuri che è una copia in marmo: Diadumeno ha puntello, Tirannicidi rischiano di sbilanciarsi quindi entrambi hanno un pilastrino, un tronco d’albero che si regge, lo stesso vale per il Discobolo che da una parte è sorretto da un alberello e le dita della mano sono congiunte alla gamba da ponticello in marmo, ciò ci dice che l’originale era bronzeo. Altri elementi sono il trattamento della capigliatura che nelle statue in bronzo è più aderente al capo, con il bronzo era più complesso ottenere riccioli indipendenti dagli altri.
Tema della Cariatide o del Telamone nell’arte romana si ritrova. A Roma e dintorni furono ritrovati negli scavi dell’800 due figure femminili di Cariatidi similissime tra di loro. Nel foro di Augusto, il secondo livello del porticato non ha colonne ma cariatidi. Un secolo dopo, Adriano si fa realizzare a Tivoli una villa molto sontuosa. Confronto tra Cariatidi foro di Augusto e Adriano enormi somiglianze. Il riferimento sono le cariatidi dell’Eretteo. Quello che cambia è lo stile dell’epoca, il modo in cui lo scultore lavora è leggermente diverso età Augustea: panneggio più pesante rispetto ad Eretteo.
Scultura - l’età arcaica
La forma più diffusa sono kouroi e korai. Località che recepiscono più velocemente spunti artistici provenienti anche dal mondo non ellenico: Atene, Delfi (dove arrivano offerte e statue prodotte in altri luoghi, c’è il santuario), Egina (importante santuario), Samo (importantissimo santuario di Era, ha ruolo fondamentale perché è un porto frequentato da gente di ogni provenienza. Il terreno era paludoso quindi si sono conservati materiali come legno e avorio che di solito si distruggono, molti di questi oggetti sono stati rinvenuti).
X-VIII - Età protogeometrica e geometrica - prima c’era stata la dissoluzione dei regni micenei, c’erano state distruzioni e incendi, c’era stata la calata dei Dori che aveva provocato devastazioni ma in generale non è del tutto chiaro cosa sia avvenuto; la rottura non era stata infatti così netta, ci sono segni di continuità, gli sconvolgimenti non paiono essere così enormi anche se comunque qualcosa cambia. Fine della guerra di Troia, ritorno eroi in patria e racconti di sconvolgimenti i poemi omerici registrano una situazione di instabilità. Nei periodi precedenti scompare la scrittura come il lineare B che era precedentemente molto usato. Quindi dal punto di vista culturale c’è periodo di stasi, il linguaggio figurativo scompare e appunto dal X secolo ci sono nuove forme di decorazione linguaggio protogeometrico e geometrico vasi decorati a onde, motivi geometrici senza figurazioni situazione così fino a VIII secolo.
VII - Età orientalizzante incontro tra genti greche e altre popolazioni del Mediterraneo orientale prima grande ondata di colonizzazione, ci sono insediamenti. Ricomincia il commercio, gente da Fenicia, Egitto, mercanti greci frequentano coste del Mediterraneo orientale. Naucratis in Egitto sorse porto gestito da mercanti greci e il faraone Amasis dà il permesso di creare santuari per adorare le proprie divinità quindi rapporti solidi e frequenti! Dal mondo orientale arriva in Grecia patrimonio culturale inizialmente immagini mitiche esseri e mostri mitologici che diventano poi tipici della mitologia greca la Chimera inizio VII la troviamo nella pittura vascolare greca e soprattutto nei vasi che poi si ritrovano in Etruria. Altri motivi mostruosi sfingi, sirene… L’immaginario coglie questi miti e inizia a rappresentarli vasi e piccola plastica. Questo linguaggio durante il VI si sviluppa in modo greco: età arcaica.
VI - Età arcaica
480-450 - Stile severo passaggio tra arte arcaica e classica.
V-IV - Età classica
323-31 - Età ellenistica inizia con morte Alessandro Magno e finisce con conquiste romane.
La tecnica più diffusa è la pittura vascolare mentre la scultura a tutto tondo ha processo di sviluppo più lungo.
Primi esempi di scultura a tutto tondo: proporzioni ridotte e bronzo (terracotta e ceramica più rare). Santuario di Olimpia molti ritrovamenti di questi bronzetti. Olimpia è un santuario panellenico, non fa riferimento a specifica comunità territoriale ma è riconosciuta come territorio sacro da tutti i Greci. 776 prima data ufficiale olimpiadi ma Olimpia è già frequentata molto da età geometrica. Usanza di offrire a divinità bronzetti votivi subito fuori da diversi santuari sono state ritrovate botteghe che producono bronzetti! I bronzetti, molto piccoli (20 cm) sono molto schematici come forme. Oggetto tipico cavallino geometrico, tecnica a fusione piena. La figura umana è molto più rara figura di Auriga: uno dei primi esempi, c’è estrema stilizzazione, no realismo o naturalismo, indossa un elmo e il braccio alzato con foro nella mano destra serviva perché doveva forse essere montato su riproduzione piccolo carro.
Fine VIII, intorno a 700 alcuni primi esempi di figure umane un po’ più elaborate: Apollo di Mantiklos bronzetto a fusione piena, 20 cm, l’artista ha cercato di precisare dettagli incidendo particolari, c’è un’incisione sulle gambe iscrizione Mantiklos mi dedicò come decima al dio lungisaettante dell’arco d’argento e tu, o Febo, concedi una ricompensa per una buona sorte offerta al dio, firmata dal donatario, funzionale a ex voto per chiedere al dio un’intercessione. Caratteristiche linguaggio stilizzato ma l’artefice ha cercato di rendere vicino al vero le parti anatomiche del corpo, la figura è costruita per addizione delle membra, come se le varie parti fossero state realizzate separatamente e poi unite, ogni parte è riconducibile a forma geometrica. Elemento fondamentale assialità verticale, l’asse è tracciato, c’è ancora bisogno di linea guida per costruire la figura asse parte da mento e arriva a gambe. Collo e capigliatura vuole rappresentare personaggio con acconciatura tipica capelli lunghi in trecce ma per non farli andare dietro le spalle fa un collo lunghissimo. La scultura pur essendo a tutto tondo è pensata per essere vista solo di fronte nonostante le trecce dietro il capo siano definite. Anche sulla schiena c’è linea assiale. Cintura unico elemento di vestiario.
La scultura in pietra si sviluppa solo dopo ma per realizzare scultura in bronzo bisogna aspettare invenzione della fusione a cera persa. Nei santuari c’erano immagini di culto di grandi dimensioni: xoana - statua lignea, non c’è giunto nulla ma erano molto diffusi, sull’acropoli di Atene c’era xoana di Atena. L’invenzione è fatta risalire all’isola di Samo dove c’era importante santuario dedicato ad Era e pare che la prima immagine della dea fosse semplicemente il tronco dell’albero sacro sotto cui la dea era andata a rifugiarsi. A volte quindi gli xoana erano immagini aniconiche, semplici pezzi di legno considerati sacri e poi soppiantati da scultura.
Sphyrelata - Statue realizzate con anima in legno su cui poi viene applicata e martellata lamina in legno. Legno non si è conservato ma parte bronzea sitriade di Dreros figura maschile, analogie anatomiche non Apollo di Mantiklos e due figure femminili più statiche abito lungo rende corpo come cilindro. Sphyrelata dovevano essere diffusi.
VI secolo: fiorisce la scultura a tutto tondo. Epoca di trasformazioni: Atene - ruolo di primo piano, Sparta inizia ad assumere ruolo egemone, Corinto accresce la sua ricchezza. Ci sono i primi legislatori e anche le prime figure di tirannidi Pisistratidi ad Atene. Grande fioritura economica e crescita demografica, squilibri sociali e per riportare ordine le polis si affidano a persona con potere accentrato. Grande fioritura città ioniche poi causa scatenante della prima guerra persiana.
600-520: compare forma di rappresentazione che ha enorme successo in tutto il mondo greco diventando espressione artistica più frequentemente rinvenuta in quasi tutti i contesti archeologici del periodo kouros: figura maschile che presenta sempre alcune caratteristiche giovane uomo, stante, nudo, gamba sinistra leggermente avanzata quindi in movimento anche se la gamba avanzata non rende realmente il passo perché il peso è ugualmente diviso tra le due gambe, le braccia sono distese lungo il corpo e le mani sono chiuse a pugno. L’unica eccezione alla nudità è alta cintura che poi scompare. Il kouros è la rappresentazione dell’ideale di kalos kai agathos bello e buono sintesi valori sociali e civili nel mondo greco. La prestanza e il vigore fisico sono considerati il riflesso del valore morale. Questa virtù rende il greco il soldato ideale. I kouroi sono realizzati in maniera diffusa per lungo periodo Richeter ha fatto studio sulla datazione dei kouroi.
Kouros votivo:
- Anathema - dono per la divinità come offerta nel santuario.
- Agalma - oggetto prezioso, si trovano talvolta kouros o korai che nell’iscrizione usano parola agalma.
- Mnema - trasmette ricordo del dedicante.
- Sema - statua funebre al posto della lapide sopra la tomba.
Gli antecedenti scultura egizia: Erodoto dice che Dedalo, inventore mitico della scultura a tutto tondo, realizza opere che sembrano quelle degli Egizi. Nella scultura egizia un modello ricorrente è figura maschile stante, gamba sinistra leggermente avanzata, braccia lungo il corpo e mani a pugno più antica 2500 a.C., è un modello che sopravvive a lungo e che i greci hanno sicuramente avuto modo di conoscere. Kouros di New York, Metropolitan 193 cm, 590-580, la figura è costruita in modo geometrico e schematico, c’è addizione dei vari elementi anatomici intorno ad asse centrale tracciato. Esempio antecedente con costruzione simile bronzetto da Delfi. Il corpo è quello di un giovane (più avanti si fa più adulto), i dettagli anatomici sono incisi come se lo scultore non avesse ancora presente pienamente le potenzialità della scultura su pietra: arcata toracica, pettorali e ginocchia sono date da linee incise poco naturali. Il volto: capigliatura a perloni che scende lungo la schiena (senza allungare il collo), il volto è inespressivo (più avanti si anima), occhio schematico a mandorla senza definizione pupilla, innaturalmente grande, poco naturale. Si trova a New York, la provenienza non è nota. Su base stilistica la datazione è 590-580. Caratteristico è il nastro con nodo geometrico sul retro del capo che si ritrova in molti kouroi in questo periodo, sulla schiena c’è semplificata definizione anatomica delle scapole ma meno elaborata rispetto alla fronte da vedere frontalmente. Kouros I da Capo Sounion; m. 3.50; Atene, MAN, 600-590 a capo Sounion sono stati rinvenuti due kouroi colossali la proporzione al vero avviene più avanti. Il modo di trattare il materiale dettaglio inciso: es.: linea scapole e costole sulla schiena. Testa colossale (altezza cm 44) testa del Dypilon: all’epoca fuori dalle mura di Atene. Fuori dalla porta del Dypilon c’era importante necropoli dell’età arcaica. Questa testa è alta 45 cm quindi il kouros doveva essere oltre i 3 metri ed è trattata come kouros di capo Sounion capelli a perloni, nastro dietro il capo, occhi a mandorla senza pupille ma le palpebre sono meglio definite quindi danno maggiore naturalezza. È ancora lavorato per piani, le orecchie sono a chiocciola quindi molto geometriche.
Nel Peloponneso il linguaggio figurativo...
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