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Appunti di laboratorio multimediale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Barbato dell’università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE, Facoltà di Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Laboratorio multimediale docente Prof. D. Barbato

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cortometraggi mediometraggio lungometraggi ma la realizzazione si sviluppa sempre in cinque

fasi: Sviluppo: sviluppo del progetto, si ha soltanto un’idea ma non la certezza di poter

 realizzare il video. In questa fase vengono affrontati tre elementi: il soggetto, il reperimento

dei fondi necessari e la sceneggiatura. Soggetto è un breve racconto che illustra a grandi

linee la trama del film, Può essere originale o adattato donato soggetto esistente; Il lungo

processo di produzione di un film inizia di solito con idea o una semplice intuizione. La

lunghezza del soggetto non dovrebbe mai essere eccessiva. Nel caso in cui il produttore

trovi l’idea meritevole di essere sviluppata si procede a realizzare un elenco delle scene

che so quanta sala base di un trattamento più articolato. Seguiranno poi una serie di

ampliamenti e inserimento di dialoghi E dettagli fino a giungere alla sceneggiatura. La

sceneggiatura è la descrizione dettagliata di ciò che dovrà essere il film scena dopo

scena dialogo dopo dialogo compresa la descrizione di tutti i luoghi e gli oggetti presenti

nell’inquadratura. Sceneggiatura viene scritta in forma letteraria senza l’uso di termini

tecnici. Fornisce indicazioni spazio temporali, sul numero di scena sui personaggi E sulle

loro azioni.

Pre-produzione: fase in cui si prepara la realizzazione di un film. Nel caso di una

 produzione cinematografica si entra in fase di preproduzione a seguito sviluppo del

progetto. In questa fase vi sono lo spoglio della sceneggiatura, la definizione del preventivo

di spesa del film ovvero il budget, Il casting, La redazione di uno story board, La definizione

di un crono programma, Scelta della location, prove con gli attori, controllo ed eventuali

modifiche della sceneggiatura, costruzione del sette, eventuali contratti con aziende

fornitrici E acquisto dei diritti per l’uso di musica.

Lo storyboard è la rappresentazione grafica sottoforma di sequenze disegnate in ordine

cronologico, delle inquadrature di un’opera filmata. Indicati anche i movimenti della

macchina da presa e delle frecce indicano la direzione, altre frecce invece indica i

movimenti dei personaggi all’interno dell’inquadratura. Il primo regista ad usare lo

storyboard fu Walt Disney. In ambito pubblicitario lo story board viene usato quasi sempre,

avendo a disposizione un tempo molto limitato per presentare ripubblicare un prodotto, è

evidente che la sequenza delle immagini dovrà essere il più possibile calcolata e precisa.

Nel cinema lo story board diventa strumento indispensabile quando si intendono utilizzare

degli effetti speciali ottici. Permette infatti di simulare in un’unica bozza immagini diverse

che comporranno poi lasciare di un film attraverso un’elaborazione in fase di post

produzione. Potete visualizzare il risultato finale delle inquadrature è fondamentale al

fronte dell’alto costo di questi procedimenti. Inoltre attraverso i disegni molto più facile

poter spiegare ai tecnici gli eventuali effetti visivi. Lo storico e quindi può rivelarsi utile

come mezzo di dialogo tra le parti garantendo revisioni e correzioni continue.

Lavorazione: fasi in cui si effettuano le riprese del film. Terminata la registrazione il

 materiale girato viene confezionato per essere lavorato al montaggio

Post-produzione: comprende le fasi di lavorazione di un film successive alle imprese tra

 cui il montaggio delle inquadrature e del suono, gli effetti visivi e sonori aggiuntivi il

mixaggio audio finale. Montaggio: il montaggio è il fattore fondamentale per la riuscita del

film, Consiste nella scelta delle scene girate da utilizzare nel prodotto finito attraverso un

vero e proprio montaggi sequenza degli spezzoni. Nella maggior parte dei casi il montaggio

digitale mentre una volta il processo era artigianale fatto attraverso forbici e colle speciali. Il

montaggio è arte. Il regista russo Ejzenstein fu il primo a teorizzare il montaggio come dire

proprio strumento artistico. Altra fase molto importante è il montaggio del suono ovvero

coordinare immagini e suoni in un unico flusso. Si può avere montaggio di colonne sonore,

rumori, e voci di presa diretta. Fattore importantissimo è il sync che consiste

nell’allineamento di suono e immagine tramite l’ausilio di tecniche standard.

Vendita e distribuzione.

Modelli base di produzione video promozionale (solitamente variano in base al budget):

Live: raro e costoso, lo spot dal vivo è uno spot non registrato. Quando la registrazione

 risulta troppo costosa, i produttori organizzano sport in studio e il pubblicano dal vivo

Slide e schede mobili: tipico di epoche passate ancora in uso, uno spot così composto

 economico perché realizzato con l’uso esclusivo di una voce fuori campo (voice over) che

accompagna lo scorrere di immagini fotografiche

Video voiceover: oggi il più utilizzato, meno costoso perché l’audio viene registrato a parte

 e montato successivamente, in questi spot di immagini in movimento accompagnano una

voce narrante

Video: più costoso del VoiceOver perché comporta un’attenta sincronizzazione audio

 Film VoiceOver: Garantisce un effetto film, in questo spot una boyce cover accompagnata

 da pezzi di filmati

Film lip-sync: permette la sincronia dello sport con il dialogo, è più costosa del film

 VoiceOver

Animazione: il più costoso tra gli stili di produzione

L’ azienda o l’ ente che ha intenzione di realizzare un spot promozionale si avvale di un copywriter

che solitamente utilizza le seguenti strategie per coinvolgere il target: humor shok suspense min-

drama testimonial effetti speciali effetti grafici musica sesso.

Le più diffuse tecnologia secondo una classificazione basata sui contenuti sono:

Drammatico: scrive una storia con un inizio uno sviluppo e una fine attraverso il conflitto

 tra i personaggi dello sport. Solitamente il prodotto porta il protagonista a vincere

eroicamente.

Soluzione di problematiche: il più usato, lo sport presenta un problema introducendo il

 prodotto come soluzione

Giornalistico: persuade il target con il linguaggio documentaristico e un’enfasi giornalistica

 Effetti speciali: Utilizzati per creare suggestioni ed emozioni attorno al prodotto

 Portavoce: utilizza persone per introdurre una passa parola e lanciare il prodotto

 Satira o parodia: utilizza stereotipi noti in chiave umoristica per veicolare il prodotto

 Presentatore: un individuo presenta il prodotto rivolgendosi direttamente al target

 Dimostrazione: mostra come funziona il prodotto passo dopo passo fino il successo

 Suspense: struttura drammatica che crea curiosità legata a un crimine un mistero

 Analogie: utilizza un esempio chiaro ma estraneo al prodotto per spiegarlo e confrontarlo

 Fantasy: personaggi fantastici identificano il prodotto per suggestionare un’idea di magia

 Testimonial: variazione del portavoce in cui un personaggio famoso promuovere il

 prodotto

Anello musicale: alterna l’utilizzo tra musica ad hoc il Voice over per promuovere il

 prodotto, Solitamente lo sport apre chiude con la musica lasciando l’annuncio nel mezzo

Televendite: spesso associata a dimostrazioni di uso del prodotto

 Slice of life: vantaggio di momenti di vita quotidiana in cui viene utilizzato il prodotto

 Umoristico: probabilmente il più usato, laMore può facilmente essere accoppiato con tutti

 i modelli base di sport. Possiede la capacità di catturare l’attenzione di tutti. Lo spot

umoristico deve essere adattato al target di riferimento

Personificazione: durante questo spot di spettatori si identificano con il protagonista

 Prodotto e Voice over: Utilizza immagini meravigliose del prodotto descritte da una voce

 fuori campo

I video promozionali per Il sociale sebbene simili a quelli commerciali, Hanno differenze

sostanziali: trattano un servizio per il bene pubblico, trattano spesso di un prodotto intangibile che

può diventare reale, Richiede all’ascoltatore di fare qualcosa per cui il beneficio non è immediato,

non sempre le emittenti percepiscono un compenso per la diffusione dello sport.

Passaggi per lo sviluppo di un concept per un video promozionale

Definizione del problema comunicativo in funzione del target di riferimento. È

 importante comprendere bene tutte le caratteristiche del target: aspetti demografici, Fascia

d’età, distinzioni sociali all’interno del target stesso, statistiche della personalità, punti di

forza della resistenza del target al messaggio mediatico.

Definizione degli obiettivi: Ciò che si spera di ottenere come risultato con il video

 Definizione della strategia. Spesso si servono strumenti per veicolare il messaggio come

 ad esempio humor, shok, suspense, drama, testimonial

Definizione dell’idea creativa: capire qual è il soggetto del lungometraggio. Di fronte al

 credito commerciale e creativa non sarà autoreferenziale ma basata sull’analisi del

contesto e risponderà necessariamente alle esigenze emerse nelle precedenti analisi

Definizione dei contenuti: vengono prese le decisioni che permettono di definire come

 sarà il messaggio nella sua interezza, Decidendo la colonna sonora, i contenuti del

messaggio audio che potrà attivarsi per negazione affermazione nei confronti dei contenuti

visivi.

Garanzia di realizzare un buon video promozionale è consigliabile spingere su alcuni fattori:

Fattore visivo: È importante rompere la barriera tra pubblico e media utilizzando un

 concept visivo fate riconoscibile

Fattore psicologico: spingere sul lavoro proprio, Alle persone infatti vogliono considerarsi

 brave persone che fanno l’azione giusta. Spesso il target mantiene un distacco

dimostrando disinteresse nei confronti delle tematiche trattate, È fondamentale il

coinvolgimento emotivo per catturare l’attenzione

Principali figure professionali coinvolte nella realizzazione di un film suddivise in base alle fasi di

sviluppo:

Concept/sviluppo:

soggettista: persona che si occupa di scrivere la trama di un film, la struttura attorno alla

 quale vengono costruiti i dialoghi e le scene. Nel film saranno presenti personaggi e intrecci

della storia. Il soggetto può essere originale o adattato ad un altro soggetto esistente. Non

sempre il soggettista si occupa della sceneggiatura che necessita di tecniche più legate alla

realizzazione dell’intreccio e alla capacità di costruire dialoghi. Il soggettista deve avere

l’idea ed essere più creativo dello scrittore perché lo scopo principale è quello di suscitare

l’interesse di un produttore.

Pre-produzione:

produttore: crea le condizioni per la realizzazione dei filmati. Coordina, Si occupa di

 ricercare le risorse finanziarie, Assumere il personale chiave, è coinvolto in tutte le fasi del

processo di elaborazione. Un produttore esecutivo è invece un produttore che non è

coinvolto negli aspetti tecnici del processo ma ha giocato un ruolo importante da un punto

di vista finanziario per farsi che il progetto andasse in produzione. Possono esserci diversi

produttori esecutivi in un film che possono occuparsi di settori diversi come per esempio lo

sviluppo, il finanziamento o la produzione.

direttore di produzione: deve predisporre l’organizzazione tecnica e logistica,

 Assicurandosi il regolare svolgimento della produzione assicurando i tempi previsti dal

piano di lavoro. È l’anello di congiunzione tra il regista il produttore E la parte tecnico

logistica. Il suo compito è quello di raggiungere il miglior risultato possibile minimizzando i

costi.

Sceneggiatore: specializzato nella scrittura di copioni ovvero descrizione estremamente

 dettagliate di tutte le scene e i dialoghi che compongono una storia. Vengono descritti tutte

le azioni negli ambienti in cui si svolgono le scene. È possibile trovare nelle sceneggiature

anche indicazioni sui movimenti che la macchina da presa deve fare. L’attività dello

sceneggiatore comprendono scrivere il copione a partire da una storia di scritta a grandi

linee O da un romanzo, suddividere la storia in scena E infine rivedere il copione sulla base

delle osservazioni del regista o del produttore.

regista e aiuto regista: responsabile delle scelte artistico-visive della narrazione. Si

 occupa del controllo del contenuto, Della performance degli attori, organizzazione

selezione delle location, gestione dei dettagli tecnici come il posizionamento delle

telecamere e l’uso di dispositivi di illuminazione, tempistica e contenuto delle colonne

sonore. Il regista sovrintende tutte le fasi di una produzione artistica E guida con la propria

immaginazione e la propria sensibilità la realizzazione del filmato. Alcuni registi hanno un

volume molto simile al produttore. L’aiutoregista assiste il direttore di produzione e il

regista, È è suo compito è garantire che Il film arrivi nei tempi previsti E deve quindi

controllare giorno per giorno l’operato degli attori della truppa.

story board Artist o illustratore: professionista specializzato nella realizzazione dello

 story board, In grado di rappresentare visivamente le storie con gli schizzi su carta. Oggi si

utilizzano anche tecniche digitali come software o fotocamera. Lo storico bordo permette al

cliente di visualizzare in anticipo ciò che il direttore creativo sta pensando.

Produzione:

direttore della fotografia: nella fotografia cinematografica durante la realizzazione di un

 film. Deve illuminare inquadrare e impostare l’apertura del diaframma. E quindi

responsabile dell’immagine e dell’illuminazione della scena attraverso impianti luce,

Pellicole, obiettivi e filtri. Una delle figure più importanti della truppa, Responsabile

dell’impatto visivo delle immagini. Può lavorare con autonomia decisionale o a stretto

contatto con il regista.

scenografo/ art direction: a due ruoli creativi chiave nella creazione del film. Determina le

 impostazioni e lo stile per raccontare visivamente una storia, Ciò avviene attraverso la

realizzazione di scenografie E la selezione e alterazione di location reali e sfondi. Devi

anche collaborare con il team degli effetti visivi per fornire i disegni necessari. Lo

scenografo guida il personale chiave degli altri reparti quali costumisti acconciatori

truccatori per stabilire un aspetto visivo unicitario.

Cameramen: manovra la macchina attraverso la quale viene effettuata la ripresa.

 Responsabile della messa a punto delle macchine da presa e della manovra. Deve riuscire

ad interpretare le richieste del regista e del direttore della fotografia tenendo sotto controllo

gli aspetti tecnici.

fonico: il fonico si occupa della gestione dell’audio nello specifico di dialoghi rumori e suoni

 in generale. Il fonico di presa diretta è responsabile della registrazione dell’audio sul set E

lavora a stretto contatto con il microfonista; il fonico di missaggio si occupa di mixare le

registrazioni audio integrandole con eventuali doppiaggi o suoni aggiuntivi; il fonico di

doppiaggio si occupa di registrare i dialoghi da sostituire agli originali

microfonista: È l’assistente tecnico telefonico. Alla responsabilità di posizionare i microfoni

 in fase di ripresa.

tecnico degli effetti speciali: responsabile del raggiungimento degli obiettivi creativi. Gli

 effetti vengono realizzati dal vero con scala in genere con ausilio di un apposito software.

Si occupa di definire il tipo di effetto speciale da realizzare, studia il miglior sistema per

realizzarlo, metti appunto la scena, collabora alle riprese e modifica le riprese con appositi

software.

Post-Produzione:

montatore: responsabile del montaggio cioè l’assemblaggio di tutte le immagini girate in

 modo tale da creare un prodotto finito. Il materiale del montatore può essere costituito da

filmati registrati dalla telecamera, dialoghi, effetti sonori, grafica ed effetti speciali. Il ruolo

fondamentale dell’evoluzione. Lavora a stretto contatto con il regista per ottenere il risultato

finale desiderato.

Lo storyboard

Lo storyboard può pertanto essere identificato con una sorta di sceneggiatura visiva. Lo

storyboard ha il vantaggio che, non contenendo elementi audio, permette la verifica della

narrazione che deve raccontare in maniera efficace la vicenda anche solo con l’uso delle immagini,

oltretutto statiche. Se lo storyboard funziona, e non vegono commessi errori di ripresa,

sicuramente funzionerà anche il video. È la versione disegnata della narrazione testuale propria

della sceneggiatura, illustra il racconto scena per scena raffigurando le inquadrature da girare,

mostra visivamente tutti gli elementi necessari per creare l’atmosfera, è un processo di

anteprima utile alla preparazione e al montaggio delle scene, permette di immaginare il filmato

prima ancora di iniziare le riprese

limiti dello storyboard: impossibilità di mostrare alcuni fattori che sono propri di un sistema video:

movimenti di camera, effetti speciali, passaggio da una ripresa a un’altra

Per questo motivo molto spesso allo storyboard vengono affiancate delle frecce che indicano I

movimenti di camera e delle didascalie che integrino i contenuti.

fattori di rischio: il rischio principale associato allo storyboard può essere l’artificiosità. I filmati

che seguono troppo rigidamente la schematicità imposta dallo storyboard hanno la tendenza di

proporre immagini e riprese troppo statiche e una narrazione poco fluida.

Negli ultimi tempi, per alcuni spot commerciali, si è ricorso a strumenti di visualizzazione più

avanzati come ad esempio lo storyboard animato.

3 tipologie di storyboard:

storyboard in miniatura (thumbnail) definito anche bozza, questo tipo di storyboard ha

 come scopo primo quello di catturare le idee in un flusso di immagini che permettono di

visualizzare immediatamente le problematiche relative alla realizzazione di una idea

progettuale.

Solitamente è costituito da una sequenza di immagini molto piccole e abozzate che, pur

non contenendo tutte le specifiche utili alla realizzazione del video, permettono di

previsualizzare la sequenza di scene senza l’impiego di troppo tempo. La qualità non è

importante perchè ha l’unico scopo di fissare su carta un’idea, spiegando lo sviluppo della

narrazione cinematografica, del ritmo e del tipo di riprese. Il vero fine dello storyboard in

miniatura è quello di verificare che l’idea funzioni.

storyboard di presentaizone: questa tipologia di storyboard ha un fine

 illustrativo/seduttivo, ma non tecnico. La sola intenzione pertanto è quella di illustrare

un’idea alla committenza, eliminando le parti e le sequenze non utili alla narrazione ed

omettendo tutti i dettagli che possano quindi distrarre l’attenzione dalla trama della vicenda.

Viene generalmente speso più tempo nella realizzazione delle vignette che devono

pertanto riportare la sensazione visiva e suggestionare la committenza. Deve emergere

molto chiaramente la trama del video e si cerca di dare un’idea efficace del risultato finale

che si vuole ottenere, per questo motivo le vignette sono molto dettagliate e accurate, pur

essendo in numero inferiore rispetto allo storyboard di lavoro

storyboard di lavoro: lo storyboard di lavoro è un documento con finalità tecniche al quale

 lavora tutto il team che realizza il filmato. Viene rappresentato in termini visivi il flusso

completo di contenuti sotto il monitoraggio attento della regia, che in questo caso deve

coordinare tutte le maestranze per ottenere l’azione che si intende rappresentare. Il fine è

quello di definire ed incrociare le diverse competenze in un unico elaborato che possa

quindi essere considerato come una guida completa alla realizzazione della riprese.

Solitamente si affiancano, alle immagini, indicazioni fondamentali come ad esempio:

sequenza numerica della scena, dettagli e descizione testuale della stessa, indicazione

delle azioni e dei movimenti di camera, i dialoghi, i suoni, le musiche, annotazioni su effetti

speciali e sui passaggi da una scena a un’altra...Lo storyboard di lavoro è parte integrante

del progetto video.

Composizione di uno storyboard di lavoro:

A numero progressivo della scena

B lay-out della scena: immagini, foto, disegni.. frecce indicanti i movimenti in scena e i

movimenti e zoom della camera

C descrizione testuale della scena, dialoghi, definizione della durata della scena in secondi,

audio che accompagna la scena (secondo di inizio e fine)

D note (effetti speciali, grafica, dettagli)

E indicazione del tipo di passaggio dalla scena attuale a quella successive

Animatic (story rell): l’animatic è un lavoro realizzato o per lo meno supervisionato integralmente

dal regista. Partendo dalla versione finale dello storyboard si deve verificare che questo possa

funzionare come un film vero e proprio. Per ottenere questo si procede alla realizzazione

dell’animatic, una sorta di film a fermo-immagini contenente tutte le inquadrature montate su una

timeline.

Tramite l’animatic si può calcolare con precisione attendibile la durata completa del video, si legge

il compione scena per scena e si avvia la colonna sonora per la durata prevista e nei momenti

corretti per verificare la durata esatta delle riprese.

Time-lapse

Tecnica fotografica nella quale la frequenza di ripresa di ogni fotogramma è molto inferior a quella

di produzione. Il filmato time-lapse può essere ottenuto processando una serie di fotografie

scattate in sequenza opportunamente montate.

Considerando un frame rate Standard di 24 fps, in fase di produzione del filmato appariranno sullo

schermo 24 fotogrammi consecutive e secondo. In circostanze normali la frequenza di cattura è

pari a quella di proiezione per cui il tempo del filmato sembra scorrere lentamente. Se la frequenza

di cattura diminuisce ma viene mantenuta inalterata quella di proiezione il tempo del filmato

sembra scorrere velocemente.

Per creare un time-lapse ci vuole:

fotocamera: La qualità del risultato finale sarà migliore tanto più Sarà la qualità dello

 strumento.

Intervallometro: Piccolo apparecchio in grado di far scattare l’otturatore dalla propria

 fotocamera ogni X è secondi per N volte. Può essere esterno o integrato alla fotocamera.

Treppiede: fondamentale per la buona riuscita di un video time-lapse sebbene non sia

 obbligatorio.

Software: necessary per assemblare la sequenza di foto come PhotoLapse3, Quick Time

 pro.

Battery grip: alimentary in maniera continua e senza interruzioni la fotocamera durante la

 sessione di scatto. Il battery grip permette di non muovere la videocamera, di non muovere

il treppiede e di non creare quindi cambi di inquadratura

Prima di dare il via ad un time-laps bisogna: formattare la memory card poiché tutte le foto che

sembrano a scattare riempiranno decisamente la scheda, settare il formato RAW o jpg che sono

riformati di qualità più elevate, selezionare la modalità di scatto manuale, impostare I valori volute

di iso, diaframma, Bilanciamento del bianco E impostare la messa a fuoco manuale.

La scelta dei valori di aperture e della velocità di scatto dipende dalla profondità di campo che si

vuole ottenere E dalla frequenza di scatto che si vuole impostare. Maggiore è la velocità di scatto

(1/125 o superiore), minore sarà l’effetto di fluidità del video finale.

Per I principianti è buona norma impostare un valore di esposizione un po’ sotto alla metà del

valore di intervallo tra due scatti. Per esempio se si scatta ad un intervallo di Quattro secondi tra

ciascun fotogramma bisognerebbe tenere un tempo di esposizione di circa 1,6/2. Questa regola

non è applicabile sempre È per questo motive spesso si utilizzano I filtri ND. Si infatti nella scena

compaiono persone o auto in movimento È indispensabile fare in modo che questi soggetti in ogni

singolo fotogramma siano sfocati, E che abbiano una scia dietro di loro; Soggetti troppo ben definiti

darebbe infatti fastidio.

I filtri nd (densità neutra) sono degli speciali filtri che si applicano al fondo degli obiettivi e servono

a ridurre la quantità di luce che passa attraverso la lente. Grazie questi filtri sia in grado di scattare

in pieno giorno utilizzando tempi disposizioni lunghe, Dando quindi un effetto sfocato ad elementi

come acqua, persone, machine.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stc.iusve di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio multimediale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Barbato Davide.

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