La visione
Gli stimoli ambientali eccitano i recettori sensoriali che determinano la trasduzione, ovvero la traduzione del messaggio, e tale processo è definito "potenziale del recettore". I nostri occhi captano la luce che è una radiazione elettromagnetica con lunghezza d'onda compresa tra 380 e 769 nm; il colore della luce è determinato dalla tinta, lunghezza d'onda dominante, dalla luminosità, intensità, e dalla saturazione, purezza della lunghezza d'onda.
Gli occhi si trovano nelle orbite, cavità nella parte anteriore del cranio, attaccati alla sclera e tenuti al loro posto dai muscoli extraoculari i cui punti di attacco sono mascherati dalla congiuntiva. Questi muscoli determinano:
- Movimenti di vergenza, occhi fissi sullo stesso obiettivo
- Movimenti saccadici, spostamento dello sguardo in maniera improvvisa quindi molto veloce
- Movimenti di inseguimento, movimento lento dell'occhio
L'ingresso della luce non avviene nella sclera, in quanto opaca, ma nella cornea, trasparente; arriva nella pupilla, apertura dell'iride, e si porta fino al cristallino che può assumere una conformazione più o meno rotonda a seconda che si stiano osservando oggetti più o meno vicini; si porta, infine, nella retina. In quest'ultima sono contenuti i fotorecettori: i coni, in numero di 6 milioni, ci forniscono la visione diurna, la visione del colore e l'acuità visiva ed infatti si trovano nella fovea; i bastoncelli, in numero di 120 milioni, sono utili per la visione notturna, essendo sensibili alla luminosità ma non alla visione dei colori e all'acuità visiva.
Nella retina troviamo anche il disco ottico, punto nel quale sono presenti gli assoni che escono dall'occhio per costituire il nervo ottico, che produce la macchia cieca, poiché in esso non vi è alcun fotorecettore. I fotorecettori formano sinapsi con le cellule bipolari le quali contraggono sinapsi con le cellule gangliari e sono costituite da un segmento interno unito, tramite un ciglio, al segmento esterno, dove troviamo le lamelle.
All'interno delle lamelle ci sono i fotopigmenti, responsabili della trasduzione, costituita da opsina (proteina) e retinale (lipide). Nella membrana dei fotorecettori i canali ionici per cationi Na+ e Ca2+ sono perennemente aperti grazie alla molecola di GMP ciclico, finché la luce non cade su loro; quando invece ciò succede, la proteina G, trasducina, chiude i canali ionici per i cationi e così la membrana si iperpolarizza il che determina una diminuzione del rilascio dei neurotrasmettitori (al contrario della depolarizzazione). Tale iperpolarizzazione determina la depolarizzazione della cellula bipolare che così può rilasciare una quantità maggiore di neurotrasmettitore, che a sua volta eccita la cellula gangliare.
L'occhio è connesso al nucleo genicolato dorsolaterale del talamo costituito da uno strato magnocellulare, interno, parvocellulare, esterno, coniocellulare, ventralmente ai due precedenti. I neuroni di tale nucleo inviano i loro assoni alla radiazione visiva che si porta alla corteccia striata; i nervi ottici si uniscono nel chiasma ottico (le cellule gangliari delle emiretine nasali si incrociano e si portano al nucleo genicolato eterolaterale, quelle delle emiretine temporali procedono diritto). Il cristallino capovolge l'immagine del mondo proiettata sulla retina: sopra-sotto, destra-sinistra.
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6 La visione
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