LA DIPENDENZA PATOLOGICA
Consumo di sostanze stupefacenti e la società moderna
Tossicodipendenza compromette la libertà di scelta di un individuo
L’uso di sostanze non è stato considerato da subito patologico: i soldati durante la seconda guerra
mondiale facevano uso di anfetamine, prescrizioni indiscriminate di morfina da parte dei medici,
LSD come espressione di un movimento culturale. L’ OMS definisce droga tutte quelle sostanze
che alterano la psicologia o l’attività mentale di una persona ( effetto psicoattivo). Le droghe
agiscono sul Sistema Nervoso Centrale modificando : umore, processi cognitivi, percezioni
sensoriali e comportamenti, alcune anche temporanee modificazioni delle funzioni cerebrali.
Fenomeno droga in Italia:
anni 50: ha riguardato un gruppo ristretto di persone benestanti, consisteva
prevalentemente nell’abuso di psicofarmaci
anni 60: con il 68 esplode il fenomeno dell’uso di sostanze psicoattive che coinvolge gran
parte della società
anni 70: cambia l’immagine del tossicodipendente, non più contestatore politico ma
malato, emarginato sociale. Si fa uso di anfetamine
anni 80: diffusione dell’eroina. Non più immagine trasgressiva associata a chi fa uso di
sostanze ma emerge quella del tossicodipendente come persona da compatire o evitare.
Anni 90: diffusione ecstasy. Chi ne fa uso non considerato tossicodipendente, al contrario
dell’eroinomane riesce ad avere una vita “normale” in quanto sembra mantenga una
buona capacità adattiva e non vive ai margini della società. In questi anni emerge
l’immagine della perfezione a tutti i costi, dell’importanza della performance e della
necessità di dare sempre il massimo si diffonde la cocaina. Diviene una delle droghe di
maggior consumo in quanto meno rischiosa nella possibilità di contagio dell’ AIDS
Ad oggi le sostanze di maggior consumo in Italia sono : cannabis, cocaina, alcol ed eroina; inoltre si
verifica l’uso di più sostanze contemporaneamente ( sostanza prediletta + una o più sostanze
secondarie volte ad aumentare e/o modificare l’effetto di quella primaria). Il DSM definisce
soggetto dipendente da più sostanze (politossicodipendente) colui che ha fatto uso di almeno 3
categorie di sostanze psicoattive (escluse caffeini e nicotina) per un periodo di almeno 12 mesi.
Altro problema è il fenomeno delle club drugs ossia l’uso ricreativo di alcune sostanze come
l’ecstasy, LSD, GHB, ketamina utilizzate nei locali, alle feste; si tratta di un uso occasionale, limitato
ad alcuni contesti. Nei giovani emerge l’idea che l’uso di sostanze, quali l’MDMA, durante le feste
non interferisca nella vita quotidiana. In realtà queste droghe possono causare delle gravi
compromissioni delle funzioni cognitive e, in alcuni casi, l’insorgenza di patologie mentali quali
schizofrenia, paranoia e depressione.
Il primo decennio del XXI secolo si contraddistingue per l’introduzione delle droghe sintetiche:
Designer Drugs ( racchiudono numerosi composti sintetici derivanti da anfetamine), Smart Drugs
(pubblicizzate come naturali, facilmente reperibili negli smart shop e venduti come gocce, incensi,
bevande energizzanti) e le cyber drugs ( né sostanze chimiche, né naturali ma infrasuoni. Gli effetti
si manifestano dopo 3-4 dosi ma non è possibile parlare con certezza di effetti sulla psiche, non c’è
letteratura scientifica che ne parli).
Dipendenza patologica: definizioni e caratteristiche
ICD-10 e DSM IV TR hanno classificato la dipendenza attraverso categorie di sintomi fisici come
astinenza, tolleranza e craving.
OMS definisce la tossicodipendenza come una malattia cronica recidivante e si tende a parlare di
cambiamento dello stile di vita rispetto al comportamento patologico, piuttosto che di guarigione.
NO D’ACCORDO SU QUESTA DEFINIZIONE tossicodipendenza non è una malattia inguaribile ma
, x evitare la cronicizzazione, è necessario mettere in atto strategie di intervento rivolte alla
persona così da rendere efficaci i servizi sul territorio.
Gli ex tossicodipendenti possono riprendere una vita normale ma, se non sono riusciti a
raggiungere una stabilità emotiva, cognitiva, relazionale e sociale, esiste il rischio di una ricaduta
qualora si trovassero di fronte a situazioni critiche.
Considerando tutto ciò, la tossicodipendenza può essere definita come: patologia, che si sviluppa a
partire dall’utilizzo di una o più sostanze, contraddistinta da un sentimento di incoercibilità
(irrefrenabilità) e da un bisogno impellente di ripetere tale comportamento in maniera
compulsiva.
La tossicodipendenza è caratterizzata dalla presenza di specifici sintomi psichici e fisici di intensità
variabile, legato al quantitativo e alla purezza della droga assunta, alle caratteristiche della
persona e alla durata del periodo di assunzione. Nella eziopatogenesi della tossicodipendenza i
fattori personali e le dinamiche psicologiche svolgono un ruolo fondamentale. La dipendenza fisica
si intreccia in modo patologico con quella psicologica ( perdita di capacità di scelta autonoma).
L’obiettivo del percorso di cambiamento è quello di riabilitare la persona, facendo emergere le sue
risorse personali, sociali e relazionali, così da rinforzarle per creare delle fondamenta solide
finalizzate al raggiungimento di un’autonomia e libertà dalle sostanze.
La distinzione tra dipendenza fisica e psicologica è insufficiente per comprendere ciò che accade;
nel processo di ricaduta la componente astinenziale non è l’unica ad avere una forte rilevanza, ma
ha un ruolo di comprimarietà con il desiderio di assumere nuovamente la droga. Nella definizione
di tossicodipendenza è quindi importante prendere in considerazione anche il “come” e “con quali
difficoltà” la persona ex tossicodipendente prosegue il suo percorso dopo aver terminato la
riabilitazione. Gli interventi di reinserimento socio-lavorativo sono parte integrante del percorso
riabilitativo.
Secondo il DSM IV TR la dipendenza da una sostanza viene stabilita attraverso 3 o più delle
seguenti condizioni che si verificano nell’arco di 12 mesi:
1. Tolleranza bisogno di aumentare notevolmente le dosi per raggiungere l’effetto
desiderato
2. Astinenza conseguente all’interruzione della sostanza ed è particolarmente grave per le
sostanze che deprimono il sistema nervoso ( alcol, oppiacei e benzodiazepine)
manifestandosi con un’intensa attività psicomotoria e nurovegetativa.
3. Craving desiderio incontrollabile verso uno stimolo, in grado di attivare un
comportamento di avvicinamento alla sostanza. Ha caratteristiche di compulsività e
coercizione, soprattutto in presenza di specifici stimoli interni o esterni che richiamano
l’incontro con la sostanza o l’oggetto, ma anche in risposta ad eventi forti. 2 forme: craving
negativo, preoccupazione di assumere la sostanza per evitare l’astinenza; compulsione
verso la sostanza in prospettiva di una gratificazione.
Sostanze classificate nel DSM IV TR: alcol, Anfetamine, allucinogeni, ansiolitici, caffeina, cannabis,
cocaina, fenciclidina, inalanti, nicotina, sedativi ipnotici.
Esiste un’altra categoria nuove droghe, gruppo eterogeno di sostanze. Più diffuse: Desiner
Drugs, Smart Drugs.
Quando si parla di dipendenza si associa ciò ad una sostanza, le cose stanno cambiando e va
sempre più diffondendosi la dipendenza verso oggetti e/o comportamenti e viene definita
ADDICTION SENZA DEPENDENCE. Come nella tossicodipendenza sono presenti il craving, la perdita
di controllo e la compulsività. Tra le dipendenze comportamentali solo il gioco d’azzardo
patologico è stato inserito nel DSM, insieme ai Disturbi del Controllo degli Impulsi Non Altrimenti
Specificati.
CLASSIFICAZIONE DIAGNOSTICA
Criteri diagnostici secondo il DSM IV TR
I Disturbi Correlati a Sostanze si dividono in 2 gruppi:
1. Disturbo da Uso di Sostanze (dipendenza e abuso di sostanze)
2. Disturbi Indotti da Sostanze (Disturbo psicotico Indotto da Sostanze, Intossicazione…)
Per dipendenza viene intesa una modalità patologica di uso della sostanza che conduce a un
disagio clinicamente significativo, come manifestato da 3 o più delle seguenti condizioni che
ricorrono in 12 mesi:
Tolleranza
Astinenza
Aumento dosi o periodi di assunzione della sostanza rispetto a quanto previsto dal
soggetto
Desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o controllarne l’uso
Molto tempo impiegato per avere la sostanza, assumerla e riprendersi
Interruzione o riduzione della vita sociale
Uso della sostanza nonostante riconoscimento di un problema causato o esasperato da
essa
Specificare se:
Con Dipendenza Fisica ( prove evidenti di tolleranza o astinenza)
Senza dipendenza fisica
La diagnosi di dipendenza da sostanze può esser fatta per ogni sostanza ad esclusione della
caffeina. I sintomi di dipendenza sono simili per le varie categorie ma, per alcune classi, alcuni
sintomi sono meno salienti e in pochi casi non tutti applicabile ( i sintomi di astinenza non sono
specificati per la dipendenza da allucinogeni).
Anche se non elencato tra i criteri diagnostici, il craving può essere sperimentato dalla maggior
parte dei soggetti con dipendenza da sostanza.
Nel DSM 5 si propone di sostituire la classe disturbi correlati a sostanze con disturbi da uso di
sostanza e dipendenza, così da includere anche le forme di dipendenza senza sostanza o
comportamentale; inoltre viene proposto di eliminare le categorie dipendenza da sostanze e
abuso di sostanze per farle confluire nella categoria disturbo da uso di sostanze.
Il gruppo dell’APA avrebbe proposto una riorganizzazione dell’ordine delle sottocategorie per
sostanza utilizzata e non più secondo la diagnosi; le sostanze considerate rimarrebbero le stesso
e le anfetamine e la cocaina verrebbero accorpate nella categoria degli stimolanti.
Ulteriori proposte riguarderebbero:
Inserimento Disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico all’interno dei disturbi da uso di
sostanza e dipendenza
Eliminazione Disturbo Dissociativo Indotto da Sostanze
Introduzione del Disturbo Neurocomportamentale Associato all’Esposizione Prenatale
all’Alcol
No inserimento del disturbo da uso di internet e da uso di caffeina in quanto non sono
sufficientemente sostenuti dalle ricerche scientifiche.
Criteri diagnostici ICD-10
Sindrome di Dipendenza= condizione caratterizzata da insieme di fenomeni fisiologici, cognitivi e
comportamentali, in cui l’uso di una sostanza o di una classe di sostanze assume per l’individuo
un’importanza maggiore rispetto ad altri comportamenti che prima avevano per lui un valore
maggiore.
Si può effettuare una diagnosi di dipendenza solo se per un periodo di 12 mesi sono stati esperiti o
esibiti 3 o più dei seguenti sintomi:
1. Desidero intenso di assumere la sostanza
2. Difficoltà nel controllo dell’assunzione della sostanza
3. Astinenza fisica con riduzione dell’uso della sostanza o con uno di una sostanza affine allo
scopo di evitare i sintomi di astinenza
4. Tolleranza
5. Trascuratezza di interessi alternativi
6. Persistenza uso sostanza nonostante evidenza di effetti dannosi
Ciò può verificarsi per una sostanza specifica, per una classe di sostanze o per sostanze totalmente
differenti. La diagnosi deve essere ulteriormente specificata attraverso le seguenti codifiche:
Attualmente in astinenza
// ma in un ambiente protetto
Attualmente in un regime di mantenimento controllato
Attualmente in astinenza ma in trattamento con farmaci
Sta usando la sostanza
Uso continuo
Uso episodico
Criteri diagnostici secondo il PDM
Classifica i disturbi da uso/dipendenza da sostanze all’interno dell’asse S e alla base di tali
comportamenti considera un disagio acuto e cronico della persona.
Spesso in commorbilità con tale disturbo ne esistono altri di personalità accompagnati da processi
nevrotici e psicotici.
A volte la vulnerabilità alla dipendenza è una conseguenza di lacune evolutive dell’Io e
dell’organizzazione del Sé collegate ad ambienti familiare trascuranti, abusanti, caotici. L’uso delle
sostanze serve per cambiare o sopportare esperienze affettive intense o confuse, inoltre la scelta
della sostanza è legata alla tipologia di affetto vissuto come doloroso.
I pattern cognitivi sono fondati sulle razionalizzazioni che sostengono la dipendenza (i pericoli
vengono negati)
I pattern relazionali possono includere sentimenti di bisogno che si alternano con una negazione di
tale bisogno.
Comorbilità psichiatrica e dipendenza patologica
Comorbilità= coesistenza di disturbi psichiatrici e il consumo di sostanze stupefacenti
L’OMS definisce comorbilità come la compresenza di una patologia dovuta al consumo di
stupefacenti e di un altro disturbo psichiatrico. Questo tipo di comorbilità è molto comune; riflette
sia un alto rischio di consumo in soggetti con psicopatologia conclamata, sia un’elevata frequenza
dell’insorgenza di quadri psicopatologici innescati dall’assunzione di sostanze.
Determinare l’eziologia della comorbilità non è semplice se si considera che i sintomi di disturbi
mentali e dei problemi legati alla tossicodipendenza interagiscono e si influenzano a vicenda,
spesso la tossicodipendenza nasconde i sintomi psichiatrici. Inoltre, l’uso di sostanze può
determinare sintomi difficilmente distinguibili da quelli legati ad un disturbo psichiatrico.
Attualmente però ci sono strumenti standardizzati e convalidati che misurano sintomi psichiatrici e
disturbi di personalità, e altri che valutano il livello dei modelli di consumo e della dipendenza, uno
di questi è l’ ADDICTION SEVERITY INDEX (ASI) può essere utilizzato per la diagnosi, la
programmazione della terapia, il follow up e la ricerca. Consiste in un’intervista costruita per
raccogliere info sulla gravità della dipendenza, ha il vantaggio di essere pluridimensionale e di
misurare i problemi passati e presenti in 7 aree:
1. Salute
2. Occupazione e autosufficienza
3. Consumo di alcol
4. Consumo di sostanze
5. Stato civile
6. Relazioni familiari e sociali
7. Sintomi psichiatrici
Asse I del DSM IV TR
I Disturbi dell’Umore e i Disturbi d’Ansia sono quelli appartenenti all’asse I con maggiore
comorbilità con la dipendenza patologica da sostanze, in particolare il disturbo depressivo
maggiore che è presenti in circa un terzo dei tossicodipendenti da eroina.
La politossicodipendenza costituisce un altro fattore di rischio per l’insorgenza di Episodi
depressivo maggiori e disturbi d’ansia.
Disturbo Bipolare ha un alto rischio di comorbilità con la dipendenza patologica da sostanze, alcuni
studi hanno dimostrato che di solito l’esordio di disturbo da uso di sostanze precede quello del
disturbo bipolare.
Esiste anche una relazione con il PTSD e la dipendenza patologica da sostanze: la
tossicodipendenza può da una parte essere considerata una sorta di automedicazione, dall’altra si
ritiene che possa essere provocata dall’alto rischio di esposizione a eventi traumatici di persone
dipendenti o dal fatto che l’uso di sostanze può aumentare il rischio di PTSD in seguito al
susseguirsi di eventi traumatici. Uno studio longitudinale ha mostrato come la diagnosi del PTSD
incrementi l’uso di sostanze, mentre non è stato dimostrato l’inverso ( l’uso di sostanze porta allo
sviluppo di PTSD).
Il PTSD è associato spesso alla politossicodipendenza soprattutto nelle donne, queste ultime
tendono a fare maggior uso di cocaina in questa situazione.
Per quanto riguarda la schizofrenia è stata ipotizzata una modalità di utilizzo della sostanza, sia
quantitativa che qualitativa, diversa da quella delle altre persone tossicodipendenti. In questi
pazienti, l’assunzione di sostanze psicoattive è stata spesso considerata come un’automedicazione
dei sintomi positivi o negativi dell’anedonia ( a seguito dell’uso di neurolettici).
Tra le conseguenze negative dell’uso di sostanze psicoattive in questi pazienti si riscontrano:
peggioramento della sintomatologia, aumento delle ricadute, interferenza con gli altri farmaci…
Asse II
Comorbilità tra disturbo da sostanze e disturbi di personalità: da una parte il DP viene considerato
come un fattore di rischio e una possibile causa dell’insorgenza e sviluppo della dipendenza da
sostanze; da un’altra invece si ritiene che il disturbo da sostanze influisca sullo sviluppo di un
disturbo di personalità.
Al di là delle posizioni, si deve sottolineare come il disturbo di personalità influisca sull’età di inizio
di condotte di dipendenza due spiegazioni: i soggetti aventi disturbo di personalità vivono in
adolescenza problematiche che potrebbero avvicinarli più facilmente alla sostanza; viceversa
l’assunzione precoce di droghe potrebbero creare difficoltà di integrazione sociale e di
funzionamento, che successivamente sarebbero diagnosticate come DP.
Un’alta comorbilità è presente anche con il Disturbo Antisociale, il quale risulta il più frequente tra
la popolazione tossicomane.
Alcuni autori hanno anche osservato che la diagnosi di Disturbo Borderline è associata alla
dipendenza patologica da sostanze.
EZIOLOGIA E TEORIE SULLE DIPENDENZE
Le teorie neurobiologiche
1. Il sistema del reward e il neuroadattamento
L’approccio neurobiologico si è focalizzato sull’identificazione dei sistemi cerebrali coinvolti nelle
dipendenze patologiche e delle alterazioni neurochimiche, consi
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Anatomia patologica - la glomerulonefrite
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Anatomia patologica - la tromboembolia patologica
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Anatomia patologica - la cirrosi
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Anatomia patologica - la displasia