Introduzione
La qualità e la teoria economica sembrano non avere punti di contatto, tanto che, se ci muove all’interno dell’impianto tradizionale della teoria economica dove si studiano i comportamenti degli operatori che agiscono sui mercati e delle regole che influenzano il loro comportamento, si può fare a meno di parlare di qualità. Essa assume un significato specifico quando vengono abbandonate alcune ipotesi della teoria tradizionale a favore di altre più realistiche, pertanto anche il concetto di qualità assume anch’esso una natura economica e deve essere inserito nel contesto delle discipline economiche. La qualità significa certificare che il lavoro svolto è conforme alle normative; esistono degli standard, cioè delle caratteristiche ex-ante, e pertanto viene definito qualità di prodotto o di processo la conformazione di quest’ultimo allo standard prefissato.
Cap 1) Qualità prezzo informazione
Il concetto di qualità va affiancato a quello del prezzo e a quello dell’informazione, poiché tra di essi esistono delle reciproche relazioni. In un mercato la domanda e l’offerta trovano l’equilibrio proprio grazie al sistema dei prezzi, e la qualità rappresenta l’insieme delle caratteristiche che il bene possiede e per il quale si paga quel determinato prezzo di equilibrio. Il prezzo segue l’andamento delle caratteristiche qualitative del bene, perché se in un certo mercato all’improvviso il bene mutasse le sue caratteristiche, e se tutti venissero a conoscenza di questo cambiamento, allora anche il prezzo di equilibrio cambierebbe adeguandosi alle nuove caratteristiche del bene (più alto se la qualità cresce, più basso se la qualità diminuisce). Il prezzo iniziale non sarà più riconosciuto come prezzo “giusto” dagli operatori perché il bene non è più lo stesso di prima. Si può quindi dire che "il prezzo dipende dalla qualità".
Questo è vero quando si verifica una condizione chiave e cioè che tutti coloro che trattano sul mercato un determinato bene, siano a conoscenza delle sue caratteristiche e degli eventuali cambiamenti delle stesse. Gli operatori che non sono a conoscenza o lo sono poco, non sarebbero in grado di capire se il prezzo che si trovano davanti corrisponde al “giusto prezzo”, trovandosi ad operare al buio. Ad esempio, se il venditore è l’unico a conoscere che la qualità di un prodotto è cambiata, potrebbe approfittare e vendere quel prodotto, magari peggiore, ma allo stesso prezzo; mentre non riuscirebbe a vendere un prodotto migliore ad un prezzo giusto se i compratori non fossero a conoscenza del miglioramento della qualità del bene.
Le asimmetrie di informazione e il modello di Akerlof
Il modello di Akerlof, noto anche come mercato dei “bidoni”, ci aiuta a capire la relazione fra qualità, prezzo e informazione. Akerlof immagina un mercato dove è presente un parco macchine, la cui qualità, q, varia in un intervallo che va da 0 a 2, in cui appunto vi sono macchine ben conservate e “bidoni”. Per ogni macchina vi sarà un acquirente disposto a pagare il giusto prezzo, p, e che quindi si verifichi la condizione p = q.
La teoria economica tradizionale ha fra i suoi presupposti quello della informazione perfetta e completa sui mercati, nel senso che tutti gli operatori economici conoscono tutto ciò che c’è da sapere, e pertanto a queste condizioni si raggiungerà un equilibrio di mercato. Si formerà, quindi, per ogni auto il giusto prezzo in base alla qualità della stessa. Si avrà quindi il rispetto della condizione p = q, e un prezzo = a 0 per i bidoni, e un prezzo = a 2 per le auto con migliore qualità. In sintesi si può dire che la piena informazione sui mercati fa sì che il prezzo dipenda dalla qualità.
La situazione però cambia se l’ipotesi tradizionale di piena informazione non si verifica. E allora:
- L’informazione è perfetta ma incompleta, nel senso che tutti gli operatori hanno lo stesso grado di informazione seppur incompleto.
- L’informazione è incompleta e imperfetta, nel senso che l’informazione è sia lacunosa che distribuita in maniera difforme fra gli operatori presenti. Si parla in questo caso di “asimmetrie di informazione” perché il mercato vede alcuni operatori avere più informazioni rispetto agli altri.
Tornando al modello di Akerlof, nel primo caso, non conoscendo le reali qualità di un’auto oggetto di contrattazione, si realizza che nessun prezzo potrà essere quello giusto e allora o si abbandona il mercato, oppure si può ricorrere al prezzo medio come prezzo di riferimento. I venditori valutano la qualità delle auto in base alla media delle auto presenti sul mercato, e che quindi sarebbe pari a 1 (la qualità massima 2 diviso 2); gli acquirenti chiudono i contratti e scambiano tutte le auto ad un prezzo pari a 1. Tale prezzo però non corrisponde al giusto abbinamento qualità/prezzo perché potrebbero essere scambiate auto di qualità = a 2, oppure auto con qualità appena superiori a 0. È però ritenuto il “prezzo corretto” perché il mancato abbinamento prezzo/qualità genera dei rischi che equamente divisi tra venditori e acquirenti. La condizione p = q è rispettata anche se non veritiera.
Nel secondo caso di asimmetria informativa (cosa molto plausibile nel mercato delle auto in quanto è facile che i venditori conoscano la qualità delle auto mentre gli acquirenti no) non si può ricorrere al prezzo medio perché non funzionerebbe: al prezzo medio di 1 i venditori con auto di qualità = a 2 si ritirerebbero dal mercato; resterebbero sul mercato le auto con qualità compresa fra 0 e 1 e con prezzo medio di 0,5, ma si allontanerebbero dal mercato quei venditori con auto di qualità compresa fra 0,5 e 1, e la qualità media diverrebbe di 0,25, di nuovo diversa dal prezzo ipotizzato. L’asimmetria informativa mette in moto un meccanismo per il quale la qualità media è sempre pari alla metà del prezzo, ed è chiaro che i compratori non accetterebbero mai un prezzo per il quale sono sicuri che la qualità media acquistata è sicuramente minore rispetto al prezzo pagato. In queste condizioni viene scambiata una sola auto: quella con qualità pari a 0 e 0 sarà anche il suo prezzo, ma il mercato in questo caso non funziona (anzi scompare) infatti non è più una compravendita ma è un regalo.
Il modello di Akerlof può sembrare che conduca all’annullamento dei mercati, ma non è così perché tali mercati esistono nella realtà. Occorre modificare le ipotesi del modello ed ammettere l’esistenza di due sole qualità di auto presenti sul mercato: quelle “buone” di qualità pari a 2 e quelle “cattive” di qualità pari a 1. E allora:
- Secondo la teoria tradizionale di massima informazione non ci saranno problemi per il funzionamento del mercato perché si creeranno 2 prezzi di equilibrio: il prezzo 2 per le auto di qualità 2 e il prezzo 1 per le auto di qualità 1, dal momento che sia il venditore che l’acquirente sono a conoscenza del livello di qualità dell’auto e disposti a pagare per quello che preferiscono; il prezzo dipende dalla qualità.
- Nell’ipotesi di informazione incompleta ma non imperfetta (venditori e compratori ignorano la qualità dell’auto), il mercato potrebbe funzionare fissando una qualità media di 1,5 e un corrispondente prezzo accettato da entrambi gli operatori perché condivide i rischi;
- Nell’ipotesi di asimmetria informativa non è possibile applicare il sistema della qualità media e del prezzo medio perché escluderebbe dal mercato le auto con qualità pari a 2 e con prezzo pari a 2. Il prezzo di equilibrio del mercato corrisponde ad 1 e a quel prezzo possono essere scambiate solo le auto con qualità e prezzo pari a 1, cioè quelle di bassa qualità.
Pertanto si può concludere che, il mercato non scompare completamente ma funziona solo per le auto di bassa qualità, mentre a scomparire sono solo le auto di alta qualità la quale non viene riconosciuta dal mercato. È una variante della legge di Gresham (la quale dice che la moneta cattiva scaccia la moneta buona dal mercato). Il modello di Akerlof mette in evidenza come le asimmetrie di informazione mettano in moto un meccanismo per cui è la qualità a dipendere dal prezzo e non il contrario come avviene nel caso di piena informazione.
Il livello di informazione presente sul mercato si può immaginare secondo 2 dimensioni:
- Verticale: riferita a quanto l’informazione è presente sul mercato, ad esempio quanto si sa rispetto ad una caratteristica di un bene; è completa quando si sa tutto, è incompleta quando si sa poco;
- Orizzontale: riferita a come l’informazione si distribuisce fra gli operatori sul mercato; è perfetta quando l’informazione è uguale per tutti gli operatori, è imperfetta quando essa è nelle mani di uno solo di essi. Si chiama AGENTE la parte che dispone di maggiori informazioni, e PRINCIPALE la parte che ne possiede di meno; quest’ultimo non corrisponde sempre all’acquirente.
La selezione avversa
Le asimmetrie di informazione conducono a due situazioni: la selezione avversa e l’azzardo morale, situazioni in cui non si verifica il corretto rapporto fra qualità e prezzo. La selezione avversa si può definire come “quella situazione in cui una parte di una transazione è in possesso di informazioni rilevanti che l’altra parte ignora e che sono preesistenti alla transazione stessa”. Per qualificare una selezione avversa è necessaria la preesistenza della asimmetria informativa alla transazione, anche per differenziarla dall’azzardo morale e dal concetto più generale di asimmetria informativa.
Il fenomeno della selezione avversa produce notevoli conseguenze riguardo al rapporto fra qualità e prezzo in molti mercati, ma soprattutto in quello delle assicurazioni, del lavoro e del credito. Nel mercato delle assicurazioni, il fenomeno della selezione avversa si verifica quando il compratore di una polizza assicurativa possiede delle conoscenze che la compagnia di assicurazione ignora (infatti non sempre l’acquirente è la parte più debole) che preesistono alla chiusura del contratto. Ad esempio, se una assicurazione offre una copertura per il rischio di furto delle automobili, fisserà un prezzo basato sulle statistiche di furto. I clienti, in questo caso, sono al corrente di informazioni sconosciute alla compagnia di assicurazione, come ad esempio il fatto di abitare in una zona a rischio, oppure il fatto di lasciare la macchina incustodita o altro. In questo caso la polizza verrà sottoscritta solo dai clienti di “bassa qualità”, ossia da quelli che corrono maggiormente tale rischio, e di conseguenza la compagnia di assicurazione si troverà a fronteggiare perdite più consistenti.
Se la compagnia decidesse di alzare il prezzo della polizza stimolerebbe ancora di più il processo di selezione avversa e conserverebbe solo i clienti di peggiore qualità, cioè quelli che sanno di correre il rischio. La compagnia potrebbe suddividere i clienti in “classi di rischio”, facendo pagare premi diversi per ciascuna classe; ma anche questa situazione non è priva di possibile selezione avversa perché all’interno di una stessa classe vi possono essere situazioni rischiose di diversa entità (es. stesso quartiere ma presenza di garage o meno).
In generale si può affermare che fin quando esistono asimmetrie informative che preesistono alla transazione, si verificano fenomeni di selezione avversa che influenzano l’equilibrio del mercato e il corretto rapporto fra qualità e prezzo. Stessa situazione si verifica sul mercato del lavoro. In questo caso la qualità è rappresentata dalla produttività dei lavoratori e il prezzo è il salario, il quale dovrebbe essere diverso in relazione alla produttività individuale di ciascun lavoratore. Ma questo non avviene e il prezzo del salario viene determinato a livello di intere categorie. Succede che se un imprenditore vuole assumere degli addetti pagherà un salario che corrisponde alla produttività media calcolata per il settore di appartenenza, non conoscendo la qualità/produttività dei singoli. Al salario proposto risponderanno solo quelli che sanno di avere una qualità/produttività inferiore o al massimo equivalente a quel salario, mentre i lavoratori più bravi resteranno fuori (si auto escluderanno tutti i lavoratori che hanno un “salario di riserva” superiore a quello offerto, cioè il livello minimo al di sotto del quale il lavoratore non intende impiegarsi). Di conseguenza la produttività media reale risulterà minore rispetto a quella attesa dall’imprenditore con possibili perdite anziché profitti. Ridurre in questo caso il salario non sarebbe una soluzione perché la qualità si abbasserebbe ancora di più.
L'azzardo morale
Si parla di azzardo morale quando in una situazione con asimmetrie di informazione la parte più informata, cioè l’agente, in maniera volontaria intraprende dopo la definizione della transazione, delle azioni che influiscono sulla transazione stessa, e che la parte meno informata, cioè il principale, non è in grado di controllare, né in tutto né in parte. La differenza tra selezione avversa e azzardo morale è che nella prima l’asimmetria informativa esiste già prima della transazione, mentre nell’azzardo morale essa si verifica dopo la chiusura del contratto e viene creata da scelte messe in atto dall’agente.
Facendo sempre riferimento alle compagnie di assicurazione, può accadere che l’agente, una volta sottoscritto il contratto, decide di intraprendere comportamenti che il principale ignora, ma che incrementano il rischio di furto. Ad esempio, egli potrebbe volontariamente evitare di mettere la macchina in garage, oppure evitare di sistemare l’antifurto rotto, e quindi esporsi maggiormente al rischio di furto, e le compagnie di assicurazione dovranno fronteggiare un tasso di furti auto più elevato. Con le loro scelte gli agenti, pur avendo pagato un premio correlato alla alta qualità, decadono al livello di quelli di bassa qualità, e anche in questo caso viene meno il corretto rapporto fra qualità e prezzo.
Nel mercato del lavoro può avvenire che, un lavoratore bravo di alta qualità, una volta concluso il contratto decide di abbassare la sua qualità, ovviamente all’insaputa dell’imprenditore, mantenendo però una remunerazione correlata alla alta qualità. La differenza tra il fenomeno della selezione avversa e l’azzardo morale è rilevante dal punto di vista delle soluzioni.
Le soluzioni
I problemi causati dalle asimmetrie di informazione non danneggiano solo il principale, cioè colui che possiede meno informazioni, ma anche gli agenti informati che vendono o rappresentano l’alta qualità, la quale non trova sul mercato il giusto riconoscimento e pertanto viene esclusa dalle contrattazioni, oppure devono accontentarsi di una valutazione equivalente a quella della bassa qualità. Le soluzioni a tale problema sono diverse a seconda che si tratti di selezione avversa o di azzardo morale.
Per la selezione avversa le soluzioni sono:
- Autoselezione: quando il principale è in grado di predisporre tipologie differenti di contratto proposto agli agenti, in modo che questi ultimi nel loro stesso interesse si auto selezionino secondo le aspettative del principale. Ad esempio nel caso delle assicurazioni una opportuna selezione fra gli agenti/clienti può essere ottenuta mediante l’offerta di menù di contratti, cioè uno meno costoso con un premio più basso ma con una franchigia di copertura per il furto, e uno più costoso che copre completamente il furto. I primi verranno stipulati dai clienti che sanno di correre un rischio molto basso di furto, mentre i secondi verranno stipulati dai clienti che corrono un rischio più alto. Quando l’autoselezione avviene nel modo previsto dal principale, la qualità e il prezzo ritrovano un corretto abbinamento e il mercato è in grado di funzionare senza l’esclusione della alta qualità.
- Razionamento: quando al prezzo di mercato non si ha eguaglianza fra domanda ed offerta, ma si ha un eccesso, positivo o negativo, di domanda. Il principale, in presenza di un eccesso di offerta, se è acquirente, può non ridurre il prezzo; o può non aumentarlo di fronte ad un eccesso di domanda, se è offerente, ma attuare un razionamento delle quantità. Un esempio tipico si ha nel mercato del lavoro. Sul mercato del lavoro la qualità media dei lavoratori impiegati, cioè la loro produttività, decresce in corrispondenza di diminuzioni di salario, perché i lavoratori più produttivi preferiscono non impiegarsi quando il salario a loro offerto è più basso del loro salario di riserva, aspettando impieghi meglio remunerati. La produttività dei lavoratori dipende dal...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Sistemi di gestione per la qualità
-
La qualità nelle organizzazioni
-
Appunti sulla qualità, Sistema Gestione Qualità e Metodi per la Gestione della Qualità
-
Appunti completi Sistemi di gestione per la qualità