Malaria
La malaria è una malattia protozoaria trasmessa tramite la puntura di una zanzara appartenente al genere Anopheles. È la più importante delle malattie parassitarie degli esseri umani, con diffusione in 107 Paesi, e interessa tre miliardi di persone, con circa 1-3 milioni di morti ogni anno.
Epidemiologia
- È endemica in > 90 paesi.
- Incidenza: 300-500 milioni/anno.
- 2 milioni di decessi anno.
- Principale causa di mortalità < 5 anni (20%).
- 90% dei morti in Africa subsahariana.
La malaria è presente nella maggior parte delle regioni tropicali del mondo.
- P. falciparum → Africa, Nuova Guinea e Haiti.
- P. vivax → America centrale, subcontinente indiano.
- P. malariae → Africa subsahariana.
- P. ovale → Africa.
L'epidemiologia della malaria è complessa e può variare considerevolmente anche nell'ambito di piccole aree geografiche. Sono state individuate aree:
- Ipoendemiche: prevalenza < 10%
- Mesoendemiche: prevalenza 11-50%
- Iperendemiche: 51-75%
- Oloendemiche: prevalenza > 75%
Nelle aree olo- e iperendemiche i soggetti si infettano ripetutamente lungo il corso della vita. In queste aree la morbilità e la mortalità dovute alla malaria durante l'infanzia sono considerevoli. Inoltre, difficilmente viene raggiunta l'immunità nei confronti della malattia, il cui impatto nei bambini più piccoli è rilevante, mentre negli adulti l'infezione malarica è nella maggior parte dei casi asintomatica. Questa situazione, con infezione costante per tutto l'anno, è definita trasmissione stabile.
Nelle aree dove la trasmissione è bassa, incostante o circoscritta, non viene acquisita una piena immunità e si può avere l'infezione sintomatica a ogni età. Questa situazione interessa le aree ipoendemiche e identifica la trasmissione instabile.
Si verifica spesso un incremento dell'incidenza in relazione all'aumento della riproduzione delle zanzare e della trasmissione nel periodo delle piogge.
I principali elementi dell'epidemiologia della malaria sono: il numero (densità), la tendenza a pungere l'uomo e la longevità dei vettori Anopheles. Più precisamente, la trasmissione della malaria è direttamente proporzionale alla densità del vettore, al quadrato del numero di punture umane al giorno per zanzara e alla decima potenza della probabilità che la zanzara sopravviva per un giorno.
L’Italia è stata dichiarata libera dalla malaria nel 1970, dopo l’eradicazione delle ultime zone endemiche in Sardegna e Sicilia (ultima la provincia di Siracusa). Nel grafico si evince l’andamento della malattia, in costante diminuzione, con associati una serie di picchi in corrispondenza di eventi storici come la Grande Guerra.
Oggigiorno nel nostro paese la malaria si è progressivamente trasformata da problema locale in fenomeno di importazione da paesi ad alta endemia. Questo è molto importante in quanto sempre più spesso la malattia viene misconosciuta o diagnosticata tardivamente per la sua relativa scarsa frequenza nei paesi industrializzati.
Eziologia e patogenesi
Gli uomini vengono infettati quasi esclusivamente da quattro specie del genere Plasmodium:
- P. falciparum → quasi tutte le infezioni malariche mortali sono causate da P. falciparum.
- P. vivax
- P. ovale
- P. malariae
L'infezione, nell'uomo, ha inizio quando una Anopheles femmina inocula, mentre sugge il sangue, gli sporozoiti del plasmodio dalle ghiandole salivari. Queste piccole forme mobili vengono trasportate rapidamente per via ematica fino al fegato, dove riconoscono le cellule del parenchima epatico, le invadono e iniziano un periodo di riproduzione asessuata. Grazie a questo un singolo sporozoita dà origine a più di 10.000-30.000 merozoiti figli. Infine gli epatociti infarciti si rompono e riversano in circolo i merozoiti mobili. Questi, in seguito, invadono gli eritrociti e in essi si moltiplicano da 6 fino a 20 volte ogni 48-72 ore.
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Microbiologia - la malaria
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La malaria - plasmodium
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Malaria eziologia
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Malaria patologia e importanza clinica