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La malaria

Appunti di malattie infettive: lezione frontale integrata con studio autonomo dal libro di testo di riferimento, dell’Harrison e con articoli di PUB MED.

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Esame di malattie infettive docente Prof. R. Cauda

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MALARIA

La malaria è una malattia protozoaria trasmessa tramite la puntura di una zanzara appartenente al genere Anopheles. È la più Il

importante delle malattie parassitarie degli esseri umani, con diffusione in 107 Paesi, e interessa tre miliardi di persone, con circa 1-3

milioni di morti ogni anno.

Epidemiologia.

1. È endemica in > 90 paesi.

2. Incidenza: 300-500 milioni/anno.

3. 2 milioni di decessi anno.

4. Principale causa di mortalità < 5aa (20%).

5. 90%morti in Africa subsahariana.

La malaria è presente nella maggior parte delle regioni tropicali del mondo.

• P. falciparum → Africa, Nuova Guinea e Haiti.

• P. vivax → America centrale, subcontinente indiano.

• P. malariae → Africa subsahariana.

• P. ovale → Africa.

L'epidemiologia della malaria è complessa e può variare considerevolmente anche nell'ambito di piccole aree geografiche. Sono state

individuate aree:

• ipoendemiche: prevalenza < 10%

• mesoendemiche: prevalenza 11-50%

• iperendemiche: 51-75%

• oloendemiche: prevalenza > 75%

Nelle aree olo- e iperendemiche i soggetti si infettano ripetutatente lungo i1 corso della vita. In queste aree la morbilità e la mortalità

dovute alla malaria durante l'infanzia sono considerevoli. Inoltre, difficilmente viene raggiunta l'immunità nei confronti della malattia,

il cui impatto nei bambini più piccoli è rilevante, mentre negli adulti l'infezione malarica è nella maggior parte dei casi asintomatica.

Questa situazione, con infezione costant per tutto l'anno, è definita trasmissione stabile.

Nelle aree dove la trasmissione è bassa, incostante o circoscritta, non viene acquisita una piena immunità e si può avere l'infezione

sintomatica a ogni età. Questa situazione interessa le aree ipoendemiche e identifica la trasmissione instabile.

Si verifica spesso un incremento dell'incidenza in relazione all'aumento della riproduzione delle zanzare e della trasmissione nel periodo

delle piogge.

I principali elementi dell'epidemiologia della malaria sono: il numero (densità), la tendenza a pungere l'uomo e la longevità dei vettori

Anopheles. Più precisamente, la trasmissione della malaria è direttamente proporzionale alla densità del vettore, al quadrato del numero

di punture umane al giorno per zanzara e alla decima potenza della probabilità che la zanzara sopravviva per un giorno.

L’Italia è stata dichiarata libera dalla malaria nel 1970, dopo l’eradicazione delle ultime zone endemiche in Sardegna e Sicilia (ultima

la provincia di Siracusa). Nel grafico si evince l’andamento della malattia, in costante diminuzione, con associati una serie di picchi in

corrispondenza di eventi storici come la grande guerra.

Oggigiorno nel nostro paese la malaria si è progressivamente trasformata da problema locale in fenomeno di importazione da paesi ad

alta endemia. Questo è molto importante in quanto sempre più spesso la malattia viene misconosciuta o diagnosticata tardivamente per

la sua relativa scarsa frequenza nei paesi industrializzati.

Eziologia e patogenesi.

Gli uomini vengono infettati quasi esclusivamente da quattro specie del genere Plasmodium:

• P. falciparum → quasi tutte le infezioni malariche mortali sono causate da P. falciparum.

• P. vivax

• P. ovale

• P. malariae.

L'infezione, nell'uomo, ha inizio quando una Anopheles femmina inocula, mentre sugge il sangue, gli sporozoiti del p1asmodio dalle

ghiandole salivari. Queste piccole forme mobili vengono trasportate rapidamente per via ematica fino al fegato, dove riconoscono le

cellule del parenchima epatico, le invadono e iniziano un periodo di riproduzione asessuata. Grazie a questo un singolo sporozoita dà

origine a più di 10.000-30.000 merozoiti figli. Infine gli epatociti infarciti si rompono e riversano in circolo i merozoiti mo· bili. Questi,

in seguito, invadono gli eritrociti e in essi si moltiplicano da 6 fino a 20 volte ogni 48-72 ore. Quando i parassiti raggiungono la densità

di circa 50/µl di sangue, inizia lo stadio sintomatico dell'infezione.

I merozoiti, dopo essere entrati in circolo, invadono rapidamente gli eritrociti e divengono trofozoiti. L'adesione è mediata da un

recettore specifico di superficie per gli eritrociti.

Alla fine del ciclo intraeritrocitario di 48 ore, il parassita ha consumato quasi tutta l'emoglobina ed è cresciuto tanto da occupare la

maggior parte del volume eritrocitario. In questa fase è chiamato schizonte. Sono avvenute molteplici divisioni nucleari (schizogonia

o merogonia) e l'eritrocita si rompe per rilasciare da 6 a 30 merozoiti figli, ognuno dei quali è potenzialmente in grado di invadere un

eritrocita e ripetere il ciclo.

Nell'uomo la malattia è causata dagli effetti diretti dell'invasione e della distruzione dei globuli rossi da parte del parassita asessuato e

dalla risposta dell'ospite. Al termine di una serie di cicli asessuati o immediatamente dopo il rilascio dal fegato alcuni parassiti si

evolvono verso forme sessuate morfologicamente distinte che hanno una lunga sopravvivenza.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di malattie infettive e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Cauda Roberto.

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