La II guerra mondiale
Nonostante gli accordi tra i vari Stati europei (Stresa-Monaco), la Germania continuò la sua politica di aggressione nei confronti dei Paesi confinanti. Nel 1938, Hitler annette l’Austria, poi la regione cecoslovacca dei Sudeti e infine tutta la Cecoslovacchia.
Quando aggredì la Polonia, le nazioni occidentali cambiarono atteggiamento e venne abbandonata la politica dell’appeseantement, creando una serie di alleanze per attenuare l’aggressione militare tedesca. Si unirono in un patto Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda, Grecia, Romania, Turchia, Polonia. Dall’altro lato, i tedeschi firmarono il Patto d’Acciaio con l’Italia (successivamente allargato al Giappone) che consisteva nell’impegno di ognuno di loro ad intervenire a fianco dell’altra in caso di guerra.
Altro discorso si ebbe con la Russia. La Germania riuscì, nonostante le distanze politiche e culturali, a sottoscrivere un patto di “non aggressione” che fece restare l’URSS neutrale rispetto al conflitto.
Invasione della Polonia e reazioni internazionali
Nel 1939, la Germania invase la Polonia. Gran Bretagna e Francia, insieme ai loro alleati, dichiararono guerra. L’Italia inizialmente si dichiarò “non belligerante”. La Polonia fu occupata in poche settimane con la prima guerra-lampo che si conosca, che prevedeva l’utilizzo contemporaneo di aviazione e forze corazzate.
Espansione tedesca in Europa
La Germania completò l’occupazione del nord Europa con Danimarca e Norvegia e passò ad occidente. Belgio, Olanda, Lussemburgo e soprattutto Francia, che era dotata di un grande esercito, furono i successivi obiettivi. I tedeschi occuparono metà Francia, la parte nord con Parigi. Al sud, invece, insediarono un governo di collaborazionisti guidati dal francese Petain con capitale Vichy. Uno Stato satellite dei tedeschi.
Il crollo della Francia spinse definitivamente Mussolini ad intervenire in guerra al fianco della Germania per non perdere l’occasione di partecipare alla spartizione finale, nonostante la consapevolezza di avere un esercito non all’altezza dei tedeschi.
Resistenza britannica e coinvolgimento degli Stati Uniti
Dopo la caduta della Francia, solo l’Inghilterra, guidata da Churchill, rimase a difendere l’occidente e con tutte le loro energie difesero la loro stessa isola dall’assalto tedesco che, con l’operazione Leone Marino, la volevano invadere.
Intanto, l’Italia cercava di fare la sua guerra in Grecia e nel Nord Africa (Libia, Marocco, ecc.). I risultati non furono eccellenti, per cui fu costretta a chiedere aiuto alla Germania. Hitler, a questo punto, pensava di poter invadere anche la Russia. Dopo gli iniziali successi militari, la resistenza dei russi e l’inverno rigidissimo frenarono i tedeschi.
Di fronte a questo scenario, gli Stati Uniti d’America, dapprima fornirono un sostegno economico e di materiale bellico alla Gran Bretagna. Inoltre, i due Stati sottoscrissero la Carta Atlantica con la quale affermavano dei principi di riferimento per il futuro: condanna dei regimi fascisti, indicazione dei principi di democrazia e autodecisione dei popoli, libertà dei commerci e delle persone, ecc.
Ma l’episodio che trascinò in guerra gli USA fu l’attacco improvviso da parte dei giapponesi alla loro flotta nel Pacifico a Pearl Harbour.
Massima espansione dell'Asse
Nel 1942, i componenti il Patto d’acciaio (Germania, Italia, Giappone) raggiunsero la massima espansione territoriale nel mondo. Ma mentre il ruolo dell’Italia fu...
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