La biodiversità
Con il termine biodiversità si intende la varietà e la moltitudine delle specie viventi animali e vegetali che popolano la Terra. Si stima che le specie che popolano la Terra siano circa 9 milioni, anche se per alcuni studiosi questo numero potrebbe essere molto maggiore. Tuttavia, solo una parte di queste specie, tra gli 1,5 e gli 1,8 milioni, è conosciuta.
Se una gran parte delle specie viventi resta ancora da scoprire, un’altra importante parte rischia di essere persa per sempre. Due terzi delle specie vegetali e metà delle specie animali sono infatti a rischio di estinzione e potrebbero scomparire entro i prossimi 70 anni.
Emissioni inquinanti, cambiamenti climatici, pesca e allevamento intensivi, sostanze chimiche tossiche e la distruzione degli habitat naturali mettono a repentaglio la sopravvivenza di molti animali e piante. La distruzione della foresta tropicale, che avviene soprattutto per lasciare spazio alle coltivazioni industriali, come soia, canna da zucchero e palma da olio, è una delle principali cause della perdita della biodiversità.
Secondo la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, tra il 2000 e il 2010 sono stati distrutti mediamente 13 milioni di ettari di foreste l’anno. Brasile, Repubblica Democratica del Congo e Indonesia sono gli stati più colpiti dal fenomeno.
Molti paesi di tutto il mondo hanno assunto l’impegno di ridurre la perdita della biodiversità. I metodi adottati vanno dalla riduzione delle emissioni inquinanti e dei consumi eccessivi, alla ricerca di soluzioni più ecologiche nella produzione di energia. Molto importante è anche la creazione di aree naturali protette, il cui obiettivo è quello di preservare gli habitat, ridurre la deforestazione, proteggere flora, fauna e ambienti marini, ma soprattutto utilizzare le risorse naturali in modo sostenibile.
In pericolo
Il Bradypus pygmaeus è una specie di bradipo scoperto in un’isola di Panamá (America Centrale) nel 2001. Rispetto ai bradipi suoi simili, è più piccolo di circa il 20%. A causa della riduzione del suo habitat ne restano solo poche centinaia di esemplari. Il progetto del governo panamense di destinare l’isola – per ora disabitata – al turismo potrebbe segnare la fine di questo animaletto.
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