Tessuto di origine mesenchimale
I tessuti che derivano dal mesenchima (prodotto dal mesoderma) sono un tipo di tessuto connettivo embrionale molle che si infiltra negli spazi tra gli organi interni primitivi e negli organi stessi per il sostegno. Le cellule mesenchimali primitive sono cellule staminali che si dividono in moltissime tipologie in base ai modelli connettivali. Il tessuto mesenchimale si riconosce da un'abbondantissima matrice cellulare secreta dalle cellule che lo compongono, presentandosi sparse e separate tra loro. Questa tipologia di tessuto permette l'innervazione e la vascolarizzazione. Una volta che si differenzia, l'insieme dei tessuti che forma vengono racchiusi nel termine tessuto connettivo.
Componenti del tessuto connettivo
Le componenti del tessuto connettivo sono:
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Componente acellulare (Matrice extracellulare): controlla e mantiene lo sviluppo delle cellule con le quali viene in contatto. In più, permette lo scambio di metaboliti e di sostanze di rifiuto tra sangue cellule e viceversa. Si divide in due componenti:
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Componente amorfa: omogenea e trasparente, gelatinosa. È la componente che resiste alla pressione e alla compressione. È composta da una fase acquosa unita ad un insieme di:
- Glicossaminoglicani: polimeri di unità disaccaridiche ripetitive unite ad un core proteico. Un esempio palese è l'acido ialuronico, perfetto come molecola antiurto e lubrificante, lega tantissimo l'acqua. L’acido ialuronico regola la viscosità della necessità di core componente amorfa per proteico, bloccando il proliferarsi di un ceppo batterico; al contrario, per diminuire la viscosità, c’è un enzima (ialuronidasi) che lo demolisce. Ci sono altre tipologie di GAG con funzioni affini trovandosi in distretti specifici.
- Proteoglicani: gigantesche molecole di carboidrati non ramificate unite ad una proteina. Si presentano allungate, disposte molte volte a rete tridimensionale. Le loro funzioni sono appunto filtrare molecole troppo grandi grazie a questo intreccio oltre a donare struttura al connettivo.
- Glicoproteine: composto da 80% di proteina e 20% di carboidrati (glucosio, acido sialico). Aumentano con l'età poiché segnano l'invecchiamento dei tessuti. La loro funzione è collegare e unire la componente cellulare e la componente acellulare. Alcuni esempi sono la fibronectina (cellula/matrice), laminina (compone la membrana basale), nidogeno (aiuta la laminina), osteoctina (aiuta la mineralizzazione delle matrice ossea).
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Componente fibrillare: composta da macromolecole variamente organizzate in strutture filamentose. Donano struttura e forma all'organo, in più donano elasticità e plasticità che aiutano per lo stress meccanico. Si compone di:
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Fibre collagene: rappresentano il 30% del peso secco delle fibre della componente acellulare. In base alla loro disposizione si dividono in:
- Fasci = tendini
- Elicoidale = vasi sanguigni e intestino
- Ortogonali = cornea
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Struttura delle fibre collagene: una fibra collagene ha un diametro di 1 - 12 um. È costituito da fibrille con diametro di 500 nm - 1 um che sono composte da microfibrille, associazione parallela di filamenti di tropocollagene allineati testa-coda. Il tropocollagene è lungo 280 nm ed è costituito da 3 catene peptiche di 1000 AA ciascuna avvolte a tripla elica. I 1000 AA sono divisibili in 333 triplette di glicina-prolina-idrossiprolina. Questa organizzazione serve per resistere alla trazione. In più si presenta striato per l'alternarsi di zone vuote (spazio tra due filamenti collagene, i più importanti di tropocollagene) e zone di sovrapposizione dei filamenti di tropocollagene. Esistono molti tipi di collagene:
- Collagene di tipo I = più diffuso, osso tendini e derma
- Collagene di tipo II = cartilagine
- Collagene di tipo III = fibre reticolari
- Collagene di tipo IV = membrane basali
- Collagene di tipo V = vasi sanguigni
- Biogenesi del collagene e fibrillogenesi: la creazione di tropocollagene avviene nel fibroblasto. Una volta nella matrice si polimerizza in microfibrilla e via dicendo. Il fibroblasto regola lo spessore della fibra e la sua polimerizzazione avviene in 5 fasi, dalla trascrizione alla creazione della fibra.
- Fibra reticolare: sottili fibre ramificate che creano una lassa rete tridimensionale detta reticolo. Molte glicoproteine sono associate a queste fibre. La composizione è molto simile a quelle collagene (bande striate) ma si utilizza il collagene di tipo III e altri tipi. Una differenza importante è come viene creata, poiché il tropocollagene si lega lateralmente. La funzione principale è creare un sistema sospensorio e la cicatrizzazione. La sua localizzazione è nei vasi sanguigni e linfatici.
- Fibra elastica: simili alla gomma, si estendono molto e poi ritornano uguali a prima. Presentano una caratteristica colorazione giallastra e sono riccamente anastomizzate per creare ampie reti elamine. Essa è localizzata principalmente nel polmone, vescica, vasi sanguigni, pelle e il padiglione auricolare. La sua composizione si divide in due: una regione amorfa centrale contenente elastina, molto insolubile poiché idrofoba, e una guaina fibrillare periferica esterna composta da microfibrille di fibrillina.
- Membrana basale: confine tra tessuto epiteliale e tessuto connettivo. La membrana condensata appartiene al connettivo ma ha una matrice extracellulare condensata. La sua struttura è divisa in tre strati: nei primi due (lamina lucida e lamina densa) che compongono la lamina basale, si trovano la maggior parte dei componenti amorfi e fibrillari che servono per l'aggancio dell'epidermide con il connettivo; il terzo strato, quello reticolare, presenta l'ultimo strato in continuità con il connettivo. La funzione della membrana basale è sostenere il parenchima sotto il quale si trova e lo nutre, inoltre funge da filtro di molecole.
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Fibre collagene: rappresentano il 30% del peso secco delle fibre della componente acellulare. In base alla loro disposizione si dividono in:
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Componente amorfa: omogenea e trasparente, gelatinosa. È la componente che resiste alla pressione e alla compressione. È composta da una fase acquosa unita ad un insieme di:
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Componente cellulare: la cellula mesenchimale è la cellula staminale capostipite di tutte le cellule del connettivo. Si dividono in cellule autoctone (fisse) e cellule non autoctone (migranti):
- Fibroblasti: cellule affusolate con lunghe e sottili estensioni citoplasmatiche. Evidente nucleolo, basofilo, RER sviluppato. Principale produttore di componente amorfa come collagene, elastina, proteoglicani, GAG. Una volta intrappolato dalla stessa matrice da lui creata, diventa fibrocita.
- Mastocita: cellule grandi in prossimità dei vasi sanguigni. Peculiarità: presenta granuli basofili che si pongono sulla membrana e coprono il nucleo nel microscopio. La loro funzione è una risposta infiammatoria rilasciando mediatori farmacologici contenuti proprio nei granuli: un esempio è la eparina, un anticoagulante, e la istamina, che rendendosi libera quando viene esocitata dalla cellula, crea reazioni immediate per bloccare l'antigene. Localizzati nella pelle e peritoneo.
- Adipociti: cellule nelle quali il citoplasma è sostituito/composto da accumuli di lipidi.
- Macrofagi: cellule grandi fagocitarie. La membrana presenta molte pieghe ed estroflessioni, moltissimi lisosomi, fagolisosomi ecc. essi derivano dai monociti (cellule staminali) che, attaccandosi ad un substrato, si matureranno e differenzieranno in macrofagi. All'arrivo di un processo infiammatorio, si attivano e diventano le cellule mobili (grazie a proteine si possono direzionare) che fanno da aspirapolvere del tessuto connettivo. Loro fagocitano batteri, cellule morte, detriti di cellule ecc. inoltre loro si prendono cura dell'infiammazione e della sua riparazione, presenta anche azione antitumorale.
- Plasmacellule: cellule assenti normalmente, ma presenti quando c’è un'infiammazione cronica. Esse sono riconoscibili da cromatina a zone nel nucleo. Deriva dal linfocita B e presenta funzione antinfiammatorie.
- Cellule endoteliali: compongono l’endotelio, sottile lamina che riveste la superficie del vaso sanguigno. Sono cellule estremamente appiattite, con rigonfiamento centrale per il nucleo. Queste cellule possono essere continue o discontinue presentando fenestrature o nel citoplasma o tra l’adesione cellula-cellula. Le funzioni sono molte: permettono l’aggregazione piastrinica, la dispersione di sostanze all’esterno, la sintesi di alcune molecole del tessuto connettivo, controllano la dilatazione.
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