Lezione 1 19/11/2018
-seconda parte del corso-
RELAZIONE TERAPEUTICA NELL’APPROCCIO C-C
Relazione del tutto particolare tra paziente e terapeuta che comporta
un’alleanza a esclusivo beneficio del paziente e che si svolge
all’interno del setting terapeutico (Cionini)
Obiettivi:
• descrivere le abilità di base che un terapeuta c-c deve apprendere.
• esaminare modelli cognitivo-comportamentali di relazione terapeutica.
AMBITO CLINICO DI RIFERIMENTO
Tematica relazionale affrontata in riferimento a:
- terapie individuali con soggetti adulti
- soggetti che mantengono un’adeguata integrazione della personalità, e
una capacità di relazionarsi, in modo significativo, con l’ambiente.
ABILITÀ DI BASE DEL TERAPEUTA
Lo scopo è rendere efficacie l’intervento e agevolare il passaggio da una fase
all’altra
1. Focalizzazione interna ed esterna dell’attenzione
2. Rispecchiare i sentimenti del paziente e creare un legame empatico
3. Parafrasare e riassumere
4. Trovare i collegamenti
5. Metodo socratico
6. Validazione
1. LA FOCALIZZAZIONE ESTERNA DELL’ATTENZIONE
Osservare attentamente “la persona nel suo complesso” e quindi
contatto visivo,
anche il comportamento non verbale del paziente:
postura, tono di voce, modulazione .
• Risultato: terapeuta delinea un quadro più accurato dei processi
interiori del paziente.
• Sguardo del terapeuta: non deve risultare insistente o minaccioso.
• Postura del terapeuta che esprimere la propria attenzione: rilassata
ma allo stesso tempo che comunichi interessamento e concentrazione.
• Presenza: stato d’animo nel quale il terapeuta riesce a mettere da parte il
proprio sé per concentrarsi esclusivamente sul paziente e lasciarsi
coinvolgere e incuriosire dall’esperienza che l’altro sta descrivendo.
LA FOCALIZZAZIONE INTERNA DELL’ATTENZIONE
Si può ottenere con la MINDFULNESS: ESAME DIC.
atteggiamento non giudicante mentre ci si focalizza sui
Assumere un
propri processi interiori .
Prendere consapevolezza dei propri pensieri, dei propri sentimenti e delle
proprie azioni man mano che si manifestano, assumendo un
atteggiamento di apertura e di curiosità nei confronti della propria
esperienza interiore e riuscendo a liberarsi dei propri preconcetti via via
che essi emergono.
FOCALIZZAZIONE IDEALE DELL’ATTENZIONE:
Passare rapidamente da un tipo di attenzione all’altro, rimanendo
consapevole delle proprie reazioni, in modo da adottare in ogni momento
le azioni terapeutiche più indicate e porre al paziente le domande più
opportune.
2. RISPECCHIARE I SENTIMENTI DEL PAZIENTE E CREARE UN LEGAME
EMPATICO
• Terapeuta: rispecchia ciò che il paziente prova e così può entrare più
facilmente in contatto con lui e costruire un legame basato sull’empatia.
• Paziente: “comprende cosa pensa il terapeuta”, e ciò favorisce in lui lo
sviluppo della capacità di cogliere lo stato mentale dell’altro.
ESEMPIO1: Quando Gianna mi ha invitato ad entrare per un caffè, dopo la
Paziente:
festa, le ho dovuto dire di no. Tutto ciò che volevo era andare a casa il più
rapidamente possibile.
Comportamento non-verbale:
ESEMPIO2: Non ho più voglia di vivere. Sa, mio figlio appena nato è stato
Paziente:
travolto dall’autobus numero 42.
Terapeuta: Mi sa dire cosa le passa per la mente quando pensa che suo
figlio è stato investito dall’autobus numero 42? SBAGLIATO
Atteggiamento corretto del terapeuta:
• compassionevole e coinvolto nei confronti della paziente, sensibile alla
sua sofferenza;
• rispecchia ciò che la paziente prova e non è indifferente al suo dolore;
• evita giudizi, non dice al paziente che il suo modo di pensare è distorto o
inadeguato, perché ciò genera sentimenti di vergogna.
Ci sono componenti della terapia più empatiche e altre meno?
Non esistono atteggiamenti caldi o freddi a priori ma qualsiasi
affermazione del terapeuta può essere vissuta dal paziente come
distanziante o rassicurante (a seconda della sua visione della realtà,
della sua storia di attaccamento e dei meccanismi che hanno generato la
sua patologia) ed è possibile esercitarli e manipolarli in modo diverso
per creare legame.
EMPATIA SI CREA:
considero contenuto verbale e comportamento non verbale
colgo molteplicità di info contestuali
fornisco risposta corretta + rafforzo rapporto
Per comprendere lo stato d’animo è bene chiedere conferma di ciò che si è
capito da come il pz si è espresso, se transazione eseguita correttamente
(cioè se terapeuta ha capito e lo dimostra) empatia aumenta.
Non è un momento in cui si indagano le radici della sofferenza o le teorie
ingenue del paziente!
Momento fondamentale per dare significato ed efficacia al lavoro
successivo, paziente non deve avere fretta nonostante sia doloroso
affrontare le emozioni o nonostante vogliano essere ligi al metodo
(esplorazione di una precisa area)
Successivamente è possibile concentrarsi sulla matrice dei problemi con
il metodo socratico
Sfruttare qualsiasi momento per creare empatia (orari, appuntamenti,
pagamento, …)
ESEMPIO:
Paziente: Non si illuda, da me non avrà grosse soddisfazioni, ho già
affrontato inutilmente altre terapie!
Terapeuta: Grazie a nome dei colleghi, se tutti risolvessero i loro problemi
in due sedute come farebbero a sopravvivere gli psicologi?
Paziente (ridendo): Non avevo mai considerato la cosa sotto questo
aspetto!
Terapeuta: Secondo lei a cos’è dovuto questo suo eccessivo contributo alle
nostre pensioni?
Paziente: Forse tutti si aspettano troppo da me. Terapeuta: Cosa pensa che
io mi aspetti da lei?
ESEMPIO:
Paziente: Riflettendoci in fondo questo è il suo lavoro, non ha senso che io
tema di deluderla, probabilmente sarebbe più preoccupato se non la pagassi
(ridendo)...
Terapeuta: Infatti, nella mia parcella è compreso l’indennizzo per mancata
soddisfazione da parte del paziente, può deludermi a suo piacere senza
sovraprezzo.
Paziente: Le potrò sembrare stupido ma non si immagina quanto mi
tranquillizzino le sue parole, mi sento sempre in dovere di non deludere
nessuno!
Terapeuta: E lei cosa si aspetta da sé?
Paziente: Vorrei farcela per me, una volta tanto!
3. PARAFRASARE E RIASSUMERE ESAME DIC.
Sempre in collaborazione
PARAFRASI:
Terapeuta: ripete con parole con le proprie parole le affermazioni del
paziente e riassume quanto detto in terapia.
Paziente: ottiene la possibilità di riascoltare la propria storia in un contesto
unitario, di correggere eventuali inesattezze, di colmare eventuali lacune e
di dare la giusta enfasi a determinati aspetti.
RIASSUNTO: permette la concettualizzazione del caso
Non è vero che la terapia C-C non va in profondità a ricercare le cause del
malessere anche nel remoto, non è una semplice risoluzione del sintomo
con effetto immediato (credenza molto diffusa perché travisato modus
operandi)
4. TROVARE I COLLEGAMENTI
Terapeuta: aiuta il paziente a fare delle associazioni che da solo non
sarebbe in grado di fare.
Paziente: può collegare pensieri e emozioni attuali presenti in certe
situazioni ad altre situazioni sia del presente che del passato.
Esempi di interventi tipici:
“Ascoltando la sua storia, ho notato che spesso dice di aver paura di far
arrabbiare gli altri. Mi chiedo se questo non sia un aspetto importante per
lei.”
“Considerando quanto abbiamo detto finora, mi chiedo se non sia possibile
collegare questi pensieri e queste emozioni ad alcune circostanze della sua
vita di cui mi ha parlato.”
5. IL METODO SOCRATICO ESAME DIC.
Permette ad entrambi di comprendere in profondità il problema del
paziente
Terapeuta: rivolge al paziente una serie di domande aperte allo scopo di
aiutarlo e incoraggiarlo a scoprire il vero significato di ciò che sta dicendo e
provando.
Che significato ha avuto questo per lei? Come ha reagito? Cosa crede che
accadrà in seguito? Cos’è che la spaventa di più in questa situazione?
Paziente: ricostruisce il corso dei propri pensieri o scopre come i propri
ragionamenti siano concatenati l’uno all’altro.
6. VALIDAZIONE ESAME DIC.
attribuire un valore di verità
Prescinde l’orientamento teorico. Significa
a ciò che l’altro ci racconta . Distinzione tra
empatia, validazione e
compassione (Leahy,
2005):
Sono tutte esperienze legate allo stile di attaccamento che si costruisce in
funzione di questi 3 aspetti.
È un’abilità che può essere spontanea, dipende da come si sono
comportati i caregivers:
Credenze sulle emozioni: fortemente influenzate dall’empatia, dalla
validazione e dal supporto emotivo che si sperimenta nel rapporto con i
genitori e in quelli successivi.
RELAZIONE TERAPEUTICA: in grado di riattivare queste prime esperienze
emozionali.
PSICOTERAPIA C-C:
- implica l’attivazione delle emozioni del paziente;
- terapeuta si sintonizza con il singolo paziente in funzione della sua
modalità di condivisione delle emozioni.
Pazienti:
Alcuni pazienti: grande bisogno di validazione porta a regole di
validazione personalizzate. catastrofizzano,
• nel tentativo di essere validati dal terapeuta esagerano
emergenze, ruminazioni ossessive
creano delle si lasciano andare a o si
disturbi di origine fisica
focalizzano su
• si sentono validati solo se il terapeuta sperimenta esattamente i loro
stessi problemi e raggiunge il loro stesso livello di disperazione.
• altri pazienti RIFIUTO DELLA VALIDAZIONE rievoca esperienze emotive
poco gradite
Identificare regole e strategie che il paziente utilizza per ottenere
validazione in terapia è un’occasione importante per comprendere e
modificare lo stile di interazione disfunzionale che egli adotta nelle relazioni
significative.
Ostacoli riscontrati in terapia: utilizzati per promuovere il
cambiamento al di fuori del contesto terapeutico.
PRINCIPALI ABILITÀ DEL TERAPEUTA: CONCLUSIONI
Il terapeuta si può avvalere delle abilità di base per far sì che la relazione
terapeutica diventi un luogo nel quale il paziente si senta al sicuro
tecniche
per poter lavorare sui propri problemi, affrontati poi con le
evidence-based della terapia c-c.
I terapeuti possono sviluppare una maggiore capacità di insight usando su
sé stessi le stesse tecniche e gli stessi approcci della psicoterapia che
stanno apprendendo.
I supervisori aiutano i propri colleghi specializzandi quando non riescono a
tenere lontani i propri problemi personali dalla terapia, quando si sentono
minacciati e tendono a mettersi sulla difensiva o quando diventano ansiosi
dovendosi confrontare con il paziente.
Un terapeuta che non abbia imparato a conoscere sé stesso, non
sarà in grado di usare questa sua conoscenza per rispecchiare i
sentimenti del paziente e per validare le sue
Ok PSICOTERAPIA COGNITIVA (p.21)
• Tradizionalmente, le terapie cognitive hanno posto più enfasi sulle tecniche
che sulla qualità della relazione terapeutica.
• Tuttavia, durante il loro sviluppo, il peso attribuito alla relazione è andato via
via aumentando, fino alla considerazione della relazione terapeutica
quale aspetto centrale del processo terapeutico.
RELAZIONE TERAPEUTICA NEI MODELLI COGNITIVO-
COMPORTAMENTALI ATTUALI (’90)
1) Kelly + costruttivismo segnano la Teoria C-C attuale e il modo di
concepire la relazione terapeutica si somma a come gli autori concepiscono
l’uomo
Principio base: tendenza degli individui ad applicare sempre gli stessi
schemi nella costruzione della realtà
2) La relazione terapeutica oggi è:
Uno strumento di osservazione degli schemi che guidano i
comportamenti interpersonali del paziente
Un mezzo per modificare tali schemi, che portano il paziente a
costruire le proprie relazioni significative in un modo che spesso risulta
essere motivo di sofferenza
3) Elementi cognitivi ed emotivi e relazionali sono fondamentali; fine del
terapeuta: ottimizzare il tutto.
MODELLI COGNITIVO-COMPORTAMENTALI attuali
Continuum nella riflessione sulla relazione terapeutica:
1. Modelli basati su un approccio costruttivistico-strutturalistico (Bowlby)
– attenzione sul processo relazionale in sé;
– sviluppo individuale all’interno di una costante interdipendenza soggetto-
ambiente
2. Modelli basati sulla teoria interpersonale (Sullivan) integrano teoria
dell’attaccamento alla teoria cognitiva
3. Modelli che si focalizzano sul versante intrapsichico soggettivo.
Studi etologici definiscono il sistema comportamentale/motivazionale: esistono
più sistemi che guidano il nostro comportamento attraverso meccanismi di
feedback verso scopi evolutivamente selezionati Integrazione modelli di
attaccamento con sistema motivazionale
1. MODELLI COSTRUTTIVISTI CHE INTEGRANO BOWLBY E LA TEORIA
DELL’ATTACCAMENTO
BOWLBY: TIPI DI ATTACCAMENTO E MODELLI OPERATIVI INTERNI (MOI)
• Tutti i bambini
sviluppano una forma
di attaccamento nei
confronti della propria
figura di accudimento, indipendentemente dal tipo di cura che ricevono.
• Le prime esperienze di cura vissute dal bambino danno origine a specifici
(sicuro, evitante, resistente-ambivalente,
pattern di attaccamento
disorientato-disorganizzato), a ciascuno dei quali corrisponde un
determinato Modello Operativo Interno (MOI), cioè una
rappresentazione di sé con l’altro in interazione (regole e le
aspettative che si presentano quando interagisce con l’altro).
BOWLBY: MOI
• si mantengono molto stabili nel tempo, esercitando un influsso su tutto lo
sviluppo successivo a causa di 2 fattori*:
1. si sono formati in un’epoca molto precoce dello sviluppo individuale,
risultando così strutturati a livello preverbale e, spesso, non
cosciente.
2. il meccanismo dell’assimilazione prevale su quello
dell’accomodamento (esperienze distorte per renderle congruenti con i
propri MOI), a causa di un egocentrismo cognitivo non superato (non
prende in considerazione/non si accorge di altri dati che lo circondano)
Metodi razionali-verbali (cognitivi) falliscono a causa del carattere
preverbale, prelogico, emozionale, e inconsapevole di questi schemi
relazionali (MOI).
È necessario utilizzare (oltre a tecniche cognitive) la relazione per
riuscire a cambiarli, visto che sono schemi che guidano le relazioni e si
sono formati proprio attraverso i rapporti interpersonali.
RELAZIONE TERAPEUTICA E TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
• Dato che i MOI guidano il comportamento relazionale del soggetto in ogni
circostanza, il rapporto con il clinico può divenire il luogo ideale in cui
osservarli mentre sono in attività.
• Se è vero che tali pattern insicuri originano da esperienze relazionali infantili
infelici*, allora è possibile modificarli fornendo al soggetto
un’esperienza relazionale nuova e più funzionale, attraverso
un’adeguata conduzione della relazione terapeutica.
• Il terapeuta dovrà costituire una “base sicura” fornendo le condizioni in
cui il paziente può esplorare i propri modelli rappresentazionali di sé stesso
e delle proprie figure di attaccamento.
DERIVA una nuova visione più articolata della relazione terapeutica che
si rifà al concetto di sistema comportamentale/motivazionale da studi etologici
diversi sistemi operativi (comportamentali) guidano il comportamento verso
scopi evolutivamente selezionati per sopravvivere, attraverso meccanismi di
feedback.
LIOTTI: SISTEMI MOTIVAZIONALI INTERPERSONALI (SMI):
Attaccamento si attiva quando ci si trova in difficoltà, spesso è
quello che spinge a chiedere aiuto)
Accudimento quando ci si relaziona con chi è in difficoltà
Agonistico quando ci si relaziona con altri in competizione,
quando subiscono violenze
Sessuale nel caso di violenza o seduzione sessuale
Paritetico- quando ci si trova in condizione di condivisione x
cooperativo risolvere problema
• Principio di complementarietà: SMI del paziente di volta in volta attiva
un SMI complementare nel terapeuta (Liotti, 1994).
- Con il clinico: verranno attivati tutti
es. attivando quello dell’attaccamento in modo automatico dovrebbe
attivarsi nel terapeuta quello dell’accudimento
• SMI attivo permette ad entrambi di valutare l’altro sulla base delle cure
fornite e delle risposte ricevute
• Rapporto collaborativo importante per efficacia intervento clinico (e no
indottrinamento)
• OBIETTIVO TERAPEUTA = guidare l’attivazione dei SMI fino a che non
emerge il paritetico-cooperativo (sfruttando il principio di
complementarietà), garantire, quindi, un’adeguata integrità e continuità
della coscienza, che consente il lavorare comune alla risoluzione di
problemi.
LIOTTI: IMPOSTARE LA RELAZIONE ESAME DIC.
Affinché una relazione possa nascere, è necessario che si verifichi un’ iniziale
1
sintonizzazione dei sistemi comportamentali dei due partecipanti.
Se paziente non percepisce sicurezza: relazione sterile fino alla rottura
Quindi inizialmente il terapeuta (si pone come base sicura) deve attivare un
sistema complementare per attivare sintonizzazione e solo poi cambiare.
Esempio:
• Una paziente con una figura di attaccamento che alternava protezione,
violenze, seduzioni sessuali sviluppo schemi confusi con attivazione
sistemi comportamentali diversi
• In questo
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