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Riassunto esame "Introduzione alla Bibbia" Appunti scolastici Premium

Riassunto propedeutico all'esame di Introduzione alla Bibbia basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Gammarelli dell’università Istituto superiore di Scienze Religiose - Issr, Facoltà di Scienze religiose. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Introduzione alla Bibbia docente Prof. E. Gammarelli

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Decisioni della Chiesa sul canone biblico

La definizione dogmatica del canone biblico fu proclamata dal Concilio di Trento. Le prime decisioni furono emanate in tre concili plenari africani: Ippona

(393) – Cartagine (397 / 419)

Definizione dogmatica del canone: A motivo della riforma protestante (rifiutando Tradizione e magistero rinunciarono ai deuterocanonici dell’AT mentre si

divisero sul NT), l’8 aprile 1546, nel decreto De libris sacris et de traditionibus recipiendis, il Concilio definì il canone dei libri sacri con la lista completa,

come si è soliti leggerli nella Chiesa cattolica e come si trovano nell’antica edizione della Volgata latina (Tradizione viva della Chiesa, orale e scritta).

Tutti i libri, con tutte le loro parti. (definizione rinnovata dal Concilio Vaticano I contro il nascere di vecchie teorie su dubbi sull’autorità di alcuni libri)

Il Concilio Vaticano II, con la Dei Verbum, ha evidenziato il carattere fondante della conoscenza ecclesiale del canone biblico: la Sacra Tradizione. Ha

orientato lo studio sull’articolazione interna del canone, delineandone alcune prospettive: relazione dinamica AT/NT, centralità dei Vangeli, ordinazione degli

altri scritti ai Vangeli…

Bibbie interconfessionali: I deuterocanonici, in rispetto del dialogo ecumenico, sono inclusi normalmente come sezione separata prima del NT.

? Nella teologia cattolica: tutti i libri della Sacra Scrittura sono ugualmente canonici e ispirati, hanno lo stesso Dio come autore principale e sono

? riconosciuti dalla Chiesa nel loro valore normativo; la Sacra Scrittura possiede come proprietà intrinseca l’unità di tutto il suo contenuto, in modo

tale che le diverse tradizioni apostoliche racchiuse nei libri sono realmente una sola.

Il testo ebraico dell’Antico Testamento

Nella stragrande maggioranza in ebraico (protocanonici, tranne alcuni in aramaico – alcuni deuterocanonici); altri in greco (o così si conservano le

traduzioni dell’originale semitico, ebraico o aramaico). La forma definitiva dell’aramaico verso VI-X dC con il lavoro dei masoreti.

Materiale scrittorio: lastre di pietre nude, ricoperte di calce, tavolette di terracotta, vari metalli, legno… papiro e pergamena.

Lo strumento di scrittura variava a seconda del materiale.

Formato: rotolo. Verso il sec. II i cristiani usano il codice (libro) per raccogliere le pergamene.

Autografi inesistenti. Le copie più antiche: piccolo papiro di Nash e la documentazione trovata a Qumran.

I testi furono trascritti in periodo di circa 1000 anni.

Dalle origini al I sec. dC. – Qui si registrano la maggioranza delle variazioni che oggi si constatano nel testo ebraico.

Cause: la libertà dei copisti (per facilitare la comprensione al popolo: parafrasi, sostituzioni di parole arcaiche, adattamento all’uso liturgico); la sorte che i

testi subirono a causa di crisi nazionale: scisma, esilio, persecuzione: deterioramento.

Fissazione testo consonantico (I-II dC) – Si stabilì un testo consonantico unico normativo per opera degli scrivi. Questo è evidenziato confrontanto il TM

con altri testi indipendenti; esiste fra di loro una uniformità testuale. Questa fissazione nacque dalla necessità del giudaismo di stabilire – dopo la distruzione

di Gerusalemme nel 70 dC – una base solida per conservare la sua identità. Testimonianze di Giuseppe Flavio e Filone.

Testo Masoretico (secc. VI-X dC) – Forma definitiva. I masoreti si dedicarono a raccogliere e a mettere per iscritto la “masora”, l’insieme di osservazioni

critiche sul testo sacro, molte di esse trasmesse oralmente durante i secoli. Tali osservazioni erano poste o ai margini superiori e inferiori (masora magna) o a

lato e tra le colonne del testo (masora parva) o alla fine del manoscritto (masora finale).

Due scuole: Babilonese e Tiberiense: il cui sistema predominò. Introdussero un complesso sistema per la corretta pronuncia e comprensione del testo: vocali,

segni diacritici, accenti musicali, pausali, note critiche al margine del testo sacro, divisione in versetti e sezioni. Lavoro di grande scrupolosità.

TM dal X sec. in poi – Il TM fu trascritto con fedeltà maggiore o minore a seconda servisse per l’uso sinagogale o privato. I TM arrivati fino a noi

ammontano a circa 3000. Il più antico che porti una data è il Codice babilonese (916). Dopo l’invenzione della stampa: la Bibbia Rabbinica (Venezia 1525) e

la Poliglotta Complutense (1514-1517) in ambito cattolico ad opera del Card. di Toledo, Cisneros.

Il testo greco del Nuovo Testamento

Tutti i libri del NT sono scritti in greco.

Materiale scrittorio: papiro, dal IV sec. pergamena

Formato: rotolo e codice

Forme di scrittura: onciale (maiuscola): mancanza di intervallo fra una parola e l’altra; mancanza di accenti e spiriti; mancanza punteggiatura; uso abbrev. Diede problemi di

e minuscola.

interpretazione; si utilizzò il sistema colometrico (in ogni linea si metteva una sola frase di senso compiuto)

Testimoni: gli autografi, scomparsi vero la metà del II dC furono trascritti e sostituiti dagli apografi (copie) che si possono classificare in base al materiale,

al tipo di scrittura e in base all’uso: circa 5500.

229 Onciali [B0110: lettera maiuscola greca (B, S) e cifra arabica preceduta da zero (086) per i primi 51; i rimanenti senza lettera]

?

Codice Vaticano (IV, Egitto: quasi integro AT e NT); Sinaitico (IV, Egitto: AT con lacune e tutto NT); Alessandrino (V, Egitto: AT e NT con lacune).

52

96 Papiri [P ] : Contengono, nell’insieme all’incirca il 65 % dell’intero NT. Il libro più rappresentato e Gv, seguono Mt e Atti

? 46 66 45

I meglio conservati sono P (86 fogli) P (52 ff) e P (28 ff).

2812 Minuscoli [13, 15, 220…]: Codice 461, contenente i Vangeli, scritto nel 835 e Codice Lake, Serie Ferrar

? 28

2281 Lezionari [l ]

?

Le recensioni: Il grande numero dei manoscritti finora arrivati, proviene da un solo tronco, i testi autografi, scritti dagli autori ispirati. Fra questi esiste però

una quantità notevole di varianti dovute sia ad errori dei copisti che introdotte consapevolmente (uso liturgico, catechistici…)

H – Testo Alessandrino / D – Testo Occidentale / K – Testo Bizantino / C – Testo Cesariense

Storia: Verso il sec. II, in Egitto, il testo greco fu sottoposto a due revisioni diverse, uno per rendere il testo più simile agli autografi originali (H) e una per

renderlo più intelligibile e chiaro (D). Nel sec. III ci fu un tentativo di fondere le due recensioni precedenti e quindi sorse il tipo testuale C che ebbe poco

successo. Nel sec. IV, ad Antiochia, ad opera di san Luciano martire, ci fu la quarta recensione (K) per rendere più elegante il tipo H senza però trascurare la

recensione D.

Nel sec. IV, quindi, esistevano tre forme principali: D, in Occidente / H, in Egitto e Palestina / K, in Siria, Asia Minore e Costantinopoli.

Il testo K fu il “textus receptus” fino al sec. XVII, fino a che venne ricnosciuto l’alto valore del testo H e la sua fedeltà al testo originale.

Inalterabilità: Gli studi realizzati hanno dimostrato che questo testo è rimasto lungo i secoli essenzialmente incorrotto ed inalterato. È vero che la somma

totale delle varianti è di 250.000, cifra superiore alle stesse parole del NT ma molto inferiore se si considera che vengono contate le varianti di una stessa

parola o frase e che a volte riguardano aspetti meramente formali. Le varianti sostanzialmente significative non sono più di 200.

Per questa provvidenziale conservazione, il NT supera senza paragone i libri dell’antichità, i quali sono arrivati a noi di solito in pochi codici e non di rado in

maniera frammentaria Le principali versioni della Sacra Scrittura

** VEDI ELABORATO **

La versione greca dei LXX – Primo tentativo di traduzione in altra lingua – Racconto leggendario della Lettera dello Pseudo-Aristea (anche Alessandrina).

Eseguita tra il sec. III e I aC da vari autori di diversa capacità. Pentateuco tradotto con fedeltà non servile / Buona comprensione e non servile per gli Storici.

I Profeti tradotti con grande servilità così come il Cantico, il Siracide e i Salmi.

Possediamo più di 1500 codici e vengono designati come quelli del NT (Onciali, Papiri, Minuscoli, Lezionari): Vaticano e Sinaitico (IV) e Alessandrino (V)

Le edizioni stampate cominciarono nel XVI sec. – Poliglotta Complutense e Bibbia Sistina o Vaticana (Roma 1586).

Altre: Aquila, Teodozione, Simmaco

Aramaiche o Targumim – Sorsero in epoca prima di Cristo; dapprima orali, di carattere parafrastico. Quando furono messe per iscritto ebbero anche un uso

extrasinagogale ed acquisirono una forma più letteraria. A Qumran: Targumim di Giobbe e del Levitico, Genesi…

Vetus Latina – Furono scritte per diffondere il cristianesimo in Occidente, dove il latino era ormai diffuso. Nella Chiesa primitiva due versioni: Africana

(150) e Romana (II-III sec.) Per la sua elaborazione si servirono della greca dei LXX; per il NT di un testo della recensione Occidentale… A volte fedeli,

talvolta fino al servilismo… redatte in lingua popolare. L’unica edizione che comprende tutto l’AT è quella di Sabatier.

Volgata – (divulgata, accessibile a tutti). Opera in gran parte di San Girolamo, in uso nella Chiesa fino a epoca moderna come testo ufficiale.

NT – S. Girolamo si limitò a rivedere l’antica versione latina, a quei punti dove il senso era stato alterato.

AT – Dai testi originali ebraici (Girolamo tradusse soltanto i protocanonici più Tobia e Giuditta e frammenti deuterocanonici di DN.

Fedeltà nel rendere il senso e una certa eleganza nella forma, aggiungendo perfino qualche nota esplicativa.

8000 manoscritti; 30.000 se si considerano anche i frammenti. La prima ad opera di Gutenberg, 1452, Mazarina.

CARATTERE SACRO DELLA BIBBIA

Fra tutti i libri, la Sacra Scrittura gode di una situazione di privilegio poiché ha un’origine divina soprannaturale: ha Dio per Autore principale, il suo contenuto possiede la più alta

rivelazione fatta da Dio agli uomini, con una risposta definitiva e sovrabbondante agli interrogativi che l’uomo si pone sul senso e sul fine della propria vita. Ha come finalità quella di

condurre gli uomini verso i fine ultimo.

Dio come Autore – DV11 (hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa). La coscienza di possedere libri sacri aventi autorità divina

era già nota nell’ambito ebraico da epoca molto antica: Filone (42 dC) chiama “sacri” gli scritti biblici e li attribuisce direttamente a Dio. Giuseppe Flavio

(fine sec. I) parla dei “profeti” come gli unici a poter scrivere “per ispirazione divina”.

Ma è nel NT che traspare la concezione, la convinzione dell’orgine divina dei testi sacri e della loro autorità normativa. L’AT è citato più di 350 volta.

Vengono usate varie formule: “ciò che è stato detto dal Signore per mezzo del profeta”; “lo Spirito Santo predisse per bocca di Davide… dei profeti”,

“oracoli di Dio”, “parola di Dio”, “Scrittura”, “Sacra scrittura”.

Alcuni passi scritturistici di significativa importanza usati dal Magistero:

2TM 3,16: Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia… Paolo ammonisce Timoteo

? a rimanere federe a quanto aveva appreso fin da fanciullo dai suoi maestri e dalle scritture che aveva conosciuto (l’AT).

2Pt 1,19-21: Nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione… mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio…

? 3 idee centrali: la Sacra Scrittura ha origine dall’azione dello Spirito Santo; gli agiografi scrissero mossi non da sola volontà umana; poiché di

origine divina va interpretaa alla luce dello Spirito.

2Pt, 3,15-16: Fa riferimento all’ispirazione del NT, prende in considerazione gli scritti di Paolo (secondo la sapienza che gli è stata data). Questi

? vengono omologati alle “altre Scritture”

L’insegnamento dei Padri

I Padri svilupparono diversi concetti e diedero inizio alla formazione di un vocabolario tecnico per esprimere i contenuti biblici:

Dio autore: “Dio unico autore di entrambi i testamenti”: nata contro le varie eresie dualistiche (gnosticismo, marcionismo, manicheismo) che

? intendevano opporre AT al NT. Sant’Agostino: Il Nuovo è occulto nell’Antico e l’Antico si fa palese nel Nuovo.

L’uomo come strumento: Paragoni con lo strumento musicale (cetra toccata dal plettro; mano che scrive quello che la testa comanda). San

? Girolamo: “non è vero, come si immagina Montano con le donne insipienti, che i profeti abbiano parlato in estasi, così da non saper ciò che

dicevano”…. Dictatio

La condiscendenza divina: San Giovanni Crisostomo: L’apparire e il mostrarsi di Dio, non come egli è, ma come può essere visto da colui che

? è capace di tale visione, offrendo il suo aspetto alla debolezza di chi lo guarda”. Dio ha tenuto conto della loro piccolezza e ha accondisceso ai

loro modi di dire, al loro linguaggio ordinario, alle loro parole, alle loro figure retoriche. Divino afflante Spiritu: “Come il Verbo sostanziale di

Dio si è fatto simile agli uomini in tutto, “eccetto il peccato”, così anche le parole di Dio, espresse con lingua umana, si sono fatte somiglianti

all’umano linguaggio in tutto, eccettuato l’errore”.

Lettera di Dio agli uomini: “lettera”, “testimonianza”, “discorso del Padre con i figli.

?

Documenti del Magistero

Nello sviluppo dogmatico dell’origine divina delle Sacre Scritture (avvenuto con il CVI), si segnalano 4 periodi successivi:

Origine divina dei due Testamenti: Concilio Fiorentino del 4 febbraio 1442: “Solo identico Dio autore dell’AT e del NT”

? Identica ispirazione divina dei testi: Concilio di Trento del 8 aprile 1546 (oltre al canone): uguaglianza di tutti i loro libri, che si devono

? ricevere con uguale sentimento di ‘pietà e venerazione’, nella loro integrità e con tutte le loro parti, come si è soliti leggerli nella Chiesa cattolica

e come si trovano nell’antica edizione della Volgata latina.

Definizione dogmatica dell’ispirazione: Concilio Vaticano I, Dei Filius del 24 aprile 1870: “Scritti sotto l’ispirazione dello Spirito Santo,

? hanno Dio per autore e come tali sono stati trasmessi alla Chiesa… Se qualcuno non li riconosce come sacri e canonici… sia anatema”.

Provvedimento necessario per 2 ragioni: insufficienza della “teoria dell’approvazione susseguente” (ispirato qualora venisse approvato o

riconosciuto come tale dalla Chiesa); “teoria dell’assistenza negativa” (ispirazione come assistenza divina limitata a preservare l’agiografo

dall’errore).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze religiose
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tridente di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione alla Bibbia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto superiore di Scienze Religiose - Issr o del prof Gammarelli Ettore.

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