PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE
Nel campo della psicologia c'è un po' di confusione a causa delle varie forme di
comunicazione che ci sono sui vari mezzi di comunicazione di massa, inclusi i social che
nell'ultimo periodo hanno preso molto piede.
La fisica moderna nasce nel '600, la chimica moderna nel '700, la biologia si sviluppa
prevalentemente nell'800. Alla fine dell'800 fisica, chimica e biologia hanno fatto fare un salto
in avanti alla medicina che usufruisce di tutte e tre queste discipline. La psicologia nasce
verso la fine dell'800 e si sviluppa come scienza nel '900.
Qual è il problema della psicologia rispetto alle altre discipline nell'ambito della scienza?
Chimica, Fisica, Biologia, ecc sono diciamo collegate tra loro perché basano i loro studi su
teorie, spesso in contrapposizione l'una con l'altra, che però cercano di spiegare dei fatti
utilizzando lo stesso metodo.
Il problema principale della psicologia è che è frammentata. Da una parte abbia abbiamo la
psicologia seria, che usa metodi scientifici o umanistici, dall'altra la psicologia non seria.
Psicologia meno seria è un modo colloquiale per parlare di psicologia, diciamo che è quella
che vediamo molto spesso su riviste o giornali non scientifici. Quando parliamo di psicologia
meno seria ci riferiamo alla psicologia che non si appoggia al metodo scientifico, usa un altro
tipo di metodo che però presenta dei bias molto evidenti. Nella scienza ci sono errori casuali e
imbrogli e non sempre è possibile scoprirlo subito, quello che il metodo scientifico ti consente
è proprio di trovare questi errori e capire se sono casuali o fatti apposta. I dati scientifici
devono essere accessibili a tutti, per cui quello che uno dimostra deve essere visibile anche
agli altri. Il metodo scientifico discute sui dati, non sulle opinioni.
C'è un pezzo di psicologia che si colloca nel quadrante delle scienze e un pezzo di psicologia
che si colloca nel quadrante delle scienze naturali, che ha scelto di lavorare con analisi basate
sui fatti. ma questo cosa vuol dire?
L'umanità per molti anni non ha mai pensato scientificamente,
Chiedersi il perché delle cose e che differenza c'è con la filosofia, scienza che si chiede il
perché delle cose? La filosofia parte da un concetto teorico da cui si cerca di trovare dei
concetti teorici e non mentre la scienza parte dall'osservazione diretta della realtà per poi
arrivare a delle teorie.
La filosofia cerca il perché delle cose mentre la scienza cerca il come. ES: prendiamo la teoria
evoluzionistica. Questa teoria non spiega perché l'uomo si è evoluto, risposta da cercare nella
filosofia, nella religione, ecc, ma spiega come l'uomo si è evoluto e lo spiega sia a livello più
generale sia a livello di funzionamento.
Obiettivo della scienza è quello di conoscere il mondo e per farlo vi sono diversi modi:
1. esperienza diretta: l'acqua è fredda, la tocco e sento che è fredda
2. esperienza indiretta: io racconto qualcosa e chi mi ascolta prova un'esperienza indiretta di
quello che sto raccontando (conoscenza verbale)
Il problema della psicologia è che mentre un corpo umano si può aprire per vedere come è
fatto, uno psicologo non può aprire il pensiero, le emozioni, il comportamenti di un soggetto
perché sono il prodotto del cervello ma non coincidono con esso.
La psicologia che si dedica agli esperimenti scientifici perché la conoscenza si ricava da dei
ma quali sono i fatti nella psicologia?
fatti, I traumi, gli shock sono un modo per attribuire una
valenza patologica o comunque negativa ad alcune esperienze ma se noi lo prendiamo su un
livello più generale possiamo dire l'esperienza della nostra vita. Non studia ovviamente solo
Come andiamo a studiarla?
quella, ma anche. Non possiamo di certo aprire un corpo e vederli.
I traumi sono visibili perché si tratta di cose materiali ma noi trattiamo cose immateriali,
ovvero guardiamo le conseguenze, gli effetti che hanno prodotto quei traumi.
Come facciamo a studiare la psicologia se dobbiamo studiare i comportamenti umani? E
soprattutto cosa intendiamo per comportamenti?
Il termine comportamento è un termine tipico delle scienze. Ogni scienza studia il
comportamento di qualcosa, nel caso della psicologia, gli psicologi studiano il comportamento
degli essere umani. L'uomo è la cosa che ha la definizione di comportamento più ampia, che
comprende non solo ciò che è direttamente osservabile (es: volo di un calabrone) ma anche
ciò che non è direttamente accessibile ai nostri sensi, cioè tutti quei comportamenti interni.
ES: il trauma. Già parlando di trauma capiamo che è qualcosa che è successo nel passato ma
ma come?
che si riverbera nel presente, Dipende. Quando accadono degli eventi naturali
molto gravi, come i terremoti o gli tsunami, noi sappiamo che non tutte le persone reagiscono
nello stesso modo. Un 75% delle persone supera senza problemi quell'evento traumatico e un
25% supera quell'avvenimento con delle conseguenze traumatiche. Gli eventi traumatici
lasciano uno strascico nell'individuo che causa delle situazioni sgradevoli (paura, ansia, flash
dell'accaduto), questo si chiama disturbo post traumatico.
Il disturbo da stress post-traumatico viene anche chiamato SINDROME DEL VIETNAM,
termine coniato dagli specialisti dopo la guerra del Vietnam, guerra terribile. hard,
Nonostante la psicologia abbia difficoltà ad applicare gli stessi metodi delle scienze
dobbiamo collocare la psicologia in un quadrante che è quello dell'analisi scientifica, cioè della
conoscenza acquisita attraverso l'indagine scientifica. Applicare una conoscenza scientifica
significherebbe capire il rapporto che vi è tra causa ed effetto, ma a prescindere che si tratti
di una causa che produce un effetto negativo o positivo, in psicologia questa relazione ha una
soggettività. Questa è una delle ragioni che si usa per dire che la psicologia non è una
disciplina scientifica.
ES: Stanno cercando di fare il vaccino contro il covid. Cosa vuol dire sperimentare un vaccino?
1. non deve fare male, quindi non causare altri effetti negativi
2. deve essere efficace, deve essere valido per ciò in cui viene applicato.
Magari si crea un vaccino per qualcosa e sperimentandolo si scopre che in realtà cura
qualcos'altro. Questa è una cosa possibile nel campo della sperimentazione, però bisogna
vedere che sia più efficace del nulla. Sembra un'ovvietà però il nulla, sotto varie vesti, può
essere efficace e questo è un aspetto tipicamente psicologico.
Ragione per cui quando si fanno sperimentazioni di questo genere bisogna sempre avere un
gruppo sul quale si sperimenta quello che si vuole sperimentare e un altro gruppo a cui non si
somministra nulla dal punto di vista della sostanza che si pensi abbia un effetto, ma si
somministra comunque qualcosa che sembri come se fosse quella sostanza ma in realtà non
ha nessun effetto, è quello che si chiama placebo.
Placebo è una pillolina di nulla, di acqua e zucchero. Bisogna sempre usare un placebo
quando si fa una ricerca perché gli esseri umani per motivi psicologici vengono facilmente
influenzati dalla proprie e dalle altrui aspettative e la parola aspettative è un fattore che entra
fortemente in gioco quando c'è una relazione tra persone umane.
ES: quando leggiamo il foglietto illustrativo di un medicinale, magicamente dopo abbiamo
tutti i sintomi collaterali. Questo è l'effetto placebo, ovvero se tu prendi qualcosa senza effetto
ma sei convinto che in realtà ce l'abbia, ti sembrerà di ottenere quell'effetto.
Le medicine omeopatiche che creano tante discussioni e hanno attorno tanti studi, non hanno
superato un trattamento con il placebo, ovvero non c'è differenza tra un gruppo che assume
farmaci omeopatici e un gruppo che assume placebo.
RIASSUNTO
La psicologia arriva a svilupparsi a partire dalla fine dell'800, ha una frammentazione dal
punto di vista teorico ma soprattutto metodologico. La psicologia di cui andremo a parlare è
quella che fa riferimento alla conoscenza scientifica.
La conoscenza scientifica è il modo con cui cerco di andare a capire come funziona il
mondo. Capire come funziona dal punto di vista psicologico significa studiare il
comportamento, caratteristica fondamentale e principale dell'uomo. L'uomo non può non
comportarsi, anche quando un individuo dice di star pensando a nulla, non è vero. Ogni nostro
comportamento è un modo per comunicare per cui noi non possiamo non comunicare e non
possiamo non comportarci. Quando parliamo di comportamenti intendiamo tutta la gamma
delle nostre manifestazioni, sia quelle più evidente ed osservabili, sia quelle meno osservabili:
emozioni, comportamenti, ricordi, frustrazioni, tutti quei comportamenti umani che fanno
parte del mondo psicologico. Andremo a vedere come comunicare nel miglior modo possibile.
Quando si parla di aspetto meno scientifico della psicologia si parla di soggettività? La
soggettività fa parte della scienza ed è una minaccia alla validità delle cose per cui il metodo
consiste in un'azione di contrasto agli effetti della soggettività. Quando facciamo una ricerca
un po' ci innamoriamo della nostra ipotesi, siamo coinvolti nel lavoro che stiamo facendo, e
non è difficile pensare che quando ci innamoriamo di qualcosa/qualcuno, soprattutto all'inizio,
non ne vediamo i lati deboli. Mentre per le persone non ci sono azioni di contrasto, per le
ricerche ci sono e servono a non farsi influenzare dalla soggettività. Il metodo è proprio un
modo per tentare di limitare l'influenza della soggettività.
IL COMPORTAMENTO
Il nostro oggetto di studio è il comportamento → THE SOCIAL DILEMMA, film su Netflix,
potrebbe essere il nostro corso. E' un film basato sul comportamento e su come la
"comunicazione" influenzi il nostro comportamento. Nel film viene spiegato come non
abbiamo più il controllo di quello che ci piace e non ci piace, quello che guardiamo,
condividiamo, i siti che visitiamo non lo facciamo per nostra volontà ma siamo indotti a farlo
da una serie di comandi e controlli che queste grandi aziende e multinazionali hanno sulla
nostra vita. La cosa terrificante di questo film è che questo effetto di condizionamento viene
raccontato dalle persone che lo hanno reso possibile, ovvero persone giovani che hanno
contribuito a sviluppare il sistema dei social, nel film vediamo Facebook, Twitter, Instagram,
ecc.
Il problema è che il nostro comportamento è soggetto ad essere modificato. Questa è una
caratteristica estremamente adattiva per gli esseri umani perché sono in grado, rispetto ad
altre specie animali, gli esseri umani hanno una capacità di modifica del proprio
comportamento superiore rispetto a speci più semplici, anche rispetto agli animali domestici
che sono guidati dall'istinto. Noi siamo molto meno guidati dall'istinto e molto più soggetti al
cambiamento del nostro comportamento in funzione delle necessità che l'ambiente ci
presenta.
Il concetto di comunicazione, che poi coincide con leadership, che cos'è se non il tentativo per
modificare il nostro comportamento e quello altrui? C'è tutta una gamma di sfumature tra
modificare questo comportamento sulla base di alcune esigenze ma di anche alcune
informazioni e manipolare il comportamento. La parola ricorrente in quel film è
comportamento, quindi ciò che gli esseri umani fanno, e controllo, parola che fa venire i
brividi. Noi siamo tutti convinti, anche quando accendiamo il telefono, di scegliere
liberamente di fare quell'azione. Questo film porta all'estremo il concetto di perdita di libertà e
quindi controllo da parte di terzi.
ES: elezioni USA → il politico deve prima convincere gli elettori ad iscriversi alle liste elettorali
(primo comportamento da modificare) e poi ad andare a votare x o y (secondo
comportamento da modificare).
Altra serie tv su Netflix, The Great Hack, racconta della raccolta e vendita fraudolenta dei
dati di utenti da parte di Cambridge Analitica, una società collega di Facebook. Questo film
dimostra che il comportamento delle persone può essere modificato convincendole a non
andare a votare.
Anche nell'antica Grecia i demagoghi cercavano di convincere, di manipolare le persone a fare
Cosa cambia rispetto agli altri
o a seguire una determinata persona piuttosto che un'altra.
periodi in cui si cercava di controllare il comportamento altrui? Gli algoritmi viaggiano da soli
e minano il comportamento umano, conoscendolo meglio per fare in modo che sia sempre più
semplice per loro convincere le persone.
L'effetto butterfly è il titolo che un giornalista diede a una relazione scientifica di un
metereologo degli anni '60, Lawrence, che raccontava come fosse possibile cominciare a
sviluppare i modelli matematici per prevedere i cambiamenti atmosferici. I problema è che lui
aveva sviluppato questi modelli ma non disponendo di strumenti con potenza di calcolo
adeguata, le previsioni arrivavano dopo che era successo il fenomeno. Erano giuste però i
computer erano talmente lenti che le previsioni diventavano post visioni. Effetto butterfly è
un termine che un giornalista talmente creativo coniò per definire come un cambiamento
iniziale di uno stato, inizialmente molto piccolo, arriva a influenzare, a creare qualcosa di
molto grande e lontano nel tempo e nello spazio. ES: battito d'ali di una farfalla sopra la
foresta amazzonica che causa un tornado nel Golfo del Messico.
Quando parliamo di parole, quindi parliamo di comunicazione, parliamo di parole che hanno la
possibilità di arrivare molto lontano. Immaginiamo cosa può essere una parola, uno stimolo
verbale, un suggerimento mandato a distanza in modo virale che effetto fa. Questo è reso
possibile solo dallo strumento tecnologico, ma è chiaro che a monte vi deve essere un'idea su
come farlo, altrimenti non è possibile, così come se si ha l'idea ma non gli strumenti adatti.
BEHAVIOR: Come manipolare il comportamento e come manipolare la percezione.
La percezione è una sorta di antecedente del comportamento. Per gli esseri umani il
comportamento ha 3 grandi dimensioni principali: cognizione - azione - emozione. Il
comportamento si caratterizza in base all'organismo che lo emette. Questi tre elementi sono
collegati tra di loro e si influenzano reciprocamente, ES: vogliamo fare qualcosa e la facciamo,
vorremmo fare qualcosa ma non la facciamo perché magari abbiamo paura, stiamo cercando
di ricordare qualcosa ma durante l'esame presi dall'ansia facciamo fatica a farlo.
Cognizione, che vuol dire pensiero ma anche linguaggio. Il linguaggio è anche azione,
emissione di parole e le parole sono anche emozione. L'emozione è una risposta interna del
nostro organismo a uno stimolo esterno. La prima volta che proviamo un'emozione è sempre
per uno stimolo esterno, successivamente anche solo il ricordo di alcuni eventi, momenti,
parole è sufficiente a evocare un'emozione. L'emozione è un fatto estremamente privato, noi
possiamo cercare di tradurla in qualcosa di esterno, ES: una parola. uno sguardo, un sorriso,
ma sono tutte traduzioni di quello che una persona prova e che noi non possiamo sapere.
Un'emozione può essere positiva ma anche negativa, legata ad eventi piacevoli o spiacevoli.
Un'emozione è un vissuto personale, io posso dire quello che sto provando e posso riuscirci
bene oppure posso non riuscirci e non riuscire a dimostrarlo. Dimostrare un'emozione significa
esternarla e questo non sempre è semplice. Gli occhi sono un mezzo attraverso il quale noi
esprimiamo le nostre emozioni in modo involontario. Ci sono situazioni in cui a parole
mentiamo ma l'espressione fa capire che in realtà proviamo altro, ES: a parole diciamo di
essere felici ma dai nostri occhi o dal nostro volto si vede che in realtà non lo siamo.
STIMOLO AMBIENTALE (SA): lo stimolo ambientale è tutto ciò che ci arriva dal mondo
esterno per esempio dal mondo social del nostro cellulare, dal luogo in cui ci troviamo, dalla
voce di qualcuno intorno a noi, ecc. In poche parole tutto ciò che sta al di fuori di noi è uno
stimolo ambientale ed è uno stimolo fisico perché gli stimoli per definizione sono fisici ma
anche semantici perché veicolano dei significati.
Non tutti gli stimoli intorno a noi entrano in contatto con noi. Noi viviamo in mezzo a tanti
stimoli ma questi non sempre ci colpiscono. Se io sono concentrato e uno stimolo non è così
forte, io rimango concentrato e per me quello stimolo non esiste. Se invece lo stimolo è forte,
attira la mia attenzione e io farò fatica a concentrarmi o a rimanere concentrato. Su questo
fattore ci sono molti eventi classici. Ci sono due fenomeni di base: abituazione (dopo un po' ci
si abitua ad alcuni stimoli) e attivazione.
Abituazione: io mi abituo ad uno stimolo e non lo sento più, non ci presto più attenzione.
Attivazione: è uno stimolo nuovo che quindi attira la mia attenzione.
Abituarsi a uno stimolo è pericoloso per la nostra sopravvivenza perché vuol dire che noi
abbassiamo la guardia e quindi non siamo più pronti a reagire ad un'eventuale minaccia. ES:
se noi siamo attenti alla lezione e ci abituiamo allo stimolo di chi entra e chi esce da non farci
neanche più caso. Mettiamo il caso che entrano due persone armate e incappucciate noi
essendo abituati non ci facciamo neanche caso, se invece lo stimolo ci colpisce riusciamo a
reagire e magari fare qualcosa, in questo caso scappare o nasconderci.
Tutto ciò che ci circonda è uno stimolo però non tutti gli stimol
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