MODULO 8
Grammatica:
dalla linguistica all’apprendimento
(spiegazione tratta dal libro INGLESE Regole e ragioni per l’uso)
Le teorie a base semantica-funzionalista
Pit Corder e Richards distinguono nettamente tra cause formali e cause efficienti responsabili
dei tentativi falliti. In questi studi è spiccato il tentativo di enfatizzare l’attenzione della ricerca
delle origini degli errori sulla scorta di dati evidenti e quindi a posteriori, piuttosto che sul
confronto tra i sistemi linguistici a priori, e di dividere gli errori in due categorie distinte e
separate: errori interlinguistici e intralinguistici. In contrapposizione all’analisi e in particolare
alla sua versione a priori forte, la scuola di Linguistica applicata fondata da Pit Corder intorno
al 1967 con le sue intuizioni e riflessioni ha aperto un varco negli studi volti ad indagare the
learner’s language o IL, ossia il sistema linguistico risultante dal processo di
acquisizione/apprendimento delle lingue seconde, definito in italiano interlingua.
Selinker (1972) include il transfer tra i cinque processi caratterizzanti questo sistema in
evoluzione o interlingua. Nel famoso saggio che compare nel volume curato da Richards
(1974) Error Analysis, Selinker individua cinque processi alla base della competenza
dell’apprendente: il transfer linguistico e di insegnamento, le strategie di apprendimento e di
comunicazione nella L2 e l’ipergeneralizzazione del materiale linguistico della L2. per definire
l’interlingua, Selinker fa riferimento al concetto di un sistema soggiacente, senza tuttavia
precisare a quale sistema si riferisca: ossia se il transfer negativo sia un processo
interlinguistico causato dalle differenze tra i due sistemi o se invece sia un processo
intralinguistico pertinente al sistema in fieri.
Come si è visto, negli studi sull’Analisi degli Errori si avverte il tentativo di enfatizzare le
somiglianze piuttosto che le divergenze tra le acquisizioni della LI e della L2, mettendo in
risalto gli errori che rendono l’apprendimento di una data lingua simile al processo di
acquisizione naturale infantile e minimizzando l’influenza negativa della lingua materna. Non vi
è dubbio che l’apprendimento di una lingua diversa da quella che si possiede è un processo di
natura complessa e dinamica, tuttavia non possiamo trascurare di considerare, nel bene e nel
male, il peso della preesistenza di un’altra lingua. Selinker del resto non è andato oltre
l’identificazione dei processi, e in particolare non ha chiarito se il transfer sia un processo di
semplificazione che opera tra le due lingue o se agisca all’interno della IL di chi apprende.
Le opinioni sul transfer si sono successivamente diversificate: Wode (1978) lo considera
una strategia strettamente legata alla percezione che l’apprendente ha della distanza tra la sua
e l’altra lingua; Kellerman sostiene che si tratti di una strategia legata al grado di marcatezza
dell’elemento che si sta “interiorizzando”; Corder invece sostiene che tra lo sviluppo della L2 e
dell’IL dell’apprendente vi è sia una interessante analogia, e che tra transfer strutturale e
prestito vi sia una netta distinzione.
La grammatica secondo Krashen
Gli studi compiuti nel campo del processo di acquisizione/apprendimento delle L2 – costituitosi
come a