INFORMATICA GENERALE
IL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE
INQUADRAMENTO STRATEGICO
L’evoluzione nel settore dell’«ICT» (“Information, Communication and Technology”) ha
profondamente mutato sia il modo di pensare e vivere degli individui, sia il modo di lavorare delle
organizzazioni, fattore questo in larga misura correlato al precedente.
Nell’ambito di un programma di studi di economia, risulta dunque fondamentale approfondire le
caratteristiche e gli effetti di tale evoluzione.
Tutti gli indicatori di mercato evidenziano un progressivo incremento nell’uso della tecnologia da
parte delle imprese e la crescente consapevolezza circa l’importanza delle tecnologie ICT come
strumento di produttività, come mezzo per conseguire un vantaggio competitivo (le tecnologie
offrono nuove opportunità di sviluppo di nuovi prodotti e servizi…) e favorire il cambiamento
organizzativo. le imprese quanto investono in ICT?
MA QUAL È LA DIMENSIONE DEGLI INVESTIMENTI IN ICT?
Nel 2018, negli USA, gli investimenti in ICT hanno rappresentato il 30% degli investimenti
complessivi delle imprese e il 10% in Europa, crescendo sull’anno precedente rispettivamente del
4% e del 2,5%.
Dunque, ormai gli investimenti in ICT sono la principale voce di investimento delle imprese in quasi
tutte le aree geografiche.
E QUALI SONO LE AZIENDE CHE INVESTONO DI PIÙ IN ICT?
In questa classifica (2018), non sorprende la presenza delle
imprese finanziarie (globali) e quelle di telecomunicazione,
ma forse non ci aspettavamo di trovare nelle prime tre
posizioni due retailer: Amazon e Walmart, anche se
caratterizzati da modelli di business differenti.
Dunque, tra le aziende che spendono di più in ICT ci sono non soltanto gli operatori completamente
calati nel contesto digitale, che trattano servizi digitali, ma anche quelli “fisici”.
Tra l’altro, nella classifica compaiono pure i grandi player dell’informatica, che sostengono
significativi investimenti sia a supporto dei processi interni (incluso lo sviluppo del prodotto), sia per
l’erogazione del prodotto in forma di servizio, approccio ormai strategico dell’era del cloud.
E IN ITALIA COME SIAMO MESSI?
In Italia, nel 2020 il valore complessivo della spesa ICT supererà di poco 31Mld€, dato che per l’Italia
risulta essere abbastanza buono osservando gli anni precedenti.
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Tuttavia, i primi 3 top spender mondiali, nel loro insieme, superano complessivamente questo
valore, segno che nel nostro paese è necessario proseguire con le politiche di sostegno alla
digitalizzazione delle imprese (con riferimento ai programmi che vanno sotto il nome di Industria
4.0).
Ancora, conviene evidenziare che il settore dell’industria e della finanza sono quelli che investono
di più.
DOVE SPENDONO DI PIÙ LE IMPRESE IN ICT?
Oltre alle infrastrutture (Cloud) e alla sicurezza (anche in ragione dell’apertura del SI aziendale verso
l’esterno), si evidenziano le applicazioni mobile, le piattaforme analitiche avanzate (inclusi i Big
Data), quelle di collaborazione e le altre tecnologie innovative.
EFFETTI DEGLI INVESTIMENTI SULLE IMPRESE: Gli effetti sulla DIGITALIZZAZIONE DELLE IMPRESE
Quasi tutte le grandi e medie imprese stanno implementando strategie di digitalizzazione, ma
diverso è lo scenario nelle piccole e micro-imprese, che richiedono politiche di sostegno da parte
delle istituzioni. IL RUOLO DEL SISTEMA INFORMATIVO
Nell’impresa digitale emergente,
– Le relazioni con la clientela e i partner industriali e commerciali sono mediate da sistemi
digitali
– I processi fondamentali sono attestati su infrastrutture digitali
– I principali asset (prodotti e servizi) sono gestiti e/o erogati in forma digitale
L’impresa digitale è caratterizzata da maggiore flessibilità organizzativa e gestionale: cambiano le
dimensioni temporale e spaziale dell’attività.
Dunque, il ruolo del sistema informativo è cruciale e si assiste ad una crescente interdipendenza
tra la capacità di utilizzo delle tecnologie ICT e la capacità di attuazione della strategia d’impresa
(di business).
Infatti, se una volta il sistema informativo era una mera struttura di supporto al business, nel
senso che il business non era trainato dal sistema informativo, oggi tale rapporto è cambiato.
Sistemi informativi e possibilità di fare business si influenzano a vicenda: il sistema
informativo abilità le strategie di business, offrendo loro un adeguato supporto, e viceversa
molte strategie di business sono influenzate dalle opportunità messe a disposizione dalla
tecnologia.
In particolare, tale interdipendenza introduce una problematica nota come “Allineamento tra
tecnologia (ICT) e business”. - 2 - INFORMATICA GENERALE
Le imprese investono consistentemente nei sistemi informativi per raggiungere i seguenti OBIETTIVI
STRATEGICI:
1) ECCELLENZA OPERATIVA
Si fa riferimento al miglioramento…
– Dell’efficienza (quindi si riducono i costi) per acquisire maggiore profittabilità
– Della qualità dei servizi (quindi si aumentano i costi) per acquisire differenziale competitivo
(maggiore quota di mercato).
I sistemi informativi e la tecnologia sono strumenti fondamentali per migliorare l’efficienza, la
produttività e la qualità del servizio!
2) SVILUPPO DI NUOVI PRODOTTI, SERVIZI E MODELLI DI BUSINESS
Nell’impresa digitale emergente, prodotti e servizi si fondano o sono abilitati dalla tecnologia.
Infatti, in generale, il modello di business (*) è strettamente dipendente dal sistema informativo e
dalla tecnologia che fungono da fattore abilitante.
(*) modalità con cui un’impresa produce, vende e consegna i propri prodotti e servizi.
Es. Youtube, fornitore di contenuti digitali, ha sconvolto il suo settore offrendo la maggior parte dei
contenuti gratuitamente, ricavando denaro soltanto dalle pubblicità. Quindi, abilitato dalla
tecnologia, Youtube non vende un servizio, ma un luogo.
Modello di ricavo: componente del modello di business, descrive le modalità con le quali un’impresa
genera ricavi a partire dai propri prodotti e servizi. Anche questa componente è abilitata dalla
tecnologia (vedi Youtube).
Es (2): Le banche generano profitti tramite le commissioni, ovvero tramite l’insieme dei servizi che
ruotano attorno ad un conto corrente, quindi non tramite i conti corrente stessi.
3) RELAZIONI EFFICACI CON CLIENTI E FORNITORI
Una buona gestione della relazione cliente determina ritorni più elevati (maggiori fatturati e
maggiori profitti).
Una più efficace relazione con fornitori e partner industriali e commerciali determina
miglioramenti nella logistica (a monte e a valle), il possibile ampliamento e miglior posizionamento
del portafoglio d’offerta, con conseguenze positive rilevanti sui costi, fatturati e profitti.
In questo ambito, come vedremo, il sistema informativo è di importanza cruciale nella gestione degli
aspetti informativi (dati) e operativi (processi) legati alla gestione di clienti e fornitori.
4) MIGLIORI CAPACITÀ DECISIONALI
Grazie alla disponibilità di informazioni più accurate, i manager sono in grado di assumere decisioni
capaci, ad esempio di:
– Ridurre le problematiche di sovra e sottoproduzione
– Migliorare i tempi di risposta a clienti e mercato
- 3 - INFORMATICA GENERALE
Con conseguenze importanti su contenimento dei costi e mantenimento della clientela.
5) GENERAZIONE DI VANTAGGIO COMPETITIVO
– Migliori prestazioni
– Prodotti migliori a costi inferiori
– Risposta più rapida alle richieste della clientela
Si tratta di risultati, correlati gli obiettivi già esposti, favoriti dall’utilizzo delle tecnologie, ovvero
dal processo di digitalizzazione dell’impresa.
6) SOPRAVVIVENZA
La tecnologia è anche un’esigenza vitale delle imprese in risposta a fattori esterni quali
– Cambiamenti di mercato
– Requisiti normativi
Senza la tecnologia, risulta sempre più difficile tenere il passo con l’evoluzione del mercato e del
contesto normativo!
In termini più rigorosi, tali obiettivi appena esposti sono direttamente correlati alle CINQUE FORZE
COMPETITIVE del modello di Porter:
Nel modello delle forze competitive, il posizionamento strategico di un’impresa e le sue strategie
sono determinati non solo dalla concorrenza tradizionale, ma anche da quattro forze che agiscono
nel mercato di riferimento.
o Nuovi entranti
o Prodotti alternativi
o Clienti
o Fornitori
CHI SONO…
o Concorrenti tradizionali = soggetti che offrono prodotti paragonabili con quelli dell’impresa.
o Nuovi entranti = spesso soggetti pericolosi, perché portano nuove idee nel mercato di
riferimento e si tratta di nuove aziende, dotati di modelli organizzativi, infrastrutture
tecnologiche più avanzate, o ancora con nuove apparecchiature, dipendenti più giovani
(fonte di vantaggio competitivo), anche se con un minor riconoscimento (fonte di svantaggio
competitivo).
In alcuni mercati, esistono barriere (industriali o regolamentari) all’ingresso di nuovi
entranti.
o Prodotti alternativi = prodotti che i clienti potrebbero utilizzare in alternativa a quelli
dell’impresa, se questi diventassero ad esempio troppo costosi o poco performanti
Es. produttore di bici elettriche e suo concorrente che produce monopattini elettrici
o Clienti = Sempre di più determinano l’atteggiamento, in termini competitivi, dell’impresa
- 4 - INFORMATICA GENERALE
o Fornitori = Devono considerarsi in una accezione ampia del termine, come coloro che
arricchiscono l’offerta di prodotti e servizi, e coloro che mi forniscono prodotti.
La trasformazione che ha luogo nelle imprese per effetto degli impatti derivanti dall’introduzione di
nuove tecnologie in ambito ICT prende il nome di trasformazione digitale.
Pur prendendo le mosse dalla tecnologia, si tratta di una trasformazione dell’impresa di portata
strategica, che ha impatto anche su modelli organizzativi, processi di lavoro e competenze.
MA C’È DI PIÙ… Il mercato digitale non è costituito dalle sole imprese tradizionali, che hanno
operato una trasformazione in chiave digitale dei propri modelli di business!
Sempre più rilevanti sono i NUOVI MODELLI DI BUSINESS DIGITALI, che non rappresentano la
semplice trasposizione di modelli tradizionali nel nuovo contesto digitale, bensì la realizzazione di
idee innovative abilitata dalle nuove tecnologie.
Ecco alcuni esempi: Satispay, Youtube, Kindle, Vino à Porter, Kickstarter, Segugio.it…
MA C’È ANCORA DI PIÙ… Il mercato digitale (il «web») ha introdotto una nuova modalità di fare
business, ovvero ha introdotto il cosiddetto sistema a rete – «value network».
Il «value web» è un sistema a rete organizzato intorno al web, in grado di allineare le catene del
valore di un insieme di imprese che operano in qualità di partner nel proprio mercato di riferimento,
al fine di rispondere rapidamente ai cambiamenti che si verificano sui fronti
dell’approvvigionamento (fornitori) e della domanda (clienti).
Anche in questo caso, la tecnologia è elemento abilitante per lo sviluppo di piattaforme
collaborative (concetti di integrazione interoperabilità)
Un esempio di «value web»:
GiffGaff è un operatore di telefonia mobile inglese, che non dispone di una propria rete, con un
team ristretto di persone (14 nel 2010 quando ha iniziato a svilupparsi), e che nel tempo si è
ritagliato una posizione di eccellenza nel mercato della telefonia inglese, utilizzando il modello della
«value network».
In particolare, si osserva che…
– L’azienda non detiene l’infrastruttura: essendo un operatore virtuale, la rete non è sua ma
del partner che offre il servizio
– GiffGaff vende solo online, non esistono negozi fisici
– Il servizio clienti è solo online e viene erogato attraverso la community
La competenza chiave («core competence») di GiffGaff è la gestione della community attraverso il
canale online.
In questo modo, si abbattono i costi del servizio, dando riconoscimenti (credito su SIM) ai soggetti
nella community che aiutano altri soggetti, e utilizzando la community per ottenere nuove idee su
prodotti e servizi. - 5 - INFORMATICA GENERALE
Il modello di «value network» si fonda su due concetti semplici:
1. Fare meglio degli altri le attività distinctive («core competence») e percepite dal cliente, il
resto domandarlo agli esperti nel campo al fine di creare la migliore customer experience
finale.
2. Le attività CORE NON DEVONO ESSERE DEMANDATE, ma tenute in casa e sviluppate come
centro di eccellenza.
ATTIVITÀ DEL SISTEMA INFORMATIVO
In termini molto schematici, le attività di un sistema informativo, finalizzate a produrre le
informazioni di cui un’impresa necessita:
o Input: acquisizione di dati grezzi di provenienza interna o esterna all’impresa
o Elaborazione: trasformazione dei dati in una forma significativa (informazioni)
o Output: trasmissione delle informazioni così elaborate ai diversi soggetti (persone e/o
attività) che ne fanno uso.
A questo punto serve qualche definizione…
• Dati = rappresentazione grezza di fatti aziendali
“La descrizione elementare e codificata di un evento” (es. 28)
Devono avere le caratteristiche di completezza, omogeneità, sincronia
• Informazioni = trasformazione in forma significativa dei dati
“Il risultato della elaborazione dei dati effettuata al fine di ottenere la loro trasformazione
in forma significativa in relazione al contesto”
• Conoscenza = può essere definita come la capacità di agire, in un dato contesto, sulla base delle
informazioni disponibili.
• Meccanismo di Feedback = meccanismo mediante il quale l’output è comunicato a soggetti
preposti nell’ambito dell’organizzazione, a valutarne gli effetti, e ove necessario, intervenire
sull’input per correggerlo.
• Tecnologia ICT (computer, software, reti di comunicazione) = rappresenta la componente di base
di un sistema informativo aziendale, non la sua totalità.
A tutto questo, si aggiungono tutti i soggetti esterni che interagiscono con l’impresa, e creano delle
tensioni sul sistema informativo, di cui bisogna tenere conto.
Riassumendo…
Un sistema informativo contiene informazioni sull’impresa e sull’ambiente in cui opera. Tre attività
fondamentali (input, elaborazione, output) producono le informazioni di cui l’impresa necessita.
- 6 - INFORMATICA GENERALE
Un meccanismo di feedback riporta l’output a soggetti interni che lo analizzano per migliorare
l’input.
Infine, soggetti esterni quali clienti, fornitori, concorrenti, azionisti e regolatori (ecosistema),
interagiscono con l’impresa e con il suo sistema informativo.
PROSPETTIVE DEL SISTEMA FORMATIVO
Un utilizzo efficace del sistema informativo richiede lo studio approfondito di tutte le sue
componenti, organizzative, manageriali e tecnologiche, che devono essere mantenute in equilibrio
senza che si generino tensioni.
Un sistema informativo crea valore per l'impresa solo quando rappresenta una risposta efficace, in
chiave sia organizzativa sia manageriale, alle sfide provenienti dall'ambiente nel quale opera,
abilitata dalla tecnologia. EFFICACIA DEGLI INVESTIMENTI IN ICT
Investire in information technology non garantisce, di per sé, ritorni elevati. Esiste infatti una
considerevole disparità nei ritorni degli investimenti in ICT in funzione di fattori quali:
– Adozione di modelli di business coerenti
– Investimenti in asset complementari di natura organizzativa e manageriale
Non basta investire nella tecnologia, perché la stessa deve trovare il suo ‘allineamento’ con i modelli
di business coerenti (problematica di allineamento tra tecnologia ICT e business: si influenzano a
vicenda), e perché gli investimenti in ICT da soli non sono sufficienti, ma devono essere sostenuti da
asset complementari, ovvero quegli asset secondari dai quali può derivare valore solo a fronte di un
investimento primario (Es. investimenti primari in tecnologia (ICT) e secondari in personale capace
di garantirne un utilizzo adeguato).
Più nel dettaglio, gli asset complementari comprendono:
Asset di natura organizzativa, quali:
– Adozione di modelli di business appropriati
– Sviluppo di processi operativi efficienti
Asset di natura manageriale, quali:
– Incentivi all’innovazione negli approcci manageriali
– Sviluppo di ambienti collaborativi
Asset di natura sociale, quali:
– Sviluppo dell’infrastruttura Internet e dei correlati strumenti di integrazione sociale (reti)
– Adozione di tecnologie abilitanti la cooperazione sociale
TIPOLOGIE DI SISTEMI INFORMATIVI (+ guarda slide)
In termini molto generali, esistono diversi tipi di sistemi informativi, a seconda delle esigenze che
questi sono chiamati a supportare. - 7 - INFORMATICA GENERALE
Una rappresentazione efficace di tali esigenze è quella basata sulla piramide di Anthony (1965), in
base alla quale ogni organizzazione è strutturata in livelli decisionali con differenti necessità
informative.
Livello operativo
A livello operativo avvengono i processi aziendali quotidiani di routine, nonché le interazioni con
clienti e fornitori. I sistemi informativi al livello operativo di un’organizzazione aiutano a migliorarne
l’efficienza automatizzando l’esecuzione di tali attività e l’assunzione di decisioni ad essere
correlate, normalmente molto strutturate, ricorrenti e di breve orizzonte temporale.
I sistemi informativi che supportano le attività
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