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Informaticacapitolo 1: I sistemi informativi

Negli anni '60 alcuni autori hanno iniziato a studiare delle tecnologie che si basano sull'utilizzo dei computer e hanno iniziato a capire come queste sarebbero state utilizzate nel futuro. In quegli anni le tecnologie si iniziano a interfacciare nel contesto aziendale con l’utilizzo di grandi computer per supportare l’analisi di dati ed erano competenza degli ingegneri, e si inizia a capire che il ruolo delle tecnologie avrebbe cambiato il ruolo. Un articolo del 1958 sulla Harvard Business Review inizia a parlare dell’IT e su come l’uso di queste tecnologie avrebbe cambiato le pratiche del management. Nel 1960 Herbert Simon scrive un libro in cui crea una correlazione tra informatica e l’organizzazione aziendale. Negli anni a seguire si apre così un ampio dibattito sul ruolo dei sistemi informativi nel contesto aziendale.

Differenza tra IT e ICT

Quando ci riferiamo all’IT, ci si riferisce ai computer non connessi con altri computer e quindi all’hardware (parte tangibile) e ai software (parte dei programmi, istruzione e dati utilizzati per elaborare le informazioni) della macchina. Negli anni '60-'70 per tecnologie presenti in azienda ci si riferiva all’IT. Poi negli anni '90 si inizia a parlare di ICT (si aggiunge la comunicazione), che sono tecnologie che non solo elaborano dati e informazioni, ma le trasferiscono ad altri utenti attraverso le reti di telecomunicazione, che permettono di collegare singoli computer tra di loro.

Il sistema informativo può inglobare le tecnologie, ma è un insieme di più elementi che sono:

  • Tecnologie; cioè le ICT che quindi sfruttano hardware, software e le reti di telecomunicazione. Di fatto la tecnologia è composta da qualsiasi strumento che mi consente di svolgere un’azione, quindi non è detto siano ICT che sono quelle solo computer based.
  • Dati e informazioni utili a supportare il processo decisionale e quindi scambiati all’interno del sistema. I dati sono rappresentati da elementi preziosi senza significato; L’informazione è un dato contestualizzato che dà un significato all’utente finale. Infine abbiamo la conoscenza che è l’insieme delle informazioni che vengono interpretate da ciascun utente.
  • Persone, cioè tutti i destinatari delle informazioni elaborate dal sistema informativo e che ne sono quindi parte.
  • Processi, cioè una sequenza di attività finalizzata a trasformare un input in output.

Questo insieme di elementi è finalizzato ad analizzare delle informazioni giuste utilizzabili nel momento e nel posto giusto, per poi prendere delle decisioni. Queste informazioni vengono utilizzate ogni giorno dagli utenti, ma non sempre si ottiene l’informazione che ci serve nel momento che mi serve.

La definizione di sistema informativo sottolinea le persone e i processi perché sono gli elementi che un manager deve gestire.

Livelli decisionali nelle organizzazioni

All’interno di un’azienda abbiamo alla base un livello operativo composto da molte persone, poi abbiamo un livello manageriale fino ad arrivare al livello esecutivo composto da poche persone. Nel livello operativo le azioni frequenti fatte hanno in comune che sono parte di un processo con la caratteristica che sono azioni ripetitive e sono svolte sempre nello stesso modo e sono standard; sono svolte quotidianamente e non serve un processo decisionale sofisticato e quindi il livello di esperienza e professionalità non è elevato.

Nel livello manageriale abbiamo le persone che supervisionano il livello operativo, definiscono le modalità con cui devono essere svolte le azioni e definiscono gli obiettivi di breve termine. Nel livello operativo troviamo persone che sono al vertice dell’azienda che definiscono la mission aziendale, da questa derivano gli obbiettivi più operativi e definiscono la strategia. I sistemi informativi in azienda supportano tutti questi livelli che hanno necessità diverse.

Sistemi informativi nel livello operativo

I sistemi informativi che supportano il livello operativo sono sistemi che sono in grado di supportare le attività standard, ripetitive e hanno l’obbiettivo di eseguire queste transazioni e con le opportune tecnologie è possibile automatizzare queste attività. Proprio per le caratteristiche di queste attività i sistemi informativi hanno consentito di automatizzare queste attività senza l’ausilio di persone. I benefici sono:

  • Risparmio perché posso ridurre il personale
  • Più velocità con meno errore e quindi più efficienza

Questi sistemi informativi sono pervasivi all’interno dell’azienda anche nelle piccole realtà ed automatizzano delle attività essenziali per le aziende perché consentono maggior efficienza. Prendono il nome di sistemi transazionali, sono importanti anche perché registrano i dati generati da queste transazioni, che sono importanti per le decisioni prese nei livelli aziendali successivi. Un buon utilizzo di questi sistemi garantisce anche un livello di innovazione nella gestione aziendale e rappresenta un vantaggio competitivo rispetto ai competitori (ex Amazon one click; FedEx che utilizza il sistema transazionale efficiente per la gestione dei pacchi). Un malfunzionamento di questi sistemi mi creerebbe dei problemi che diventa difficile da gestire (ex AmericanAirlines che utilizza il sistema transazionale per supportare l’attività di gestione e l’acquisto dei biglietti e un malfunzionamento di questo sistema ha portato un blocco dei voli per due giorni che per l’immagine dell’azienda è stato molto negativo).

Convergenza digitale e la società dell’informazione

La maggior parte dei dati e delle informazioni che noi scambiamo sono in formato digitale, cioè è in un formato numero e quindi è rappresentata da impulsi di tipo digitale che possono assumere solo il valore 0 (assenza di impulso elettrico) e 1 (presenza di impulso elettrico). Quindi un segnale digitale viene rappresentato attraverso un impulso elettrico che può essere formato solo da questi due valori (0,1) che costituiscono un dato digitale. La sequenza di questi impulsi forma un segnale in formato digitale.

Gli elementi essenziali di questo sistema binario sono:

  • Ogni input (1 o 0) viene definito bit che è la più piccola unità di informazione compresa dai computer.
  • 8 bit rappresentano un byte, ciascun byte rappresenta un carattere (una lettera dell’alfabeto, un numero, un simbolo). Posso avere 256 combinazioni differenti di 0 e 1 che attraverso degli standard internazionali tra cui il più comune che è codice ASCII che definisce un abbinamento tra una frequenza di 8 bit in un carattere. Il codice base di ASCII include 128 combinazioni differenti (128 byte). Però non era sufficiente quindi negli anni è stato creato il codice ASCII esteso che include tutte le possibili combinazioni cioè 256 byte. Però dato che questo codice non poteva coprire tutti i caratteri di tutte le lingue mondiali, sono stati creati delle estensioni nazionali di questo standard. Esiste un altro codice, Unicode, che utilizza 2 byte per carattere, quindi il numero di combinazioni cresce arrivando a 65.000 caratteri differenti gestibili, però richiede un device più capace al livello elaborativo.

Accanto ai segnali digitali esistono altri tipi di segnali:

  • Segnali analogici: esso utilizza frequenze differenti per trasmettere informazioni, quindi dei valori che erano compresi in un range tra -1 e 1 e quindi l’onda che rappresentava questo segnale risultava differente, però portava delle incongruenze perché non vi era uno standard unico (ex radio, televisione).

La rivoluzione è stata nella trasformazione di questi segnali in formato analogico, in segnali in formato digitale. In Italia è avvenuto nel 2011-2012. Questo è accaduto perché sono segnali più puliti con meno interferenze, poi perché il fatto di aver trasformato tutti questi segnali che erano diversi tra di loro che richiedevano strumenti diversi, in un unico segnale standard ha fatto sì che vi sia la possibilità che i device possono essere utilizzati per creare, trasmettere informazioni a diversi dispositivi. Questo passaggio si definisce convergenza digitale. Quindi vi sono più funzionalità in un unico device e vi è la possibilità di condivisione attraverso le reti informatiche (digitali). La convergenza ha consentito la trasformazione del segnale analogico in formato digitale, più la trasformazione di elementi fisici in formato digitale (ex libri con gli ebook, le immagini).

Il contesto in cui viviamo è definito come società dell’informazione, perché oggi l’informazione ricopre un ruolo strategico ed è fattore di sviluppo sociale-economico, e di crescita e ricchezza culturale. Per questo accanto ai fattori produttivi tradizionali (terra, capitale e lavoro) si parla anche di informazione. Quindi in questo contesto il ruolo delle tecnologie ICT hanno un ruolo di abilitatore, quindi è una società in cui l’informazione ha un ruolo strategico grazie alla facilità di acquisizione tramite la distribuzione da parte delle tecnologie ICT. Questo contesto offre opportunità che sia a livello sociale ed economico sono innumerevoli, ma presenta anche delle minacce che sono legati ad un utilizzo distorto delle informazioni e delle tecnologie utilizzate nell’ambito in cui viviamo e lavoriamo che compromettono la sicurezza, la privacy degli utenti a causa di un comportamento poco etico da parte di alcuni utenti. Altro problema dell’era digitale è l’overload informativo costituito da troppe informazioni, che possono costituire un problema perché l’utente non avrà mai il tempo sufficiente per analizzarle tutte e non capisce quali informazioni sono corrette ed utili. Per le aziende è un problema.

Opportunità per le aziende

Le opportunità per le aziende sono innumerevoli e rappresentano opportunità di business grazie a 5 mega-trend:

  • Internet delle cose: questa tendenza prevede che non siano più solo le persone ad essere connessi alla rete, ma anche gli oggetti possono essere connessi alla rete internet (ex smart city tramite l’illuminazione pubblica), questo avviene grazie a dei microchip contenente dei dati dell’oggetto e dei sensori e se connesso alla rete è in grado di rendere lo stato di funzionamento dell’oggetto. Essa definisce un percorso sul quale le aziende si muoveranno (ex le aziende di articoli sportivi).
  • Mobile: il mondo mobile ha avuto un’evoluzione rapida, e per l’azienda diventa necessario essere capace di veicolare prodotti e servizi tramite il mondo mobile. Quindi la nascita delle app e dei siti dedicati al mobile rappresenta il contenuto in cui le aziende si stanno muovendo.
  • Social: Rispetto al contesto social le aziende dovranno chiedersi in quali contesti social deve essere presente e poi il loro ruolo sui social. Proprio perché è un contesto bi-direzionale, che quindi rende l’interazione tra cliente e azienda visibile a milioni di utenti, per questa caratteristica la comunicazione sui social non deve essere di tipo istituzionale, ma dovranno essere campagne di coinvolgimento dell’utente.
  • Cloud computing: I vantaggi del cloud computing riguarda la possibilità di immagazzinamento di dati sulla rete. Per le aziende è importante perché le aziende possono utilizzare i servizi di cloud computing per ridurre i costi sulle tecnologie IT che spesso sono anche molto costosi.
  • Big data: Il problema di questa grande massa di dati è la loro analisi, perché se non riesco a tirare fuori informazioni da questi dati essi non sono utili. Il problema delle aziende è proprio la capacità di analizzare grandi quantitativi di dati.

Le caratteristiche dei big data sono:

  • Volume: in cui i volumi sono molto elevati
  • Varietà: i dati che derivano da questi mega trend che sono di forma differente, in cui molti dati provengono da molte fonti come i social che hanno forma diversa (commento, like,..)
  • Velocità: devo essere rapido nell’analisi dei dati perché l’informazione cambia velocemente
  • Veridicità: non è detto che questi dati che utilizzo siano corretti.

Infrastruttura dei sistemi informativi

Classificazione degli elaboratori

Abbiamo diverse tipologie di elaboratori a seconda delle dimensioni, dei costi e delle prestazioni.

  • Microcontroller: sono tutti i piccoli computer inglobati all’interno di altri oggetti (ex elettrodomestici).
  • Microcomputer: sono le macchine ad uso personale o ad uso aziendale per funzioni di analisi di dati e informazioni limitate (pc).
  • Minicomputer: sono dei computer che garantiscono performance maggiori rispetto ai primi, costano anche di più e sono utilizzati in un contesto professionale dove è necessaria una capacità di analisi dei dati maggiore (ex studi di ingegneria, architettura).
  • Mainframe: sono degli elaboratori che supportano l’attività di elaborazione di grandi quantitativi di dati.
  • Supercomputer: sono computer in grado di analizzare milioni di dati al secondo, quello più potente era cinese che elaborava 34 mila bilioni. (ex computer Cern). Sono utilizzati spesso per la ricerca scientifica particolarmente sofisticata.

Azioni fondamentali dei computer

Le fasi possono essere semplificate in:

  • Fase di Input: cioè la fase di immissione dei dati in formato digitale
  • Elaborazione dei dati: a seconda della capacità del computer tutti i dati verranno elaborati
  • Output: è la fase in cui viene rilasciata l’informazione che è stata elaborata tramite varie tecnologie.
  • Memorizzazione: il dato e l’informazione che è stata elaborata viene memorizzata.
  • Distribuzione: tipica della tecnologia ICT, che è la fase di invio di dati e informazioni ad altri device.

Tecnologie di hardware

Le tecnologie hardware di input che consentono l’immissione dei dati in formato digitale possono essere la tastiera, i dispositivi di puntamento (mouse, trackball) che permettono di muovere il cursore sullo schermo, poi lo scanner, microfono, webcam, lettori di codici a barre, fotocamera (QR code), ed infine l’RFID (ex telepass) in cui ogni oggetto viene dotato di microchip contenente dati relativi a quell’oggetto, il vantaggio è che sarà sufficiente che il prodotto passi sotto un’antenna per essere registrato, questa tecnologia consente all’azienda di avere un vantaggio competitivo, grazie all’utilizzo dei interne delle cose.

Poi abbiamo la fase di elaborazione in cui l’elemento essenziale è l’unità centrale le cui componenti principali sono:

  • CPU: è un chip che rappresenta il cervello del computer, più è potente questo elemento migliori saranno le performance dell’elaboratore. La CPU è costituita dai transistor che sono dei dispositivi elettronici che elaborano i bit, tradizionalmente vengono stampati su un piccolo chip di silicio. Negli anni '70 il numero di transistor presenti su ciascuna CPU era intorno a 2200, negli anni è aumentata in maniera esponenziale, oggi sono presenti circa 2 milioni di transistor all’interno della CPU. Questa crescita di transistor ha comportato un aumento della capacità di elaborazione dei dati ed oggi è sempre più importante per soddisfare tutte le esigenze di comunicazione. La legge di Moore definisce appunto questa crescita, in cui nel '70 Moore riuscì a prevedere questo tipo di evoluzione e disse che la capacità di elaborazione dei computer sarebbe raddoppiata ogni due anni a parità di costi. Oggi vi sono dei progetti attivi per produrre con nuovi materiali la CPU, come ad esempio il Grafene, che ci consentirà di avere dei device in grado di elaborare bit in breve termine.
  • RAM o memoria centrale: è una memoria primaria, è una memoria volatile cioè che contiene dati e informazioni solo per un arco limitato di tempo, utili per il processo di elaborazione di quei dati. Nel momento in cui si spegne il pc essa si svuota. Maggiore la capacità della RAM, migliori saranno le performance dei computer. Essa è misurata in GB. Esiste un’altra memoria centrale che è la ROM, in cui vengono registrate direttamente dal produttore dell’hardware alcune istruzioni di base per il funzionamento del computer, esse non sono modificabili. Queste due componenti lavorano insieme per l’elaborazione di dati per l’utente centrale. La parte hardware essenziale è la scheda madre contenente appunto CPU e RAM.

Nella fase di output troviamo tutte le componenti hardware per il rilascio di dati e informazioni all’utente finale. Per esempio abbiamo le stampanti, i monitor, le casse acustiche, ecc. Con l’evoluzione del touch screen il monitor è diventato anche una tecnologia di input.

Nella fase di memorizzazione le principali tecnologie di hardware sono le memorie secondarie che consentono di memorizzare un dato che è stato elaborato. Abbiamo ad esempio i nastri magnetici, i floppy disk, che però non sono usati per la poca capacità di memorizzazione ed erano ad accesso lento. Queste periferiche sono state sostituite da altre, che sono l’hard disk (interno o esterno), poi i CD, i DVD e le memorie flash. Abbiamo anche una modalità alternativa che è il cloud. Per supportare la fase di distribuzione ad altri utenti, mi servono le reti.

Tecnologie software

Il software è costituito da programmi composti da istruzioni utili per comprendere come elaboratore i dati e le informazioni. Abbiamo due categorie principali di software:

  • Software di sistema: all’interno vi sono tre ulteriori categorie
  • Sistema operativo: è il sistema software che consente di svolgere delle operazioni di base coordinando l’interazione
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher carlokauf di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informatica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Gemmo Vanessa.
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