Oncologia e cure palliative - Di Marco (1 CFU)
Il tumore è una malattia che il più delle volte si sviluppa a tappe. Il passaggio da una tappa all’altra è condizionato dall’interazione tra fattori genetici e ambientali e l’interazione tra e due possono accelerare il processo neoplastico. È un processo di alterazione delle cellule.
Epidemiologia
Dal 2000 in poi vi è stato un aumento dell’incidenza di alcune patologie, ma il tumore del polmone nel maschio, come il tumore alla mammella nella donna, sono rimasti comunque al primo posto. Nel sesso femminile il primo tumore è appunto quello della mammella, mentre il secondo è quello al polmone perché rispetto a 50 anni fa la donna fuma molto di più.
Le cellule neoplastiche sono collegate a cellule alterate che però non sono diventate ancora un tumore maligno vero e proprio. Il vaccino del papilloma virus, fatto nelle donne come negli uomini, perché questo stesso virus è responsabile dei condilomi acuminati nel maschio. Il papilloma virus può essere anche causa dei tumori del cavo orale.
Dagli anni '90 il tumore allo stomaco ha subito un netto decadimento perché fino a tanti anni fa i pazienti che soffrivano di ulcera gastrica, portava ad un’ulcera che può perforarsi. L’unico modo per aiutare questi pazienti erano le gastrectomie. L’avvento della ranitidina e dei gastroprotettori ha permesso di aiutare i pazienti sofferenti di ulcere gastriche, ma l’uso costante di farmaci che inibiscono gli acidi (antiacidi), comporta la condizione basica del succo gastrico favorendo la proliferazione di batteri diversi da HP e quindi Helicobacter, che proliferavano danneggiando la mucosa. Questi farmaci, secondo il test di mutagenesi, che valuta il rischio di carcinogenesi, contenevano ritrosamina, ovvero un carcinogeno. Quindi si cerca di ridurre l’uso di farmaci con residui di ritrosamina e protettori gastrici.
Un'altra causa possono essere le abitudini alimentari, come l’uso di salumi ricchi di conservanti e quindi nitrati e nitriti, che insieme alle amine della saliva diventano nitrosoamine.
Alcool
Il tumore al pancreas ha subito un aumento di incidenza e il tasso di mortalità si equivale al tasso di incidenza ed è difficilmente curabile. L’OMS ha emanato l’allerta su questa patologia. Le cause di questa malattia possono essere diabete (di insorgenza improvvisa e di tarda età) anche se interessa la parte endocrina e le isole di Langherans e sono i tumori neuroendocrini pancreatici. I tumori più aggressivi interessano invece la parte esocrina del pancreas, le cui cause sono il fumo eccessivo, l’alcool, diabete e obesità. L’alcool infatti porta ad infiammazione cronica del pancreas che col tempo si trasforma in cancro, ma anche la pancreatite acuta può portare alla formazione di cancro.
Un altro organo che risente dell’abuso di alcool può essere il fegato e dunque portare all’epatocarcinoma. La NASH è la “steatosi non alcol relata” e si riferisce a persone tendenzialmente astemie che negli esami ematici si accorgono di avere colesterolo o trigliceridi elevati, con girovita elevato. Dunque, può essere dovuta all’assunzione di grassi, che si accumulano nel fegato e possono sviluppare un cancro primitivo del fegato.
Un altro tumore che dipende dall’alcool è l’esofago, dovuto ai superalcolici, che bruciano letteralmente la mucosa.
[Anche il fumo è la causa di quasi tutti i tumori]
Tumore alla prostata
Ha un’alta incidenza ma anche un’alta curabilità perché molto intercettabile, ciò perché vi sono dei test di screening dove si valuta il PSA (antigene prostatico) tramite un prelievo di sangue ed è l’unico dei marcatori che ci consente di fare una diagnosi precoce perché è un marcatore specifico. Un indice alto di PSA può indicare un’ipertrofia prostatica, o appunto un tumore.
Le leucemie e i tumori del distretto ematico sono le minori, come anche quelli alla vescica.
Ereditarietà e familiarità
L’ereditarietà è dovuta esclusivamente ad un gene come nel caso del gene del tumore alla mammella ereditario, ovvero il BRCA, che è responsabile anche del tumore all’ovaio e al pancreas. L’evento che scatena l’intera carcinogenesi è dovuto esclusivamente al gene e non ad un accumulo di mutazioni.
Il gene APC, situato nel braccio lungo del cromosoma 5, è responsabile del FAP (poliposi adenomatosa familiare) è una malattia autosomica dominante, per cui i pazienti affetti hanno l’intestino tappezzato da centinaia di polipi e comprende una popolazione tra i 7 ai 30 anni. Ciò vuol dire che il paziente ha una probabilità molto alta di andare incontro ad una proctocolectomia totale dell’intestino. Questa mutazione è responsabile principalmente del tumore del colon e dei tumori (in ordine decrescente) della tiroide, stomaco, duodeno, desmoidi (rari che interessano la componente connettivale della parte dell’addome o del retroperitoneo o vicino al sottocute), osteomi della mandibola, pancreas.
[Adenocarcinoma vuol dire che deriva dal tessuto epiteliale, mentre i sarcomi coinvolgono il tessuto connettivo]
La familiarità invece è la condizione per cui più familiari sono affetti da quella patologia e si ha una predisposizione raddoppiata. La causa è riconducibile alla somma delle mutazioni di più geni che si manifestano e sono accumulate nel tempo, essendo a contatto con quella patologia. Non è un solo gene responsabile, ma è dovuto alla somma del gene mutato e i fattori ambientali.
Nei tumori familiari, gli oncogeni più frequenti sono i K-ras, p-53, SMAD4. L’oncogene FHIT è il primo oncogene mutato nei tumori al polmone (sommato a fattori ambientali come fumo).
Tappe carcinogenesi
Un precarcinogeno diventa un carcinogeno vero e proprio dopo un’attivazione metabolica nell’organismo per cui si forma la nitrosoamina (come il sale nei salumi, che è un precarcinogeno, e che a contatto con la saliva diventa nitrosamina).
I geni hanno capacità di riparo nel DNA ma se il danno non viene riparato si avrà la formazione di una cellula iniziata, ovvero una cellula alterata che non è ancora irregolare. Possono passare anche 10 anni per passare da una cellula iniziata ad una cellula neoplastica vera e propria. Dopo tempo (anche 10 anni) vi è un'accelerazione del meccanismo procarcinogenetico che passa dalla condizione di iniziazione alla progressione e alla condizione di carcinoma che può essere associata alla cellula neoplastica.
La carcinogenesi è dunque un processo a tappe in un percorso più o meno lungo ma solo quando si fa riferimento alle forme familiari (che sono le più diagnosticate):
- Cellula iniziale
- Cellula iniziata
- Cellula preneoplastica
- Cellula neoplastica
Dalla cellula preneoplastica alla neoplastica può passare uno o due anni mentre dalla iniziata alla preneoplastica possono anche passare 10 anni. La cellula normale ha una displasia iniziale, dopo 5 anni può avere una displasia moderata (cellula iniziata) e può giungere alla displasia grave (cellula preneoplastica). La displasia non è cancro, solo nella forma grave (preneoplastica) si può sospettare che vi sia qualche cellula cancerosa e va asportato.
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