Lezione 25 maggio: epidemiologia
L'epidemiologia è la disciplina che si occupa di studiare l'andamento di una data patologia all'interno di una popolazione. Secondo la definizione di Brown e Low: "l'epidemiologia è la scienza che si interessa dei fattori che vanno a influenzare la distribuzione di salute, malattia e mortalità tra gruppi di individui". Ciò significa che bisogna analizzare tutti i parametri che possono essere considerati fattori eziologici, per valutare la correlazione tra fattore eziologico e malattia.
La clinica va a studiare la malattia sull'individuo malato, mentre l'epidemiologia studia la malattia su un intero campione di popolazione. Uno dei primi compiti dell'epidemiologia è stabilire parametri epidemiologici che possono influenzare lo sviluppo della malattia. Questi sono:
- Età
- Sesso
- Razza
- Provenienza geografica
- Fattori sociali, economici, ambientali
Tipi di epidemiologia
Epidemiologia descrittiva: descrive l'andamento di una data patologia all'interno di una popolazione.
Epidemiologia eziologica: tramite l'analisi dei parametri epidemiologici, spiega l'eziologia di una patologia.
Epidemiologia analitica: branca che valuta tutti i dati raccolti nello studio, per trarne conclusioni.
Epidemiologia sperimentale e interventiva: fornisce le basi per una corretta procedura di prevenzione sulla base delle conclusioni tratte dall'epidemiologia analitica.
Lo scopo finale dell'epidemiologia è andare a determinare le cause che concorrono allo sviluppo di una patologia, per stabilire delle procedure mirate a evitarne la diffusione nella popolazione.
Iter epidemiologico
Epidemiologia descrittiva: rileva i dati nel campione della popolazione. Questi dati vengono analizzati e messi in relazione tra di loro al fine di ottenere risultati, che vengono diffusi per ottenere una corretta pianificazione di un intervento preventivo atto a evitare lo sviluppo della patologia. A monte di questo procedimento è necessario un consenso politico (autorizzazione ministeriale).
Ad esempio, se partiamo dal dato: il fattore eziologico della parodontite è la placca. La prevenzione consiste nel rimuovere la placca. Se decidiamo di distribuire dei kit di igiene orale nella popolazione scolastica, dovremo chiedere un'autorizzazione (sia per i finanziamenti che per l'attività svolta a scuola). Dobbiamo poi valutare se questa misura preventiva sta funzionando correttamente.
Epidemiologia medica: analizza il numero di malati rispetto al numero di soggetti sani. Es. valutare l'incidenza della bronchite nella popolazione sana. Il soggetto in questo campo si classifica in: malato o non malato.
In odontoiatria la classificazione offerta dall'epidemiologia medica è spesso indaginosa e poco attinente perché in caso di un dente cariato, possiamo avere una superficie sana, e una malata (il dente non può essere considerato malato); dobbiamo quindi valutare o i singoli denti, o il numero di superfici realmente affette da carie. Questo però è un processo di analisi e di raccolta è indaginoso. Per questo motivo, in parodontologia, l'obiettivo della ricerca epidemiologica è quello di valutare la prevalenza della malattia parodontale (quanto è estesa la malattia nella popolazione) per stabilire quali sono i fattori di rischio e attuare delle misure preventive e terapeutiche finalizzate alla rimozione di questi fattori e alla riduzione dell'incidenza della patologia.
Per far sì che questi parametri siano valutabili e comparabili, bisogna uniformare le informazioni da raccogliere. A questo scopo utilizziamo gli indici parodontali, necessari per individuare e quantizzare lo stato di malattia.
Indici parodontali
Sono diversi, e vanno a valutare:
- Infiammazione gengivale
- Igiene orale
- Perdita di supporto parodontale
- Valutazione radiografica della perdita dell'osso alveolare
- Necessità di trattamento parodontale
Valutazione clinica dell'infiammazione gengivale:
- PMA (Papilla, Marginal, Attached Gingiva Index)
Messo a punto da Schour e Massler alla fine degli anni '40 (1948). È un indice di analisi topografica dell'infiammazione, perché valuta se l'infiammazione è confinata solo alla papilla interdentale, se si estende alla gengiva marginale, oppure se progredisce coinvolgendo la gengiva aderente. Quest'indice cadde subito in disuso perché stabiliva una sorta di progressione dell'infiammazione (secondo questo indice, per passare allo stadio A, bisognava passare obbligatoriamente attraverso gli altri due; oggi sappiamo che non è così). Un'altra critica di questo indice è che andava a considerare solo le superfici vestibolari dei denti anteriori.
- Indice gengivale di Loe (modificato)
Risale al 1967. Rispetto al GI pubblicato dallo stesso autore nel 1963, quest'indice presenta gli stessi parametri, quello che cambia è il modo in cui questi vengono rilevati. Inizialmente infatti, essi venivano valutati passando una sonda sull'esterno della gengiva e valutando il sanguinamento. Nella seconda pubblicazione, veniva effettuato un sondaggio con una pressione inferiore ai 25g. Criteri:
- Parametro 0: gengiva sana, priva di infiammazione.
- Parametro 1: margine gengivale leggermente infiammato, di colore rosso, non sanguinante al sondaggio.
- Parametro 2: margine gengivale rosso e leggero sanguinamento al sondaggio.
- Parametro 3: infiammazione accentuata al margine gengivale e sanguinamento spontaneo.
- SBI (Sulcus Bleeding Index)
Indice dicotomico pubblicato nel 1971 da Muhlemann e Son, utilizzato per studiare vari campioni perché rispetto al GI valuta solo la presenza o assenza di sanguinamento al sondaggio (più veloce e meno indaginoso).