Parte prima: impresa
Impresa: input, output, agenti e profitto
Un’impresa è un’organizzazione produttiva, che trasforma input in output, orientata al soddisfacimento dei bisogni della collettività. Impiega fattori produttivi, adotta determinati processi e ottiene prodotti.
La natura dei fattori produttivi e dell'output
Natura fisica: tre categorie sono il lavoro, il capitale, materiali e servizi. Lavoro indica funzioni operative, capitale fisico è costituito da beni durevoli acquistati all’esterno o realizzati (compresi beni di supporto alla produzione detti capitale circolante). Materiali e servizi sono beni che esauriscono la loro utilità in un solo processo produttivo.
Natura economica e finanziaria: il capitale, sotto il profilo economico, partecipa alla produzione con gli ammortamenti, mentre finanziario sono i mezzi a disposizione dell’impresa, cioè capitale fisso e circolante, i cui flussi attraverso l’attività produttiva generano “autofinanziamento”, i debiti finanziari, i debiti operativi e finanziamenti a titolo di rischio “capitale azionario”.
Natura materiale e immateriale implica il concetto di fisicità per le materiali. Per le immateriali si intende il know how.
Natura intermedia e primaria: intermedie sono consumate o oggetto di acquisizione da altre imprese, mentre primarie sono lavoro e capitali attinti dalle famiglie.
Natura merceologica della produzione: prodotti accomunati secondo il loro profilo fisico.
Sostituibilità e complementarietà
Sostituibilità è la possibilità di utilizzare le risorse in modo alternativo nei processi produttivi, o alternare il bene già prodotto nel soddisfacimento del cliente. Complementarietà è l’utilizzo congiunto di beni nel processo produttivo o nel servizio finale, in funzione di vincoli nel rapporto impiego e gusti dei consumatori.
Impresa come insieme di flussi reali e finanziari
L’impresa nasce da un’idea; per la sua realizzazione serve un capitale detto proprio o credito dalle banche, generando un flusso finanziario poiché è necessario remunerare i capitali attinti. Tramite le risorse finanziarie si acquistano gli input, flussi reali e immateriali, per la realizzazione del prodotto. Successivamente la produzione si trasforma in moneta attraverso la vendita, per cui flussi monetari. Infine, le eccedenze monetarie vengono investite come flussi finanziari; se le eccedenze sono stabili e rilevanti si parla di autofinanziamento.
Grandezze flusso o fondo, misura dei fattori produttivi e della produzione
Il bilancio d’esercizio mostra il patrimonio aziendale nelle componenti e nelle modalità di formazione del reddito dividendo in grandezze flusso o fondo. Il fondo o stock è riferito a un preciso istante nel tempo mentre i flussi riguardano un preciso intervallo di tempo. Lo stato patrimoniale ha le grandezze fondo mentre il conto economico ha quelle flusso. Nel conto economico, dalla rettifica dei ricavi coi costi, si arriva alla produzione.
Produzione e valore aggiunto
Il valore aggiunto rappresenta la risorsa aggiunta alle componenti esterne del prodotto; si tratta della ricchezza prodotta internamente dall’impresa, ripartita tra lavoro, capitale di debito, capitale di rischio e imposte. Il valore aggiunto comprende il costo del lavoro, gli oneri finanziari, l’utile, le imposte e l’ammortamento, oppure si ottiene dalla produzione meno i consumi. Il grado di integrazione verticale, se rapportato con il fatturato o con la produzione, fornisce informazioni sul grado di integrazione verticale dei processi produttivi attivati. La dimensione è un indicatore di dimensione poiché vi è relazione positiva tra intensità dei processi di trasformazione e dimensioni dell’impresa; all’aumentare dell’attività interna cresce il numero degli occupati. La redditività, essendo la somma della remunerazione dei fattori produttivi, misura anche la capacità dell’impresa di produrre reddito.
Impresa come organizzazione ed informazione
Il successo di un’impresa dipende dalla capacità di organizzare e gestire le risorse; opera in continua interazione con gli individui ed il suo rapporto è la “transazione”.
Mercato
Dato un sistema economico composto da n agenti, le combinazioni possibili sono n(n-1)/2. Nell’iniziativa d’impresa, i contratti multilaterali vengono sostituiti da contratti bilaterali, contrattazioni con una sola parte per cui (n-1).
Natura dei costi di transazione
I costi sono connessi alla gestione delle informazioni, alla difficoltà di definire contratti completi e al grado di specificità dei beni. Gestione dell’informazione nel mercato e nell’impresa limita le asimmetrie informative (una delle due parti non possiede tutte le info utili alla transazione). Difficoltà di stabilire contratti completi: un contratto è completo quando si può stabilire responsabilità e diritti puntualizzando circostanze nel presente e nel futuro. Ma la generalità dei contratti risulta incompleta. La specificità del bene rende le transazioni più o meno onerose a seconda delle caratteristiche del prodotto, il grado di personalizzazione del bene genera un legame più o meno stretto tra le parti.
Investimento specifico e presenza di una quasi rendita: un investimento speciale è spesso giustificato da una quasi rendita, cioè da un margine superiore a quello normale, dato dai maggiori oneri che sorgono nel caso in cui il contratto non abbia continuità, come pianificato, e il contraente si costretto a soluzioni alternative. Dal confronto tra utile programmato e utile derivante dal nuovo contesto operativo nasce la quasi rendita (UT1-UT2), cioè il margine supplementare connesso alla specificità dell’investimento. Al crescere della quasi rendita, aumentano le possibilità e la probabilità che venga richiesta una rinegoziazione del contratto originario, tesa a ridistribuire il margine.
Ruolo del mercato e dell’impresa
Alcune fasi di lavoro sono realizzate all’interno dell’impresa, altre sono demandate al mercato.
Nel mercato, i contratti sono governati dal sistema dei prezzi; il mercato non è perfetto: vi sono informazioni carenti e asimmetriche, difficoltà di coordinamento del flusso delle informazioni, condizioni di monopolio, costi di transazione più o meno elevati.
Quando le fasi produttive sono realizzate all’interno dell’impresa, il governo dei contratti è affidato alla burocrazia interna.
Modello di Williamson
L’impresa come organizzazione assume rilevanza nella capacità di gestire efficacemente le transazioni in alternativa al mercato. Tanto più è elevata la specificità dell’investimento, tanto più stretto diviene il rapporto tra venditore ed acquirente che necessita di un perfetto coordinamento; questo è però ostacolato da comportamenti opportunistici, conflitti nella valutazione di performance e ripartizione dei margini, strutture costose per il reciproco controllo. Per cui l’impresa tende a sostituirsi al mercato, perché i costi di gestione delle transazioni nel mercato sono più alti di quelli dell’impresa (in caso di specificità).
Asimmetrie informative
Rapporto principale-agente: il rapporto di agenzia nasce quando un soggetto dipende dal comportamento e dalle caratteristiche di un altro. L’individuo che effettua l’azione è l’agente; chi beneficia dell’azione è il principale. Siccome l’agente tende a massimizzare i suoi interessi, sorge l’esigenza di stimolarlo ad effettuare l’azione. L’asimmetria sorge dunque in merito a azione ed informazione.
Azione nascosta moral hazard: al momento del contratto esiste simmetria, successivamente l’agente mette in atto un’azione all’insaputa del principale, appunto nascosta.
Informazione nascosta adverse selection: l’agente, nel momento della definizione del proprio impegno, dispone di informazioni ignote al principale e può utilizzarle in contrasto con l’interesse di quest’ultimo. (Legge di Gresham e bidoni di Akerlof-moneta cattiva scaccia quella buona); le assicurazioni sono costituite da un campione in maniera avversa all’assicurazione.
Rapporto tra manager e azionisti
L’azionista (principale) non è in grado di vedere come viene esercitata l’azione, per questo sorge l’esigenza di contratti che in...