II lezione
IMPERFEZIONI
Quando progettiamo un’opera può accadere che nel momento in cui viene posta in opera risulti
“imperfetta” cioè ad esempio leggermente ruotata piuttosto che perfettamente verticale. Dunque nel
momento in cui andiamo a calcolare le configurazioni di equilibrio dobbiamo tenere conto di questi
difetti di realizzazione.
θ = deformazione dovuta alla posa in opera
0
θ= deformazione dovuta al carico
per calcolare gli spostamenti dobbiamo allora partire dalla configurazione imperteffa tenendo conto
dell’angolo θ
0: u=L(cosθ -cosθ)
0
v=L(senθ-sen θ )
0
l’energia potenziale totale del sistema sarà:
1 θ θ θ θ
Π = + = − − −
2 2
U V kL ( sen sen ) PL (cos cos )
0 0
2
Troviamo innanzi tutto le configurazioni di equilibrio, vediamo cioè dove si annulla la derivata
prima dell’energia potenziale totale:
∂
Π θ θ θ θ
= − − =
2
kL ( sen sen ) cos PLsen 0
θ 0
∂ 1
Se θ =0 l’esercizio si riduce al caso studiato la scorsa lezione, in cui non teniamo conto delle
0
imperfezioni.
Il percorso di equilibrio fornisce:
θ θ
−
kL ( sen sen ) (1)
= 0
P θ
tg
Affrontiamo il problema dello studio dell’equilibrio da un altro punto di vista calcolando cioè le
derivate della soluzione condizionata:
1
θ θ θ θ
− −
cos tg ( sen sen )
∂
P 0
θ
2
cos
= =
kL 0
θ θ
∂ 2
tg
Vediamo quando si annulla questa derivata e cioè quando si annulla il numeratore( supponiamo
θ≠π/2 in modo che non si annulli la tg):
∂
P 1
θ θ θ θ
= − − =
P=0 => kL cos tg kL ( sen sen ) 0
0
θ θ
∂ 2
cos
θ
sen
θ θ θ
− −
3
[cos ( sen sen )]
0
θ
cos
⇒ =
kL 0
θ
2
sen θ
2
cos
θ
2
cos 1
θ θ θ θ
⇒ − − ⋅ =
2
kL
[cos sen ( sen sen )] 0
0 θ
2
cos
Questa si annulla se il numeratore è uguale a zero:
θ θ θ
− + =
2
kL
[ sen (cos 1
) sen ] 0
0
θ θ
− + =
3
sen sen 0
0
θ θ
=
3
sen sen 0
Quando θ raggiunge il valore che soddisfa questa equazione vuol dire che P ha raggiunto un
massimo
Possiamo allora determinare il carico critico sostituendo alla (1) il valore sopra trovato:
θ θ
− 3
kL ( sen sen ) θ θ θ
= = − =
2 3
P kL
[
1 sen ] cos kL cos
θ
crit sen θ
cos 2
Ma: 1
θ θ
=
sen ( sen ) 3
0 2
θ θ
=
2
sen ( sen ) 3
0 2
θ θ θ
− = − = −
2 2
cos 1 sen 1 ( sen ) 3
0
2 1
θ θ
= −
cos [
1 ( sen ) ]
3 2
0 2 3
θ θ
− = −
3
cos [
1 ( sen ) ]
3 2
0 2 3
θ
=> = − ≤
P kL
[
1 ( sen ) ] kL
3 2
crit 0
notiamo che questo valore di carico critico è minore di quello trovato la scorsa lezione nel caso in
cui non ci sono imperfezioni: possiamo da questo vedere che il comportamento post-critico instabile
fa diminuire il carico critico delle strutture imperfette.
Graficamente accade che: -π/2 π/2
in rosso è disegnato il grafico della stessa struttura non soggetta a imperfezione, in verde quello
delle struttura imperfetta. Il carico critico che si riferisce alla seconda è chiaramente minore di
quello della prima.
Questa struttura ha comportamento post critico instabile.
3
Vediamo adesso che accade se la struttura in esame ha comportamento post critico stabile.
Supponiamo che la struttura sia la seguente:
u=L(cosθ -cosθ)
0
v=L(senθ-sen θ )
0
l’energia potenziale totale sarà:
1 θ θ θ &t
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Imperfezioni nei solidi
-
Schemi di Tecnica delle Costruzioni 2 - carico critico e teoria delle piastre
-
Carico critico - 2
-
Studio della linea elastica di una trave sottoposta a un carico crescente