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LINFOCITI ISOLATI

ASSOCIATI ALLE MUCOSE

LINFOCITI INTRAEPITELIALI (IEL)

Le cellule T dell’intestino possono essere di due tipi:

a:b,

1) di tipo “a”: presentano i recettori tipici insieme alle

a:b

molecole co-recettoriali CD8

-> riconoscimento e distruzione delle cellule infettate

da virus g:d

2) di tipo “b”: presentano i recettori delle cellule T a:b o

a:a

e sono CD8 LINFOCITI INTRAEPITELIALI (IEL)

Le cellule T dell’intestino di tipo “b” presentano dei

recettori la cui sequenza si discosta di poco da quella della

linea germinale.

Esse possono legare due molecole simili all’MHC di tipo IB

- MIC-A e MIC-B - che sono espresse dalle cellule epiteliali

in risposta a danni cellulari indotti dai patogeni.

Le cellule danneggiate vengono riconosciute ed eliminate da

questo sottogruppo di cellule T.

LINFOCITI INTRAEPITELIALI CON

DISTINTO REPERTORIO RECETTORIALE

INFEZIONE DA PATOGENI ENTERICI

E SVILUPPO DI IMMUNITA’ PROTETTIVA

Sebbene la risposta immunitaria innata e la competizione

da parte della flora indigena, l’intestino è sede

frequentemente di infezioni causate da:

1) virus: rotavirus

2) batteri: Salmonella, Yersinia, Shigella, Listeria

3) protozoi: Entamoeba, Cryptosporidium

4) elminti: Strongyloides, Taenia, Schistosoma

INFEZIONE DA PATOGENI ENTERICI

E SVILUPPO DI IMMUNITA’ PROTETTIVA

I patogeni intestinali determinano in primo luogo una

risposta infiammatoria locale.

A differenza dell’interno del nostro organismo, in cui

le cellule dendritiche vengono stimolate direttamente

dai patogeni, nel caso dell’intestino i patogeni devono

in primo luogo superare la barriera epiteliale:

1) invadendo le cellule M;

2) invadendo le cellule epiteliali;

3) attraverso le cellule dendritiche

INFEZIONE DA PATOGENI ENTERICI

E SVILUPPO DI IMMUNITA’ PROTETTIVA

Salmonella thyphimurium: causa importante di intossicazioni alimentari

INFEZIONE DA PATOGENI ENTERICI

E SVILUPPO DI IMMUNITA’ PROTETTIVA

Shigella flexneri: causa di dissenteria alimentare

INFEZIONE DA PATOGENI ENTERICI

E SVILUPPO DI IMMUNITA’ PROTETTIVA

La secrezione della chemochina CXCL8 (IL-8) e delle chemochine

del tipo CC, quali CCL2, CCL3, CCL4 e CCL5, comporta

l’arrivo nella sede d’infezione di neutrofili, monociti, eosinofili

e linfociti T.

Così viene montata la risposta adattativa verso i patogeni.

La risposta dei linfociti T citotossici locali, localizzati nelle cripte,

che uccidono le cellule infettate permette la riparazione e il recupero

della mucosa danneggiata.

INFEZIONE DA PATOGENI ENTERICI

E SVILUPPO DI IMMUNITA’ PROTETTIVA

Dopo essere penetrati nello spazio sottoepiteliale, i batteri patogeni ed

i virus sono in grado di causare un’infezione diffusa in diversi modi.

La risposta infiammatoria dell’ospite contribuisce al processo invasivo:

- I microrganismi interagiscono con i TLR sui macrofagi inducendone

apoptosi

- I microrganismi interagiscono con le superfici basali delle cellule

epiteliali adiacenti stimolando la produzione di citochine

infiammatorie che allentano le giunzioni strette dell’epitelio

TOLLERANZA ORALE

Anche se, attraverso il cibo, siamo continuamente esposti

ad una enorme quantità di antigeni estranei, questi

normalmente non inducono una risposta immunitaria

adattativa (ad es. non vengono prodotte IgA ad alta affinità

per antigeni alimentari).

L’introduzione per via alimentare di antigeni estranei

conduce ad uno stato di anergia specifica e attiva.

Questo fenomeno è noto come tolleranza orale.

LA TOLLERANZA AL CIBO SI HA

PER ASSENZA DI INDUZIONE DI UNA

RISPOSTA IMMUNITARIA SISTEMICA E LOCALE

La differenza fondamentale tra la sfida antigenica portata dal cibo

e quella dei patogeni è che i patogeni causano un’infiammazione,

mentre il cibo no.

Sono all’opera tre meccanismi:

1) eliminazione (per apoptosi) delle cellule T specifiche per l’antigene

2) anergia, in assenza di segnali co-stimolatori (come avviene in

corso di infiammazione) -> diventano refrattarie ad un’ulteriore

stimolazione antigenica

3) sviluppo di cellule T regolatrici: sopprimono attivamente le

risposte antigene-specifiche dopo un nuovo contatto con l’antigene:

cellule T 3 secernono IL-10 e TGF-b e inibiscono lo sviluppo di una

H

risposta T 1 e si associano a ridotti livelli anticorpali

H RISPOSTA IMMUNITARIA CONTRO I

COMMENSALI INTESTINALI

In alcuni casi i commensali intestinali possono provocare

una malattia, per es., in seguito alla rottura dell’integrità

della mucosa.

In questi casi, batteri innocui come Escherichia coli,

possono attraversare la mucosa, entrare in circolo e causare

infezioni sistemiche.

La normale flora intestinale diventa causa di infezioni

sistemiche quando l’integrità dell’epitelio intestinale è

danneggiata per un trauma, un’infezione o una malattia

vascolare. RISPOSTA IMMUNITARIA CONTRO I

COMMENSALI INTESTINALI

La risposta immunitaria non comporta l’eliminazione

dei batteri dal lume intestinale, ma piuttosto instaura

un equilibrio che assomiglia alla simbiosi.

Ciò è anche dimostrato dagli animali germ-free o

gnotobiotici, partoriti con taglio cesareo in ambiente

sterile, nei quali non vi è colonizzazione del tubo

digerente da parte di microrganismi:

hanno una riduzione marcata delle dimensioni degli

organi linfatici periferici e ridotti livelli di tutti gli

isotipi anticorpali.

TOLLERANZA AI BATTERI COMMENSALI

A differenza dei patogeni, i commensali non possiedono i fattori

di virulenza necessari per penetrare nell’epitelio e non possono

diffondere nell’organismo

-> il sistema immunitario ignora la loro presenza, sebbene siano

chiaramente individuabili dai linfociti del GALT.

Inoltre, la sola via di entrata nell’organismo per i batteri commensali

è la captazione da parte delle cellule M, con successivo trasferimento

alle cellule dendritiche locali che migrano non oltre un linfonodo

mesenterico

-> compartimentazione della risposta immunitaria

TOLLERANZA AI BATTERI COMMENSALI

A livello del linfonodo, la presentazione dell’antigene ai T CD4,

causa la loro differenziazione in cellule T regolatorie piuttosto che in

cellule effettrici T 1 o T 2

H H

Le cellule dendritiche possono attivare direttamente i linfociti B che,

migrati nella lamina propria come plasmacellule, produrranno IgA con

effetti anti-infiammatori.

Le IgA inibiranno l’adesione e la penetrazione dei batteri

commensali, e inoltre hanno proprietà anti-infiammatorie

in quanto attivano solo debolmente il complemento e non

sono opsonine.

LE CELLULE DENDRITICHE REGOLANO

LA TOLLERANZA E LA RISPOSTA IMMUNOLOGICA

I BATTERI COMMENSALI MANCANO DI

PROPRIETA’ INFIAMMATORIE E DI

FATTORI DI VIRULENZA

Anche fattori non specifici contribuiscono al mantenimento del

rapporto simbiotico locale.

I batteri commensali non penetrano attravesro l’epitelio intatto

e poiché l’epitelio intestinale non presenta TLR o CD14 sulla

propria superficie apicale

-> mancanza di induzione dell’infiammazione e quindi assenza

di allentamento delle giunzioni strette

Se anche i commensali riuscissero a superare in piccolo numero

l’epitelio, la mancanza di fattori di virulenza fa sì che la

captazione da parte delle cellule fagocitiche, li distrugga rapidamente.


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40

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1.51 MB

AUTORE

kalamaj

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Immunologia con analisi dei seguenti argomenti: a livello delle mucose il compartimento immunitario prende il nome di MALT, cioè il tessuto linfatico associato alle mucose, tra cui la mucosa dell’apparato respiratorio, gastro-enterico e genito-urinario, che sono i distretti più importanti e facilmente sede di infezione. Per esempio gli agenti patogeni possono entrare nell’ospite con gli alimenti, possono essere inalati o diffusi durante rapporti sessuali.


DETTAGLI
Esame: Immunologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Immunologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Conese Massimo.

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