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linfociti T infetti esprimono sulla membrana cellulare la gp120 attraverso cui

Inoltre, i

interagiscono con il corecettore CD4 espresso su altri linfociti favorendo la diffusione

, letali per i

dell’infezione cellule giganti plurinucleate o sincizi

, formando che possono essere

linfociti T infetti e sani .

macrofagi e le cellule dendritiche infettate resistere agli effetti citopatici del virus

I possono

HIV serbatoio del virus diffusione dell’infezione ad

, costituendo un importante e favorendo la

tessuto cerebrale

altri tessuti , come il . virus stimola una

Patogenesi dell’infezione da HIV

La è caratterizzata da varie fasi, in cui il

controllare l’infezione senza

risposta immunitaria adattativa (sieroconversione) che consente di

eliminare il virus :

infezione primaria virus HIV penetra

 (contagio, disseminazione, fase acuta): il

nell’organismo attraverso le mucose epiteliali vagina cervice

, specialmente a livello della ,

uterina pene ano mucosa rivestita da epitelio squamoso stratificato

, e , caratterizzate da una ,

cellule dendritiche intraepiteliali catturano il virus e migrano nei linfonodi regionali

dove le .

legame gp120 espressa sul virus HIV lectina DC-SIGN espressa sulle

In pratica si ha il tra la e la

media l’internalizzazione di HIV nell’endosoma

cellule dendritiche che che presenta un

ambiente moderatamente acido protegge il virus durante il trasporto nei linfonodi

che .

cellule dendritiche nei linfonodi interagiscono con i linfociti T CD4 trasferendogli il virus

+

Le .

Un’altra modalità di infezione avviene attraverso cellule epiteliali dell’intestino retto

le , ed

endocervice esprimono CCR5 glicosfingolipide

che e un altro recettore per HIV, cioè la

galactosil ceramide traslocare le varianti R5 di HIV attraverso la mucosa

, consentendo di e di

presentarle ai linfociti T CD4 e alle cellule dendritiche della sottomucosa .

pochi giorni dal contagio replicazione virale nei linfociti T CD4 attivati

Nel giro di si ha la intensa viremia

nei linfonodi passaggio in circolo di un n° elevato di virioni

e il , cioè si ha una

+

lieve < dei linfotici T CD4 nel sangue periferico

associata ad una (plasma), per cui si parla di

manifesta entro 3-6 settimane dal contagio sintomi

che si con

sindrome acuta da HIV

aspecifici simil-influenzali febbre cefalea mal di gola linfoadenopatia

(80%) cioè , , (faringite),

generalizzata eruzioni cutanee

, . valutati misurando l’RNA delle particelle virali nel sangue.

La carica e il turnover virale sono

fase di latenza clinica attivazione

sistema immunitario reagisce alla fase di viremia

 : il con

dei linfociti T citotossici CD8 uccidono i linfociti T CD4 infettati dal virus presenti in circolo

che

< della viremia plasmatica senza rimuovere il virus a livello intracellulare

favorendo la ma .

linfociti T CD4 sono il bersaglio principale dell’HIV eliminati in 3 modi

In pratica, i e sono :

uccisione diretta delle cellule T CD4 infette da parte del virus

– .

apoptosi delle cellule T CD4 infette

– .

uccisione delle cellule T CD4 infette da parte dei linfociti T CD8 che riconoscono i peptidi virali

– .

attivazione policlonale dei linfociti B

l’ sieroconversione

Inoltre, si ha con caratterizzata

iperproduzione caotica di Ab anti-gp120 e anti-gp41

dall’ : è stato dimostrato in vitro che questi Ab

non si legano al virus purificato o alle cellule infettate da HIV, per cui è stato ipotizzato che la

struttura nativa degli Ag virali, altamente glicosilati, non è accessibile agli Ab prodotti durante

l’infezione.

Virus HIV riesce ad eludere il sistema immunitario

Il attraverso vari meccanismi:

HIV presenta un tasso di mutazione estremamente elevato scarsa precisione della

 l’ a causa della

trascrittasi inversa sintesi di peptidi antigenici immunodominanti mutati

, favorendo la che

sfuggono al riconoscimento da parte degli Ab presentati dalle molecole MHC-I non

e che, ,

sono riconosciuti dai linfociti T CD8 .

cellule infettate dal virus possono sfuggire all’azione dei linfociti T citotossici <

 le poiché è

l’espressione delle molecole MHC-I sulla loro superficie (dovuta all’azione della proteina virale Nef).

virus HIV può inibire le risposte immunitarie cellulo-mediate sbilanciamento delle

 il a causa di uno

sottopopolazioni linfocitarie T 1 e T 2 a favore dei T 2 rilasciano citochine inibire

che in grado di

H H H

la risposta immunitaria mediata dai linfociti T 1 aumentando la suscettibilità dell’ospite alle

,

H

infezioni da parte di patogeni intracellulari , compreso lo stesso HIV.

fase di latenza clinica pz è sieropositivo non presenta il quadro di AIDS

Nella il (HIV+) ma

fase di latenza clinica può durare dai 2 ai 15 anni virus

conclamato . La , periodo in cui il

continua a replicarsi nei linfonodi, milza, fegato, midollo osseo e cellule gliali del SNC ,

viremia plasmatica minima costante progressiva < della

mantenendo una , , associata ad una

+ malattia è silente o asintomatica

funzione e del n° dei linfociti T CD4 , per cui la dal punto di

vista clinico ma non dal punto di vista biologico. siero-negativi non sviluppano la

−)

Inoltre, alcuni soggetti, pur infettati da HIV, sono (HIV e

malattia linfociti T citotossici T 1

si ha l’intervento dei

; in seguito al contatto col virus e .

H

fase di infezione cronica deficit severo delle difese immunitarie

 : caratterizzata da un con

+ 3

linfociti T helper CD4 < 200 unità/mm viremia plasmatica spiccata quadro

e , e comparsa del

clinico di caratterizzato da:

AIDS conclamato

infezioni da germi opportunisti mancata attivazione dei macrofagi da parte

 : sono favorite dalla

dei linfociti T 1 deficit delle risposte citotossiche

e :

H

miceti

‒ Candida Criptococcus neoformans Coccidioides immitis

: (mughetto: candidosi orale), , ,

Histoplasma capsulatum Pneumocystis carinii

, (polmonite).

protozoi

‒ Toxoplasma Cryptosporidium

: .

batteri

‒ Mycobacterium avium e tuberculosis Nocardia Salmonella

: , e .

virus

‒ (fuoco di Sant’Antonio)

Virus Herpes Simplex Virus Varicella-Zoster CMV

: , e .

In genere, le prime infezioni a comparire sono quelle da Candida e M. tuberculosis.

neoplasie tumore a cellule endoteliali

 linfoma a cellule B da EBV sarcoma di Kaposi

: , che è un

favorito dall’herpes virus HHV-8 carcinoma della cervice uterina

, .

cachessia o sindrome da deperimento

 .

nefropatia da HIV con insufficienza renale

 .

encefalopatia dell’AIDS con degenerazione del SNC

 . modificare il decorso

Variazioni Genetiche

Inoltre, nel pz si possono verificare delle che possono

della malattia prognosi migliore

alleli HLA-B57 e B7

, infatti la presenza degli è associata ad una ,

rapida progressione della malattia

mentre la presenza dell’ allele HLA-B35 è associata ad una .

mutazione del gene che codifica per il recettore CCR5 , l’ individuo sviluppa resistenza

In caso di soggetti omozigoti per una variante allelica non funzionale di

all’infezione da HIV , specie i

CCR5 mutazione è piuttosto frequente nella popolazione caucasica pari a 0,09%

. Questa , , di cui

10% è portatore eterozigote 1% è omozigote

e l’

il .

allele mutato non è stato identificato nella popolazione giapponese popolazione nera

L’ , nella

dell’Africa occidentale e centrale .

CCR5 è il corecettore principale utilizzato da HIV per instaurare l’infezione primaria

Per cui il bersaglio terapeutico

nei macrofagi e nei linfociti T , per cui è un . farmaci che bloccano la

Risposta ai Farmaci

Per quanto riguarda la è stato dimostrato che i

replicazione virale non sono efficaci virus continua a replicarsi rapidamente in tutte le

perché il

fasi dell’infezione anche durante quelle asintomatiche

, .

nettamente migliorato il decorso della malattia ridotto

La più recente ha e

terapia anti-retrovirale

l’incidenza delle infezioni opportunistiche e dei tumori .

Si basa sul protocollo (Highly Active Anti-

HAART o terapia antiretrovirale altamente attiva

combinazione tra 3 farmaci anti-retrovirali

Retroviral Therapy) con , cioè un inibitore delle

non

, (zidovudina, AZT) e , che

proteasi inibitore della trascrittasi inversa analoghi dei nucleosidi

sono capaci di bloccare la replicazione nelle cellule infettate eradicare il virus

e di , ma

prevenire l’infezione nelle cellule non infette < la morbidità e la mortalità

consentono di , .

L’uso di questi farmaci ha permesso di studiare la replicazione virale in vivo:

– < esponenziale della viremia morte delle cellule

nella prima fase si ha una dovuta alla

infettate linfociti T CD4

, cioè dei .


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kalamaj

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Immunologia sui seguenti argomenti: HIV o virus dell’immunodeficienza umana, sindrome da immunodeficienza acquisita AIDS, HIV-1 e HIV-2, morfologia HIV, modalità di trasmissione del virus HIV, genoma del virus HIV, geni e proteine prodotte, virioni infettivi, patogenesi dell’infezione HIV (infezione primaria, fase di latenza clinica, infezione cronica e AIDS conclamato), terapia.


DETTAGLI
Esame: Immunologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Immunologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Conese Massimo.

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