Il cervello che invecchia
Geriatria e gerontologia
Gerontologia: studia i fenomeni biologici, fisiopatologici e sociali legati all’invecchiamento.
Geriatria: branca specialistica della medicina che si occupa dei problemi clinici dell’anziano. Il geriatra deve essere necessariamente un medico.
La senescenza
L’invecchiamento è un complesso processo evoluzionistico che trasforma un individuo sano in un soggetto fragile (non necessariamente in un malato), caratterizzato da minori riserve in molti sistemi fisiologici e da un aumento della vulnerabilità alla maggior parte delle malattie ed alla morte.
Le manifestazioni cliniche rilevabili nell’anziano, come la velocità del processo della senescenza, sono in gran parte condizionate dai fattori genetici, che possono influenzare in senso sia negativo che positivo la resistenza e la vulnerabilità dei vari organi o apparati (es. diabete o patologie cardiache, ma in realtà anche senza patologie). Il cervello invecchia come tutto il resto del corpo, infatti, l’anziano avrà maggiori dimenticanze o episodi in cui si renderà conto di non performare come dovrebbe.
Quando si è anziani?
È possibile adottare alcune definizioni di senilità (Istat 1997):
- Fissando la soglia di ingresso nella vecchiaia seguendo criteri di tipo economico (secondo l’età pensionabile 60-65-70 anni);
- Fissando la soglia d’ingresso nella vecchiaia seguendo criteri biologici (a partire dall’età in cui le disabilità psicofisiche sono più evidenti 70-75 anni).
È possibile adottare alcune definizioni di senilità:
- I giovani anziani (comprendendo coloro che sono nella fascia d’età tra i 65 e i 74 anni);
- I medi anziani (coloro che hanno un’età compresa tra i 75 e gli 84 anni);
- I grandi anziani (coloro che superano gli 85 anni).
Ma questa suddivisione non ha alcun fondamento scientifico perché la popolazione anziana è molto eterogenea, infatti, ci sono anziani di 80 anni più efficienti di altri che magari ne hanno 70.
L'indice di vecchiaia è il rapporto tra le popolazioni in età non attiva (minori di 14 e maggiori di 65 anni) e la popolazione in età attiva (tra i 15 anni e i 64 anni) moltiplicato per 100. Un popolo con indice di vecchiaia alto ha tante spese e pochi introiti.
Statistiche e aspettativa di vita
Secondo le statistiche, le donne anziane sono di più (61%) perché hanno un’aspettativa di vita maggiore, ma il periodo che vivono esente dalle malattie, rispetto ai maschi, è minore. L’Italia è un paese destinato a diventare sempre più vecchio. Si è assistito ad una riduzione della natalità e ad un aumento della vita media; perciò, si è avuto un incremento della quota di soggetti anziani nella popolazione. Rispetto al 2002 la popolazione italiana è aumentata di 3 milioni, quasi tutti anziani.
Oltre all’aumento di longevità, vi è anche un incremento del periodo di autonomia, cioè ci sono più anziani senza disabilità (più giovani, non fragili). Nei paesi con alti livelli di soggetti in età anziana si dovrebbe cercare promuovere un invecchiamento adattivo.
Inoltre, l’uomo fa di tutto per non morire, inventano medicine, tecnologie, trapianti, che fino a 30 anni fa non si conoscevano, ma la lotta tra uomo e natura non può cadere perché se non morissimo mai non ci sarebbe spazio per il prossimo. Il concetto di eterna giovinezza è sempre stato nel ricordo del mondo, il genere umano è sempre stato un po' ossessionato dal non invecchiare mai. La scienza si è affermata con difficoltà e il metodo scientifico è nato soltanto negli anni ‘50-‘60.
Purtroppo, però a livello biologico il nostro organismo non si sta evolvendo in maniera funzionale quindi un anziano che ha le difese immunitarie molto basse rischia di morire per malattie che non sono mortali. Quando una persona invecchia bene si parla di invecchiamento di successo, fenomeno che si contrappone all’invecchiamento maladattivo.
Invecchiamento di successo
Alcuni anziani sviluppano strategie di adattamento: l’anziano che ha resilienza e ha degli effetti compensatori non si lascia perturbare dagli eventi stressanti e raggiunge una vecchiaia di successo. In questo caso si parla di omeostasi, tale per cui si assisterebbe a dei vantaggi anche a livello sociale poiché gli anziani non sarebbero un peso per la società. In ogni soggetto le malattie diventano sintomatiche solo se più pesanti degli effetti compensatori, ma più l’età avanza più gli effetti compensatori sono inefficaci.
Come mai un anziano va incontro ad un invecchiamento di successo e un anziano va incontro ad un invecchiamento di fallimento? Anni fa si credeva che ciò dipendesse unicamente dalla genetica. Ovviamente, essa è fondamentale perché se si ha una genetica buona si andrà più facilmente incontro ad un invecchiamento di successo. Ad oggi, però, studiando dei gemelli omozigoti cresciuti in due paesi diversi si è notato come i diversi usi e costumi hanno condizionato la loro evoluzione. Questo fenomeno si chiama epigenetica, ovvero su un substrato genetico si inseriscono fattori di rischio e di protezione: stile di vita, alimentazione, attività fisica.
Principi connessi alla senescenza
- Individui diventano più dissimili all’aumentare dell’età (epigenetica, influenza dello stile di vita).
- Brusco declino della salute spesso dovuto alla malattia e non all’invecchiamento.
- Invecchiamento normale attenuato dalla modificazione dei fattori di rischio (f.r.= aumento della probabilità di avere una malattia; stile di vita modifica e attenua i fattori di rischio). Per invecchiare in maniera sana bisogna intervenire sullo stile di vita.
- La vecchiaia sana (Healthy Old Age) non è un ossimoro: l’assenza di malattie e il declino dell’omeostatica può non causare sintomi e impone poche restrizioni.
Come detto prima, la popolazione anziana è molto eterogenea quindi ci saranno ottantenni più efficienti di altri.
Cos'è la salute?
Self-management e capacità di adattarsi alle sfide sociali, fisiche ed emozionali. In precedenza, salute significava assenza di malattie, ma questa definizione è parsa troppo radicale e come tale, irraggiungibile per la maggior parte delle persone. Così si è concordato sul fatto che una persona è sana quando è relativamente autosufficiente, ovvero ha la possibilità di mantenere un discreto livello di benessere, nonostante le numerose affezioni croniche proprie dell’età anziana (anche usando farmaci).
Tutto ciò è connesso con il termine di resilienza, ovvero una volontà di ripartire che in alcuni anziani è più marcata che in altri. Perciò, l’obiettivo del geriatra è proprio quello di mantenere l’autosufficienza (non l’assenza di malattie). Le funzioni indispensabili per il mantenimento dell’autosufficienza sono cervello e gambe, ovvero la funzione cognitiva e la funzione deambulatoria.
Studi epidemiologici
Gli studi epidemiologici sono importanti per descrivere un rischio relativo ad una certa popolazione; infatti, sono utili per capire di cosa si muore in un paese. Nelle patologie degenerative dell’anziano se si nota che vi è una prevalenza di determinate patologie (al di fuori dalla norma), in certe zone geografiche bisogna indagare sulle cause ambientali.
Parlando di medicina bisogna capire di che cosa muore la gente: la maggior parte di cardiopatie, legate al fatto che il sangue non arriva bene dove dovrebbe e i tessuti tendono a soffrirne; un’altra quota rilevante sono le neoplasie, tumori. Esiste una capacità dell’organismo di resistere al tumore, che è una disregolazione cellulare per cui le cellule si moltiplicano, nascono e muoiono, non sono sempre uguali; però, tutti i tessuti hanno un arco di vita, vengono generati, svolgono la funzione e muoiono.
Capita a volte che qualche cellula muti, il suo patrimonio genetico cambia, spesso la elimina e dove questo non ci sia o la gravità sia troppo importante si sviluppa il tumore e i pazienti muoiono. Ad esempio, in America la maggior parte delle persone di età superiore ai 65 anni muore per cardiopatie o neoplasie. Le persone con una o più patologie cronico-degenerative richiedono il 72% del totale delle visite mediche e il 76% di tutte le ospedalizzazioni quindi questo significa che ogni anno vengono stanziati molti soldi per gli anziani.
Malattie croniche
L'invecchiamento porta con sé un aumento delle malattie croniche, che sono la principale causa di morte e disabilità in quasi tutti i Paesi. Nel 2008, su 57 milioni di decessi che si sono verificati nel mondo 36 milioni (63%) sono stati la conseguenza di malattie croniche (Non-Communicable Diseases = NCDs), in particolare malattie cardiovascolari, stroke, diabete, malattie respiratorie croniche, cancro, di cui l'80% nei Paesi a basso-medio reddito. Si prevede che nel 2030 le malattie croniche saranno responsabili di oltre i ¾ di tutti i decessi che avverranno nel mondo.
Le 3 principali cause di morte prematura nei > 60 anni sono malattie croniche quali cardiopatia ischemica, stroke e BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva). Il DALYs, misura usata a livello internazionale per esprimere quantitativamente l'impatto di una malattia sulla salute, dimostra che malattie croniche quali cardiopatia ischemica, stroke e BPCO sono tra le principali cause di disabilità nel mondo.
Invecchiamento aumento malattie croniche aumento della prevalenza di disabilità aumento della domanda di cure sanitarie e supporto sociale aumento dei costi.
Secondo il "WHO's Global Burden of Disease" del 2004 più del 46% dei soggetti di età > 60 anni ha una qualche disabilità. Persone con una o più patologie cronico-degenerative richiedono gran parte del totale delle visite mediche, delle ospedalizzazioni, dei giorni totali di degenza, di tutte le prescrizioni mediche e di tutte le visite domiciliari. Assorbono gran parte delle risorse disponibili → costi elevati.
Le malattie croniche condividono numerosi fattori di rischio, alcuni non modificabili (età, sesso, predisposizione genetica...) altri modificabili e potenzialmente prevenibili attraverso modificazioni dello stile di vita. A livello globale, sono considerati i 4 principali fattori di rischio: uso del tabacco, dieta malsana, inattività fisica, abuso di alcool.
Circa 6 milioni di persone muoiono ogni anno a causa del consumo di tabacco, sia per uso diretto che per esposizione secondaria. L'abuso di alcol causa circa 2.3 milioni di morti ogni anno nel mondo (circa il 4% delle morti totali). Dati di letteratura riportano che il consumo di cibi ricchi di grassi saturi e prodotti industrialmente, sale e zuccheri è la causa di almeno 14 milioni di morti nel mondo, circa il 40% di tutte le morti dovute ogni anno a malattie croniche. L'eccessivo consumo di sale può essere da solo la causa di almeno il 30% di ipertensione arteriosa. La scarsa attività fisica è causa di circa 3.2 milioni di morti nel mondo ogni anno. Le persone che svolgono poca attività fisica hanno un rischio aumentato del 20-30% di morire per tutte le cause.
Importanza della promozione di un buon invecchiamento
Perché è così importante concentrare i nostri sforzi sulla promozione di un buon invecchiamento? L'invecchiamento non è solo un "problema" per la società. Gli anziani possono dare un forte contributo alla società sia come forza lavoro sia in modo informale con attività di volontariato o di supporto alla famiglia.
Gli anziani rappresentano una risorsa sociale ed economica importante: una aspettativa di vita maggiore significa una maggiore opportunità di contribuire allo sviluppo ed alla sopravvivenza della società stessa. Per questo motivo garantire un invecchiamento di successo, attivo ed in salute è fondamentale per una risposta globale al fenomeno dell'invecchiamento.
Tipi di invecchiamento nella popolazione sana:
- Di successo, Salutare e Attivo:
- Secondo le teorie biomediche, mancanza di malattie e disabilità; mantenimento delle capacità cognitive e fisiche; mantenimento vita sociale e produttiva.
- Secondo l’approccio psicosociale, mantenere una buona forma fisica ed un buon funzionamento mentale; incluso un attivo e gratificante impegno sociale pur in presenza di malattie/disabilità; fondamentali sono anche la spiritualità, lo stile di vita e una visione ottimistica della vita.
- Invecchiamento non patologico e abilità mantenute: stato intellettivo generale; abilità verbali; accesso semantico-lessicale; abilità di calcolo; memorie remote e recenti.
- Invecchiamento non patologico e abilità soggette a decadimento: tempi di reazione semplici e complessi; problem solving, abilità visuo-spaziali; velocità di apprendimento di nuove info; working memory; selettività cognitiva e motivazione.
Tipi di invecchiamento nella popolazione malata
Il paziente geriatrico è caratterizzato da malattie multiple (polipatologie) spesso croniche e irreversibili, prestazione atipica con deficit funzionali, necessità di trattamenti farmacologici ed è caratterizzato da spiccata fragilità.
È stata riscontrata una particolare difficoltà negli individui anziani nell'espletare prove in cui sia richiesto di immagazzinare l'informazione e contemporaneamente manipolarla o riorganizzarla. Per esempio, la ripetizione al contrario di elenchi di cifre è risultata più sensibile agli effetti dell'età della ripetizione in senso anterogrado.
Le prestazioni cognitive si differenziano per genere, infatti, le donne hanno performance migliori rispetto agli uomini nei test di velocità psicomotoria e apprendimento verbale e memoria, mentre gli uomini hanno prestazioni migliori nei test con abilità visuo-costruttive e percezione spaziale. Un altro aspetto caratterizzante è la selettività cognitiva e motivazionale: l’invecchiamento normale si associa a riduzione nella selettività di processi cognitivi (attentivi e amnesici) e ciò è attribuibile ad una alterazione dei processi inibitori e controllo cognitivo nell’anziano che lo rendono più suscettibile alle distrazioni e rendono più probabile la registrazione di informazioni non rilevanti. La selettività motivazionale migliora: gli anziani tendono ad evitare compiti complessi e migliori capacità di memoria per informazioni con peso personale.
Sino ad oggi, molto è stato fatto per estendere gli anni di vita, ma cosa possiamo fare per migliorare l’invecchiamento e renderlo "di successo"?
Fattori che influenzano l'invecchiamento
| Fattori che rallentano l’invecchiamento | Fattori che accelerano l’invecchiamento |
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Conclusione
Ci sono fattori di rischio modificabili: per primo l’alimentazione, per esempio la dieta mediterranea è molto importante. In alcuni luoghi le persone mangiano sempre le stesse cose, poca carne bovina, molto pesce, verdura e frutta, condimenti molto sani, pochi grassi, proteine nobili, vegetali e soprattutto carboidrati. L’attività fisica è il secondo punto fondamentale, che anche gli anziani devono fare, come camminare. È opportuno occuparsi sia di prevenzione primaria che secondaria ed investire negli screening in modo tale che le persone si ammaleranno poco o meno gravemente.
Molto probabilmente la buona vecchiaia è la capacità di mantenere una buona forma fisica ed un buon funzionamento mentale, incluso un attivo e gratificante impegno sociale, pur in presenza di malattie/disabilità.
L’invecchiamento è un processo multifattoriale, complesso ed eterogeneo. Genetica, alimentazione, stili di vita, ambiente ed eventi casuali influenzano l’invecchiamento. La promozione di stili di vita sani è l’arma preventiva migliore. Tutto ciò che rientra nei fattori che rallentano l’invecchiamento costituisce la prevenzione primaria; invece, quella secondaria si ha per i soggetti che hanno già le malattie e si cerca di curarle.
A tal riguardo, uno studio condotto con uomini svedesi a 71, per 16 anni, a cui ogni anno facevano fare dei controlli e facevano compilare questionari relativi all’attività fisica, al fumo ecc, ha dimostrato come un corretto stile di vita e la prevenzione primaria siano importanti. Infatti, la maggior parte di questi, dopo 16 anni, erano sopravvissuti e molti erano autosufficienti in quanto, il fatto di seguire una dieta mediterranea, non fumare e mantenere il peso erano fattori associati in modo altamente significativo con la sopravvivenza e con la dipendenza fisica.
Le sindromi geriatriche
Chi è il tipico paziente geriatrico? Anziano che si è avviato al declino. Dobbiamo pensare al più anziano, al più malato, al più complicato e al più fragile dei pazienti; affetto di solito da multiple malattie, la cui presentazione è spesso atipica e portatore di deficit funzionali. I suoi problemi di salute sono cronici, progressivi e solo in parte reversibili. Il paziente anziano è quello a cui viene somministrata la terapia, ma difficilmente riesce a guarire del tutto.
Dopo i 65-80 anni cominciano delle malattie, come diabete, ipertensione...
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