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IGIENE DEGLI ALIMENTI

Gli alimenti sono delle fonti di energia; questa viene calcolata in

riferimento alle Kcal che producono gli alimenti.

l?uomo mangiando introduce sostanze organiche : proteine (le +

importanti), glicidi e lipidi oltre a sali minerali, vitamine.

GLI ALIMENTI

Possono essere di origine animale o vegetale e due sono gli aspetti più

importanti degli alimenti e della loro conservazione:

-DEPERIBILITA’: (non patogeno) l’alimento è molto attaccato dai germi,

ma questi non possono arrecare danno agli uomini.

-SALUBRITA’: (patogeno) l’alimento è contaminato da germi patogenocce

usano l’alimento come veicolo per trasmettere la malattia.

Lo scopo, quindi, della conservazione è quello di rendere l’alimento quanto

meno deperibile e così anche non pericoloso. Conservare un alimento

significa preservarlo dalle possibili contaminazioni dalla produzione al

momento del consumo.

Inoltre in base alla velocità con la quale gli alimenti vanno incontro ad

alterazioni, possono essere così distinti:

-poco deperibili, ad esempio i cereali;

-deperibili, ad esempio i vegetali e la carne;

-molto deperibili, ad esempio latte e derivati.

La conservazione degli alimenti può avvenire con mezzi fisici, chimici e

biologici che agiscono in modo tale da prevenire le contaminazioni

microbiche. MEZZI FISICI

Sono basati sulla variazione della temperatura;

L’impiego delle alte temperature viene effettuata nei processi di:

-STERILIZZAZIONE: la conservazione è possibile per tempi lunghi;

-PASTORIZZAZIONE: consente, invece, una durata, più breve nel tempo è

una pratica di disinfezione (mira alla distruzione dei soli patogeni) e viene

impiegata principalmente per il risanamento del latte e dei succhi di frutta.

Invece, l’impiego delle basse temperature viene effettuata nei processi di:

-REFRIGERAZIONE: si ottiene utilizzando una temperatura intorno allo

0°C oppure pochi gradi al di sopra (+4°C) come nei frigoriferi domestici; la

conservabili ha un periodo limitato, da pochi giorni ad alcune settimane.

-CONGELAMENTO: è mezzo di conservazione che solidifica l’acqua

presente negli alimenti così i germi non si moltiplicano perché per farlo ne

hanno bisogno. Utilizza temperature più basse tra -15°C e -25°C per

garantire una più lunga conservazione degli alimenti.

-SURGELAMENTO: avviene a -45°C e quindi è possibile solo a livello

industriale.

Né il surgelamento né il congelamento assicurano la distruzione di tutti i

microrganismi, altre tecniche più efficaci sono quelle che si basano sul

metodo dell’essiccamento: i germi hanno bisogno di una certa quantità di

umidità per svilupparsi, quindi se si disidrata un alimento si determina la

morte dei microrganismi. MEZZI CHIMICI

Più utilizzati per la conservazione degli alimenti sono rappresentati

dall’aggiunta di sale, zucchero, olio, aceto, dell’affumicatura e dagli

additivi.

-il SALE inibisce lo sviluppo microbico sia perché abbassa l’attività

dell’acqua sia perché esercita un’azione antisettica. Il sale può essere

impiegato come tale o diluito nell’acqua (in salamoia).

-lo ZUCCHERO è una sostanza igroscopica cioè agisce abbassando

l’attività dell’acqua e viene adoperato per la conservazione della frutta.

-l’OLIO : mettendo i cibi sott’olio si realizza un ambiente privo di ossigeno

e quindi inadatto alla crescita dei microbi.

MEZZI BIOLOGICI

Alcuni cibi vengono conservati mediante fermentazione con la quali si ha

la formazione ad opera di alcuni microrganismi, di alcool e di acidi organici

che inibiscono lo sviluppo di germi, esempio: mosto d’uva.

Con la conservazione degli alimenti si può andare incontro a dei problemi

come la TOSSINFEZIONE ALIMENTARE, quando non viene fatta per

bene; le più importanti sono:

-STAFILOCOCCO: latte, creme (nausea, mal di pancia);

-SALMONELLA. Uova, frutti di mare crudi (febbre);

-BOTULISMO: spore che resistono anche ad alte temperature.

Le tossinfezioni alimentari sono sindromi causate dall’introduzione di cibi

contenenti quantità sufficienti di germi patogeni, tossine o sostanze

tossiche.

INTOSSICAZIONE STAFILOCOCCICA: la tossina stafilococcica è un

potente veleno inodore ed incolore, molto resistente alle alte temperature;

gli alimenti in cui è presente sono il latte, le creme, i gelati, i formaggi, gli

insaccati e lo scatolame: sono il terreno ideale per lo stafilococco.

Provoca vomito e per evitare la contaminazione dei cibi occorre seguire

alcune regole di conservazione e di igiene degli alimenti.

SALMONELLOSI: le salmonella sono batteri che possono causare

nell’uomo infezioni gastroenteriche (dolori addominali, diarrea e febbre)

fino a determinare la febbre tifoide e paratifoide. Le salmonelle sono ospiti

frequenti di molti mammiferi, uccelli e rettili e sono eliminate con le feci.

Gli animali possono contaminare l’uomo direttamente oppure attraverso gli

alimenti o con l’ambiente. La trasmissione più frequentemente avviene

mediante la catena alimentare con il consumo di acqua e di prodotti di

origine animale o vegetale (specialmente i gusci delle uova).

Altri fatori che possono determinare la malattia sono:

-cottura inadeguata;

-conservazione dei cibi a caldo in modo da sviluppare i microbi;

-norme igieniche non adeguate.

BOTULISMO: è la più terribile intossicazione alimentare essendo mortale

nella maggior parte dei casi ed è causato da una tossina molto velenosa,

inodore, incolore ed insapore. Esistono tre forme di botulismo:

1.Botulismo alimentare: quando la tossina viene ingerita con i cibi

contaminati ( è la + frequente).

2.Botulismo infantile: che insorge quando la tossina viene prodotta

nell’intestino dopo l’ingestione di spore e si manifesta nei bambini di

età inferiore a sei mesi a causa del peculiare habitat intestinale e il miele

sembra essere un veicolo abbastanza frequente.

3.Botulismo da ferita: che insorge con la penetrazione di spore attraverso

lesioni cutanee, come nel caso del tetano ed è la forma più rara.

La forma varia da una forma molto lieve che non richiede l’intervento del

medico fino ad arrivare ad una molto grave che può portare alla morte in 24

ore. I cibi maggiormente coinvolti sono le salsicce ed altri insaccati, le

conserve alimentari preparati con metodi industriali non perfetti cioè di

produzione artigianale (es. conserve domestiche). Per prevenire quello

alimentare occorre osservare le norme per una corretta preparazione e

conservazione degli alimenti.

ESAME DI IGIENE ed EDUCAZIONE SANITARIA

PROF. MARINELLI

Argomento del corso:

Definizione, contenuti e obiettivi dell’igiene: concetto di salute globale, livelli

1)

di prevenzione, educazione alla salute.

2) L’epidemiologia come strumento di studio delle malattie infettive e cronico-

degenerative: le metodologie epidemiologiche, agenti patogeni e fattori di rischio.

3) Epidemiologia generale delle malattie infettive: cause, sorgenti, serbatoi,

veicoli e vettori di infezione: modalità di contagio; malattie endemiche e malattie

esotiche; epidemie e pandemie.

Profilassi generale delle malattie infettive: notifica, accertamento, isolamento

4)

e misure contumaciali.

5) Profilassi immunitaria delle malattie infettive; vaccini sieri e immunoglobine;

calendari vaccinali.

6) Epidemiologia e profilassi di malattie a diffusione aerea: influenza, meningiti.

7) Epidemiologia e profilassi di malattie esantematiche: morbillo, rosolia.

8) Epidemiologia e profilassi di malattie a trasmissione fecale: epatite A,

poliomelite, febbre tifoide.

9) Epidemiologia e profilassi di malattie a trasmissione ematica; epatiti B, C e

Delta. Aids.

10) Epidemiologia e profilassi di malattie a trasmissione tossinfettiva: difterite,

tetano.

11) Igiene degli ambienti confinati: inquinamento indoor, fattori fisici , chimici e

biologici del microclima; benessere ambientale.

Igiene degli alimenti e della nutrizione: principi alimentari, educazione

12)

alimentare, metodi di conservazione degli alimenti, tossinfezioni alimentari.

13) Igiene dell’acqua: ciclo dell’acqua, approvvigionamento e distribuzione,

potabilità.

14) Igiene dell’aria: composizione e proprietà fisiche, inquinamento outdoor. 1

DEFINIZIONE DI IGIENE:

è una branca della medicina finalizzata a promuovere e conservare la

salute del singolo e della collettività. Essa è una scienza che si è evoluta nel

tempo, trasformandosi da individuale in pubblica e quindi in sociale.

CONTENUTI. Si occupa di studiare i fattori di rischio e le cause di malattie e

prevenire le esposizioni.

OBIETTIVI: il suo obiettivo primario è che ogni individuo nasca sano e

mantenga sano e inalterato lo stato di salute.

CONCETTO DI SALUTE GLOBALE. L’O.M.S definisce la salute come lo

stato di completo benessere fisico , mentale e sociale e non solo l’assenza di

malattia. È un traguardo, è una salute ideale e non reale in quanto il completo

benessere non è molto raggiungibile, ci si può solo avvicinare. Inoltre il benessere

fisico è molto più facile da raggiungere rispetto a quello psichico e sociale.

LIVELLI DI PREVENZIONE: la prevenzione (nata nel 1400) è un’insieme di

attività e opere attuate al fine di promuovere e conservare lo stato di benessere e

di evitare l’insorgenza delle malattie.

Ci sono tre livelli di prevenzione a seconda degli obiettivi e dei tempi di

intervento.

prevenzione primaria: è quella che interviene nel periodo pre-patogenetico ed

1)

ha per oggetto l’individuo sano non solo clinicamente ma anche biologicamente. In

questo modo si determina nel tempo la riduzione dell’incidenza delle malattie . E’

quella fatta dai legislatori attraverso vaccini.

Prevenzione secondaria: è una specie di screening il cui obiettivo è la scoperta

2)

e la guarigione dei casi di malattia prima che essi si manifestino clinicamente. Il suo

strumento è la diagnosi precoce, in questo modo si determina una riduzione della

mortalità.

3) Prevenzione terziaria: il suo obiettivo è quello di impedire l’invalidità nelle

persone già ammalate , quindi essa entra in campo nel periodo post clinico e si

identifica con la riabilitazione o rieducazione e con la prevenzione delle ricadute.

EPIDEMIOLOGIA. 2

E’ una branca dell’igiene che studia come una malattia si distribuisce in una

popolazione al fine di individuare le cause e i fattori che ne determinano

l’insorgenza.

Deriva dal greco e significa “discorso su una malattia del popolo”. È nata a metà

dell’800 in Inghilterra con Snow che voleva studiare l’epidemia del colera e si

accorse che questo partiva dalle condotte di acqua stagnante e inquinata.

LE METODOLOGIE EPIDEMIOLOGICHE

La metodologia epidemiologica si basa su due livelli:

epidemiologia osservazionale = studia la distribuzione delle malattie nella

popolazione in base al tempo e allo spazio e anche le caratteristiche delle persone

colpite. Questi studi permettono di avere un quadro generale sul fenomeno in esame.

Lo studio da eseguire è di tipo descrittivo con il quale è possibile definire :

1)dove si manifesta una determinata condizione di salute o di malattia

2) quando si manifesta

chi viene colpito.

3) Questi studi si basano sulla raccolta e sull’analisi da dati provenienti dalle

statistiche correnti o dati ufficiali. Si divide a sua volta in : descrittiva e analitica.

Epidemiologia sperimentale. Verifica invece la validità di ipotesi

formulate negli studi di epidemiologia osservazionale attraverso interventi quali

bonifiche ambientali, vaccini….

FATTORI DI RISCHIO. La capacità di un oggetto, sostanza, alimento,

ambiente ecc…di arrecare danno viene definita come “pericolo”.

Il rischio esprime la probabilità che tale danno si verifichi ossia che un pericolo si

estrinsechi.

Esempio. Un recipiente contenente veleno rappresenta un pericolo. Se ben

custodito in un luogo non accessibile rende improbabile che tale pericolo si

trasformi in rischio ed è difficile che arrechi un danno.

Il rischio può essere espresso dalla seguente formula:

R= D x P

R=rischio

D= danno

P=probabilità

Quindi con il termine fattore di rischio si indica una condizione vale a dire tutto

ciò che risulta associato con la malattia oggetto di studio; cioè tali fattori

aumentano la probabilità di contrarre una determinata patologia. Tuttavia la 3

malattia può manifestarsi anche in loro assenza e la loro presenza non comporta

necessariamente la malattia (causa non necessaria e non sufficiente).

EPIDEMIOLOGIA DELLE MALATTIE INFETTIVE

Le malattie infettive vengono studiate e classificate dall’epidemiologia in base

alla distribuzione spaziale e geografica, all’andamento cronologico e alla

distribuzione demografica.

Secondo un rapporto O.M.S del 1996 le malattie infettive sono ancora la prima

causa di morte prematura sul pianeta.

Inoltre secondo la distribuzione una patologia infettiva viene definita:

M.SPORADICA: se si presenta con casi rari senza tendenza a diffondersi (es

tetano).

M. ENDEMICA: quando è presente costantemente in un determinato territorio

(es. varicella, morbillo, tubercolosi) e solo in quel territorio può essere contratta.

Si presenta a volta in modo sporadico.

M. EPIDEMICA. È il contrario della sporadica, molti casi si concentrano in un

luogo e i casi sono legati tra loro cioè traggono origine da un comune fattore

eziologico. (es. tifo, colera).

PANDEMIA. Si ha quando un’epidemia si diffonde ad almeno due continenti.

(es. influenza).

ESOTICA. Non presente in Europa ma solo nei Paesi esotici . Si può però

importare e può essere solo epidemica. (es. malaria, febbre gialla).

AGENTI PATOGENI:

gli agenti patogeni per la specie umana sono:

 Batteri: possono essere piccoli e visibili sono al microscopio. Sono essere

unicellulari e quindi sono anche molto resistenti a varie temperature. Ci sono di

diverse forme, si possono dividere, possono passare ad altri batteri le loro

informazioni, così da estendere l’infezione.

Virus: Sono l’estremo caso dei batteri, sono capaci di entrare in una cellula

e di nutrirsi del materiale genetico. Danno false informazioni cosi costringono la

cellula a creare altri virus. La cellula sovraccarica si romperà e lascerà liberi i virus

creati.

Le malattie infettive si trasmettono con il CONTAGIO. 4

Il contagio parte dalla SORGENTE (individuo affetto) che può trasmettere la

malattia in diversi modi:

- via verticale: è unica per direzione e verso, da madre a figlio con la

gravidanza, con la placenta, l’allattamento.

Via orizzontale: essa può avvenire in due modi:

- 1) contagio diretto: l’agente patogeno passa da un individuo all’altro attraverso

rapporti sessuali o contatti fisici ma anche per via aerea senza alcuna

interposizione.

2) contagio indiretto: il passaggio dell’agente patogeno avviene per interposizione

di un tramite che a seconda dei casi può essere chiamato VEICOLO (alimenti,

acqua…), o VETTORE (esseri animati quali insetti , zanzare…).

In base a tutto ciò le malattie infettive possono essere distinte in – molto

contagiose; - poco contagiose e –non contagiose.

Sono molto contagiose tutte le malattie trasmesse a contagio diretto.

Inoltre per SERBATOIO di infezione si intende l’habitat naturale in cui vive il

virus e si moltiplica;

invece si definiscono PORTATORI di infezione ospiti infetti, contagiosi, e

asintomatici, cioè che hanno in se la malattia ma non la manifestano, dal punto di

vista clinico sono sani. Ce ne sono di diverse categorie:

1= PRECOCE è colui che elimina l’agente patogeno già nel periodo di

incubazione della malattia

2= CONVALESCENTE . dopo la malattia nella convalescenza a volte il virus, il

germe rimane nel corpo e può essere trasmesso anche dopo molto tempo.

3= SANO è un ospite che non è stato malato ma che trasmette la malattia.

CAUSE DELLE MALATTIE.

Dirette indirette

Es. malattie infettive ad es. la malnutrizione, ambienti

insani, sporchi, . Esse potenziano le

cause dirette e possono causare le

malattie se si sommano. Quindi sono

multiple e non necessarie.

PROFILASSI DELLE MALATTIE INFETTIVE 5

La profilassi è quella scienza che ha lo scopo di prevenire l’insorgenza e la

diffusione delle malattie infettive mediante misure dirette nei confronti del

triangolo epidemiologico. Essa si distingue in :

● generale: consiste nell’applicazione di tutti i mezzi validi ad evitare

l’insorgenza delle malattie infettive.

● è rivolta invece a prevenire una singola e determinata malattia.

Inoltre si distingue una:

profilassi indiretta: con interventi rivolti all’ambiente es. bonifica, igiene urbana e

delle case, smaltimento dei rifiuti.

Profilassi diretta: che consiste in tutte quelle misure dirette a neutralizzare una fonte

di infezione per limitarne il contagio.

La profilassi diretta è basata su procedure distinte cronologicamente quali:

1 NOTIFICA: consiste nell’informare le autorità competenti

-

dell’insorgenza di un nuovo caso di malattia infettiva. La segnalazione va effettuata

dal medico di base al Servizio Ecologia della ASL competente territorialmente.

[dopo la notifica andrebbe collocato il punto 6 cioè l’accertamento ma

sugli appunti è posto alla fine. Bah]

2 ISOLAMENTO. Il servizio Igiene della Asl mette in isolamento il

-

malato infettivo per evitare il contagio e l’inquinamento dell’ambiente. Esso può

essere: domiciliare fiduciario = per patologie endemiche

domiciliare con piantonamento = vi si ricorre in via eccezionale se

l’infermo non è trasportabile. Comunque l’ospedale rappresenta l’unica

sede dove è realizzato un isolamento davvero efficace.

3 CONTUMACIA . si attua invece per i soggetti sani ma sospetti

-

per aver avuto contatto con persone infette durante il periodo di contagiosità.

4 INCHIESTA EPIDEMIOLOGICA. Consiste nella raccolta di

-

tutte le informazioni utili a definire tempi cause e modalità di insorgenza di ogni

caso di malattia infettiva per risalire alla sorgente di infezione.

5 DISINFEZIONE E DISINFESTAZIONE. Cioè tutte le misure

-

profilattiche per distruggere i microrganismi patogeni (disinfezione) ed i micro

parassiti (disinfestazione).

In base ai tempi di intervento essa può essere:

continua: viene effettuata a letto del soggetto contagioso e su tutto ciò che viene a

contatto. 6

Periodica e terminale: sono indicate per le pratiche di disinfezione ambientale.

6 ACCERTAMENTO. Una volta sospettata una patologia infettiva

-

bisogna accertarla e diagnosticarla il più presto possibile attraverso esami strumentali

e laboratoriali.

PROFILASSI IMMUNITARIA DELLE MALATTIE INFETTIVE: VACCINI,

SIERI E IMMUNOGLOBINE, CALENDARI VACCINALI

VACCINI E VACCINOPROFILASSI

La vaccinoprofilassi è quella pratica sanitaria che ha lo scopo di prevenire

l’insorgenza delle malattie infettive favorendo le difese immunitarie attraverso la

somministrazione di vaccini.

I vaccini sono farmaci in grado di indurre il sistema immunitario a rispondere

attivamente.

IL SISTEMA IMMUNITARIO: la sua funzione è quella di proteggere l’organismo da

agenti estranei (patogeni- detti antigeni) creando anticorpi (immunoglobine).

Quando una sostanza estranea all’organismo (antigene) entra in contatto con il

sistema immunitario di un individuo, questo induce la formazione di anticorpi

specifici cioè diretti verso quel particolare antigene. Gli anticorpi sono proteine (le

immunoglobine Ig) che si dividono in diverse classi : IgA, IgD, IgE…

Già dalla nascita è presente una parte del sistema immunitario ma non possediamo

ancora tutti quegli elementi che servono per avere un sistema immunitario specifico.

Il sistema immunitario è formato dagli organi linfatici (come il midollo osseo) e i

leucociti (globuli bianchi). È nel midollo osseo che si formano i globuli bianchi e che

vengono trasportati dal sangue.

I leucociti di dividono in :

monociti / macrofagi/ neutrofili = distruggono gli agenti estranei

basofili / eosinofili che sono coinvolti nelle reazioni allergiche

linfociti = si dividono in linfociti B , linfociti T e linfociti natural killer.

Il sistema immunitario di barriera è rappresentato dalla CUTE che ci protegge e

dalla MUCOSE RESPIRATORIE che ci permettono di non ammalarci.

I vaccini sono preparati biologici di elevato potere antigenico, somministrati per

indurre uno stato di immunità attiva nei riguardi di determinati patogeni.

I vaccini oggi disponibili possono essere raggruppati in due grandi categorie:

1)VACCINI TRADIZIONALI che a loro volta si dividono in vaccini antimicrobici e

vaccini antitossici 7

2) VACCINI DI NUOVA GENERAZIONE che si dividono in : vaccini sintetici;

vaccini a Dna ricombinante e vaccini antidiotipo.

I requisiti fondamentali dei vaccini sono:

-IMMUNOGENICITA’ ossia la capacità di indurre una risposta immunitaria

adeguata quando opportunamente somministrato. Questa viene influenzata da alcuni

fattori quali età, sesso, alimentazione….

- EFFICACIA. È necessario distinguere tra efficacia del vaccino ed efficacia della

vaccinazione. Cmq la maggior parte dei vaccini oggi dimostra un’efficacia protettiva

superiore del 90%.

- INNOCUITA’ ossia l’incapacità di causare una malattia; ciononostante, dopo la

somministrazione di un vaccino, possono verificarsi reazioni indesiderate e

complicanze di vario grado e severità

Le CONTROINDICAZIONI

cioè le indicazioni a non vaccinare si distinguono in :

Controindicazioni VERE : la vaccinazione non va fatta in :presenza di febbre alta,

allergia ai componenti, gravi reazioni a precedenti vaccinazioni, malattia congenita

del sistema immunitario, terapia cortisonica, gravidanza.

Controindicazioni FALSE: si dice che non ci si può vaccinare quando si hanno:

alcune malattie minori come raffreddori, allergia, asma,….invece non è così.

VIE DI SOMMINISTRAZIONE:

i vaccini possono essere somministrati per via : - ORALE (molto pratica e gradita ai

pazienti) ; - INTRAMUSCOLARE (è la più utilizzata e molto spesso si effettuano più

vaccini contemporaneamente.

REAZIONI INDESIDERATE: non vanno confuse con le controindicazioni e

durano da 1 a 3 giorni. L’esito che ne consegue è favorevole; esse consistono quasi

sempre nella febbre che compare nelle prime 24 ore o nei primi 3 giorni. A volte

possono comparire reazioni allergiche.

I vaccini in genere vanno conservati in frigo altrimenti possono comportare una non

risposta o insufficiente.

MALATTIE A TRASMISSIONE AEREA.

L’INFLUENZA

È una malattia infettiva, acuta e altamente contagiosa a decorso generalmente

benigno che colpisce le vie respiratorie inferiori e superiori.

Può presentarsi in forma sporadica ma più spesso in forma epidemica o pandemica. 8

La malattia ha un periodo di incubazione breve di uno o 2 giorni e si manifesta con

rino-tracheo- bronchite febbrile associata a malessere, nausea, vomito, diarrea,. La

malattia si esaurisce in pochi giorni (media 6 giorni) lasciando uno stato di

spossatezza.

Il periodo di massima incidenza è quello invernale. La sorgenza di infezione è

l’uomo ammalato o il portatore sano, invece il serbatoio sono alcuni mammiferi

inferiori (volatili, suini, cavalli). La trasmissione avviene per contatto diretto o per

via aerea, con le goccioline di saliva infetta.

MENINGITI

È una malattia infettiva acuta e molto contagiosa causata dal meningococco.

La via di ingresso di questo virus è il naso-faringe e il periodo di incubazione è dai

2/10 giorni.

Il contagio è particolarmente favorito da situazioni particolari quali sovraffollamento

e scarsa igiene. Più colpito è il sesso maschile e la maggior parte dei casi si verifica

in bambini di età inferiore ai 5 anni. La notifica è obbligatoria anche per il solo

sospetto e va intrapreso entro le 24 ore l’isolamento ospedaliero.

La meningite è una malattia umana diffusa in tutto il mondo e in particolare nelle

zone a clima caldo e secco e con alta densità abitativa. La sintomatologia progressiva

si manifesta con febbre, cefalea, nausea, vomito, rigidità nucale e del dorso, delirio,

convulsioni.

La vaccinazione di massa non è consigliata per l’andamento per lo più sporadico.

MALATTIE ESANTEMATICHE.

Sulla pelle escono macchie o bolle e seguono un iter sempre uguale.

MORBILLO. È una malattia esantematica molto contagiosa tipica della specie

umana, lascia un’immunità permanente e colpisce soprattutto il bambino. Il periodo

di incubazione varia da 10 a 14 giorni e la malattia ha una fase invasiva caratterizzata

da febbre e dalla comparsa di macchie di Koplic; una fase eruttiva che va dal III al

IV giorno caratterizzata da abbassamento febbrile, comparsa dell’esantema

confluente (rosso vivo) e nuovo rialzo febbrile; e infine una fase esfoliativa che si

manifesta con impallidimento dell’esantema ed inzio della disquamazione.

Il contagio avviene direttamente per via aerea e il serbatoio di infezione è l’uomo. Il

morbillo può portare delle conseguenze nelle forme più gravi come la

broncopolmonite che specie nel primo anno di vita può risultare letale.

L’otite può portare danni all’udito; l’encefalite acute che attacca soprattutto i ragazzi

dopo i 14 anni.

La vaccinazione è consigliata intorno al 15 mese d’età insieme a quella anti-rosolia e

anti-parotite. 9

ROSOLIA. È una malattia infettiva e contagiosa. È molto pericolosa se trasmessa

dalla madre al nascituro nel primo trimestre di gravidanza, invece in età adulta non è

particolarmente pericolosa infatti generalmente è benigna e si manifesta con

un’eruzione rosea sulla faccia, sul collo, sul tronco.

Dopo un’incubazione di circa 15 giorni la malattia esordisce con sintomi quali mal di

testa, lacrimazione, naso che cola, vago malessere, tosse, starnuti, febbre che versoil

4 giorno può anche essere molto alta. La febbre comincia ad abbassarsi quando

compare l’esantema e a differenza del morbillo le macchioline sono più piccole e

non diventano quasi mai emorragiche.

MALATTIE A TRASMISSIONE FECALE

Appartengono a questo gruppo le malattie in cui il virus viene eliminato dal soggetto

infetto attraverso la via intestinale con le feci mentre la via di ingresso è

rappresentata dalla bocca.

La trasmissione avviene attraverso le mani contaminate non lavate bene e portate alla

bocca oppure attraverso liquidi e alimenti contagiati. Esse sono:

EPATITE A. è una malattia infettiva a diffusione fecale, acuta e contagiosa. Il virus

che la determina è molto resistente all’ambiente esterno e viene distrutto soltanto se

sottoposto alla temperatura di 60 gradi per un’ora e 100 gradi per 5 minuti.

La malattia è trasmessa attraverso il circuito fecale orale tramite veicoli contaminati

(acqua, frutti di mare, verdure crude) o vettori meccanici quali mosche. Il periodo di

incubazione dura in media circa un mese. La sintomatologia è costituita da febbre,

anoressia, nausea, vomito. Il vaccino è consigliato soprattutto in alcune regioni come

la Puglia e la Campania e molto spesso viene combinato insieme a quello per

l’epatite B.

POLIOMELITE. E’ detta anche malattia di Heine-Medin ed è una patologia

infettiva acuta e dalla sintomatologia varia che può manifestarsi con infezioni in

apparenti o gravi paralisi. Oggi la poliomelite si è molto contenuta grazie anche

all’introduzione del vaccino ed esistono tre tipi di virus.

In passato questa malattia era particolarmente diffusa nei paesi ad alto livello

igienico soprattutto nella forma paralitica, colpendo sia bambini che adulti.

La trasmissione avviene attraverso la via digestiva, per contatto diretto o per

consumo di latte non pastorizzato, verdure o altri alimenti contaminati da acque

fognarie.

La notifica della poliomelite è obbligatoria ma le forme non paralitiche sfuggono alla

diagnosi clinica. L’isolamento si esegue per 10 gg dai primi sintomi (in ospedale).

FEBBRE TIFOIDE.

E’ detta anche tifo addominale ed è una malattia infettiva e contagiosa causata dalla

salmonella typhi. È una malattia endemo- epidemico- ubiquitaria, a trasmissione 10

fecale/orale, diffusa soprattutto nei paesi a clima temperato dove le condizioni

igienico-ambientali sono depresse.

L’età più colpita è quella pediatrica ed è più esposto il sesso femminile.

È una malattia esclusivamente umana e l’unica sorgente di infezione è l’uomo malat,

convalescente e/o portatore cronico.

La malattia esordisce con febbre progressivamente crescente, malessere generale,

cefalea, lingua patinosa e arrossata ai margini. La notifica è obbligatoria a cui segue

l’isolamento in un locale , preferibilmente l’ospedale, protetto dalle mosche fin

quando non si hanno 3 colture negative (di feci e urine) eseguite a distanza di 24 ore

l’una dall’altra. Il vaccino andrebbe somministrato al personale addetto alla cura del

malato. (è sconsigliato ai bambini al di sotto dei 3 anni di vita e alle donne incinte).

MALATTIE A TRASMISSIONE EMATICA

Dette anche “Virosi ematogene” sono quelle infezioni che si trasmettono da uomo

ad uomo prevalentemente con il sangue, gli emoderivati e alcuni fluidi corporei sia

per contatto diretto sia mediante veicoli quali aghi, strumenti medicali, un’altra

modalità è anche quella verticale attraverso la placenta o il latte materno.

Esse sono:

EPATITE B.

È una malattia infettiva abbastanza contagiosa esclusivamente umana. L’uomo il

serbatoio ed è anche l’unica fonte di infezione. Il virus HBV è molto resistente

all’ambiente esterno dove può persistere fino a 6 mesi. Il virus è presente nel sangue,

nel fegato, nei liquidi organici, saliva, liquido seminale, secrezioni cervice-vaginale,

può portare al cancro al fegato o alla cirrosi epatica.

La sintomatologia dell’epatite B è molto simile a quella dell’epatite A. le principai

differenze sono costituite da un esordio più subdolo senza innalzamento della

temperatura e da un quadro clinico più severo con ittero (quando presente) di

maggiore intensità e durata.

La vaccinazione per l’epatite B è stata resa obbligatoria in Italia con la legge 165/91

per tutti i nuovi nati e per i ragazzi al 12 anno di vita.

EPATITE DELTA.

L’epatite è causata dal virus delta (HDV) capace di riprodursi solo in presenza del

virus B (HBV) .

Quindi l’infezione può verificarsi solo quando :

- contemporaneamente all’infezione dell’epatite B (coinfezione);

- successivamente all’infezione dell’epatite B (superinfezione)

instaurando una doppia infezione tendente alla cronicizzazione.

Nei Paesi industrializzati tale infezione colpisce spesso i tossicodipendenti, gli

emofilici cioè tutti coloro che sono a stretto contatto con il sangue.

Le misure di prevenzione sono identiche a quelle dell’epatite B. 11

EPATITE C.

È molto simile all’epatite B ma se ne differenzia per il quadro clinico severo e per la

sua evoluzione verso la cronicizzazione.

Non sono disponibili ne sieri ne vaccini contro l’epatite C.

AIDS.

Detta anche SINDROME DA IMMUNODEFICIENZA ACQUISITA, è una

patologia che colpisce prevalentemente giovani adulti e bambini. L’infezione da HIV

si traduce in una serie di alterazioni a carico di tutte le cellule del sistema immune

con una profonda immunodepressione globale.

Il virus HIV fu scoperto nei primi anni 80.

Il contagio avviene attraverso il sangue, lo sperma, le secrezioni cervicali, e non tutti

i liquidi biologici come ad esempio la saliva.

Il virus non è molto resistente all’ambiente esterno infatti può resistere solo poche

ore al di fuori dell’organismo. L’infezione può essere divisa in tre diverse fasi:

1)l’infezione primaria: questa fase è molto simile ad altre infezioni virali acute ed è

caratterizzata da un periodo di incubazione di 3/6 settimane.

2)la fase di latenza clinica (periodi di sieropositività) che può durare un certo

numero di anni , da 3 ad oltre 15.

3)la fase terminale: la malattia è ormai conclamata con la sindrome da

immunodeficienza acquisita.

Norme di prevenzione:

- non fare uso di droghe

- evitare i rapporti sessuali occasionale

- in tal caso adoperare sempre il rpofliattico

- evitare la promiscuità

- evitare di scambiare e riutilizzare siringhe.

Norme per i soggetti a rischio (tossicodipendenti, omosessuali, emofilici, ):

-sottoporsi periodicamente ad esami clinici e di laboratorio;

-ridurre od interrompere l’uso di droghe

-evitare rapporti sessuali occasionali

-usare il profilattico

-evitare l’uso comune di siringhe

MALATTIE A PATOGENESI TOSSINFETTIVA

DIFTERITE

È una malattia infettiva, acuta e contagiosa provocata da un bacillo aerobico, è una

malattia antica caratteristica dei mesi invernali che fino all’inizio del secolo scorso

rappresentava una delle più frequenti cause di mortalità infantile.

In Italia nel 1940 è stata resa obbligatoria la vaccinazione per tutti i nuovi nati. 12

La trasmissione può avvenire in maniera diretta o indiretta in quest’ultimo caso è

mediata da oggetti d’uso quali giocattoli, fazzoletti, alimenti; il periodo di

incubazione varia dai 2 ai 7 giorni e l’esordio è subdolo con febbre poco elevata,

cefalea, talora vomito o modico dolore di gola. Infatti la malattia si manifesta con

un’azione locale in sede orofaringea caratterizzata da infiammazioni.

La notifica della difterite è obbligatoria ed è consigliato l’isolamento ospedaliero del

malato per meglio gestire le complicanze.

Una volta terminata la malattia, l’ambiente va disinfestato in quanto il germe che la

determina è tenace e può sopravvivere all’essiccamento anche per diverse settimane.

La vaccinazione è obbligatoria in Italia e la prima somministrazione viene effettuata

insieme a quella antitetanica al terzo mese di vita; la seconda somministrazione viene

effettuata dopo 6/8 settimane e infine l’ultima tra il 10/11 mese di vita.

TETANO

È una malattia acuta infettiva e non contagiosa determinata dalla accidentale

penetrazione nell’organismo, di solito attraverso una ferita, di un bacillo in grado di

elaborare una potente tossina.

È una malattia molto diffusa nei paesi ad economia agricola e nelle aree

sottosviluppate e nelle zone tropicali a clima caldo umido. Invece nei paesi

industrializzati la malattia è rara. In Italia nel 1963 è stata resa obbligatoria la

vaccinazione per tutti i nuovi nati.

Esistono due forme di malattia: il tetano generalizzato e la forma localizzata.

La sintomatologia è caratterizzata da contratture di alcuni gruppi muscolari e può

portare anche alla morte.

Dal 1968n la vaccinazione è obbligatoria per tutti i nuovi nati e viene associata a

quella difterica a partire dal 3 mese di vita.

IGIENE DELL’ARIA-

L’ARIA è una materia prima fondamentale per l’uomo e per il mondo vegetale e

animale. Essa è costituita da un miscuglio di gas, particelle solide e liquide il cui

insieme rappresenta l’atmosfera ossia quell’involucro gassoso che circonda la Terra.

La composizione dell’atmosfera si modifica man mano che cresce la distanza dalla

Terra, infatti secondo l’altitudine essa si suddivide in 6 strati:

1)troposfera

2)stratosfera

3)ozonosfera

4)mesosfera

5)xerosfera

6)esosfera

I principali gas riscontrabili nell’aria sono: 13

-OSSIGENO (21%). È un gas fondamentale per l’uomo in quanto partecipa

attivamente al fenomeno della respirazione e interviene nei fenomeni vitali in quasi

tutte le cellule.

- AZOTO (78%) Viene assorbito direttamente solo da alcune piante e diffonde

passivamente con al respirazione.

ANIDRIDE CARBONICA (0,03%) è il prodotto catabolico della

-

respirazione degli esseri viventi, inoltre è prodotta dalle esalazioni gassose dei

vulcani. Essa viene assorbita dai vegetali che la utilizzano nella fotosintesi

clorofilliana. Questo gas contribuisce a trattenere il calore irradiato dalla Terra nello

spazio, regolando in questo modo la temperatura dell’aria.

( molti gas ma soprattutto l’anidride carbonica formano una sorta di cappa che

impedisce al calore emanato dalla Terra di espandersi nell’atmosfera. Ecco perché si

parla di effetto serra: in questo modo la temperatura della Terra sale con

conseguenze terribili come lo scioglimento dei ghiacciai e conseguente aumento

temperatura.) ARGON (0,94%). È un gas inerte che non partecipa allo scambio

-

gassoso della respirazione umana.

PROPRIETA’ FISICHE DELL’ARIA sono:

temperatura: essa risente di diversi fattori quali l’altitudine infatti la temperatura

diminuisce con l’altezza; la longitudine (la maggiore incidenza dei raggi solari fa

aumentare la temperatura ad es. all’Equatore); l’alternarsi delle stagioni; la diseguale

distribuzione delle terre e delle acque.

La temperatura media dell’aria è di 15° con valori estremi di – 70° al Polo Nord e

26/28° all’Equatore.

La principali manifestazioni patologiche dell’uomo che si verificano per

l’esposizione al alte temperature sono:

il colpo di calore, il colpo di sole, l’astenia da calore, i crampi da calore.

Invece le principali manifestazioni patologiche che si verificano per l’esposizione a

basse temperature sono: l’assideramento, il congelamento.

PRESSIONE ATMOSFERICA

È determinata dal peso dell’aria che circonda la Terra ed è inversamente

proporzionale all’altitudine. Le manifestazioni morbose che si manifestano

nell’organismo umano dopo esposizioni a pressioni differenti da quella atmosferica

sono definite BAROPATIE e si distinguono a loro volta in :

- IPERBAROPATIE che insorgono a pressione superiore a quella

atmosferica ad es. nell’immersione subacquea in apnea.

- IPOBAROPATIE che insorgono dopo esposizioni dell’organismo

umano a basse pressioni atmosferiche (mal di montagna). 14

UMIDITA’

Nell’aria è rappresentato dal vapore acqueo presente nell’aria stessa.

LUMINOSITA’

Viene determinata dalle radiazioni solari dirette o diffuse dal cielo; la luce solare è

molto importante per gli organismi viventi in quanto determina la formazione della

vitamina D che interviene nel metabolismo del calcio e la cui carenza è causata dal

rachitismo. Invece l’eccessiva esposizione alla luce solare può causare eritema solare

e congiuntiviti.

INQUINAMENTO ATMOSFERICO

Nella società moderna uno dei maggiori problemi è l’inquinamento dell’aria e l’aria

è inquinata se c’e contaminazione di qualche altro elemento oppure se quelle

normalmente presenti sono superiori ai valori normali. Gli elementi in più nell’aria

sono sostanze inquinanti che danneggiano l’apparato respiratorio.

Le sostanze inquinanti sono gas e particelle ; le particelle al di sotto dei 5 microm

sono respirabili e sono quindi le più pericolose.

I gas sono ossidi di – zolfo, - carbonio (è il più pericoloso perché si lega

all’emoglobina), - azoto 8 che è quello dell’automobile.

Le fonti di inquinamento sono soprattutto le industrie anche se oggi non sono più

pericolose come una volta; c’e poi l’inquinamento atmosferico anche questo in

diminuzione; quello in aumento invece è quello dovuto al traffico che si potrebbe

eliminare con l’utilizzo dell’idrogeno e dell’energia nucleare.

SMOG

Ci sono due tipi di smog:

- SMOG RIDUCENTE

- SMOG OSSIDANTE

LO SMOG RIDUCENTE (es a Londra). Si ha un addensamento di acqua su di una

superficie fredda, con le nuvole il sole non riesce a passare, l’aria non circola e si ha

un addensamento di polveri e fumo.

LO SMOG OSSIDANTE (es. napoli o Los Angeles). In questo caso non c’e nebbia

ma c’e un forte traffico quindi temperature molto elevate. Forte presenza nell’aria di

ossidi di azoto e carbonio.

IGIENE DEGLI AMBIENTI CONFINANTI

(aria INDOOR)

MICROCLIMA.

Ambiente chiuso con molte persone, si ha meno ossigeno e più anidride carbonica

dunque un aumento della temperatura con perdita del benessere delle persone che

sono presenti.

I fattori fisici che caratterizzano il microclima di un ambiente confinante sono: 15

TEMPERATURA. I valori ottimali della temperatura dell’aria indoor sono in

relazione al sesso, all’età, allo stato di salute dell’individuo che vi abita o vi lavora;

comunque è consigliabile che si mantenga intorno ai 23/25° in inverno e siano

inferiori di qualche grado durante l’estate. La temperatura indoor dovrebbe risentire

il meno possibile delle variazioni termiche esterne.

Inoltre il calore del sole giunge sulla Terra senza bisogno di alcun mezzo (es. l’aria)

e rappresenta il calore radiante che si affianca alla temperatura dell’aria .

IRRAGGIAMENTO

il calore radiante subisce fenomeni di riflessione e di assorbimento con intensità

variabile a seconda delle caratteristiche dei corpi che ne sono investiti (pareti,

persone, pavimenti, macchinari….).

UMIDITA’

Ha una grande importanza per il benessere fisico di una persona infatti se è elevata

può favorire l’insorgenza di alcune malattie infettive e non. Il valore ottimale

dell’umidità in un ambiente varia dal 30 al 60% ed è influenzata da quante persone

vivono in un ambiente, dall’umidità delle pareti, …

VENTILAZIONE. È fondamentale in quanto un corpo caldo (es. il corpo umano) si

raffredda tanto più rapidamente quanto maggiore è la velocità del flusso d’aria da cui

viene investito. Infatti condizioni di umidità e temperature difficili da sopportare

vengono più facilmente tollerate con una adeguata ventilazione (ricambio d’aria).

VIZIATURA DELL’ARIA INDOOR

In un ambiente chiuso, con scarso o nullo movimento dell’aria, il tasso di umidità e

la temperatura vanno aumentando fino a determinare malessere e disturbi tipici del

colpo di calore. La viziatura dell’aria aumenta proporzionalmente al contenuto di

anidride carbonica e quindi per garantire il benessere degli individui è necessaria

un’adeguata ventilazione dell’ambiente.

IGIENE DELL’ACQUA

L’acqua non è disponibile per l’uomo in quantità illimitata e quella dolce è un

elemento indispensabile per la sua sopravvivenza. Basti pensare che il fabbisogno

giornaliero è di circa due litri!

L’acqua viene utilizzata per diversi usi: l’igiene personale, le attività lavorative,

agricole e industriali. 16

CICLO DELL’ACQUA. L’acqua non si mantiene sempre allo stato liquido ma

attraversa diverse fasi sotto l’azione dei raggi solari. L’acqua dei mari, dei fiumi,

evapora per azione dei raggi solari; a contatto con gli strati più freddi dell’atmosfera

ricade al suolo condensandosi in pioggia, grandine, neve, ; l’acqua ricaduta al suolo

può essere assorbita dai fiumi, mari oppure viene assorbita dal terreno. Ecco che nel

sottosuolo possono formarsi delle falde acquifere.

L’APPROVIGIONAMENTO IDRICO per i fabbisogni dell’uomo viene effettuato

utilizzando: le acque piovane che vengono raccolte nei centri rurali in cisterne

-

scavate nel sottosuolo; non è potabile perché contaminata e povera di Sali.

- Le acque telluriche sono acque piovane che, penetrate nelle rocce e

nei terreni si sono arricchite di Sali minerali.

- Le acque superficiali sono rappresentate dalle acque dei fiumi, dei

laghi, e dei bacini artificiali.

POTABILITA’

L’acqua per essere potabile deve avere una composizione chimica tale da poter

essere tollerata dall’organismo umano e non deve contenere impurità nocive per la

salute. L’acqua deve essere limpida, incolore, insapore. Qualora non presenti tali

requisiti deve essere sottoposta a processi di correzione. Un’altra caratteristica

dell’acqua è rappresentata dalla durezza totale che dipende dalla concentrazione di

sali in essa disciolti. La durezza può essere:

-temporanea. Quando i Sali (calcio e magnesio) scompaiono con l’ebollizione.

- permanenti (cloruri, solfati….)

Un alto valore della durezza indica che l’uso dell’acqua deve essere controindicato.

Invece le sostanze tossiche sono costituite da : l’argento, l’arsenico, cianuri, mercurio

e piombo che possono essere letali per l’uomo.

RIFIUTI

Per rifiuto si intende qualsiasi sostanza o oggetto di cui il detentore si disfi o abbia

l’obbligo di disfarsi. Lo smaltimento dei rifiuti sia solidi che liquidi consiste in un

processo di raccolta , cernita, trasporto e trattamento.

IGIENE DEGLI ALIMENTI

Gli alimenti sono delle fonti di energia; questa viene calcolata in riferimento alle kcal

che producono gli alimenti.

L’uomo mangiando introduce sostanze organiche: proteine, lipidi, glucidi, oltre a

Sali minerali, vitamine….

GLI ALIMENTI

Possono essere di origine vegetale o animale e due sono gli aspetti più importanti

degli alimenti e della loro conservazione: 17

deperibilità: l’alimento è attaccato dai germi ma questi non possono arrecare danno

agli uomini. Quindi la deperibilità degli alimenti non è patogena.

Salubrità: l’alimento è contaminato da germi patogeni. L’alimento diventa il veicolo

per trasmettere la malattia. Lo scopo quindi della conservazione è quello di rendere

l’alimento quanto meno deperibile e così anche non pericoloso.

Conservare un alimento significa preservarlo dalle possibili contaminazioni dalla

produzione al momento del consumo.

Inoltre in base alla velocità con la quale gli alimenti vanno incontro ad alterazioni,

possono essere così distinti:

- poco deperibili ad esempio i cereali

- deperibili ad esempio i vegetali e la carne

- molto deperibili ad es. latte e derivati.

La conservazione degli alimenti può avvenire con mezzi fisici, chimici e biologici

che agiscono in modo tale da prevenire le contaminazioni microbiche.

MEZZI FISICI

Sono basati sulla variazione della temperatura

L’impiego delle alte temperature viene utilizzato nei processi di:

sterilizzazione : la conservazione è possibile per tempi lunghi

- pastorizzazione: la conservazione è più breve; è una pratica di

-

disinfezione (mira alla distruzione dei soli patogeni) e viene usata principalmente per

il risanamento del latte e dei succhi di frutta.

Invece l’impiego delle basse temperature viene usato nei processi di :

refrigerazione: si ottiene utilizzando una temperatura intorno allo 0°

-

oppure pochi gradi al di sopra (+4°) come nei frigoriferi domestici; la conservazione

ha un periodo limitato, da pochi giorni ad alcune settimane.

Congelamento: è il metodo di conservazione che solidifica l’acqua

-

presente negli alimenti cosi i germi non si moltiplicano perché per farlo ne hanno

bisogno. Utilizza temperature più basse tra – 15° e – 25° per garantire una più lunga

conservazione degli alimenti.

Surgelamento: avviene a - 45° e quindi è possibile solo a livello

-

industriale.

Ne il surgelamento ne il congelamento assicurano la distruzione di tutti i

microrganismi, altre tecniche più efficaci sono quelle che si basano sul metodo

dell’essiccamento: i germi hanno bisogno di una certa quantità di umidità per

svilupparsi quindi se si disidrata un alimento si determina la morte dei

microrganismi. MEZZI CHIMICI 18

Più utilizzati per la conservazione degli alimenti , essi sono rappresentati

dall’aggiunta di sale, zucchero, olio, aceto, affumicatura e additivi.

- il SALE inibisce lo sviluppo microbico sia perché abbassa l’attività

dell’acqua, sia perché esercita un’azione antisettica. Il sale può essere impiegato

come tale o diluito nell’acqua (in salamoia).

- Lo zucchero è una sostanza igroscopica cioè agisce abbassando

l’attività dell’acqua e viene adoperato per la conservazione della frutta.

- L’olio: mettendo i cibi sott’olio, si realizza un ambiente privo di

ossigeno e quindi inadatto alla crescita dei microbi.

MEZZI BIOLOGICI

Alcuni cibi vengono conservati mediante fermentazione con la quale si ha la

formazione (ad opera di alcuni microrganismi) di alcool e di acidi organici che

inibiscono lo sviluppo di germi esempio: mosto d’uva.

Con la conservazione degli alimenti si può andare incontro a dei problemi come la

tossinfezione alimentare (quando non viene fatta per bene la conservazione); le più

importanti sono :

STRAFILOCOCCO = LATTE, CREME, (nausea, mal di pancia)

SALMONELLA = uova, frutti di mare crudi (febbre)

BOTULISMO = spore che resistono anche ad alte temperature

Le tossinfezioni alimentari sono sindromi causate dall’introduzione di cibi contenenti

quantità sufficienti di germi patogeni, tossine, o sostanza tossiche.

INTOSSICAZIONE STRAFILOCOCCICA = la tossina strafilococcica è un

potente veleno inodore e incolore, molto resistente alle alte temperature; gli alimenti

in cui è presente sono il latte, le creme, i gelati, i formaggi, gli insaccati e lo

scatolame: sono il terreno ideale per lo strafilococco.

Provoca vomito e per evitare la contaminazione dei cibi occorre eseguire alcune

norme di conservazione e di igiene degli alimenti.

SALMONELLOSI = le salmonelle sono batteri che possono causare nell’uomo

infezioni gastroenteriche (diarrea, dolori addominali, febbre) fino a determinare la

febbre tifoide o paratifoide.

Le salmonelle sono ospiti frequenti di molti mammiferi, uccelli, rettili e sono

eliminate con le feci.

Gli animali possono contaminare l’uomo direttamente oppure attraverso gli alimenti

o con l’ambiente. 19

La trasmissione più frequentemente avviene mediante la catena alimentare con il

consumo di acqua e di prodotti di origine animale o vegetale (specialmente i gusci

delle uova).

Altri fattori che possono determinare la malattia sono :

cottura inadeguata

conservazione dei cibi a caldo in modo da sviluppare i microbi

norme igieniche non adeguate

BOTULISMO = è la più terribile intossicazione alimentare essendo mortale nella

maggior parte dei casi ed è causato da una tossina molto velenosa, inodore, incolore

ed insapore. Esistono tre forme di botulismo:

- botulismo alimentare. Quando la tossina viene ingerita con i cibi

contaminati (è la più frequente)

- botulismo infantile. insorge quando la tossina viene prodotta

nell’intestino dopo l’ingestione di spore e si manifesta nei bambini di età inferiore a

sei mesi a causa del peculiare habitat intestinale e il miele sembra essere un veicolo

abbastanza frequente.

- Botulismo da ferita. Insorge con la penetrazione di spore attraverso

lesioni cutanee come nel caso del tetano ed è la forma più rara.

La forma varia da una forma molto lieve che non richiede l’intervento del medico

fino ad arrivare ad una molto grave che può portare alla morte in 24 h. i cibi

maggiormente coinvolti sono le salsicce ed altri insaccati, le conserve alimentari

soprattutto di produzione artigianale (es. quelle fatte in casa).

Per prevenire quello alimentare occorre osservare le norme per una corretta

preparazione e conservazione degli alimenti. 20

DEFINIZIONE DI IGIENE: è la scienza della salute intesa non come recupero ma

come prevenzione, come tutela, come promozione della salute.

Il termine deriva dal nome Igea che nell’antica Grecia era la dea della salute, la sua

sacerdotessa era Panacea, colei che tutto guarisce, e il marito era Esculapio dio della

medicina.

OBIETTIVI: il suo obiettivo primario è che ogni individuo nasca sano e mantenga

sano e inalterato lo stato di salute.

CONCETTO DI SALUTE GLOBALE: abbiamo la definizione dell’OMS, (che è

l’agenzia per la salute dell’ONU, fondata il 7 aprile 1948 e con sede a Ginevra), che

definisce la salute come uno “stato di completo benessere fisico , psichico e sociale”.

Naturalmente essa è una definizione ambiziosa, perché completo benessere è

estremamente difficile da raggiungere, anzi spesso impossibile per cui, il concetto di

salute è stato ridimensionato e oggi è rappresentato dalla “integrità fisica e psichica”,

cioè una persona è in salute quando è integra.

La definizione data dall’OMS,in effetti riguardala con la salute ideale, mentre la

seconda definizione riguarda la salute reale.

SALUTE REALE: assenza di malattia.

SALUTE APPARENTE: il soggetto pensa di essere sano in realtà non lo è per la

presenza di una malattia, per esempio come quelle cronico degenerative che talvolta

si manifestano solo in seguito a lunghi periodi di latenza, cioè quando una malattia e

silente e non manifesta immediatamente i suoi sintomi.

PREVENZIONE: è rappresentata da quell’insieme di attività, interventi e opere

messe in atto con il fine prioritario di promuovere conservare lo stato di benessere ed

evitare l’insorgenza di malattie Ci sono tre livelli di prevenzione.

è la vera prevenzione. Il medico, ha un ruolo indiretto, infatti riguarda perlopiù

1. chi fa le leggi. In pratica rappresenta quell’insieme di attività, di interventi che

attraverso il potenziamento di fattori utili alla salute e l’allontanamento o la

correzione dei fattori causali delle malattie tendono al conseguimento dello stato di

salute del singolo e della collettività. All’interno della prevenzione primaria si

distinguono due tipi di attività: prevenzione e immunitaria (vaccini) e educazione

sanitaria (stili di vita consoli è non).

la prevenzione secondaria ha per oggetto soggetti già ammalati, anche se in

2. uno stato iniziale e soggetti in condizione di salute apparente. Mediante la diagnosi

precoce di malattie o sindromi in fase iniziale mira ad ottenere la guarigione delle

malattie stesse o comunque limitarne la progressione. Lo screening, permette di

identificare in modo precoce gli individui apparentemente sani ma che in realtà sono

portatori di malattia. 1


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Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Igiene ed educazione sanitaria. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Definizione, contenuti ed obiettivi dell’Igiene: concetto di salute globale; livelli di prevenzione; educazione alla salute, L’epidemiologia come strumento di studio delle malattie infettive e cronico-degenerative: le metodologie epidemiologiche; agenti patogeni e fattori di rischio, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene ed educazione sanitaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Marinelli Paolo.

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