2.1.2) L'ACQUA
Tutte le acque naturali possono essere usate per l'impasto, sono escluse le acque degli scarichi civili ed industriali e quelle che influiscono negativamen- te sull'indurimento del calcestruzzo perché contengono zuccheri, oli e grassi; è inoltre necessario che i solfati non superino l'1% in concentrazione SO2 e mantenere una concentrazione di cloruri, non deve superare lo 0.05÷1%.
L'acqua di mare, pur non essendo consigliabile perché le resistenze del calcestruzzo si riducono di almeno il 15% e perché può esercitare azioni corrosive sulle armature, può essere usata per conglomerati comuni. Non è invece ammessa per impasti confe- zionati con cemento alluminoso e per il getto di opere in cemento armato precompresso. Per le acque torbide è ammesso un limite di tor- bidità di 2 g/l. (residuo all'evaporazione).
La quantità di acqua di impasto deve essere la minima compatibile con la lavorabilità del getto, perché, diminuendo la quantità di acqua si migliora, a parità delle altre condi- zioni, la qualità del calcestruzzo.
Comunque la dosatura in acqua degli beti è sem- pre maggiore di quella occorrente alla rea- zione chimica col cemento (rapporto acqua- cemento ≅ 0,27) perché è necessario che essa avvolga la superficie di tutti i grani degli inerti e che fornisca all'impasto la scorrevolezza neces- saria alla lavorabilità. Nel fissare la dosatura dell'acqua bisogni
2:1:2) L'ACQUA
Tutte le acque naturali possono essere usate per l'impasto. Sono escluse le acque degli scarichi civili ed industriali e quelle che influiscono negativamente sull'indurimento del calcestruzzo perché contengono zuccheri, oli e grassi. È inoltre necessario che i solfati non superino il 4% in concentrazione SO4, mentre la concentrazione del cloruri, non deve superare lo 0,05-1%. L'acqua di mare, pur non essendo consigliabile perché le resistenze del calcestruzzo si riducono di circa il 15% e perché può esercitare azioni corrosive sulle (e armature), può essere usata per conglomerati comuni e non è invece ammessa per impasti confezionati con cemento alluminoso e per le getto di opere in cemento armato precompresso. Per le acque torbide è ammesso un limite di torbidità di 2 g/l (residuo all'evaporazione).
La quantità di acqua di impasto deve essere la minima compatibile con la lavorabilità del getto, perché, diminuendo la quantitativo di acqua si migliora, a parità delle altre condizioni, la qualità del calcestruzzo. Comunque la dosatura in acqua dei getti è sempre maggiore di quella occorrente alla reazione chimica col cemento (rapporto acqua-cemento ≃ 0,27) perché è necessario che essa avvolga la superficie di tutti i grani degli inerti e che fornisca all'impasto la scorrevolezza necessaria alla lavorabilità. Nel fissare la dosatura dell'acqua bisogna...
- Tener conto che il grado di umidità degli inerti, varia -
- bile con le condizioni atmosferiche, può portare -
- ad errori maggiori del 60 %.
La quantità di acqua deve essere determinata anche -
(in base al tipo di cassettaforma perché, mentre quelle -
metalliche trattengono quasi tutta l'acqua, quelle -
in legno ne assorbono e ne lasciano sfuggire una -
parte, -
Bisogna poi tener presente che può essere preferibile -
una minore resistenza per un modesto eccesso di -
acqua piuttosto che per mancanza di acqua ne- -
cessaria per la presa. Un impasto troppo asciutto -
oltre a rendere poco lavorabile il getto, può creare, -
quando l'armatura è fitta, delle insidiose cavità -
interne non visibili in superficie.
La resistenza del calcestruzzo presenta un massimo
quando l'impasto assume la consistenza della "terra umida".
Nella fig. 2.5 è rappresentato un possibile anda-
mento della rela-
ziona tra la re-
sistenza ed il rap-
porto acqua/cemento.
Col crescere della
percentuale di acqua
diminuisce anche la
resistenza a trazio-
ne ed aumenta
L'azione del ritiro. Sulla dosatura di acqua
influendo altri elementi, un alto tenore di sabbia
e l'uso di inerti porosi o spugnosi richiedono una mag-
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2.1.3) IL CEMENTO
Il legante è costituito da vari tipi di cemento a lenta presa e essi, a seconda della loro composizione, sono così distinti:
- a) PORTLAND (idraulico normale). È ottenuto macinando finemente il materiale (clinker) derivato dalla cottura di marne naturali o di miscele di calcare ed argilla.
- b) POZZOLANICO è una miscela ottenuta dalla macinazione di clinker portland e di pozzolana (tufo vulcanico).
- c) D'ALTO FORNO è una miscela ottenuta dalla macinazione di clinker portland e di loppe basiche d'alto forno.
- d) ALLUMINOSEO o FUSO (a lenta presa e rapido indurimento). È ottenuto con un'impiegazione di clinker costituito da alluminati idraulici di calcio. I materiali greggi impiegati sono le gialle e la bauxite rossa che, opportunamente mescolati, sono fusi in forno.
I primi tre tipi di cemento si suddividono a loro volta in normali e ad alta resistenza; i secondi sono ottenuti con una scelta più accurata delle miscele, con un cemento a temperatura più elevata e con una maggiore finezza di macinazione.
Le norme impongono le seguenti resistenze minime su
malta normale:
Tipi di cemento Tempi di stagionatura in giorni 1 3 7 28 Resistenza in kg/cm2 Normale 40 60 Flessione 175 325 Compressione Ad alta resistenza 40 60 70 Flessione 175 325 425 Compressione Ad alta resist e rapido indur. 40 60 80 Flessione 175 325 525 CompressioneLe "caratteristiche tecniche ed i requisiti dei leganti
idraulici" sono fissati dalla legge 26.5.65 n. 595;
i "requisiti di accettazione e le modalità di prova
dei cementi" sono stabiliti da L. M. 3.6.68.
Quest'ultimo indica, in particolare le prove fisiche (finezza
di macinazione, indeformabilità, espansione in autoclave,
tempo di presa, flessione e compressione) e chimiche
(perdita al fuoco, residuo insolubile, Si2, MgO ecc) per accertare l'identità dei cementi.
I provini, per determinare "le resistenze a flessione
ed a compressione devono essere confezionati, secondo
le norme suddette, con malta normale formata con
una parte di cemento, tre parti di sabbia di Torre
del Lago e mezza parte di acqua; i provini sono
prismatici di dimensioni 40 x 40 x 160 mm.
La presa non deve iniziare prima di 95' (45' per il c.l.m.e.p.u.) e non deve finire -
minare dopo 12 ore (10 ore per il c.m. fuso), l'inizio e la durata della presa
sono determinati facendo affondare, nella pasta nor-
male, ad intervalli di tempo prefissati, l'ago di vicat.
Durante la presa, si verifica un aumento di temperatu-
ra (2° - 4° per i clementi normali e 35° - 20° per quello
alluminiso).
Le basse temperature ed il gelo ritardano la presa.
Durante la presa non si verifica variazioni di volume;
terminata la presa inizia l'indurimento che, dopo 28
giorni di stagionatura, ragiunge circa l'80% del valore
finale; è accompagnato, se la stagionatura non
avviene in acqua, da una diminuzione di volume (ritiro).
Il ritiro è influenzato dal tipo di cemento, dall'umidità
relativa dell'aria, dalla quantità di acqua d'impasto e dallo
spessore del getto.
La scelta del tipo di cemento deve essere fatta in relazione
al tipo di lavoro; il cemento portland è adatto per
opere non soggette ad azioni chimiche o poste in ambienti
non corrosivi (fumi, vapori dannosi); in caso contrario
sarà opportuno l'impiego di cemento a posto forno di-
quello alluminoso. Per le operas marittime è par-
ticolamente indicato il cemento pozzolanico.
I cementi ad alta resistenza dovranno essere usati, per
le loro buone resistenze iniziali, quando sia richiesto
un rapido disarmo. Il cemento alluminoso (il cui
prezzo è più elevato) sarà usato per getti da eseguire,
sia con temperature minori di zero gradi.
Esistono altri tipi di leganti (cementi a rapida presa,
alluminati cementizi, calci idrauliche ecc); essi
però non possono essere usati per i opere in c.a.
2:1.4) Dosatura del cemento
La dosatura del cemento è normalmente compresa fra 250 e 450 Kg di cemento per m3 di getto. Le alte dosature (400÷500 kg/m3) sono richieste per strutture molto sollecitate o quando particolari condizioni di posa in opera (ad es. strutture sottili e molto armate) impongono un elevato tenore di aggua. In circostanze normali, quando soprattutto venga eseguito un accurato controllo granulometrico sugli inerti, la dosatura può scendere al valore minimo di 250 kg/m3; il corretto studio della granulometria consente infatti un risparmio di cemento poiché questo deve riempire i vuoti degli inerti, mentre quelli degli stessi in assenza delle cavità sono a loro volta riempiti dalla malta (cemento e sabbia). Dosature minori di 250 kg/m3 possono essere accettate solo per getti non armati di strutture poco sollecitate perché altrimenti la compattezza del calcestruzzo sarebbe insufficiente ad assicurare la protezione dalla corrosione delle l'armature di acciaio. La determinazione della quantità di cemento deve essere fatta in relazione al tipo di getto; una dosatura troppo magra riduce la resistenza del calcestruzzo, mentre un tenore troppo alto di cemento causa maggiori contrazioni di ritiro. Inoltre, l'aumento della dosatura del cemento non è sufficiente, per sé stesso, senza riguardo agli altri fattori (acqua, granulometria e qualità degli inerti ecc.) ad aumentare
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I materiali - I componenti del calcestruzzo
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I componenti del calcestruzzo e i materiali inerti
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Strumentale I
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Sangue e i suoi componenti