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Herpes Simplex

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Esame di malattie infettive docente Prof. R. Cauda

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Diagnosi.

La diagnosi clinica può essere accurata quando sono presenti le caratteristiche lesioni cutanee multiple di tipo vescicolare su base

eritematosa. Tuttavia spesso le ulcerazioni erpetiche possono simulare clinicamente lesioni cutanee ulcerative di altra eziologia. Per

questo sono necessari gli esami di laboratorio per confermare la diagnosi e guidare la terapia.

L'infezione da HSV viene confermata in laboratorio mediante l'isolamento del virus, dell'antigene virale o del DNA virale nel materiale

di raschiamento delle lesioni. L'identificazione di HSV-DNA mediante PCR è la tecnica di laboratorio più sensibile. La sensibilità di

tutti i metodi di identificazione dipende dallo stadio della lesione esaminata, dal fatto che il paziente presenti un'infezione primaria

piuttosto che ricorrente, e dal fatto che sia un soggetto immunocompetente o immunodepresso. La conferma di laboratorio permette

anche il riconoscimento del sottotipo del virus. VARICELLA-ZOSTER.

Il virus varicella-zoster (VZV) è causa di due quadri clinici diversi: la varicella e l'herpes zoster. La varicella, infezione ubiquitaria

estremamente contagiosa, è solitamente una malattia benigna dell'infanzia, caratterizzata da un esantema eritemato-vescicoloso. Nel

caso di riattivazione del VZV latente, che si verifica con maggiore frequenza dopo i 60 anni, la malattia si presenta con un esantema

vescicoloso a distribuzione dermatomerica, solitamente associato a intenso dolore.

Epidemiologia.

Varicella.

L'uomo rappresenta l'unico serbatoio conosciuto del VZV. È una malattia altamente contagiosa, con una percentuale di infezione del

90% fra i soggetti suscettibili o sieronegativi. La malattia colpisce in egual modo ambedue i sessi e tutte le razze. Il virus è endemico

nella popolazione generale; diviene comunque epidemico per gli individui sensibili durante determinati periodi, in particolare verso la

fine dell'inverno e l'inizio della primavera nelle zone temperate.

Zoster.

È una malattia sporadica conseguente alla riattivazione del virus della varicella-zoster rimasto latente a livello dei gangli delle radici

nervose dorsali. La maggior parte dei soggetti affetti da herpes zoster non presenta all'anamnesi contatti recenti con soggetti con

infezione da VZV. La più alta incidenza di questa malattia si ha in individui nel sesto decennio di vita.

Eziologia.

L'associazione clinica fra varicella e herpes zoster è stata evidenziata circa cent'anni fa. Il VZV appartiene alla famiglia degli

Herpesviridae e presenta alcune caratteristiche strutturali tipiche di questo gruppo, come l'involucro lipidico che circonda un

nucleocapside a simmetria icosaedrica e il DNA a doppia elica, localizzato centralmente.

Patogenesi.

Infezione primaria.

La trasmissione si verifica per via respiratoria, con successiva replicazione in un sito non definito, probabilmente a livello del

nasofaringe, a cui seguono l'insediamento nel sistema reticolo endoteliale e infine la viremia. .L'esistenza di una fase

viremica avvalorata dalla natura delle lesioni cutanee diffuse e sparse, e può essere verificata in casi selezionati tramite l'isolamento

del virus dal sangue o, di routine, dalla scoperta del DNA virale dal sangue o dalle lesioni attraverso la reazione a catena della

polimerasi. Le vescicole interessano il corion e il derma, con alterazioni caratterizzate da degenerazione balloniforme, cellule giganti

multinucleate e inclusioni eosinofile intranucleari. L'infezione può interessare i vasi sanguigni cutanei) con successiva necrosi associata

a emorragia epidermica. Con r evoluzione della malattia il liquido vescicolare diviene torbido per la presenza di leucociti

polimorfonucleati cellule degenerate e fibrina. Infine le vescicole vanno incontro a rottura) rilasciando con il liquido virus infettante,

oppure vengono gradualmente riassorbite.

Recidive.

Il meccanismo di riattivazione del VZV che causa l'herpes zoster, è sconosciuto. Si presume che il virus infetti i gangli delle radici

dorsali durante la varicella e che qui rimanga latente fino alla riattivazione. L'interessamento di altri organi, come cervello e polmoni,

da parte del VZV in replicazione attiva si può avere sia durante la varicella sia nel corso di herpes zoster, ma è raro nel soggetto

immunocompetente.

Clinica.

Varicella.

Il periodo di incubazione rada tra i 10 e i 21 giorni, ma è solitamente compreso tra i 14 e i 17 giorni. La percentuale di infezione p

secondaria in fratelli suscettibili all'interno di una famiglia varia tra il 70 e il 90%. I pazienti sono contagiosi da circa 48 ore prima della

comparsa dell'esantema vescicoloso, durante la fase di formazione delle vescicole, che dura 4-5 giorni, e fino a quando tutte le vescicole

non hanno formato la crosta. Clinicamente è caratterizzata da:

• esantema

• febbre non elevata

• malessere.

Le manifestazioni cutanee tipiche sono rappresentate da maculopapule, vescicole e croste presenti in vari stadi evolutivi. La

trasformazione delle maculopapule in vescicole si verifica in un periodo di ore o giorni. Le lesioni compaiono sul tronco e sulla faccia

e rapidamente si estendono ad altre sedi. La maggior parte delle lesioni è di piccole dimensioni e presenta una base eritematosa del

diametro di 5-10 mm.

La gravità varia da individuo a individuo. I bambini piccoli tendono ad avere meno vescicole rispetto a quelli più grandi.

La complicanza più frequente osservabile nella varicella è la superinfezione batterica della cute, solitamente causata da Streptococcus

pyogenes o da Staphylococcus aureus, compresi ceppi meticillino-resistenti. La polmonite varicellosa è la più grave complicanza in

corso di varicella e si verifica più frequentemente negli adulti (fino al 20% dei casi) che nei bambini ed è particolarmente grave nelle


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di malattie infettive e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Cauda Roberto.

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