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Il seguente appunto costituisce una guida rapida per l'apprendimento del linguaggio di simulazione SimAn (SIMulation ANalysis). Per comprenderlo è sicuramente necessaria una introduzione iniziale al concetto stesso di simulazione prima, e alla simulazione ad eventi discreti dopo. Questo file segue proprio questo iter, dopo il quale viene spiegato il linguaggio Siman, dalla filosofia su cui si... Vedi di più

Esame di Programmazione e gestione della produzione docente Prof. U. La commare

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GUIDA RAPIDA PER SIMAN

Corso di Gestione della Produzione Industriale per Ingegneria Gestionale

(cioè ogni quanto si crea un’entità, supponiamo 10min) e dal massimo numero di entità da creare MC

(supponiamo 100). L’istruzione per i dati supposti sarà “CREATE 1, 0:10, 100”. Una risorsa di capacità unitaria

in SIMAN è modellata attraverso una sequenza di blocchi, ovvero SEIZE attraverso la quale un’entità può

prenderne il controllo, DELAY che costituisce la parte in cui una entità viene lavorata per un tempo pari al

suo tempo di servizio (o sta in attesa nella coda), e RELEASE, con la quale l’entità viene rilasciata rendendo

libera la risorsa. Dopo l’ultimo blocco deve essere inviato un segnale per avvisare che la risorsa è libera e il Pagina | 2

blocco SEIZE può accogliere una nuova entità. Ad ogni risorsa sarà associata una coda con entità diverse da

gestire separatamente. Le istruzioni del System Model per un sistema con una entità con tempo di servizio pari

a 7 ed una risorsa saranno:

CREATE 1, 0:10, 100; QUEQUE, 1; SEIZE, risorsa; DELAY, 7; RELEASE, risorsa; COUNT 1,1 DISPOSE;

Il contatore 1 conta incrementando di 1 ogni volta che entra un’entità, che viene poi distrutta con DISPOSE.

Oltre il System Model si utilizza un altro file: l’Experimental Frame. Gli operandi di questo sono:

PROJECT nome prog, analista, data; DISCRETE max num unità, max num attributi per unità, code;

COUNTERS 1, nome contatore, 100; RESOURCE num risorsa, nome risorsa, capacità; TRACE;

L’ultima istruzione serve per la stampa del calendario degli eventi nel sistema al trascorrere del tempo.

L’andamento nel tempo del contatore fornisce il

valore della produzione cumulata, con la quale

calcoliamo X. Per calcolare TA bisogna valutare

il tempo di ingresso e di uscita dell’entità.

Andremo ad inserire nel System Model il blocco

ASSIGN: A(1)=TNOW dopo CREATE, e il blocco

TALLY 1, INT(1) dopo COUNT. Con il primo

assegniamo il tempo di ingresso identificandolo

con il valore dell’orologio del simulatore, mentre

con il secondo blocco registriamo nel campo 1 il

valore INT(1) che corrisponde al nuovo valore

TNOW sottratto di A(1), ottenendo così TA.

Nell’Experimental Frame TALLY viene associato

con l’istruzione “TALLIES, 1, TATTRA” dove

TATTRA restituisce il tempo di attraversamento.

Le variabili SIMAN DISCRETE CHANGE

VARIABLES indicano quando le risorse sono

occupate e modellizzano i coefficienti di

prestazione. Per esempio si può inserire

nell’Experimental Frame l’istruzione “DSTATS:

1, NR(1), UTMAC, 2, NQ(1), CODAMAC;”. In

questo modo inseriremo una funzione di stato 1,

che vale 0 se la macchina è libera e 1 se occupata,

NR(1) conta il numero di unità impegnate nella

risorsa e UTMAC dà come risultato il coefficiente

di utilizzazione medio della risorsa di nome

MAC (fornisce anche il valore max, min e la

deviazione standard). Inoltre inseriremo una

funzione di stato 2 che vale 0 se non ci sono entità

in attesa e 1 altrimenti, NQ(1) conta le code e

il grado di congestione sarà dato da

Q(1)=NR(1)+NQ(1). Se abbiamo due parti ed

una risorsa dobbiamo utilizzare due CREATE,

una per ciascun tipo di parte, in cui

assegniamo prima la tipologia della parte, poi

il tempo d’ingresso e il tempo di servizio. Un

esempio potrebbero essere queste istruzioni:

Claudio Scimeca – Riccardo Scimeca

GUIDA RAPIDA PER SIMAN

Corso di Gestione della Produzione Industriale per Ingegneria Gestionale

CREATE 1, 0:10, 100; ASSIGN A(1)=1 (tipologia di parte); ASSIGN A(2)=TNOW; ASSIGN A(3)=7;

CREATE 1, 0:15, 50; ASSIGN A(1)=2; ASSIGN A(2)=TNOW; ASSIGN A(3)=5;

QUEQUE 1; SIEZE MAC; DELAY A(3); RELEASE MAC; COUNT A(1),1; TALLY A(1), INT(2);

E l’Experimental Frame potrebbe essere:

PROJECT 2P1M, analista, 04/25/2015; DISCRETE 150, 3, 1; RESOURCE 1, MAC, 1; COUNTERS 1, USC P1, 2,

USC P2; TALLIES 1, TATTR P1, 2, TATTR P2; DSTATS 1, NR(1), UTMAC, 2, NQ(1), CODMAC;TRACE; Pagina | 3

Se invece abbiamo 2 macchine dovremo fare 2 QUEQUE, una per macchina. Inoltre dobbiamo considerare che

possono verificarsi tre condizioni: tra due macchine può esserci un magazzino di capacità infinita, finita o

nulla. Per quanto riguarda i tempi di trasporto, se il trasportatore ha una capacità elevata basta inserire dei

DELAY (ritardi); nel caso contrario bisognerà modellare il sistema di trasporto.

Il system model definisce, come detto, le caratteristiche statiche e dinamiche del sistema, mentre l’experimental

frame definisce le condizioni sperimentali sotto le quali è gestito il modello per generare uno specifico dato in

uscita. Ciò significa che per un dato modello possono esserci diversi experimental frame dai quali otteniamo

diversi set di dati in uscita. In questo modo siamo in grado di eseguire diversi esperimenti cambiando solo

l’experimental frame, lasciando cioè intatto il modello. Questo è costruito raffigurandone le operazioni

funzionali come un diagramma a blocchi. Tale diagramma è, come mostrato nella figura a pagina precedente,

una sequenza in discesa di blocchi che rappresentano specifiche funzioni del processo (Delay, Queque).

Durante la simulazione lo stato del sistema è naturalmente rappresentato dalle variabili di stato, che cambiano

continuamente, e il modello è costituito da equazioni che regolano il variare di queste. La forma dei blocchi

indica la funzione che svolge. Orientando le frecce che collegano i blocchi si rappresenta il fluire delle entità

all’interno del sistema. Ogni entità è individuata assegnandogli attributi che la descrivono e la caratterizzano.

Gli attributi delle entità sono memorizzati in un array di tipo A(x), i cui elementi rappresentano le informazioni

da memorizzare. I blocchi operation, hold e transfer sono suddivisi in diversi blocchi a seconda del tipo di

operazione (si ricordi il blocco CREATE, di tipo operation). I processi di accodamento sono modellati usando

la risorsa, la cui capacità è indicata nell’experimental frame, con l’istruzione RESOURCE, che già conosciamo.

Quando arriva l’entità, lo stato della risorsa passa da idle a busy, viceversa quando l’entità viene rilasciata.

A pagina successiva troviamo un esempio pratico.

Claudio Scimeca – Riccardo Scimeca


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DESCRIZIONE APPUNTO

Il seguente appunto costituisce una guida rapida per l'apprendimento del linguaggio di simulazione SimAn (SIMulation ANalysis). Per comprenderlo è sicuramente necessaria una introduzione iniziale al concetto stesso di simulazione prima, e alla simulazione ad eventi discreti dopo. Questo file segue proprio questo iter, dopo il quale viene spiegato il linguaggio Siman, dalla filosofia su cui si basa, al vero e proprio codice. In ultima istanza troviamo alcuni chiarimenti e degli esempi pratici (uno più banale, e, alla fine del documento, uno più complesso, a seconda del livello di apprendimento che si vuole raggiungere).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria gestionale (AGRIGENTO, PALERMO)
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RiccardoScimeca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Programmazione e gestione della produzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof La commare Umberto.

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