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Nel 413 a.C., su consiglio di Alcibiade, gli Spartani occupano la fortezza di Decelea, alle porte dell’Attica.

Aristofane, nella sua commedia Le rane (versi 1420-1434), richiama in discussione Alcibiade, da lui definito

“industrioso per se stesso, senza risorse per la patria”.

La Guerra Deceleica (413-404 a.C.)

Nonostante la disfatta della spedizione in Sicilia, il presidio di Decelea e le grosse difficoltà economiche (il tributo

venne integrato con un dazio del 5% sulle merci esportate e importate nella Lega marittima), Atene decise di resistere

ancora, per quanto non le sfuggisse un’analisi impietosa e lucida della sua situazione presente. Quest’ultima fase della

guerra è caratterizzata dai seguenti fenomeni:

 Atene si trovò a dover fronteggiare un’ondata di defezioni tra gli alleati ionici;

 tra i nemici in Grecia, dovette fronteggiare anche la presenza di navi siracusane che giunsero ad

appoggiare l’alleata Sparta;

 fu inoltre interessata da profondi rivolgimenti costituzionali;

 la Persia ritornò in gioco come ago della bilancia nella politica greca: rapporti con Alcibiade e trattati

con Sparta. Il Gran Re mette di fatto in pratica il consiglio che Alcibiade rivolge a Tissaferne (“logorare

entrambe le parti”; “evitare il rafforzamento di uno stato greco a danno di altri e favorire una situazione di

generale debolezza e di reciproca ostilità”); tale dottrina caratterizzò i rapporti Persia-Grecia in quest’ultimo

scorcio di secolo e poi per tutto il IV secolo.

412 a.C.: scoppiò la guerra ionica, che coinvolse anche gli alleati di Atene. Eubea, Lesbo e Chio mandarono

ambasciatori a Sparta perché intervenisse. La rivolta si allargò e vi furono nuove defezioni: in Asia Minore Eritre,

Clazomene, Teo, Mileto, Lebedo; a Lesbo Metimna e Mitilene. Mileto divenne base della flotta peloponnesiaca, mentre

Atene si attestò presso Samo, che era rimasta fedele.

412 e 411 a.C., patti Sparta-Persia: in cambio dell’aiuto persiano nella guerra, Sparta rinuncia a difendere

l’autonomia dei Greci d’Asia. Lisandro era in questo momento il navarco di Sparta; era detestato per la sua durezza, in

quanto imponeva il dominio spartano attraverso l’introduzione di guarnigioni e decarchie.

411 a.C.: colpo di stato dei Quattrocento, volto ad affossare la democrazia ateniese (già nel 413 si era istituita una

commissione di 10 probouloi, per il controllo dei lavori della boulè). Alcibiade si era rifugiato presso il satrapo

Tissaferne; volendo rientrare ad Atene, aveva promesso l’aiuto persiano, in cambio di un cambiamento costituzionale in

senso oligarchico. Ad Atene Pisandro, Antifonte, Teramene e Frinico guidarono il complotto: fecero assassinare alcuni

democratici, allargarono la commissione dei probouloi da 10 a 30, con 20 nuovi membri e riunirono l’assemblea, per

abrogare le garanzie costituzionali. In una seconda assemblea a Colono, fuori Atene, Pisandro e gli aristocratici fecero

approvare dal demos ormai terrorizzato un progetto che prevedeva:

 la dimissione dei magistrati in carica;

 l’abolizione del misthos per tutte le magistrature;

 la sostituzione della boulè con un Consiglio dei Quattrocento (5 presidenti scelti tra i probuloi eleggevano

100 persone, che ne portavano altre 3, per un totale di 400, il tutto per cooptazione: principio oligarchico); il

consiglio poteva convocare i Cinquemila (gruppo più ampio che godette del diritto di cittadinanza) a proprio

piacimento.

La flotta attestata a Samo non rientrò ad Atene e divenne baluardo della democrazia contro la madrepatria, ormai

retta da oligarchi. A capo della flotta fu posto Trasibulo; Alcibiade, con nuovo cambio di atteggiamento politico,

appoggiò la democrazia di Samo, da cui venne richiamato ed eletto stratego. Egli si comportò da «salvatore della

patria» perché impedì alla flotta di Samo di navigare contro Atene e di scatenare la guerra civile nella città. Esortò

affinché si avverasse il passaggio dei poteri dai Quattrocento ai Cinquemila (agosto 411 a.C.); i Cinquemila costituirono

un consiglio, suddiviso in quattro sezioni che assumevano a turno la conduzione degli affari di Stato (Tucidide fa

l’elogio di questa costituzione, che rimase in vigore solo 8 mesi).

411 a.C.: Atene perde l’Eubea, che defezionò. Per la città fu uno spavento ancora più grande di quello della disfatta

in Sicilia. Inspiegabilmente, Sparta non attaccò l’Attica (giudizio tucidideo sulla lentezza degli Spartani). Trasibulo

vinse ad Abido e Cinossema (fine delle Storie di Tucidide).

primavera 410 a.C., battaglia di Cizico: Atene batté Sparta, riconquistando la supremazia nella zona degli stretti:

Perinto e Bisanzio furono riprese e fu reintrodotto un dazio per le navi dell’Ellesponto, volto a rimpinguare le finanze

ateniesi.

Sparta propose ad Atene condizioni di pace: Atene rifiutò, sulla scia delle vittorie, ma sbagliò gravemente e fallì,

senza potersi più risollevare.

Nel 410 a.C. ritornò ad Atene il regime democratico: il Consiglio dei Cinquecento e l’Eliea ripresero le loro

funzioni.

408 a.C.: Alcibiade rientrò trionfalmente ad Atene dove fu rieletto stratego.

407 a.C., battaglia di Nozio, presso Efeso: Atene venne sconfitta da Lisandro; Alcibiade, temendo un nuovo

processo, non rientrò ad Atene, ritirandosi nei suoi possedimenti del Chersoneso tracico.

406 a.C. Atene tentò misure eccezionali per armare una nuova flotta: fu accordata la cittadinanza ai meteci e libertà

agli schiavi, per arruolarli, e furono fusi oggetti preziosi per ricavarne finanze. Callicratida aveva sostituito il navarco

Lisandro. Battaglia delle Arginuse (tra Lesbo e la costa): fu una vittoria ateniese; Sparta perse 70 navi e Atene 25; per

le difficili condizioni del mare, gli strateghi ateniesi non riuscirono a recuperare i naufraghi; 8 strateghi (Conone e un


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flaviael

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di storia greca utili per il ripasso della storia della guerra del Peloponneso, con nozioni su: le cause primarie e contingenti che provocarono lo scontro, la questione di Corcira, la questione di Potidea, il Decreto di Megara, la guerra archidinamica (caratteristiche e cronologia degli scontri), Alcibiade e la spedizione in Sicilia.


DETTAGLI
Esame: Storia greca
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Culasso Enrica.

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