Domanda e offerta
Fig. (a): Indica la curva di domanda del mais: maggiore è il prezzo del mais e minore è la quantità di mais acquistata (e viceversa). Quando a variare è solo il prezzo del mais si ha uno spostamento lungo la curva di domanda.
Fig. (b): Indica la curva di domanda del mais quando varia il prezzo delle patate: Se il prezzo delle patate aumenta, si ha uno spostamento della curva di domanda verso l'esterno. Se il prezzo delle patate diminuisce, si ha uno spostamento della curva di domanda verso l'interno. Questo accade perché mais e patate sono beni sostituti. La curva di domanda è quasi sempre inclinata negativamente perché al crescere del prezzo, l'acquisto di un certo bene viene meno (e viceversa).
Fig. (a): Indica la curva di offerta del mais: al crescere del prezzo aumenta la quantità di mais che i coltivatori sono disposti a vendere (e viceversa). Quando a variare è solo il prezzo del mais si ha uno spostamento lungo la curva di offerta.
Fig. (b): Indica la curva di offerta del mais quando a variare è il prezzo del fertilizzante:
- Se il prezzo del fertilizzante aumenta, si ha uno spostamento della curva di offerta verso sinistra. In questo caso i coltivatori offriranno quantità inferiori di mais.
- Se il prezzo del fertilizzante diminuisce, si ha uno spostamento della curva di offerta verso destra. In questo caso i coltivatori offriranno quantità maggiori di mais.
La curva di offerta è sempre inclinata positivamente perché, al crescere del prezzo, i venditori sono più incentivati a offrire beni e servizi (e viceversa). L'equilibrio nel mercato del mais è il punto di intersezione tra la curva di domanda del mais e la curva di offerta del mais. In corrispondenza di questo punto viene domandata e acquistata la medesima quantità di mais (9 miliardi di bushel) al medesimo prezzo (3 euro al bushel). Dunque, per tale prezzo, la quantità di mais che i consumatori desiderano acquistare è esattamente uguale alla quantità che i produttori desiderano vendere.
Eccesso di domanda
Quantità domandata > quantità offerta. In questo caso, alcuni compratori non saranno in grado di acquistare la quantità di prodotto che vorrebbero. Per questo motivo saranno indotti ad offrire un prezzo leggermente maggiore per acquistare le quantità desiderate. Questo determina:
- Un aumento del prezzo di mercato.
- Una riduzione della domanda da parte dei consumatori.
- Un incremento dell'offerta da parte dei produttori.
Questo finché non si raggiungerà nuovamente l'uguaglianza tra domanda e offerta.
Eccesso di offerta
Quantità offerta > quantità domandata. In questo caso, alcuni produttori non saranno in grado di vendere la quantità desiderata e, quindi, saranno incentivati ad abbassare i propri prezzi per incrementare le vendite. Questo determina:
- Un calo del prezzo di mercato.
- Un aumento della domanda da parte dei consumatori.
- Una riduzione dell'offerta da parte dei venditori.
Questo finché non si raggiungerà nuovamente l'uguaglianza tra domanda e offerta. Prendiamo in considerazione il mercato del mais: se il prezzo del carburante e dei semi di soia diminuisce, la curva di offerta di mais si sposterebbe verso l'esterno e il mercato non è più in equilibrio, ma ci sarà un eccesso di offerta! Infatti, quando il prezzo del carburante e dei semi di soia diminuisce, i produttori sono incentivati a produrre maggiori quantità di mais, ma i consumatori domanderanno sempre la medesima quantità di mais. Questo porta i produttori a vendere il mais a un prezzo inferiore pur di vendere. Questo determina un calo del prezzo di mercato che riconduce domanda e offerta all'uguaglianza (punto di equilibrio).
Elasticità e curva di domanda
Questa figura riproduce la curva di domanda lineare di mais raffigurata nella fig. 2.1 (a): Q = 15 – 2P. Quando la curva di domanda è lineare, l'elasticità della domanda al prezzo è definita come -B (P/Q). Ed è differente in ciascun punto della curva!
- In corrispondenza di P= 6: -2 (6/3) = -4 domanda elastica perché < -1.
- In corrispondenza di P= 3,75 : -2( 3,75/7,5) = 1 domanda ad elasticità costante perché = -1.
- In corrispondenza di P= 1,50: -2 (1,50/12) = -1/4 domanda anelastica perché > -1 (ma -1 < Q < 0).
Quindi, quando la curva di domanda è lineare, ΔP/ΔQ coincide esattamente alla pendenza di tale curva. Quando la curva di domanda non è lineare è più complicato calcolare l'elasticità.
- In corrispondenza dell'ampia variazione di prezzo da P a P’, la retta indicata in grigio chiaro che unisce i punti C e A ha una pendenza pari a ΔP’/ΔQ’.
- Per la più piccola variazione del prezzo da P a P’’, la linea in grigio scuro che unisce i punti B e A ha una pendenza pari a ΔP’’/ΔQ’’.
Al ridursi dell'ampiezza della variazione del prezzo, la pendenza delle rette che uniscono i punti iniziali e finali della curva diventa sempre più simile a quella della retta in nero che tocca la curva di domanda nel punto A, detta retta tangente ad A. Dunque, per ridotte variazioni di prezzo, ΔP/ΔQ diventa uguale alla pendenza della retta tangente, che semplicemente rappresenta la pendenza della curva di domanda in quel punto (punto A).
Preferenze del consumatore
Quando ci muoviamo da un paniere a un altro lungo una curva di indifferenza, sottraiamo unità di un bene e compensiamo il consumatore per tale perdita aggiungendo unità dell’altro bene. La pendenza della curva di indifferenza è importante perché fornisce informazioni sulla quantità del secondo bene che è necessaria a compensare il consumatore per il sacrificio di una data quantità del primo bene.
Nella figura, i panieri A e C giacciono sulla stessa curva di indifferenza, dunque il consumatore è soddisfatto di entrambi in eguale misura. Quando ci si muove dal paniere A al paniere C: la variazione della quantità di zuppa (ΔZ) è pari a -1 decilitro e quella della quantità di pane (ΔP) è pari a 2 etti. Due etti addizionali di pane compensano esattamente il consumatore per la perdita di 1 decilitro di zuppa.
L’espressione ΔP/ΔZ è uguale al rapporto tra la variazione verticale di P e la variazione orizzontale di Z lungo la curva di indifferenza tra il paniere A e il paniere C; corrisponde, inoltre, alla pendenza della retta congiungente il punto A con il punto C.
Il saggio marginale di sostituzione (MRS) della zuppa con il pane in corrispondenza del paniere A è uguale alla pendenza della tangente alla curva di indifferenza passante per il punto A moltiplicata per -1. Per variazioni sempre più piccole della quantità di zuppa e della quantità di pane, la pendenza della retta passante per A e per il nuovo paniere di consumo (prima D, poi E, poi F) si avvicina sempre di più alla pendenza della tangente.
In questa figura possiamo vedere il saggio marginale di sostituzione in differenti punti sulla stessa curva di indifferenza. Innanzitutto vediamo che la pendenza della tangente, e dunque l’MRS, cambia a seconda del punto della curva di indifferenza:
- Pendenza in A > pendenza in B
- Pendenza in B > pendenza in C
Dunque l’MRS è decrescente! Infatti, notiamo che la curva di indifferenza si appiattisce mentre ci si muove da nordovest a sudest.
Perché l’MRS diminuisce quando ci si sposta da nordovest verso sudest?
Perché il consumatore ama la varietà:
- Se inizialmente possiede una grande quantità di pane ma scarsa zuppa (paniere A), diventerà meno desideroso di pane e bramerà la zuppa. Occorre una grande quantità di pane per compensare la perdita di 1 decilitro di zuppa. In questo caso l’MRS è elevato.
- Se inizialmente possiede una grande quantità di zuppa ma poco pane (paniere C), il consumatore sarà meno desideroso di zuppa e bramerà il pane. Basta una piccola quantità di pane per compensare la perdita di 1 decilitro di zuppa. In questo caso l’MRS è basso.
Queste sono le curve di indifferenza di due beni sostituti perfetti. Dal momento che al paziente interessa il dosaggio totale del farmaco che assume, due compresse di Moment sono sostituti perfetti di una compressa di MomentAct. Queste sono le curve di indifferenza di due beni complementi perfetti. Per ogni paniere ubicato lungo la retta tratteggiata, inclinata a 45°, che passa per l’origine degli assi, il numero delle scarpe sinistre è uguale al numero delle scarpe destre.
- Al di sopra della retta a 45° la curva di indifferenza è verticale. Il consumatore, infatti, non otterrebbe alcun beneficio se aumentassero solo le scarpe destre. È indifferente tra 5 scarpe sinistre e 6 destre, 5 scarpe sinistre e 10 destre, 5 scarpe sinistre e 20 destre e così via.
- Al di sotto della retta a 45° la curva di indifferenza è orizzontale. Il consumatore, infatti, non otterrebbe alcun beneficio se aumentassero solo le scarpe sinistre. È indifferente tra 5 scarpe destre e 6 sinistre, 5 scarpe destre e 10 sinistre, 5 scarpe destre e 20 sinistre e così via.
Vincolo di bilancio e scelte del consumatore
- Sulla retta di bilancio sono identificati tutti i panieri di consumo che esauriscono completamente il reddito (M) del consumatore.
- L’area azzurra al di sotto della retta di bilancio è chiamata vincolo di bilancio, in cui si trovano tutti i panieri di consumo accessibili al consumatore, con prezzo inferiore al suo reddito.
- Al di sopra della retta di bilancio troviamo tutti i panieri non accessibili al consumatore, cioè quelli che hanno un prezzo maggiore rispetto al suo reddito.
La retta di bilancio ha:
- Intercetta verticale M/Pp
- Intercetta orizzontale M/Pz
- Pendenza -Pz/Pp. È il tasso a cui il consumatore è in grado di convertire decilitri di zuppa con etti di pane.
Es. se Pz = 2$ al decilitro e Pp = 0,50 $ all’etto, il consumatore può scambiare un’unità di zuppa con 4 unità di pane. Una variazione del reddito modifica l’intercetta della retta di bilancio lasciandone invariata la pendenza.
- Una riduzione del reddito sposta la retta di bilancio verso l’origine degli assi, i panieri accessibili al consumatore diminuiscono.
- Un aumento del reddito posta la retta di bilancio, allontanandola dall’origine degli assi, i panieri accessibili al consumatore aumentano.
Le rette di bilancio tra di loro sono parallele perché tutte le loro pendenze corrispondono al medesimo rapporto tra i prezzi, moltiplicato per -1. Una variazione del prezzo di un bene fa ruotare la retta di bilancio:
- Un aumento del prezzo della zuppa fa ruotare la retta di bilancio attorno all’intercetta per il pane verso l’origine degli assi. I panieri accessibili al consumatore diminuiscono.
- Una diminuzione del prezzo della zuppa fa ruotare la retta di bilancio attorno all’intercetta per il pane, allontanandola dall’origine degli assi. I panieri accessibili al consumatore aumentano.
Se i prezzi e il reddito variassero secondo lo stesso rapporto, questo scenario non avrebbe alcun effetto sulla retta di bilancio.
Figura (a): L’area al di sopra della curva di indifferenza che passa per il paniere preferito dal consumatore non si sovrappone all’area al di sotto della retta di bilancio.
Figura (b): L’area al di sopra della curva di indifferenza che passa per un qualsiasi altro paniere sulla retta di bilancio (cioè diverso dal paniere preferito) si sovrappone parzialmente all’area al di sotto della retta di bilancio. Il consumatore sceglie un paniere che si colloca in un’area non sovrapposta (secondo la regola di non sovrapposizione) e si parla di scelta ottima.
Questa figura mostra la curva prezzo-consumo, ovvero come varia il paniere di consumo accessibile migliore al variare del prezzo di un bene, ceteris paribus. Supponiamo che il consumatore abbia 10$ al giorno, e che spenda tutto il suo reddito per acquistare pane e zuppa.
- Pane= 0,25$ all’etto
- Zuppa = 1 $ al decilitro
Se le preferenze del consumatore sono indicate dalle curve di indifferenza nere:
- Inizialmente, la sua scelta ottima sarà il paniere A, che si trova sulla retta di bilancio L1.
- Se il prezzo della zuppa aumenta a 2$ al decilitro, la sua scelta ottima sarà il paniere B, sulla retta di bilancio L2 (rotazione verso l’origine degli assi). Infatti, in seguito all’aumento del prezzo della zuppa, il consumatore potrà permettersi meno quantità di quest’ultima, perché il suo reddito rimane invariato.
- Se il prezzo della zuppa diminuisce a 0,50$ al decilitro, la sua scelta ottima sarà il paniere C, sulla retta di bilancio L3 (rotazione verso l’esterno). Infatti, in seguito al calo del prezzo della zuppa, il consumatore potrà permettersi maggiori quantità di quest’ultima.
Unendo il paniere A con il paniere B e con il paniere C si forma la curva prezzo-consumo. La curva di domanda individuale descrive la relazione fra il prezzo di un bene e la quantità acquistata da un particolare consumatore, ceteris paribus.
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