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La gestione internazionale della catena del valore

L'evoluzione dei modelli organizzativi

1) Modello multinazionale

Bassa integrazioneAlto adattamento

Questo modello è prevalente nelle fasi iniziali del processo di internazionalizzazione produttiva. Le imprese replicano il proprio modello fuori dal paese creando delle sussidiarie a cui viene data elevata autonomia strategica e operativa per favorire l'adattamento alle condizioni di contesto. Dal punto di vista gestionale, si osserva un decentramento spiccato.

Attività a forte impatto strategico, come la pianificazione strategica, la R&S e il marketing strategico, possono essere totalmente o parzialmente decentralizzate. La sussidiaria, con un ampio mandato di sviluppare aree di business, gestisce tutte le attività della catena del valore, stabilendo quali svolgere direttamente e quali affidare a imprese locali, mentre la corporate agisce nel paese d'origine. Si replica la value chain in tutte le aree geografiche dove la multinazionale è presente.

  • Pochi collegamenti tra le sussidiarie.
  • La corporate le controlla essendo presente negli organi di governo delle sussidiarie e gestendo i flussi finanziari.
  • Il marketing operativo può cambiare tra paesi, mentre quello corporate è omogeneo per ogni sussidiaria.

Vantaggi:

  • Forte adattamento alle esigenze sociali.
  • Bassi costi di coordinamento.

Svantaggi:

  • Difficoltà di condivisione di risorse e competenze (metabolizzazione dell’apprendimento).

2) Modello internazionale

Bassa integrazioneBasso adattamento

In questo modello, la casa-madre mette a disposizione delle sussidiarie risorse e competenze distintive o componenti essenziali di prodotti offerti, assumendo un ruolo più rilevante di centro propulsore. C’è un ridotto decentramento alle divisioni, con modifiche marginali dei prodotti a livello locale, adatto a prodotti con forte richiamo internazionale.

Le sussidiarie diventano strutture che valorizzano gli asset messi a disposizione dal centro, adattandoli alle specificità dei mercati in cui operano. C'è trasferimento di funzioni e attività operative a livello locale e centralizzazione delle attività strategiche e critiche per il vantaggio competitivo.

Vantaggi:

  • Facile trasferimento delle competenze tra headquarter e sussidiaria.
  • Il ruolo più attivo della corporate crea un miglior coordinamento delle attività estere e condizioni migliori per lo sviluppo di fattori di vantaggio competitivo.

Svantaggi:

  • Difficile adattamento ai cambiamenti locali.
  • Minori possibilità di metabolizzazione dell’apprendimento.
  • Difficoltà di coordinamento.

3) Modello globale

Alta integrazioneBasso adattamento

Questo è il modello della multinazionale classica, caratterizzato da tutto standardizzato, gestione unitaria della posizione competitiva e organizzazione delle attività produttive su scala internazionale. Si assiste a un'evoluzione radicale con tre cambiamenti:

  • A) L’impresa si configura come una rete internazionale di unità dislocate geograficamente, ma integrate.
  • B) Gestione unitaria della posizione competitiva nei vari paesi: si riduce l’autonomia strategica delle sussidiarie.
  • C) Organizzazione delle attività produttive su scala internazionale: numero di siti produttivi limitato, mantenendo solo le strutture più efficienti e ottimizzando la dimensione produttiva per perseguire economie di scala.

La corporate, come attore perno della rete, svolge compiti trasversali:

  • 1. Individuazione dei soggetti da coinvolgere e assegnazione dei ruoli.
  • 2. Definizione di standard produttivi di ogni unità operativa e di procedure per gestirne relazioni.
  • 3. Supervisione sull’implementazione integrata delle varie attività.
  • 4. Specifici interventi organizzativi per ottimizzare l’implementazione del processo produttivo.

Può svolgere attività core della value chain dove vuole mantenere la leadership nel gruppo. Si evidenzia la centralizzazione e l'uso di network globali, con imprese locali che realizzano a costi più bassi (es.: imprese giapponesi). Questo modello enfatizza l’obiettivo di massimizzare l’efficienza produttiva a livello di macro-area; le singole controllate estere sviluppano attività commerciali in tale area.

Vantaggi:

  • Costi produttivi bassi.
  • Accordi dinamici.

Svantaggi:

  • Costi organizzativi elevati.
  • Rigidità rispetto alle esigenze locali.
  • Basso apprendimento del livello locale.

4) Modello transnazionale

Alta integrazioneAlto adattamento

Questo è il modello più sofisticato, che prevede l'allocazione delle attività della catena del valore in contesti con condizioni favorevoli di costo o differenziazione. Mira a conciliare integrazione globale e adattamento locale, gestendo in ottica globale le scelte di decentramento delle attività. Si attua anche una differenziazione locale, decentrando le funzioni di marketing e R&S.

Viene creata una rete globale in grado di coordinare la condivisione di skills e risorse tra le unità. La rete non ha più un unico centro (la corporate), poiché anche le sussidiarie sviluppano competenze distintive utili all’intero gruppo. Questo assegna un mandato globale alla singola sussidiaria in relazione allo specifico compito di fare da nodo.

Vantaggi:

  • Conciliazione di standardizzazione e differenziazione.

Svantaggi:

  • Alti costi di coordinamento.
  • Esigenze di competenze manageriali elevate.

Differenza: Nel modello multinazionale, le divisioni (sussidiarie) hanno elevata autonomia, sono responsabili della loro attività ma con basso coordinamento fra loro.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 18luca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Caroli Matteo.
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