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1° Esonero 30/01 giochi sportivi

Le origini dello sporting

Inghilterra

In generale, tutto lo sport dell’era moderna ha avuto origine in Gran Bretagna nel XIX secolo. Tra i maggiori giochi sportivi di squadra oggi praticati possiamo distinguere due categorie: da un lato quelle che si sono costituite per effetto di un adeguamento di forme di gioco già praticate (calcio e baseball), dall’altro potremmo considerare quelle che sono state inventate (pallacanestro e pallavolo).

Le discipline riguardavano giochi intesi come passatempo tra cui ricordiamo uno dei più importanti, l’Harpastum a Roma nel 100 a.c., fondamentale per l’introduzione dell’organizzazione dei ruoli e per il passaggio. Sarà la base per lo sviluppo del football, in seguito del calcio e del rugby. Dal 1314 al 1667 emergono tanti diritti per vietare il gioco a causa dell’elevata mortalità: c’era troppo violenza, mancava un’idea di sport.

Nel 1500 a.c. a Firenze si gioca il Calcio Fiorentino, una forma diversa dal football che non riguarda l’origine del calcio. Nel 1612 la Crusca spiega il vocabolo inserendo il gioco del “calcio”. Il football è inteso come un pallone calciato in avanti oltre la linea avversaria. Tuttavia non potevano essere considerati giochi sportivi in quanto potevano partecipare centinaia di giocatori e non vi erano regole.

Sino a tutto il ‘700 la pratica del football originario avveniva perlopiù in occasione di festività periodiche come religiose o tradizionali. Queste gare erano incontrollate e senza regole durante le quali due gruppi di avversari cercavano di mantenere il controllo della palla. La quasi totalità dei partecipanti era costituita da contadini e artigiani.

Verso la fine del XVIII secolo, emergono le condizioni per la nascita dello sport: la maggiore libertà di radunarsi, la riduzione dell’orario di lavoro, la nascita di College e Public Schools unita ad un’urbanizzazione con la rivoluzione industriale contribuiscono ad una nuova prospettiva dello sport. Uniformità delle regole, misurazione dei tempi e dei punteggi, organizzazione temporale autonoma: questi i primi fondamentali passi.

Da una prospettiva focalizzata sull’addestramento militare:

  • Utile per la nazione
  • Utile per la comunità
  • Utile per l’istituzione
  • Utile per se (Divertimento)

Si era passati ad una nuova prospettiva dove tutto era capovolto:

  • Utile per se (Divertimento)
  • Utile per l’istituzione
  • Utile per la comunità
  • Utile per la nazione

Nei College inglesi nacquero i pesi, le distanze, le misure e le dimensioni mentre i regolamenti erano nati a carico degli studenti. Nel 1829 ci fu la prima gara universitaria tra Cambridge ed Oxford.

Football nei college

Nel 1845 in Gran Bretagna ogni college aveva la sua visione di praticare football. Dopodiché vennero identificati due modi: il dribbling game (azioni tecniche, passaggio e uso dei piedi) che riguardava college come l’Eton Wall Game e il running game (si preferiva la corsa, palla in volo ed uso delle mani) che riguardava principalmente il Rugby College (da qui prenderà il nome il gioco).

In questo college dal 1828 al 1842 è rettore Thomas Harnold, ben deciso verso i suoi obiettivi: limitare la rudezza del gioco e trasmettere l’educazione iniziatore dei metodi moderni del Self-Government. Nel 1845 nasce il primo esempio di regolamento, quello del college di Rugby: “Le leggi del Football giocato presso la Rugby School”.

Il 26 Ottobre del 1863 a Londra, primo meeting presso la “Freemasons’ Tavern”, si riuniscono i rappresentanti di 12 clubs e fondano la Football Association. L’8 Dicembre del 1863 sesto meeting con scissione e nascita della biforcazione “Calcio - Rugby”.

In Italia il calcio approda nelle parti di Napoli, Genova, Livorno e Palermo. Negli Stati Uniti lo sport diventa un fenomeno di massa ed è intellegibile a tutti. Il Baseball, secondo Kirsch, si modernizza nel 1871 con la creazione della National Association of Base Ball Players (Nabbp), dopo 5 anni fu sostituito dalla National League.

Il Basket aveva la funzione di costituire un’attività al coperto per l’inverno sostituendo in forma quasi di preparazione l’attività all’aperto del baseball e del football. In campo scendevano giovani rampolli dei ceti benestanti. In breve tempo il gioco ebbe una rapida diffusione: esso era apprezzato anche per via dell’assenza di contatto fisico che lo caratterizzava e qualora si verificava era sanzionato piuttosto duramente. La pallacanestro s’impose all’attenzione degli studenti in quanto riusciva a trovare membri ovunque.

Nell’inverno del 1895 un insegnante di educazioni fisica, William Morgan, aveva fatto svolgere ai suoi allievi un nuovo gioco che escludeva ogni contatto fisico in quanto essi dovevano rimanere nella loro metà campo senza possibilità di urtarsi; si trattava del gioco della pallavolo.

Naismith fu un insegnante di educazione fisica che inventò la pallacanestro con un regolamento composto da 13 regole nel college di Springfield. Si utilizzava come canestro un cesto di vimini chiuso; le squadre erano composte da 9 giocatori per parte, la palla poteva essere spostata in ogni direzione con una o due mani, ecc.

Carico di lavoro

Rappresenta l’insieme degli effetti delle esercitazioni sull’organismo dell’atleta, che ne provocano il cambiamento del suo stato funzionale”.

Si può distinguere in:

  • Carico esterno, rappresentato dalla somma di tutti gli stimoli allenanti somministrati durante una seduta di allenamento – di facile identificazione (Distanze totali e parziali, Sovraccarico totale e parziale, Organizzazione, struttura e forma dell'esercitazione), è ciò che l’allenatore dice all’atleta e la qualità è necessaria per determinare il carico interno;
  • Carico interno, rappresenta l’insieme delle risposte psico/fisiologiche individuali di adattamento al carico di allenamento somministrato – non è di facile valutazione, difatti si può misurare direttamente, quando attraverso uno strumento si misura la variazione nell’omeostasi dell’organismo dell’atleta (cardiofrequenzimetro) oppure indirettamente, per esempio la frequenza cardiaca o i prelievi.

Fattori influenti sul carico di lavoro nei giochi sportivi: numero di giocatori, dimensioni spazio/tempo, organizzazione temporale dell’esercitazione, dimensioni peso forma attrezzature. I parametri del carico di lavoro sono le modalità esecutive del lavoro stesso: quantità, intensità e densità.

Per quantità, si intende il numero di allenamenti eseguiti in un determinato periodo, la durata delle esercitazioni, i metri percorsi, il numero delle ripetizioni ecc. Un lavoro quantitativamente rilevante contribuisce a mantenere stabili i livelli di prestazione raggiunti.

Per intensità, si intende la modalità di esecuzione di realizzazione degli esercizi. Il risultato finale è di “mandare in forma” gli atleti, innalzandone il livello di prestazione.

Per densità, si intende il rapporto tra durata effettiva degli esercizi e tempo totale della seduta. La pausa è il tempo di recupero tra le esercitazioni; nel lavoro per serie e ripetizioni, distinguiamo micropause fra le ripetizioni e macropause fra le serie. Le pause sono complete se permettono il recupero di energie nervose e smaltimento della fatica catabolica e consentono di fare altre ripetizioni; incomplete, se il recupero non è portato a termine e la ripetizione porta ad esaurimento.

Adattamento – aggiustamento

Aggiustamento e adattamento sono spiegabili dal fenomeno della supercompensazione, per il quale, tuttavia, esiste un modello originario che è stato rivisto negli anni. Somma di aggiustamenti = Adattamento crescente: un uomo non allenato allena la sua frequenza, per esempio in una rampa di scale, man mano il cuore si “aggiusta” per quei momenti e dopo tanto allenamento è adattato (se passa troppo tempo tra un allenamento ed un altro, rischio stagnazione).

Legge della supercompensazione: Il livello iniziale mostra le capacità prestative, dopo il primo allenamento le capacità sono deteriorate (1) e c’è un calo di quelle prestative (alterazione dell’omeostasi). Nella fase di recupero (2), c’è il ristabilimento dell’omeostasi dove non si riesce a far nulla e nella 3 fase di supercompensazione c’è il totale ristabilimento dell’omeostasi su livelli iniziali o aumentati. Il tempo di recupero dipende dall’età del soggetto e dallo stile di vita.

Nei giochi sportivi è frequente il rischio di Overreaching, affaticamento acuto che può manifestarsi in modo funzionale (l’allenatore decide di fare scompenso all’atleta e di sbilanciarlo verso l’affaticamento, favorendo però il sistema di recupero. Effetto incremento potenza) o in modo non funzionale.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher karkriss di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Giochi sportivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Roma "Foro Italico" o del prof Tessitore Antonio.
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