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Capitolo 1

Leverage delle banche è sei volte quello delle imprese commerciali. Le banche hanno sempre un leverage

elevato: alto debito, bassa capitalizzazione.

Il capitale ha tre funzioni per le banche:

1. Trasferimento di proprietà: il capitale permette di determinare la proprietà di un’impresa.

2. Finanziamento della gestione: il capitale è una forma di finanziamento che può essere:

a. Generata internamente: autofinanziamento la banca produce utili e non li distribuisce.

b. Generata esternamente: raccolta sul mercato.

3. Copertura dei rischi: se dai rischi si generano perdite queste sono coperte dal reddito della banca. Se il

bilancio chiude in perdita queste perdite vanno a ridurre il capitale. Quindi il capitale è un cuscinetto per

assorbire le perdite ed è importante perché le banche sono intermediari finanziari che svolgono

congiuntamente:

a. trasformazione dei rischi: gli impieghi sono rischiosi e sono a valore variabile mentre i debiti

della banca hanno un valore monetario costante definito in termini di capitale ed interesse

maturato questo valore monetario costante è indipendente dal valore degli impieghi.

b. e trasformazione delle scadenze: gli impieghi non sono a breve termine mentre le passività sono

a breve o a vista quindi le banche finanziano attività rischiose e non liquide con passività a valore

monetario costante e in larga misura a breve e voltatile.

Può fare questa trasformazione se:

• Se gli impieghi sono sufficientemente diversificati.

• Se il capitale della banca è sufficiente a coprire i rischi non eliminati dalla diversificazione coprendo

perdite senza renderla inadempiente verso i propri creditori.

Il livello di capitalizzazione è un elemento importante

• Sul profilo gestionale, per l’operatività delle banche a vantaggio dell’economia reale

• Sul profilo regolamentare, evita di mettere a rischio la stabilità finanziaria.

Le banche lavorano insieme e gestiscono il sistema dei pagamenti. La crisi di una banca può provocare un

effetto contagio per le altre. A tutela della stabilità finanziaria c’è la BCE, la tutela dei depositi e in caso

peggiore i salvataggi pubblici.

Il capitale è relativamente piccolo rispetto al totale del diritto dei creditori. Se le perdite eccedono il

capitale è inevitabile che i creditori abbiano delle perdite ma non tutti. In creditori non assicurati o non

garantiti assumono perdite in ordine di seniority è una graduatoria di rimborso in caso di crisi di insolvenza.

Le regole del capitale nascono per tutelare dai rischi sistemici la struttura fragile delle banche. La fragilità è

data dalle trasformazioni dei rischi e delle scadenze.

Le banche si finanziano in prevalenza con debiti: depositi ed obbligazioni. Il capitale di una banca, che

corrisponde ai diritti patrimoniali degli azionisti:

• Aumenta: con il passaggio a riserva di utili non distribuiti

• Diminuisce: con perdite di esercizio

Se il capitale di una banca venisse completamente azzerato le perdite in eccesso sarebbero a carico dei

creditori della banca. Quindi minore è il capitale, maggiori sono le possibili perdite a carico dei creditori.

Solvibilità e liquidità

Un elevato leverage significa bassa capitalizzazione ed alto indebitamento.

Le banche che Hanno un debito elevato e possono operare a questo modo perché:

• I depositi quelli protetti, beneficiano di una protezione e in più servono ai depositanti per utilizzare i

servizi di pagamento delle banche. Quindi i depositi al dettaglio, che sono assicurati sono debiti poco

sensibili perché godono di un’assicurazione e non sono volatiti per la necessità in quanto servono per il

bisogno stabile per la gestione dei pagamenti.

• Passività all’ingrosso, verso altre banche o imprese o investitori non sono assicurate per la loro

competenza sulla rischiosità e sono più sensibili al rischio e potenzialmente molto voltatili. All’aumentare

del peso di queste passività volatili ovviamente la fragilità della struttura finanziaria aumenta. È nei

mercati all’ingrosso che si ha momenti di liquidazione di massa nel mercato titoli di debito della banca.

Il leverage è un indicatore della solvibilità della banca

Solvibilità e Liquidità sono due concetti diversi ma con una linea di demarcazione molto sottile.

la situazione di liquidità della banca si valuta in base alla presenza nell’attivo di bilancio di base monetaria

(infruttifera) e di strumenti finanziari liquidi, rapidamente convertibili in moneta (tesoreria) che servono alle

banche per far fronte ai debiti a breve.

La situazione di solvibilità (impieghi maggiore dei debiti) si valuta invece all’adeguatezza del capitale rispetto

ai rischi dell’attivo. È importante sottolineare che il capitale non rappresenta riserve liquide ma serve a

ridurre il rischio di insolvenza della banca.

La differenza è importante perché le banche centrali possono fare credito a banche illiquide ma solvibili.

Anche se le stesse banche centrali hanno difficoltà a valutare se ha problemi di liquidità è a corto di tesoreria

oppure se deriva dal fatto che i creditori non si fidano perché ha un elevato rischio di insolvenza.

Una banca illiquida può facilmente diventare insolvente a fronte di richieste improvvise di debiti. Quando

una banca non riesce a finanziarsi sul mercato o vende impieghi o richiede il rimborso dei prestiti. Ci possono

essere perdite che poi la possono rendere insolvente. Perdita di liquidità dovuta a sfiducia e perdita in

solvibilità dovuta a perdite per monetizzare danno origine a molti episodi di crisi bancaria. Se riguarda piccole

banche abbiamo in rischio idiosincratico altrimenti abbiamo un rischio sistemico.

La solvibilità di una banca dipende dall’esistenza costante e continuativa di un surplus tra impieghi e debiti

della banca. Cioè esiste in modo continuo un capitale adeguato.

Il valore del capitale E dipende dai criteri con cui sono valutati gli impieghi perché è dato dalla differenza tra

impieghi e debiti (che sono invece a valore costante e fisso). Se i rischi degli impieghi sono sottovalutati (come

il rischio di un prestito) e la banca ha fatto rettifiche su crediti insufficiente allora questa sottovalutazione dei

rischi implica che il valore contabile del capitale il book value è sopravalutato.

Il capitale contabile non coincide sempre con il valore di mercato del capitale, solo in mercati perfettamente

finanziari. Il prezzo delle azioni sarà tanto più basso tanto più basso sarà il tasso di sconto dei rendimenti

dagli azionisti. Una banca solida avrà un valore di marcato molto maggiore di quello contabile. Viceversa, la

banca si considera non solida.

• P = market value

• B = book value

P/B quanto la valutazione prospettica degli azionisti possa coincidere con quella contabile in merito alla

adeguatezza del capitale. Quando è <1 significa che le banche pur adeguatamente patrimonializzate la loro

redditività è giudicata molto bassa dagli azionisti. È un problema se la banca deve rivolgersi al mercato per

aumentare il capitale oppure per operazioni di M&A.

Il problema del leverage delle banche:

il leverage è un indicatore della solvibilità della banca.

• leverage: è la misura di quante volte l’attivo (TA) è multiplo del capitale (E), ossia TA/E.

• coefficiente di leverage: è la misura di quanto l’attivo è finanziato mediante capitale proprio, ossia E/TA.

• Rapporto di indebitamento: è la misura di quanto l’attivo è finanziato mediante debiti, ossia 1-E/TA o

D/TA.

Questi tre indicatori misurano la stessa cosa: la struttura finanziaria della banca.

L’insolvenza di una banca si ha quando TA < D.

Probabilità e costi delle crisi bancarie

Dal leverage dipende la solvibilità delle banche. Quanto maggiore è il leverage tanto maggiore è

• il rischio che una banca diventi insolvente.

• E di conseguenza che i creditori subiscano delle perdite causa insolvenza.

Basta una perdita di valore delle attività anche piccola.

X = aliquota di perdita potenziale dell’attivo % = perdita/TA

La banca diventa insolvente quando Ta * (1-x) < D (debiti in funzione del coefficiente di leverage)

Facendo dei calcoli si ha che la situazione di insolvenza di una banca si ha quando X > E/TA

Questo vuol dire che con un leverage di 20 che corrisponde a un coefficiente di leverage di 1/20 = 5% … basta

una perdita superiore al 5% per bruciare tutto il capitale ed essere insolvente. Con un leverage pari al doppio

la banca diventa insolvente molto prima.

Il rischio di insolvenza aumenta il rischio dei creditori e di conseguenza il loro costo che devono sostenere.

In caso di insolvenza il valore dell’attivo al netto della perdita viene usato per soddisfare i creditori che

saranno liquidati ognuno secondo la propria graduatoria di seniority. I primi riceveranno tutto mentre gli

ultimi in graduatoria ricevono una parte oppure niente. Quanto recuperano i creditori?

Se (x-E/Ta)>0 allora i creditori subiscono delle perdite. Quindi a parità di X la perdita è maggiore quanto

minore è il coefficiente di leverage e quindi quanto maggiore è il leverage.

Quindi, con la seguente formula si definisce il tasso di recupero dei creditori = (1-X)/(1-E/TA) dove X è una

perdita in % di TA.

Un leverage delle banche troppo alto:

• Aumenta la probabilità di insolvenza delle banche

• Aumenta i costi a carico dei creditori ma anche per la collettività (imprese, clienti, famiglie, dipendenti,

ecc…)

Se la rete di sicurezza delle banche azzerasse qualsiasi rischio questo porterebbe i banchieri a fare operazioni

senza nessuna cautela: questo è il così detto azzardo morale. Quindi le banche per evitare i rischi dell’azzardo

morale devono poter fallire. Oppure vietare alle banche certe categorie di operazioni troppo rischiose e

questa era la regolamentazione strutturale. Ma comunque devono essere operazioni volte a contenere il

leverage.

Effetti del leverage su ROE e sua variabilità

Un leverage alto migliora il ROE = Un/E. Quindi la massimizzazione del ROE si consegue con un leverage

elevato.

Le due formule che esprimono il ROE in funzione del leverage sono:

1. ROE = ra + (ra-ip)*D/E = rendimento medio dell’attivo + effetto leverage

Effetto leverage = (ra-ip)*D/E

• (ra-ip) = spread tra interesse dell’attivo e interesse del passivo

• D/E è il rapporto di indebitamento: Qui il leverage entra con il rapporto di indebitamento.

Ra = rendimento medio dell’attivo si calcola come somma del totale dei ricavi della banca al netto dei costi

operativi e dei costi per il rischio diviso il totale dell’attivo. È definito anche ROI, return of investment. È un

valore variabile che:

• Migliora quando i rischi sono bassi e l’economia migliora.

• Peggiora quando i rischi aumentano e al peggiorare della congiuntura.

Ip = costo medio del passivo ossia il totale degli interessi passivi rapportati al totale del debito. Il costo del

passivo si ipotizza fisso il quanto variabile dipendente dal merito creditizio della banca ossia dal suo rating.

2. ROE = ROA*Ta/E

ROA = Un/Ta misura la redditività dell’attivo. È uno degli indici migliori per valutare la redditività di una

banca. Questo indice non risente del leverage come il ROE quindi misura la reale profittabilità di una banca.

Cioè la capacità di produrre utili attraverso una combinazione efficiente di prodotti o di servizi

sufficientemente remunerativi, gestione prudente dei rischi ed un utilizzo efficiente delle risorse.

Una banca ben gestita ha un ROA buono (ROA attorno al 1%).

Se la profittabilità dell’attivo è bassa grazie al leverage il ROE risulta discreto la banca resta una banca fragile.

Quindi in questo caso l’effetto leva agisce peggiorando la situazione. Infatti, se il ROA, diventasse negativo

allora sempre per effetto leva il ROE sarebbe ancora più negativo.

La banca ha un ROA del 0,5 e un leverage del 20. Questa banca si presenta con un ROE = 10%, comunque

discreto ma fragile perché basta qualche perdita per mandarla in crisi.

Ogni banca ha un suo leverage di equilibrio, perché:

• Regolamentazione: Le regole di Basilea fissano una capitalizzazione minima, ossia il leverage

massimo che una banca può avere. Dovendo rispettare queste regole le banche fisseranno il leverage

su livelli pari o leggermente al di sotto della soglia.

• Merito creditizio: Le banche devono indebitarsi sul mercato per finanziarsi e quindi devono avere un

rating adeguato a minimizzare i costi della raccolta. Per avere un rating buono deve avere una

solvibilità alta. Quindi è anche condizionato ai livelli di rating che la banca vuole mantenere.

• Remunerazione: Gli azionisti sono propensi a massimizzare il leverage per aumentare il ROE.

Per abbassare il leverage la banca può:

• Aumentare il capitale

• Ridurre gli impieghi

Ipotizziamo che il capitale venga aumentato dall’autofinanziamento. E definiamo P tasso di conversione del

capitale = utili non distribuiti/utili totali = 1 – tasso di pay-out.

La banca ha tre modi per mantenere i propri obiettivi di crescita dell’attivo.

dTa/Ta = dE/E = ROE * p = ROA * Ta/E * p

Da questa relazione si hanno le variabili che possono influire quando si desideri conseguire un obiettivo di

crescita dell’intermediazione (dell’attivo). Queste variabili sono:

• ROA

• Leverage di equilibrio

• Tasso di conservazione del capitale

La crisi generata dalla pandemia rischia di generare dei ROA negativi o molto bassi. Quindi per i motivi

precedenti si va ad abbassare il leverage che vorrebbe dire ridurre l’offerta di credito. Allora la vigilanza ha

optato per aumentare il leverage delle banche e quindi ridurre i vincoli di capitalizzazione. L’altro intervento

è stato quello di aumentare fortemente il tasso di conservazione del capitale, riducendo quindi gli utili

distribuiti. Questo è stato fatto per avere una crescita del credito tale da sostenere l’economia in questa fase.

Leverage e ciclicità

La pro-ciclicità: amplificazione delle fasi cicliche è una delle cause principali dell’instabilità finanziaria.

L’effetto pro-ciclico è tanto maggiore quanto maggiore è il leverage di equilibrio delle banche. È un fenomeno

negativo e l’evidenza empirica che il comportamento pro-ciclico delle banche è tanto maggiore quanto più

elevato il loro leverage di equilibrio.

Nelle fasi di espiazione si genera un miglioramento dell’economia e può portare ad una sottovalutazione dei

rischi da parte delle banche. Le banche saranno meno prudenti del solito e quindi daranno maggiore credito

indebitandosi di più. Quando si inverte il ciclo e si entra in una fase di recessione la bolla scoppia, quindi i

prezzi crollano e le perdite delle banche sono tanto maggiori quanto maggiori era stato l’eccesso di ottimismo

nella fase prima. Le crisi bancarie non fanno altro che amplificare la recessione.

La fase di espansione è caratterizzata da dTa/Ta < dE/E

Se il capitale e l’attivo crescono in valore assoluto nella stessa misura, allora l’aumento relativo del totale

attivo è minore dell’aumento relativo del capitale e quindi la banca ha un leverage inferiore a quello

desiderato. Questo porta la banca ad aumentare le attività e aumenteranno i debiti per finanziare gli attivi

fino a riportare il leverage al livello desiderato.

La fase di recessione (il ciclo si inverte) è caratterizzata da -dTa/Ta < - dE/E

Questo porta le banche ad aggiustamenti per ridurre il leverage a livello desiderato. Quindi una riduzione

delle attività e dei debiti ad un tasso di decremento che deve essere uguale a quello iniziale di decremento

relativo del capitale.

Questi processi di aggiustamento si definiscono processi di deleveraging: restrizione dell’offerta di credito e

deflazione dei prezzi delle attività. Questo amplifica la fase di recessione. Aumentare il leverage durante

questa pandemia ha impedito proprio questo fenomeno.

Regole di Basilea e WACC

Quando si parla di vincoli di Basilea, si fa riferimento ai coefficienti di capitale che le banche devono

rispettare.

Il comitato di Basilea per la vigilanza bancaria è un organismo che insieme ad altri organi fissa gli standard

minimi della regolamentazione prudenziale delle banche le cui regole sul capitale sono una parte principale.

Il compitato di Basilea è composto dai rappresentati delle banche centrali e dalle autorità di vigilanza dei 28

paesi avanzati e un gruppo di paesi emergenti.

Gli standard regolamentari derivano da accordi tra i componenti di questo comitato. E portano negli accordi

i differenti interessi dei singoli paesi: sono accordi frutto di compromessi e non sono i migliori possibili. In

sede di questi accordi è consentita una discrezionalità per ogni paese. Le regole di Basilea degli USA sono

applicate in modo diverso rispetto a UE, ma anche le regole in Italia sono diverse in Germania questo perché:

• Le leggi nazionali hanno una certa discrezionalità

• L’applicazione delle regole aspetta alle autorità di vigilanza che hanno anche loro margini molto ampi.

I coefficienti minimi di capitale che ogni banca deve rispettare non gli fissa Basilea ma l’autorità di vigilanza

della banca.

Il principio di Basilea: il capitale deve essere tanto maggiore quanto maggiori sono i rischi delle loro attività.

Vincolare le banche ad un certo capitale implica contenere il leverage.

• Ex ante, in termini di prevenzione è quello di ridurre il rischio che le banche si trovino in una situazione

di dissesto. La disciplina rende più costoso, in termini di aumento di capitale necessario, l’assunzione

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vale1801 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione del capitale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Montanaro Elisabetta.
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