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CAPITOLO VII - STRUMENTI TOPOGRAFICI

AZIMUT = è l'angolo tra un punto e un piano di riferimento

ANGOLO AZIMUTALE = fra A e B misurato in O = angolo orizzontale (diedro) formato (nello spazio) in un punto P da due piani verticali in P e passanti per 2 punti A e B. Nel caso in cui se piano verticale in P coincide col meridiano, prende se nome di azimut.

ANGOLO ZENITALE = è l'angolo che la direzione (per esemp.) OA forma con ea verticale in O

TEODOLITE

Strumento che permette di misurare angoli azimutali e zenitali

Capitolo VII - Strumenti Topografici

Aziimut = è l'angolo tra un punto e un piano di riferimento

Angolo Azimutale = fra A e B misurato in O = angolo orizzontale (dihedro) formato (nello spazio) in un punto P da due piani verticali in P e passanti per 2 punti A e B. Nel caso in cui il piano verticale in P coincide col meridiano, prende il nome di azimut.

Angolo Zenitale = è l'angolo che la direzione (per esemp.) OA forma con ea verticale in O

Teodolite

Strumento che permette di misurare angoli azimutali e zenitali

  • "a" asse primario
  • "s" asse secondario
  • "c" asse di collimazione

Nota: se lo strumento e' rientrato

G LA

C LS

- tre assi si incontrano in un punto c, detto "centro dello strumento"

FUNZIONAMENTO GENERALE TEODOLITE

Durante una misura le C.O. resto solidale alla base, mentre le C.V. e' solamentefissato all'asse "S" e ruota assieme al toro oculare.

Le graduazioni due cerchi sono sempre numerate in senso orario.

COME SI EFFETTUA LA MISURA DELL'ANGOLO ORIZZONTALE? (AZIMUTALE)

Premessa: in ogni caso un angolo si esprime come differenza di 2 lettere.

  1. Si dirige l'asse di collimazione verso A e si esegue la misura LA
  2. Poi verso B ed esegue la misura LB
  3. ΔABD = LB - LA (misurato in senso orario da A a B)

COME SI EFFETTUA LA MISURA DELL'ANGOLO ZENITALE?

  1. Supponiamo di conoscere la lettura Z in corrispondenza della direzione verticale dell'asse "c".
  2. Ruotiamo "c" fino ad incontrare il piano contenente A → si legge nel C.V.
  3. Rotazione = distanza zenitale ⇒ z = 2S - 2zi le lettura S sul C.V. e Z

Oss: l'espressione nella misura degli angoli zenitali e' inferiore a quella degli angoli orizzontale perché ⇒ diametro C.V. più piccolo

L'influenza negativa della rifrazione: atmosferica!

CANNOCCHIALE

Distanza Focale (nell'obiettivo e che nell'oculare)

All'interno del cannocchiale c'è un reticolo, costituito da un retino caratterizzato da delle

le misurazioni, che con diverse modalità, permettono di individuare un punto centrale chiamato "CENTRO" del reticolo.

DEP. ASSE DI COLLAZIONE: Congiungente il centro del reticolo con il centro ottico principale dell’obiettivo (sarebbe il centro dell'obiettivo). Èinterno allo strumento

NOTA: Quando un punto passa dal centro del reticolo e dal centro dell'obiettivo, le parte è "COLLIMATO."

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DI UN CANNOCCHIALE

INGRANDIMENTO:

Si definisce ingrandimento normale quello che si ha osservandoun oggetto a distanza a∞ cioè quando g=f2, con l’oculare accordatoper l’∞, cioè posto in modo che f1 cada nel reticolo (a: d = tra obiettivo e reticolo, f1 = primo fuoco)

CAMPOCHIAREZZA:

  • rapporto tra la chiarezza dell'oggetto visto attraverso il cannocchiale e la chiarezzadell'oggetto visto ad occhio nudo
  • ≈ K / I2 → attraverso questa relazione si dimostra che la chiarezza di uncannocchiale è indirettamente proporzionale a I2

DIAMETROOBIETTIVO:

a seconda dalla dimensione interviene su:

POTERE PUNTAMENTO:

  • è numericamente uguale dell'errore angolare che si commettequando, secondo il giudizio dell'osservatore, il punto collimatoe metà del reticolo e può essere valutato circa 4 volteinferiore a γ

POTERE RISOLUTIVO:

γ = angolo con vertice nel centro dell'obiettivo che sottendedue punti distinti r nel piano focaleσ = diametro del dischetto di diffrazionefr = distanza focale

sapendo che

lunghezza d'onda

diametro obiettivo

VANTAGGI CANNOCCHIALE A LUNGHEZZA COSTANTE

  • è fissa la distanza fra obiettivo e reticolo
  • ha maggiore ingrandimento, a parità di lunghezza del cannocchiale
  • l'asse di collimazione è univocamente determinato
  • è stagno alla polvere e umidità

REGOLE PER LA COLLIMAZIONE

  • adattamento alla vision
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Ingegneria civile e Architettura ICAR/06 Topografia e cartografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicolo.nicassio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geomatica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Bari o del prof Caprioli Mauro.
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