GAS DI SINTESI
(pagg. 93-‐160 Pasquon, Tesi di Belcastro e Pagani del Polimi)
Vengono definiti gas di sintesi miscele contenenti CO e H2. Tali gas presentano interesse industriale
perché vengono utilizzati:
1. per la preparazione di ammoniaca NH3
2. per la preparazione di metanolo CH3OH
3. per la preparazione di aldeidi e alcoli mediante OXOSINTESI (idroformilazione) con olefine.
OXOSINTESI: CO + H2 + olefina aldeide
!
_______PRODUZIONE del GAS DI SINTESI
I gas di sintesi possono essere preparati nei seguenti modi:
1. ossidazione parziale (combustione incompleta) di idrocarburi saturi gassosi (metano, gas
naturale) o liquidi PROCESSI AUTOTERMICI, che sono conversioni ossidanti con ossigeno
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2. reazione tra vapor d’acqua e idrocarburi saturi gassosi (metano, gas naturale) o liquidi
LEGGERI reforming con vapore ( steam reforming, che è conversione ossidante C(IV)
! !
C(II) con vapor d’acqua)
I processi basati sull’impiego di idrocarburi - vd. sopra -‐ (per l’ottenimento di idrogeno) sono
particolarmente interessanti per impianti a grande potenzialità come quelli che si realizzano oggi. Infatti,
al contrario degli impianti di produzione dell’idrogeno elettrochimico (il cui costo unitario è
indipendente dalla dimensione dell’impianto), in questi impianti i costi unitari di produzione
diminuiscono sensibilmente all’aumentare della potenzialità.
L’idrogeno necessario per la sintesi dell’ammoniaca può ANCHE essere ottenuto:
1. separazione DAI gas di cokeria (miscela di gas ottenuto per distillazione secca di alcuni
tipi di litantrace) a seguito della crisi petrolifera potrebbero riacquistare interesse i
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metodi basati sull’impiego di carbone
2. decomposizione elettrochimica dell’acqua praticamente abbandonata a causa degli elevati
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costi d’esercizio.
_____________________PROCESSI AUTOTERMICI – esempio di reazione (REAZIONE DI
COMBUSTIONE PARZIALE) condotta ad alta T all’equilibrio termodinamico NON
CATALIZZATA (date le alte T raggiunte in questo processo)
Nei processi autotermici possono essere utilizzati diversi tipi di idrocarburi, dal gas naturale agli oli
residui di distillazione. In genere è più economico l’uso di oli pesanti dato il loro basso costo e la loro
facilità di trasporto.
Le operazioni principali per
l’ottenimento di NH3 a partire dal processo considerato sono le seguenti
(per comodità si suppone di partire da CH4) :
1. reazione di combustione parziale:
CH4 + ½ O2 CO + 2H2 esotermica
!
2. eliminazione del nero fumo eventualmente formatosi in (1). Il nerofumo è particolato
carbonioso
3. reazione di conversione (WATER GAS SHIFT REACTION) PRODUCO ULTERIORE IDROGENO:
CO + H2O CO2 + H2
!
4. eliminazione della CO2 e di H2S eventualmente presenti
5. eliminazione del CO residuo e aggiunta di N2
6. sintesi di NH3 dalla miscela N2+3H2
___________________________________REAZIONE DI COMBUSTIONE PARZIALE
A partire da opportuni rapporti O2/idrocarburo il sistema, portato ad una certa temperatura, raggiunge
una composizione corrispondente all’equilibrio termodinamico, tale che le rese in CO e H2 rispetto
all’idrocarburo e all’ossigeno siano soddisfacenti. In pratica il processo è condotto in modo
AUTOTERMICO (ovvero l’energia termica necessaria al sostentamento è fornita dalle reazioni che si
svolgono nel decorso del processo stesso) essendo la reazione globale sufficientemente esotermica. In
non aria
questi processi è necessario utilizzare OSSIGENO e perché:
1. utilizzando aria si dovrebbero fornire le calorie necessarie per portare ANCHE l’azoto alla T
richiesta
2. non sarebbe possibile ottenere (solo) per questa via un gas avente un rapporto N2/H2
necessario per la sintesi dell’ammoniaca (ricorda che il rapporto O2/idrocarburo è fissato).
IN DEFINITIVA è possibile realizzare la reazione desiderata in modo auto termico con rese
soddisfacenti operando con rapporto O2/CH4 ca. 0,6, preriscaldando a 500 °C i reagenti.
Operando in queste condizioni si raggiungono temperature di reazione di circa 1200 °C e si
osserva che all’equilibrio termodinamico non è presente nerofumo nel sistema. In pratica però il sistema
non raggiunge necessariamente l’equilibrio termodinamico la formazione di nerofumo DIVENTA un
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problema perché il suo allontanamento dalla miscela di reazione presenta difficoltà.
___________________________________ANDAMENTO DELLE REAZIONI DURANTE IL PROCESSO AUTOTERMICO
DI COMBUSTIONE PARZIALE
La miscela CH4-‐O2 è introdotta in un bruciatore che si trova a sua volta in un reattore. Tutto l’ossigeno
presente nella miscela di reazione reagisce molto rapidamente con il metano per dare in un primo tempo
CO2 e H20 (infatti nel caso di ossidazione totale del CH4 ho O2 in difetto e la reazione è spostata tutta a
destra, vd. stechiometria). Si ha formazione di fiamma. La reazione, che è molto esotermica, dà luogo ad
un forte innalzamento locale della temperatura. Tenuto presente che si opera con difetto di O2, nella
prima zona del reattore si ha una miscela contenente prevalentemente CO2, H2O e metano non reagito.
Data l’elevata T, il metano tende a decomporsi con formazione di C (solido) – CH4 C + 2H2 -‐, o
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comunque di prodotti carboniosi che si agglomerano in particelle solide. Nella seconda parte del reattore
hanno luogo reazioni endotermiche (quindi il reattore deve essere progettato in modo tale da
consentire il rapido trasferimento del calore dalla prima zona, ove avvengono le reazione esotermiche,
alla seconda, ove avvengono le reazioni endotermiche accorgimento necessario affinché il processo
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possa essere autotermico):
1. CH4 + H2O CO + 3H2 endotermica
!
2. CH4 + CO2 2CO + 2H2 endotermica
!
3. C + H2O CO + H2 endotermica REAZIONE DI GASSIFICAZIONE (è
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utilizzata anche per produzione H2)
4. C + CO2 2 CO endotermica
!
Le prime, essendo omogenee (gas), tendono a portarsi rapidamente all’equilibrio; non accade lo stesso
per le ultime due: se i tempi di permanenza nel reattore non sono sufficientemente elevati il sistema non
raggiunge l’equilibrio termodinamico e si ritrova nero fumo nei prodotti di reazione.
Osservazione: formazione di nerofumo all’uscita del bruciatore fortemente dipendente dalla bontà della
miscelazione dei reagenti superficie di scambio, che determina l’avvicinamento all’equilibrio nel
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tempo di permanenza. Negli impianti che usano metano (gas) questo problema è stato risolto
progettando in modo opportuno il bruciatore. Anche nel caso degli idrocarburi liquidi si deve cercare di
ottenere una buona miscelazione con l’ossigeno. A tale scopo si aggiunge alla miscela reagente anche
vapor d’acqua che contribuisce a nebulizzare l’olio (l’idrocarburo liquido).
___________________________________STUDIO CONDIZIONI OPERATIVE DEL PROCESSO AUTOTERMICO
Dai dati termodinamici si evince che la resa (all’equilibrio) in CO e H2 diminuisce all’aumentare della
pressione (infatti la reazione globale è termodinamicamente favorita da bassa pressione avvenendo con
aumento del n. di moli in fase gas) MA a T sufficientemente elevate tale resa diviene indipendente dalla P.
Il raggiungimento di tali T richiede un maggior consumo di ossigeno (vd. grafico T adiabatica di fiamma -‐
% ossigeno teorico). MALGRADO questi aspetti negativi e conveniente condurre la reazione sotto
pressione (ca. 30 atm) perché:
1. si riducono i volumi delle apparecchiature
2. tenuto presente che la sintesi dell’ammoniaca e quella del metanolo vanno condotte sotto
pressione, i gas dovranno comunque essere compressi prima del ciclo di sintesi;
d’altronde la reazione di ossidazione parziale (omogenea in fase gas) avviene con aumento di
volume, pertanto l’energia necessaria per comprimere i gas prima della reazione è inferiore a
quella richiesta se si comprime dopo. INOLTRE il metano è generalmente disponibile sotto P di
alcune atm. SAREBBE INTERESSANTE poter effettuare la reazione di combustione parziale alla
stessa P alla quale si deve fare la sintesi dell’NH3. Ciò consentirebbe di eliminare i compressori
prima del ciclo di sintesi riduco i costi dell’impianto e dell’energia (IMPORTANTE perché
!
INCIDENZA COSTO ENERGIA SU COSTO NH3 è 30%)
Tenuto presente che nei cicli di sintesi di NH3 e di CH3OH i gas sono riciclati, gli eventuali inerti presenti
tendono ad accumularsi. Comunque, la percentuale di CH4 residuo nei processi auto termici può essere
facilmente ridotta a 0,2-‐0,3% nelle condizioni ope