Frege e la logica moderna
Frege contribuì alla nascita della logica moderna. Egli fu uno studioso interessato ai problemi del linguaggio in generale; nei confronti del linguaggio ordinario Frege professava una spiccata diffidenza: pur riconoscendo l’indispensabilità per gli scopi della vita quotidiana, lo considerava uno strumento inaffidabile per chi fosse impegnato nella ricerca teorica. Il suo obiettivo era eliminare nel maggior modo possibile l’ambiguità, gli equivoci nel linguaggio ordinario; per questa ragione si inventò un nuovo linguaggio: l’ideografia, era un linguaggio artificiale elaborato per formulare le dimostrazioni matematiche, una lingua che fosse il più possibile simile ad un codice matematico/linguaggio tecnico, che perdesse così l’ambiguità.
Fallì perché l’ambiguità non può non esserci perché la semantica è ambigua! Si rese conto che solo in circostanze prive di interpretazioni potesse valere questo linguaggio, poiché in determinate circostanze l’elemento ambiguo finisce per essere l’elemento cardine; ciò perché la caratteristica del linguaggio è la variabilità.
La filosofia di Frege
Frege prende spunto dalla nozione di verità, che fa riferimento al principio di corrispondenza. La sua filosofia ha come obiettivo l’approfondimento della semantica basata sulla verità e del caso basato sulla certezza. Il suo è un discorso incentrato sulla nozione di vero e di falso, su cui si basa la teoria semantica. Il suo obiettivo è una semantica basata sulla verità, la quale serve per raggiungere la realtà.
Egli vuole individuare criteri che consentono alle parole, e dunque ai segni, e dunque ai significati, di rimandare a qualcosa d’inconfutabile; un principio che consolida il legame fra segno e agganci con verità. Egli non sostituisce qualcosa col segno, ma oggettivizza tutto ciò che viene evocato dai segni verbali, tutto ciò che viene compreso; i concetti, che egli chiama pensieri, vengono agganciati ai significati e devono confrontarsi col vero e col falso e devono essere considerati come cose.
La nozione di pensiero
Introduce così la nozione di pensiero, equiparabile alla nozione di concetto: egli considera i pensieri esistenti a prescindere se siano o meno pensati e dunque se vengano o meno concettualizzati. Egli vuole dargli un’esistenza oggettiva reale, una consistenza; vuole dunque oggettivizzarli.
La nozione di semantica prende in causa il rapporto tra segni (referenti nel caso di Frege) e significati. Il testo che più ci interessa è “Über Sinn und Bedeutung” del 1892. Le nozioni chiave della semantica fregiana sono la Bedeutung, che rendiamo con riferimento/denotazione e il Sinn che rendiamo con significato.
Distinzione tra Sinn e Bedeutung
La distinzione si applica a tutte le categorie di espressioni linguistiche (termini singolari, enunciati e predicati).
Termini singolari
- I nomi propri: nomi che individuano una ed una sola cosa, es. Giorgio Lo Feudo.
- Le descrizioni definite: iniziano con un articolo determinativo singolare e determinano una ed una sola cosa, es. la capitale della Francia.
La distinzione tra senso e significato ha un’importanza fondamentale per Frege; c’è una differenza tra il modo in cui li adopera Frege e il modo in cui li si adopera normalmente. La Bedeutung di un termine singolare è l’oggetto di cui il nome proprio è nome e l’oggetto di cui la descrizione definita è descrizione definita. (Nella semantica/linguistica generale Parigi è il significato, non il riferimento). Fa ciò per maneggiare la realtà.
Il Sinn è il modo in cui il segno (in questo c
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