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Le civilta' idrauliche della Mesopotamia

Il nome Mesopotamia, che significa terra in mezzo ai fiumi, fu dato dai Greci perché questa terra era compresa tra il Tigri e l'Eufrate. Questi due fiumi, oltre a rendere fertile e mite questa regione, ne favorivano le comunicazioni e i commerci.

I sumeri

La terra di origine del popolo dei Sumeri resta sconosciuta; essi non erano di origine semitica ed è ben noto che non furono né il primo né l'ultimo popolo ad abitare in questa terra. Prove archeologiche dimostrerebbero che, intorno al 4500-4000 a.C., essi vivevano sui Monti Zagros (a nord dell'altopiano della Mesopotamia, vicino all'attuale confine con la Turchia) e poi si sarebbero stanziati nella zona meridionale della regione, ossia nei pressi delle foci del Tigri e dell'Eufrate, sul Golfo Persico. I sumeri costruirono lungo i due fiumi una serie di grandi città, circondate da spesse muraglia di difesa e capaci di ospitare numerose popolazioni: la prima città sumera fu Uruk (fondata circa nel 3500-3100 a.C.).

Il nome sumero, probabilmente, è stato dato dai loro successori, gli Accadi (popolo semita). Ogni città sumera costituiva uno stato indipendente. I sumeri quindi non si organizzarono in uno stato unitario ma in una costellazione di città autonome e autosufficienti: la città-stato. Lo Stato sumerico aveva marcati tratti teocratici, in cui non vi era una netta separazione tra potere politico e potere religioso. Il sovrano ricopriva anche funzioni sacerdotali. È probabile che in un primo momento (almeno in alcuni centri come Uruk) la città fosse governata da un re sacerdote, la cui funzione religiosa conferiva anche un’autorità politica.

Il potere politico e l'organizzazione amministrativa si concentravano nel tempio, che costituiva così il centro non soltanto della vita religiosa ma anche di quella politica ed economica. Era infatti allo stesso tempo luogo di culto, centro direttivo dell'economia e delle attività pubbliche, magazzino, mercato e scuola. Questo tipo di struttura viene anche chiamato tempio-palazzo. Nella società sumerica i sacerdoti fungevano da funzionari: distribuivano ai contadini le terre da coltivare e accumulavano derrate alimentari. Il tempio era quindi anche il centro di organizzazione del lavoro ed il luogo di raccolta e di ridistribuzione dei beni.

I lavoratori consegnavano il frutto della loro fatica al tempio e in cambio ricevevano dai sacerdoti il necessario per vivere. Solo successivamente la funzione politica e quella religiosa si differenziarono: il re divenne il vero e proprio padrone del paese, mentre il tempio veniva governato da un sacerdote. Il re, circondato dai suoi funzionari e dalle sue guardie, risiedeva in un grande palazzo posto al centro della città. In una città potevano esservi molti templi dedicati ai diversi dei. Il re veniva considerato il rappresentante degli dei sulla terra.

L'espansione degli Accadi

Ai sumeri si fa risalire l'invenzione della scrittura cuneiforme, così detta perché le lettere venivano rappresentate con segni a forma di cuneo o chiodo su tavolette di argilla. Le più famose costruzioni sumere e in generale mesopotamiche, furono le ampie piattaforme terrazzate alte fino a 60 metri, costruite con mattoni chiamate ziqqurat.

Per molto tempo la società sumerica si mantenne ordinata. Attorno ai sumeri vivevano popolazioni nomadi che con essi istituirono rapporti di commercio ma anche di ostilità. Una di queste popolazioni si era insediata nella regione chiamata Accad. Gli Accadi riuscirono a conquistare il regno dei sumeri e a fondare un impero che racchiudeva tutti i popoli della regione guidati dal re Sargon il Grande (2335-2279 a.C.), il quale in una prima fase conquistò tutte le principali città sumeriche unificando la Mesopotamia sotto il suo dominio.

La Torre di Babele, descrizione ideale della ziqqurat della città di Babilonia famosa in tutto il mondo antico, fu descritta anche da Erodoto. Alcuni esempi di tecnologia Sumera sono: la ruota, la sega, il cuoio, lo scalpello, il martello, il fermaglio, le punte di trapano, il chiodo, lo spillo, l'anello, la zappa, la scure, il coltello, la punta di lancia, la punta di freccia, la spada, la colla, il pugnale, le pelli d'acqua, le borse, la bardatura, la barca, l'armatura, la faretra, la guaina, gli stivali, i sandali, l'arpione e la distillazione della birra.

I sumeri sono probabilmente ricordati principalmente per le loro molte invenzioni che ci hanno lasciato in eredità. Molti studiosi ritengono che la prima ruota sia comparsa in queste terre, nata prima sotto forma di tornio da vasaio. I sumeri furono inoltre fra i primi veri astronomi. Mapparono le stelle in insiemi di costellazioni, molte delle quali sopravvivono nell'attuale zodiaco e conoscevano 5 pianeti.

Il secondo periodo sumerico e la sua fine

L’impero accadico crollò in seguito alle incursioni di popolazioni nomadi. La fine dell’impero consentì la rinascita e la ripresa delle città sumeriche che riacquistarono la loro indipendenza. Espulsi gli invasori e riparati i danni, i Sumeri poterono vivere un secondo periodo di pacifica fioritura. In questo periodo emerge la notevole personalità di Gudea di Lagash, il più grande sovrano che i sumeri abbiano avuto. Il secondo periodo della civiltà sumerica fu però relativamente breve; infatti, la Mesopotamia cadde nuovamente nelle mani di popolazioni semite, i nuovi conquistatori provenivano dal paese detto Amurru, dalle montagne del Libano e perciò erano chiamati Amorrei cioè Babilonesi.

La religione dei sumeri

I sumeri adoravano più divinità (politeisti), che impersonavano le forze della natura: An, dio del cielo; Enlil, dio dell’aria; Enki, dio della luce. Al servizio dei numerosi dei vi era una non meno numerosa corte di demoni buoni o cattivi, per proteggere o punire gli uomini. Gli dei venivano raffigurati in statue con volti umani, mentre i demoni erano raffigurati sotto foggia di animale. La credenza in una vita ultraterrena assai viva nei primi tempi, andò man mano affievolendosi, perché l’oltretomba era solitamente rappresentata come un luogo triste e squallido. I sumeri si auguravano una vita in terra lunga e felice, perché la morte era sempre una triste punizione.

L'antico impero babilonese

Sulle rive ad ovest dell’Eufrate, gli Amorrei avevano fondato una città fino a diventare in breve tempo la capitale politica e culturale della Mesopotamia, questa città era Babilonia. L’impero babilonese raggiunse il massimo splendore con il sovrano Hammurabi (1792 a.C.-1750 a.C.). Questi estese la propria influenza su tutta la bassa Mesopotamia facendo di Babilonia il centro di rapporti politici con le principali città della regione. L’innovazione più importante del suo regno fu però il grande codice di leggi, Il codice di Hammurabi, tale codice fornisce ampie e preziose informazioni non solo sul diritto, ma anche sulla società babilonese e sul funzionamento della giustizia.

Dal codice risulta che la società babilonese era divisa in tre classi: uomini liberi; semiliberi, schiavi. Su tutti dominava il re che era anche il principale terriero. Non mancavano altri professionisti come medici, mercanti, artigiani, ecc. Poiché la moneta non esisteva, gli scambi avvenivano mediante baratto.

Nel 689 a.C. le mura di Babilonia furono rase al suolo. All’inizio del II millennio iniziarono ad infiltrarsi in Anatolia un gruppo di tribù Indoeuropee provenienti dal Caucaso.

Gli Ittiti

Il codice Ittita, a differenza di quello di Hammurabi, prevedeva pene pecuniarie. La struttura interna del regno ittita poggiava sulla monarchia, il re non era considerato alla stregua di un dio ma soltanto un uomo dotato di eccezionali capacità. Gli Ittiti fecero conoscere il ferro e un nuovo animale, il cavallo. Indoeuropei non indica popoli appartenenti ad una medesima razza, ma indica, invece, popoli che all’origine parlavano una medesima lingua.

Assiri, Babilonesi e Persiani

Attorno al 1200 a.C. si verificò un’ondata di invasioni di popoli indoeuropei che annientarono lo Stato Ittita, gli invasori vennero definiti popoli del mare; così si ebbe la fine dell’impero Ittita. Nel frattempo, la Mesopotamia fu conquistata da un altro popolo indoeuropeo: gli Assiri, popolo di pastori e agricoltori, essi si stanziarono in una regione montagnosa dell’alta Mesopotamia. Il popolo assiro, non potendo contare sulle risorse offerte dal proprio territorio e dovendosi difendere dai confinanti, sviluppò sin dall’inizio un accentuato carattere militare. La capitale fu spostata da Babilonia ad Assur e in seguito a Ninive. Sotto il loro ultimo sovrano, Assurbanipal, si spinsero fino in Egitto conquistando Menfi e Tebe.

Gli ultimi anni di Assurbanipal furono molto difficili, alla sua morte gli assiri non furono più in grado di controllare un così vasto impero. Così i Babilonesi, aiutati dai Medi (una popolazione che abitava gli altopiani dell’Iran), riunirono le forze e si ribellarono. Ninive fu distrutta e il popolo assiro fu annientato, tornavano al potere i Babilonesi. Gli Assiri erano un popolo guerriero. L’esercito era organizzato in 3 sezioni: la fanteria, la cavalleria, e i combattenti sui carri. Gli Assiri ricorsero al sistema delle deportazioni di massa: dai popoli soggiogati venivano prelevate grandi quantità di uomini che, come schiavi o come lavoratori semiliberi, dovevano provvedere alla coltivazione dei campi, alla costruzione di opere pubbliche, ecc. In caso di resistenza, intere popolazioni venivano sterminate.

Le conquiste di Nabucodonosor re dei Babilonesi

Dopo la vittoria sugli assiri, Babilonia tornò ad essere una città bellissima e la civiltà babilonese raggiunse il suo massimo splendore al tempo di Nabucodonosor (re dei babilonesi passato alla storia per aver conquistato Gerusalemme; regnò per 43 anni dal 605 al 562 a.C.). Il re conseguì molte vittorie in campo militare (mosse guerra agli egizi e vinse poco dopo distruggendo anche la potente città dei fenici), dopo di che circondò Babilonia di nuove poderose mura.

Fine dei Babilonesi vinti dai persiani

I Babilonesi avevano sempre potuto contare sull’alleanza dei Medi. Questo sostegno venne a mancare quando i Medi vennero sconfitti dai persiani, guidati da Ciro II il Grande che dopo i Medi abbatté definitivamente anche l’impero Babilonese. Ciro fu un valoroso condottiero, a seguirlo fu il figlio Cambise. Il regno di Cambise fu breve poiché egli morì. Salì al trono Dario. Sul piano religioso sia i Medi che i Persiani erano politeisti, cioè credevano in più dei.

La civiltà egizia

È riconosciuta come entità statale a partire dal 3300 a.C. fino al 31 a.C., quando ci fu la conquista romana. Come era accaduto in Mesopotamia, anche in Egitto fu un fiume a consentire lo sviluppo di una grande civiltà. Il Nilo, essendo un fiume navigabile, era una grande via di comunicazione. A differenza della Mesopotamia, che fu un crocevia di popoli, la civiltà Egiziana sorse in un ambiente isolato e difeso.

L’Egitto è diviso in Alto e Basso Egitto. Il basso Egitto a nord, vicino alle civiltà del mediterraneo con cui ebbe contatti culturali e commerciali. La città più importante era Menfi. L’Alto Egitto, invece, più a sud, rimase più vicino ai popoli che vivevano al sud. La città più importante era Tebe. Questi 2 regni vennero successivamente unificati sotto la guida di un unico sovrano, Menes.

La società Egizia era organizzata in un sistema di classi: si potrebbe ben dire che l’immagine della piramide tipica dell’architettura egizia, ne rappresentasse simbolicamente la struttura stessa, anche se non era impossibile il passaggio dall’una all’altra classe sociale. Al vertice vi era il sovrano che prese il nome di Faraone, che deteneva un potere assoluto ed era venerato come un dio. Il potere del Faraone si trasmetteva da padre in figlio. L’amministrazione del paese era affidato ai funzionari, un posto molto importante era occupato dai sacerdoti (sia uomini che donne). I sacerdoti, oltre a svolgere tutte le cerimonie religiose, erano anche astronomi, ingegneri, matematici e medici. Alla base della scala sociale stavano i contadini, in condizioni non molto peggiori vivevano gli schiavi che erano prigionieri di guerra o debitori insolventi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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