TEORIA ATOMICA (Dalton)
- Elementi formati da atomi
- Atomi di un elemento tutti uguali legge delle proporzioni multiple)
- Composto è formato da atomi diversi in rapporto ( legge di conservazione della
- Reazione chimica non crea ne distrugge materia (
massa)
STRUTTURA ATOMICA
Un atomo è l’unità base della materia, la più piccola porzione di un elemento chimico
che conserva le proprietà chimiche dell’atomo stesso.
Un atomo è costituito da particelle subatomiche:
- Elettroni, particelle cariche negativamente che ruotano intorno all’atomo e che
-28
hanno un peso atomico pari a 9,10 X 10 g
- Protoni, particelle cariche positivamente (che quindi annullano la carica negativa
-
degli elettroni) situate all’interno del nucleo e che hanno un peso di circa 1,67 X 10
24 g (molto più grandi degli elettroni)
- Neutroni particelle neutro che essendo di dimensioni maggiori rispetto ai protoni
vanno a risolvere il problema del rapporto tra le masse.
SOSTANZE PURE
sistema omogeneo che ha una composizione definita e costante separabile solo con
mezzi fisici
- Elementi porzione di materia costituita da atomi tutti dello stesso tipo (si parla
di allotropia di 1 tipo quando un elemento nelle varie forme ha atomi = ma legami
diversi; si parla di allotropia di 2 tipo quando sono = i legami ma diverse le
architetture)
- Composti porzione di materia costituita da atomi diversi tra loro (si parla di
polimorfismo quando un composto si presenta in diverse forme cristalline)
MISCELE
- Omogenee quando i diversi elementi si mescolano tra di loro
- Eterogenee quando i diversi elementi non si mescolano e sono cosi osservabili
le diverse fasi (ovvero le zone in cui due elementi vengono a contatto senza
mischiarsi)
TAVOLA PERIODICA (colonne-gruppi; righe-periodi)
- Metalli conduttori
- Non metalli non conduttori
- Semimetalli semiconduttori
Un Nuclide è l’elemento rappresentato sulla tavola periodica riportando il suo numero
atomico (Z) e il numero di massa (A)
A numero di massa ovvero la somma del numero di protoni e del
numero di neutroni
Z numero atomico ovvero il numero di protoni
Un Isotopo invece sono gli atomi di uno stesso elemento che si possono presentare
con un diverso numero di massa a causa di un diverso numero di neutroni presenti (es.
C12-C13-C14).
Si parla di abbondanza isotopica come la percentuale di trovare un determinato
isotopo di un elemento.
MOLECOLE
Sono costituite da almeno due atomi uguali o diversi legati tramite legami chimici
covalenti e da una struttura ben definita:
- Molecola diatomica solo 2 atomi
- Molecola poliatomica + di 2 atomi
IONI
Si tratta di un atomo o gruppi di atomi che hanno una carica complessiva positiva o
negativa, non si trovano quindi ad uno stato neutro come indicato dalla tavola
periodica.
- Cationi si originano in seguito alla perdita di un elettrone
- Anioni si originano in seguito all’acquisto di un elettrone
FORMULE CHIMICHE
- Formule Molecolari indicano il tipo e il numero esatto di atomi presenti in una
piccola unità di sostanza (es. H O)
2
- Formule di Struttura rappresentano come sono legati tra di loro gli atomi che
formano una molecola (es. H—O—H)
- Formula Empirica indica quali elementi sono presenti in un composto ed il loro
rapporto minimo (es. H O perché il rapporto 2:2 e quello minimo è quindi
HO
2 2
1:1)
MASSA ATOMICA
Si tratta della massa di un atomo espressa in unità di massa atomica (uma)
Per definizione 1 unità di massa atomica è pari a 1/12 della massa dell’isotopo 12 del
12
C. peso atomico (PA).
La massa atomica espressa in uma prende poi il nome di
peso molecolare (PM)
Il è invece la somma dei pesi atomici di tutti gli elementi che
costituiscono la molecola.
MOLE
Si tratta della quantità di sostanza che contiene tante unità elementari quanti sono gli
12
atomi contenuti in 12g di C. 12
Il numero effettivo di atomi contenuti in 12g di C prende il nome di numero di
23
Avogadro (N ) ed è pari a 6,0221415 X 10 .
a
Massa Molare (M)
La è quindi definita come la massa di una mole di unità di una
sostanza.
COMPOSIZIONE PERCENTUALE
Si tratta della percentuale in massa di ogni elemento in un composto
(elemento)
n∗M
¿ ∗100
(composto)
M
REAGENTE LIMITANTE E REAGENE IN ECCESSO
Il reagente limitante è quello che viene consumato interamente durante una reazione
chimica, quindi la massima quantità di prodotto ottenibile dipende da questo reagente
(quando il reagente finisce non si forma più prodotto).
Il reagente in eccesso è quello presente in quantità maggiore che quindi al termine
della reazione non viene esaurito.
RESA DI REAZIONE
- Resa teorica quantità di prodotto che si formerebbe se tutto il reagente
limitante reagisse (massima resa ottenibile)
- Resa effettiva la quantità di prodotto effettivamente ottenuta dalla reazione
- Resa percentuale rapporto tra ressa effettiva e resa teorica
resa effettiva ∗100
resa percentuale= resa teorica
ENERGIA
Si tratta della capacità di produrre lavoro, dove il lavoro viene inteso come la
variazione di energia che si verifica quando un corpo è spostato da una forza.
- Energia cinetica energia associata ad un oggetto in movimento
- Energia potenziale energia disponibile in virtù della posizione di un corpo
- Energia termica energia associata al moto casuale degli atomi e delle molecole
- Energia chimica si conserva nelle unità strutturali delle sostanze chimiche
- Energia radiante energia trasportata dai fotoni che compongono la luce
Legge di conservazione dell’energia: “la quantità totale di energia nell’universo è
costante” (primo principio della termodinamica).
3 tipi di sistemi:
- Sistema aperto può scambiare massa ed energia con l’ambiente
- Sistema chiuso permette trasferimento d’energia ma non di massa
- Sistema isolato non permette né trasferimenti di massa né di energia
2 tipi di processi:
- Processo esotermico processo che emette calore, cioè rilascia energia termica
all’ambiente −H =H −H <
∆ H=H 0
f i p r
- Processo endotermico calore fornito al sistema dall’ambiente
−H =H −H >
∆ H=H 0
f i p r 1 2
Ecinetica= mv
Uenergiainterna=Ecinetica+ Epotenziale 2
dove [J (joule)] = [Kg(m/s) ]
2
=Ufinale−Uiniziale
∆ U (∆U funzione di stato)
=q+ q < 0 calore dal sistema (U↓)
∆ U w q > 0 calore al sistema (U↑)
w < 0 lavoro dal sistema (U↓)
w > 0 lavoro sul sistema (U↑)
LAVORO
w=F∗S
w=−P∗∆V (es. di lavoro meccanico)
ENTALPIA (NELLE REAZIONI CHIMICHE)
+ l’entalpia è una funzione di stato termodinamica
H=U P∗V °
- Entalpia standard di formazione ( ) è il calore in gioco nella formazione di
∆ H f
1 mole di composto partendo dagli elementi allo stato
standard. °
- Entalpia standard di reazione ( ) è l’entalpia di una reazione condotta a
∆ H
reaz
una pressione pari a 1atm.
[ ] [ ]
n prodotti n reagenti
( ) ( )
kJ kJ
∑ ∑
° ° °
( )∗∆ ( )∗∆
= −
∆H n mol H n mol H
( ) (reagenti)
reaz i f prodotti i f
mol mol
i=1 i=1 Legge di Hess
aA(g) + bB(l) cC(g) + dD(g)
[ ] [ ]
° ° ° ° °
= + − +b
∆ H c ∆ H d ∆ H a ∆ H ∆ H
reaz ( ) ( ) ( ) ( )
f C f D f A f B
Prodotti Reagenti
ENTALPIA (NELLE TRASFORMAZIONI FISICHE)
T = costante durante tutto il passaggio di stato.
Calore necessario per vincere l’energia potenziale.
- Entalpia di fusione (∆H ) quantità di calore necessaria per portare 1 mole di
fus
sostanza dallo stato solido cristallino a quello liquido.
Questo processo avviene sempre ad una t = t fus
ben determinata.
- Entalpia di evaporazione (∆H ) quantità di calore necessaria per portare 1 mole
ev
di sostanza dallo stato liquido a quello gassoso.
Questo processo avviene sempre ad una t =
t ben determinata.
fus Avviene a una P = 1atm (costante)
est
- Entalpia di sublimazione (∆H ) quantità di calore necessaria per portare 1 mole
sub
di sostanza dallo stato solido cristallino direttamente a quello
gassoso.
CAPACITÁ TERMICA
La capacità termica (C) è la quantità di calore richiesto per aumentare di un grado
celsius la temperatura di una data quantità di sostanza.
[ ]
Q J
=
C=m∗c ℃
∆t
CALORE SPECIFICO
Il calore specifico (c) è la quantità di calore richiesto per aumentare di un grado celsius
la temperatura di un’unità di massa della sostanza (1 grammo).
[ ]
C Q J
=
c= m m ∆ t g℃ ∆U =∆
= q U
c
- V = cost in quanto
v
v m∆t
∆H =∆
= q H
c
- P = cost in quanto
p
p m∆t
CALORE SPECIFICO MOLARE
[ ]
C Q J
' = =
c ℃
n n ∆ t mol '
- V = cost =c ∗M
c p p
'
- P = cost =c ∗M
c v v
STRUTTURA ATOMICA
- 1897: J.J. Thomson
Ipotizzò che l’atomo fosse una particella sferica, che possedeva una carica elettrica
positiva e nel quale erano incorporati elettroni che rendevano il tutto neutro.
- 1911: Rutherford
Dimostrò che tutta la massa dell’atomo è concentrata nel nucleo, il nucleo è dotato
di carica positiva e che il nucleo ha dimensioni molto più piccole rispetto a quelle
dell’intero atomo e attorno ad esso ruotano gli elettroni.
2
e
Forza attrazione nucleo-elettrone che è esattamente uguale alla forza
2
r 2
e 2
=m v
centrifuga che agisce sugli elettroni infatti 2
r
Critiche al modello di Rutherford:
1. Atomo instabile elettrone in MCU intorno al nucleo genera un campo
magnetico, l’elettrone dovrebbe emettere radiazioni continue fino a cadere sul
nucleo quando la sua energia cinetica non e più elevata
2. A differenza di quanto succede nel sistema planetario gli atomi quando vengono
perturbati riacquistano la propria situazione energetica originale, non si fermano
in un nuovo stato d’equilibrio.
3. L’atomo di H eccitato prima di ritornare alla struttura originale dovrebbe
emettere una serie continua di radiazioni (spettro continuo di emissione) invece
gli spettri atomici sono a righe
- 1900: Planck
Ipotizzò che ai sistemi atomici non competono energie arbitrarie ma solo energie
discrete, ben determinate e discontinue.
Inoltre ipotizzò che emissione e assorbimento di energia da parte dei sistemi
atomici avviene solo per quantità discrete dette QUANTI di energia hv.
c
E=hv=h -34
energia posseduta da un quanto (h = 6,63 X 10 j*s è la costante
λ
di Planck)
- 1905: Einstein
Utilizzò la teoria della meccanica quantistica per spiegare l’effetto fotoelettrico che
si manifesta quando un fascio di luce di frequenza sufficientemente elevata (UV
con v ≥ v dove v è la soglia fotoelettrica sotto la quale non vi è assorbimento)
0 0
provoca l’espulsione di elettroni colpendo una superficie metallica.
E=h v energia necessaria per vincere l’attrazione protone-elettrone
0
+ =hv −w
hv=E w E
per la luce a frequenze elevate, quindi
c c
- 1913: Bohr
Modello planetario con l’elettrone in moto in livelli ed orbite discreti
Modello che ben spiega i livelli energetici nell’atomo di H e per gli atomi idrogenoidi
ma fallisce l’estensione ad atomi polielettronici (negli atomi polielettronici gli
elettroni esterni risentono di una carica nucleare minore perché schermata dai
livelli elettronici più interni)
Studiando l’atomo di idrogeno dimostrò che:
( )
1
=−R
E n H 2
n 2 4
2 π e m
=
R
Dove costante di Rydberg e n è un numero intero positivo
H 3
h c
chiamato numero quantico principale.
n = 1 abbiamo lo stato fondamentale, livello fondamentale ed è lo stato a più
bassa energia di un sistema.
n = 2,3,… abbiamo una stabilità minore, si tratta degli stati eccitati o livelli eccitati
( )
1 1
−
∆ E=hv=R H 2 2
n n
i f
- 1924: De Broglie (“dualismo onda-particella”)
Si può associare alla materia le proprietà dell
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