Flusso dell’informazione
genetica
Il DNA contiene l’informazione genetica
•Griffith, 1928
esiste un “principio trasformante”, in grado di convertire ceppi
innocui di Streptococcus pneumoniae in virulenti
•Fino agli anni ’40 si pensava che le proteine fossero il materiale
genetico!!!
•Avery, MacLeod & McCarty, 1944:
il principio trasformante è identificato nella molecola di DNA
•Hershey & Chase, ’50
Il materiale ereditario, trasferito dai virus nei batteri infettati per
produrre una nuova progenie fagica, è l’acido nucleico
•Watson & Crick, 1953
Proposta di un modello strutturale per il DNA coerente con la
funzione di molecola depositaria dell’ informazione genetica.
L’esperimento di Griffith sulla trasformazione genetica in pneumococco.
Esiste un “principio trasformante”
Il principio trasformante è il DNA
Con esperimenti di
frazionamento si dimostra che:
-la sola frazione di acidi nucleici
può causare la trasformazione
-e il trattamento con DNasi, ma
non proteasi o RNasi, impedisce
la trasformazione
(Avery, MacLeod e McCarty, 1944)
La natura chimica del materiale genetico: l’esperimento di Alfred Hershey e
Martha Chase dimostra che i fagi iniettano il loro DNA nei batteri
Marcatura su proteine (S ) o su
35
DNA (P ) nei fagi infettanti: la
32
marcatura si ritrova nella progenie
fagica solo in seguito a marcatura
del DNA (e non delle proteine)
Marcatura proteine –supernatante
Marcatura DNA- sedimento
I virus “riprogrammano” le cellule
ospiti per produrre nuovi virus,
iniettando il proprio DNA dentro le
cellule = materiale genetico
àDNA Testa DNA
Coda
Fibre della coda
DNA e RNA sono polinucleotidi:
polimeri lineari di nucleotidi
Basi purine (doppio anello:A, G)
Pirimidine ( singolo anello: C, T, U)
Il DNA è un acido nucleico costituito da lunghe catene di deossiribonucleotidi.
Scheletro zucchero-fosfato
Gruppo fosfato
Base azotata A
A Zucchero Base azotata
Gruppo (A, G, C, o T)
C
C Nucleotide O
fosfato
del DNA H C H
C
3 C N
O C
C
T
T CH
O
O P H N O
2 Timina (T)
–
O O
CH C
H
G
G H
H C C
H
O Zucchero
(deossiribosio)
T
T Nucleotide del DNA
Polinucleotid
e del DNA
Inizio anni ’50
•Regole di Chargaff:
A=T, C=G;
somma purine (A+T)=somma
pirimidine (G+C)
•Rosalind Franklin:
quadri di diffrazione ai raggi X
rivelano una struttura
periodica
•1953: Watson e Crick propongono il modello della doppia elica
Il modello del DNA di James Watson e Francis Crick
•2 catene polinucleotidiche antiparallele si avvolgono su un’asse centrale
con andamento destrorso
•Basi azotate di filamenti opposti appaiate specificamente mediante
legami idrogeno e formano strutture planari su piani perpendicolari
all’asse
•Alternanza di solchi maggiori e minori
•Passo= 3.4 nm =10.4 coppie di basi
•Diametro= 2.0 nm Conformazioni del DNA
DNA B: situazione fisiologica più diffusa
DNA Z: (avvolgimento sisnistrorso) in particolari regioni probabile
funzione regolativa (associata a metilazione delle citosine)
il modello molecolare della doppia elica è coerente con la
funzione di deposito dell’informazione genetica
L’informazione genetica è rappresentata dalla sequenza di
basi che è tradotta in sequenza di amminoacidi nelle
proteine (codice genetico)
La complementarità specifica tra le basi è alla base dei
processi di:
•trasmissione (DUPLICAZIONE),
•trasferimento (TRASCRIZIONE-TRADUZIONE)
•ed evoluzione (RICOMBINAZIONE) dell’informazione
genetica
Flusso dell’informazione genetica
3 macromolecole governano le
funzioni vitali della cellula
L’informazione viene trasferita
da DNA ad altro DNA
(duplicazione)
Dal DNA all’RNA (trascrizione)
Dall’RNA alle proteine
(traduzione)
DNA RNA proteine
à à
DNA Organizzazione dei genomi
GENE: segmento di DNA contenente una specifica informazione
sottoforma di sequenza nucleotidica (es informazione per la
sintesi di polipeptide)
Genoma: insieme di geni
Procarioti: genoma costituito da una sola molecola di DNA ds
circolare
Eucarioti: genoma formato da numerose molecole di DNA ds
lineari (cromosomi) Negli eucarioti la sequenza
codificante del gene
(l’informazione) è interrotta da
segmenti privi di informazione
Dimensione dei genomi
•Grande variabilità
•Dimensione non sempre corrisponde alla complesità della specie
Virus- decine di migliaia di basi
Batteri-milioni di basi
Mammiferi-miliardi di basi
Piante-centinaia di miliardi di basi
numero di interazioni geniche
Complessità
à
La denaturazione del DNA consiste nella dissociazione delle 2 eliche (la
denaturazione puoò essere seguita monitorando l’assorbimento molecolare
a 260nm)
La cinetica di riassociazione dipende dalla concentrazione e dalla lunghezza
dei filamenti
Confrontando le cinetiche di rinaturazione di genomi da organismi
diversi si ottengono informazioni sul grado di complessita genomica
I DNA eucariotici contengono sequenze altamente/mediamente ripetute
(rinaturazione rapida) e seq. uniche (rinaturazione lenta)
Nelle cellule il DNA non puo’ essere contenuto in forma estesa!
Strategie di compattamento mediante associazione con proteine e superavvolgimenti
à Nei batteri il DNA circolare presente nel
nucleoide è superavvolto e ripiegato in
anse trattenute da segmenti di RNA e
proteine (HLP)
Negli eucarioti il DNA si avvolge attorno ad ottameri di proteine istoniche
(molto basiche) per dare i nucleosomi
H1 stabilizza il nucleosoma associandosi al DNA linker tra nucleosomi
successivi
La struttura a collana di perle è confermata da varie osservazioni sperimentali
La “struttura a collana di perle” si impacchetta ulteriormente
ripiegandosi in un solenoide
Livelli di compattamento progressivo caratterizzano la cromatina
(DNA+proteine)
eucariotica e permettono al genoma di essere contenuto nel nucleo
Max compattamento nei cromosomi metafasici (DNA inattivo,
duplicato e pronto per essere diviso tra nuclei figli)
Durante interfase prevale struttura fibra cromatinica lassa (DNA
rilassato e attivo trascrizionalmemte)
Le anse cromatiniche si formano su impalcature di proteine non istoniche
associate al nucleoscheletro (matrice nucleare)
La cromatina puo’ trovarsi •costitutiva (DNA sempre
in stato rilassatoà eucromatina compatto mai trascritto)
In stato fortemente compattato eterocromatina
à •Facoltativa (inattiva solo in
alcune fasi vita cellulare)
Dallo stato della cromatina dipende l’accessibilità di enzimi e proteine di
trascrizione/duplicazione
Il grado di compattamento puo’ essere modulato mediante modificazioni
chimiche sugli istoni e/o sul DNA Es acetilazione/deacetilazione di istoni
La metilazione delle citosine di tratti di DNA (“isole CpG”) compatta la cromatina
Complessi di “rimodellamento cromatinico”
Complessi enzimatici che idrolizzano ATP per rimodellare la cromatina
•Allentando il DNA attorno all’istone
•Scivolamento del necleosoma
•Trasferimento dell’ottamero istonico
Questi rimodellamenti variano l’accessinbilità a geni e/o sequenze regolatrici
Alla metafase max compattamento cromatina
Cromosomi: strutture di cromatina compatta
Colorabili e visibili al microscopio ottico
In metafase (mitotica-meiotica) formati da 2
cromatidi fratelli identici tra loro uniti a livello
del centromero
Sul centromero si forma complesso proteico
che media aggancio con i microtubuli del
fuso mitotico
Estremità: telomeri
• Preparazione di un cariotipo da un campione di sangue:
Un insieme di cromosomi ordinati in coppie in base alla loro morfologia
costituisce il cariotipo
• Soluzione Fissatore
I globuli rossi ipotonica
si stratificano
in fondo Colorante
Centrifuga Globuli
Campione bianchi
di sangue Si elimina il liquido e le cellule vengono Centrifugando ancora, i globuli bianchi gonfi
Plasma mescolate con una soluzione ipotonica. 3
2
1 precipitano sul fondo.
Il campione di sangue Questo procedimento fa gonfiare e Viene eliminato il liquido contenente i globuli
viene centrifugato per separare le scoppiare i globuli rossi. I globuli bianchi si rossi.
cellule dalla parte liquida. gonfiano ma non si rompono, e i Si aggiunge un fissatore ai globuli bianchi.
cromosomi si allontanano uno dall’altro.
Centromero
Cromatidi
fratelli
Coppia di cromosomi
omologhi 2,600X
La disposizione ordinata dei cromosomi che si ottiene è il cariotipo.
Il retino viene osservato con un microscopio a cui è 5
4 I 46 cromosomi qui rappresentati comprendono 22 coppie di autosomi e
collegata una macchina fotografica digitale. L’immagine 2 cromosomi sessuali, un X e un Y. Ogni cromosoma è costituito da
dei cromosomi viene immessa in un computer, che li 2 cromatidi attaccati fra loro così strettamente da essere difficilmente
Figura 8.19 ordina per forma e dimensione. distinguibili.
REPLICAZIONE DEL DNA
Processo semiconservativo: da una molecola originaria funzionante da
stampo si formano 2 molecole figlie costituite da un filamento parentale
ed uno di nuova sintesi
La replicazione consente l’ereditabilità/trasmissione dei caratteri da una
cellula all’altra, e di generazione in generazione
L’esperimento di Meselson e Stahl dimostra
che il DNA si replica in modo semiconservativo
Batteri coltivati in terreno con N
15
Studio della densità del DNA alle generazioni successive
à
Inizio replicazioneà apertura della doppia elica
Proteine iniziatrici riconoscono e legano sequenze di origine di replicazione
avviandone la denaturazione
Nei batteri un solo sito origine
replicazione (oriC) Nei cromosomi eucariotici origini di
replicazioni multiple (es ARS di lievito)
chiamati “repliconi”
Formazio
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