CELLULA EUCARIOTE
Le cellule eucariote, sono più complesse e più grandi rispetto a quelle
procariote (10 volte + grandi). Caratteristica principale che contraddistingue le
EUCARIOTI da PROCARIOTI è la presenza del NUCLEO racchiuso all’interno
della MEMB.PLASMATICA (aspetto non è rispettato dagli ERITROCITI):
MEMB.PLASMATICA: separa l’ambiente INTRACELLULARE da quello
• EXTRACELLULARE.
Funzioni:
trasporto selettivo molecole dentro-fuori cellula, attraverso
o PROTEINE DI MEMB.
comunicaz. Intercellulare attraverso RECETTORI proteici x
o neurotrasmettitori-ormoni.
Presenza di complessi proteici con att.enzimatica.
o Ecc.
o
STRUTTURA
All’interno della memb. ritroviamo LIPIDI – PROTEINE.
LIPIDI di memb. la memb. è composta da fosfolipidi (diversi tipi,
elenco pag.6), molecole anfipatiche , cioè caratterizzate da una testa
“polare” e quindi idrofila e due code “apolari” cioè idrofobe (non si
dissolvono in acqua e non si associano con sostanze idrofile) che formano
un doppio strato fosfolipidico, in cui sono immerse PROTEINE e altri
componenti presenti in quantità minore. Nel doppio strato fosfolipidico, le
code dei fosfolipidi sono rivolte all’interno, mentre le teste idrofile
rivolte verso l’ambiente acquoso del versante interno ed esterno.
I fosfolipidi possono differire in termini di lunghezza delle catene di
acidi grassi, numero di doppi legami e presenza di gruppi polari
(contenenti gruppi fosfato).
Le diverse tipologie di fosfolipidi, si dispongono in maniera diversa nella
costituzione della memb. (vedi tab.pag.6).
Altri LIPIDI presenti nella memb.:
Colesterolo (steroide): La sua struttura ciclica e rigida permette di
svolgere un ruolo di regolatore della fluidità della memb. cellulare,
conferendogli un’adeguata compattezza con la sua struttura ciclica,
evitando così che la membrana cristallizzi a basse temperature, perdendo
la sua funzionalità biologica (aumenta la stabilità meccanica e la
flessibilità delle cellule, così facendo però diminuisce la permeabilità a
piccole cellule idrosolubili). Si trova in prossimità di un acido grasso
insaturo e la sua regione polare sporge nello strato acquoso
extracellulare.
Glicolipidi: tra i quali il GLICOSILFOSFATIDILINOSITOLO (GPI), svolge un
ruolo importante nell’ancorare le proteine al foglietto esterno. Anche in
questo caso regione polare sporge nella faccia esterna, mentre la parte
idrofobica si trova all’intero.
Funzione e fluidità Il doppio strato fosfolipidico rende stabile l’intera
struttura della membrana e le catene di acidi grassi ne determinano la
fluidità, inoltre sono un’efficace barriera a sostanze idrofile. Del
resto la variabilità della fluidità della membrana (stato di
liquido-cristallino a temperatura fisiologica) è determinata da diversi
fattori.
Quelli che l’AUMENTANO sono:
Aumento temperatura
Presenza di acidi grassi a catena corta
Aumento dell’insaturazione degli acidi grassi, impedisce alla
molecola di associarsi strettamente con LIPIDI CIRCOSTANTI
aumento fluidità.
Scarse molecole di colesterolo
Quelli che la DIMINUISCONO sono:
Interazione dei gruppi negativi dei fosfolipidi (gruppo fosfato) con
ioni Ca++
Un’adeguata fluidità è essenziale x lo svolgimento di molte
funzioni della membrana stessa. Questa fluidità permette ai fosfolipidi
e alle proteine a essi associate di spostarsi lateralmente nello strato della
membrana in cui si trovano, per tale motivo viene definita a mosaico
fluido.
Poiché le molecole, a temperature più basse, si muovono lentamente e la
fluidità diminuisce, le varie funzione della membrana possono rallentare.
Per risolvere questo problema, alcuni organismi cambiano la
composizione lipidica delle loro membrane quando si trovano a basse
temperature, sostituendo grassi saturi con grassi insaturi AUMENTO
FLUIDITA’.
Alcune membrane contengono lipidi (SFINGOLIPIDI – COLESTEROLO) che
si aggregano a formare RAFT LIPIDICI (zattere), al quale sono
associati specifiche proteine che si muovono su di essa. Tra le
funzione dei RAFT LIPIDICI c’è quella di segregare meccanismi e
molecole di segnale.
PROTEINE di memb. costituiscono quasi il 50% della composizione
della cellula. Si classificano in:
Proteine INTEGRALI: sono immerse nel BILAYER FOSFOLIPIDICO,
o dove aa idrofobici si associano a catene di ac.grassi (idrofobiche
anche loro).
Ci sono poi proteine INTEGRALI, denominate proteine
TRANSMEMBRANA, le quali attraversano completamente il
bilayer affacciandosi sulla FACCIA ESTERNA-INT. Per questo loro
orientamento, tali proteine hanno sia una regione idrofobica a
forma di alfa-elica, si estende attraverso lo spazio IDROFOBICO
dell’intera memb. ; sia una idrofilia gli aa costituenti questa
regione, sono esposti all’ambiente acquoso su entrambi i lati (faccia
INT-EST).
Proteine ANCORATE: sono ancorate alla memb. x mezzo di
o ancore lipidiche localizzate in uno dei 2 foglietti del bilayer
(est-int). In particolare PROTEINA e MOLECOLA LIPIDICA, sono
connesse mediante legame covalente (es. GLICOLIPIDE
localizzata sul foglietto esterno, ancora le proteine a tale foglietto).
Proteine PERIFERICHE: si associano con i gruppi polari di
o testa dei lipidi di memb., ma più comunemente si legano a
PROTEINE INTEGRALI – PROTEINE ANCORATE.
Le PROTEINE PERIFERICHE vengono facilmente rimesse dalla
memb., mentre quelle INTEGRALI e ANCORATE richiedono
detergenti.
• NUCLEO: contiene la maggior parte del materiale genetico della cellula
(DNA), e svolge varie funzioni:
è la sede della replicazione del DNA;
controlla le attività cellulari;
assemblaggio dei ribosomi a partire da RNA e proteine
specifiche che avviene in specifiche regioni detti: nucleoli
Memb. nucleare il nucleo è formato da 2 membrane, ognuno delle quali è un
doppio strato fosfolipidico, che nel loro insieme formano la MEMBRANA
NUCLEARE. Le 2 membrane sono separate da uno spazio di circa 10-20 nm e
sono perforate da circa 3500 pori nucleari (diametro 9nm), che collegano
l’interno della cellula con il citoplasma. A livello di questi pori, la membrana
esterna del rivestimento nucleare è in continuità con quella interna. I pori sono
costituiti da oltre 100 diverse proteine che interagiscono tra loro attraverso
interazioni idrofobiche.
Funzione pori nucleari sono i canali che regolano il movimento di
materiali tra il nucleo e il citosol (funzionano un po’ come i cancelli a
tornello degli stadi).
Attraverso i pori passano piccole sostanze come ioni e molecole con peso
molecolare inferiore a 10.000 Da. Anche molecole più grandi possono passare
attraverso i pori, ma con un tempo maggiore. Il passaggio x molecole di grandi
dimensioni, come ad esempio le proteine sintetizzate nel citoplasma, hanno
bisogno di una sequenza segnale (sequenza di aminoacidi) che permette di
legarsi ad un recettore proteico del poro, che ha una forma tridimensionale,
comportando il cambiamento della struttura tridimensionale del
recettore cosicché esso stira il poro x lasciar passare la proteina che viene così
fatta entrare nel nucleo.
In certi siti, la membrana esterna dell’involucro si estroflette verso il citoplasma
e risulta in continuità con la membrana di un altro organello, il RETICOLO
ENDOPLASMATICO.
Inoltre nella EUCARIOTE sono presenti molti altri organelli citoplasmatici
immersi appunto nel CITOPLASMA:
Citoplasma:
• Mitocondri: I mitocondri sono la sede della respirazione cellulare.
• Da un punto di vista strutturale hanno 2 membrane:
membrana esterna liscia e protettiva, offre poca resistenza al
o passaggio di sostanze verso e dà il mitocondrio.
membrana interna che esercita un controllo molto più stretto
o su ciò che entra ed esce dalla matrice mitocondriale, la quale
contiene quegli enzimi che permettono di svolgere il ciclo
dell’acido citrico – beta ossidazione – ossidazione
amminoacidi – ciclo urea. Tale membrane tende poi a ripiegarsi
verso l’interno in molti punti dando origine a strutture che vengono
chiamate creste mitocondriali, sulle quali sono presenti
complessi enzimatici che andranno a costituire la CATENA
TRASPORTO DEGLI ELETTRONI e sui quali avviene il processo di
fosforilazione ossidativa.
All’interno della matrice è anche presente del DNA ciclico che
comprende 16.659 nucleotidi, ed è composto da 37 geni. I geni
mitocondriali, nell’uomo, sono ereditati per linea materna, in assenza di
mutazioni il DNA della madre è identico a quello del figlio, e così per le
generazioni successive, per i discendenti di linea materna. Il mtDNA
svolge funzioni di codifica numerosi enzimi necessari alla
fosforilazione ossidativa – codifica RNA necessario x trascrizione
e traslazione mtDNA – responsabile processi patogeni in seguito
a mutazione mtDNA – coopera con genoma nucleare
nell’espressione di geni nucleari-mitocondriali – ecc.
Ret.endoplasmatico ruvido: è un’estesa rete membranaria presente in
• tutto il citoplasma, ed è particolarmente sviluppato nelle cellule che
producono e secernono proteine. La sua caratteristica rugosa è
dovuta alla presenza sulla superficie della memb. dei RIBOSOMI.
In questo organello vengono espletate le funzioni di traslazione mRNA
e la modificazione post-traslazionale delle proteine destinate ad
essere secrete dalla cellula.
Ret.endoplasmatico liscio: mancano i ribosomi, determinando una
• superficie LISCAI. All’interno del lume del REL, possono entrare le
proteine sintetizzate del RER che subiscono delle modifiche
conformazionali; oltretutto il REL svolge altre importanti funzione come
quello di sintesi di lipidi e ormoni steroidei ed è responsabile della
detossificazione da farmaci e veleni.
Nel muscolo scheletrico e cardiaco, prende il nome di
RET.SARCOPLASMATICO LISCIO e svolge la funzione di coordinare la
2+
contrazione muscolare, immagazzinando ioni Ca e rilasciandoli.
Apparato Golgi: è costituito da cisterne appiattite, definite sacculi e da
• piccole vescicole racchiuse da membrana, definite vescicole del Golgi.
L’apparato di Golgi, sembra avere 3 parti funzionali distinte: una
base, un compartimento di mezzo e un apice. I sacculi localizzati nel
compartimento di base, costituiscono la regione cis (stesso lato) che è
la più vicina al nucleo, mentre quelli disposti nel compartimento
apicale costituiscono la regione trans. Nei sacchi che caratterizzano la
regione CIS si fondono le vescicole provenienti dal RER, le quali
permettono il trasferimento all’app.Golgi delle proteine sintetizzate nel
RER. A livello della regione TRANS dell’app.Golgi, le proteine subiscono
modificazioni (es.glicosilazione) e vengono divise in pacchetti che
andranno poi ad essere smistate ad altre parti della cellula
(es.memb.plasmatica, lisosomi, ecc).
Lisosomi: sono organelli associati alla memb. con un interno acido
• (pH=4,5) e nel quale sono contenuti numerosi enzimi (proteasi,
nucleasi, lipasi, glicosidasi). La sua funzione è quella di degradazione di
quelle SOST.ESTERNE portate all’interno della cellula attraverso processi
di ENDOCITOSI e FAGOCITOSI. I lisosomi degradano anche gli ORGANELLI
INTRACELLULARI attraverso il processo di autofagia. Gran parte di
quanto viene degradato, va poi ad essere riciclato dalla cellula. Il
processo di degradazione non è casuale e in molti casi ha un bersaglio
preciso.
Proteasomi: hanno funzione digestiva, ma al contrario dei LISOSOMI,
• non sono associati alla membrana. Servono a degradare
principalmente le proteine intracellulari selezionate x la
degradazione (ma possono anche degradare proteine associate alla
memb.)
Ribosomi: si trovano in tutto il CITOSOL, dove svolgono la funzione di
• tradurre l’mRNA x le proteine citosoliche e x le proteine che non
verranno né secrete nella cellula né incorporate nella memb,
come ad esempio gli enzimi x il MITOCONDRIO.
Perossisomi: Sono organelli costituiti da una sola membrana, dove al
• loro interno sono presenti 3 enzimi specializzati nella decomposizione dei
perossidi tossici (perossido di idrogeno H2O2): Uricasi,
D-aminoacido-ossidasi, e catalasi. Essi svolgono la funzione di
decomporre i perossidi tossici senza che vadano in contatto con altre
componenti della cellula, in quanto essendo altamente tossici, sono in
grado di danneggiare le membrane e le macromolecole biologiche. I
perossisomi delle cellule del fegato, partecipano inoltre alla
detossificazione, cioè alla demolizione di molecole dannose, come ad
esempio l’alcol.
Citoscheletro: è composto da:
• Microfilamenti (filamenti actina): nelle cellule muscolari hanno
o un ruolo essenziale nell’att.contrattile; in altre cellule (macrofagi)
hanno un ruolo nella locomozione; costituisce l’interno dei
microvilli; lega l’interno cellula con cellule adiacenti
attraverso giunzioni cellulari.
Filamenti intermedi: hanno funz. principalmente strutturale e
o sono in grado di legare l’interno della cellula alle cellule
adiacenti e alla matrice extracellulare circostante attraverso
DEMOSOMI e EMIDESMOSOMI.
Microtuboli: svolge varie funzioni: trasporto all’interno della
o cellula di vescicole (es. trasporto vescicole contenenti
neurotrasmettitori da SOMA neurone lungo ASSONE) attraverso
proteine motrici (chinesina trasporto CENTRO cellula
PERIFERIA; dineina trasporto PERIFERIA CENTRO);
spostamento cromosomi durante MITOSI e MEIOSI, movimento
CIGLIA e FLAGELLI (es.coda spermatozoi).
Vicino al nucleo della cellula si trova un centro organizzatore dei
microtuboli, dal quale essi si estendono verso la periferia della
cellula.
MEMBRANA CELLULARE: trasporto trans-membrana
MECCANISMI DI TRASPORTO TRANSMEMBRANARIO
Liquidi INTRACELLULARE – EXTRACELLULARI sono costituititi principalmente da
H2O, in cui sono disciolti SOLUTI (ioni, glucosio, aa).
Il normale funzionamento cellulare, richiede il continuo spostamento di H2O –
SOLUTI attraverso le pareti della cellula, ma la presenza della
MEMB.PLASMATICA, con il suo interno IDROFOBICO, costituisce una barriera
al movimento di “quasi” tutti i SOLUTI, compreso H2O. Il loro passaggio è
mediato grazie alla presenza di specifiche proteine trasportatrice.
Possono invece passare senza il bisogno di trasportatori gas (es. O2 – CO2) e
etanolo.
Le diverse tipologie di PROTEINE TRASPORTATRICI di memb.
CANALI IDRICI (acquaporine) oltre ad attraversare la memb. x
o OSMOSI, l’H2O si serve di specifici canali ad ATT. CONTROLLATA. In
questi canali, il passaggio di acqua che può entrare e uscire dalla cellula
può essere modulata attraverso il meccanismo di GATING
(apertura-chiusura canale). Nonostante ciò questi canali possono
rimanere aperti continuamente, funzionando come dei pori ad att. NON
CONTROLLATA.
Questi canali si dividono in quelli permeabili solo H2O e in quelli
permeabili anche a sost. a BASSO PESO MOLECOLARE e prendono
il nome di ACQUAGLICEROPORINE, in quanto permettono il passaggio del
GLICEROLO.
CANALI IONICI sono presenti in tutte le cellule (particolarmente
o importanti x il funzionamento di cellule eccitabili: neuroni –
cell.muscolari).
Caratteristica proprie dei canali ionici e che permettono di differenziarsi
l’uno con l’altro sono:
SELETTIVITA’ Avremo canali che permetteranno il passaggio di
uno specifico ione, altri che saranno NON selettivi
consentendo il passaggio di tutti gli ioni (cationi-anioni).
Come vengono riconosciuti se ANIONI – CATIONI? il canale è
formato da aa che a seconda della POLARITA’ (+ o -) attraggono
rispettivamente cariche (- o +).
Come avviene la selezione di ioni aventi la stessa carica?
+ + +
(es. Na - K ) Sebbene il numero atomico di Na sia inferiore di
+ +
quello di K , il diametro complessivo di Na è maggiore di quello di
+ +
K perché proprio in virtù delle sue dimensioni inferiori Na è
circondato da un alone di H O di idratazione più grande di quello
2
+ +
che circonda K . I CANALI IONICI x Na si trovano ad utilizzare un +
meccanismo di selezione basato sulla DISIDRATAZIONE del Na
+
cioè il canale Na è formato da aa polari che attraggono molecole
+
H2O spogliando il Na il quale si trova nelle sue dimensione
originali, a questo punto la selezione viene fatta in base alla
+ +
GRANDEZZA atomo Na (più piccolo del K ).
+
I CANALI x K si servono di un meccanismo selettivo basato sulla
+
GRANDEZZA K .
REGOLABILITA’ (meccanismo di gated) ci sono canali
sempre aperti, altri oscillano tra apert-chiuso. Tale
regolabilità è determinata da fattori come: voltaggio membrana
2+
– messaggeri intracellulari (Ca -ATP-GMPc) – molecole
eccitatore-inibitore (es.acetilcolina apertura canali x ingresso
cationi nella placca motrice cell.musc.sch.).
TRASPORTATORI SOLUTI ne esistono differenti tipologie, divise in 3
o categorie:
Uniporto permettono il passaggio di un’unica molecola
o (es.GLUT2 trasportatore glucosio).
Sinporto permettono il passaggio di 2 o più molecole/ioni
o nella stessa direzione.
Antiporto permettono il passaggio di 2 o più molecole/ioni
o in direzioni opposte.
TRASPORTATORI ATP-dipendenti sono trasportatori che x svolgere
o la loro funzione richiedono ATP (quindi energia TRASPORTO
ATTIVO). Si differenziano in:
ATPasi x trasporto di IONI:
o tipo P: vengono fosforilate durante il ciclo di
trasporto. Un esempio di
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