FISIOLOGIA UMANA
Prima di iniziarne lo studio è necessario definire cosa è la fisiologia.
L'etimologia ci rimanda a due parole greche, φυσις che significa natura e λογος
che significa discorso, ragionamento. Dunque, la fisiologia è un ragionamento
sulla natura, e la fisiologia umana è un ragionamento sulla natura umana. Il
primo importante trattato di fisiologia è "Exercitatio anatomica de motu cordis
et sanguinis in animalibus" (Esercitazione anatomica sul movimento del cuore e
del sangue negli animali) di William Harvey pubblicato nel 1628. Negli stessi
anni esplode in tutto il mondo un nuovo linguaggio artistico, il barocco, che
sostituisce la ricerca di perfezione del rinascimento. Per rappresentare nel
modo più netto quanto questo passaggio sia stato radicale, propongo due
rappresentazioni di figure femminili: la Muta di Raffaello (1507) e Angelica e
l'eremita di Pieter Paul Rubens (1628). Nella prima opera è rappresentata
un'ideale di bellezza quasi astratta. Nella seconda trionfa la sensualità del
corpo nudo e abbandonato nel sonno di Angelica, il cui sesso è appena coperto
da un lembo del velo che sta per essere scostato dalla mano del vecchio
eremita che intende approfittare del sonno di Angelica, mentre un diavolo
mostruoso, nell'ombra, guarda con approvazione la scena. La statica perfezione
si è rotta, si rappresentano persone vere, con la loro corporeità, i loro limiti, le
loro frustrazioni. La scena è in movimento, il sesso è già svelato, Angelica si è
già svegliata e il vecchiaccio sta già scappando via, scoperto nella sua morbosa
curiosità.
In questo contesto emerge il bisogno di capire come funzionano i corpi reali,
quelli imperfetti, quelli vivi. Non basta più descrivere l'anatomia del corpo nella
"perfezione" della morte (il primo testo di anatomia dell'epoca moderna, De
humani corporis fabrica di Andrea Vesalio, è pubblicato nel 1542), si vuole
mettere il naso nella imperfezione della vita. Nello stesso anno dell'opera di
Rubens, Harvey pubblica la scoperta della circolazione del sangue.
Solo a metà del XVIII secolo però, grazie all'opera di Albrecht von Haller, la
fisiologia si definisce completamente come disciplina. Mentre fino a quel
momento l'idea dominante era che la capacità degli organi di svolgere la loro
funzione discendesse dall'anima e questa da Dio, con Haller, per la prima volta,
si afferma che la capacità di funzionare è intrinseca alle caratteristiche
dell'organo stesso e va cercata nella sua intima struttura. Il modo di concepire
il corpo umano si rovescia, passando da una prospettiva top-down a una
bottom-up. Solo dopo questo rovesciamento di prospettiva prende senso lo
studio degli organi, isolandoli e cercandone i meccanismi al loro interno, prende
senso lo studio dei particolari per risalire all'insieme, nasce cioè la fisiologia
come la intendiamo oggi. Non è un caso che negli stessi decenni (seconda
metà del XVIII secolo) si pongano le basi teoriche per il rovesciamento dei
regimi assoluti e si giunga infine alla rivoluzione francese. L'illuminismo,
affermando che tutto deve essere visto alla luce della ragione e niente deve
essere dato per scontato nega la necessità di un sovrano assoluto che,
trovando la sua legittimazione in una presunta approvazione divina, organizzi
tutta la società come più gli piace (top-down), e afferma che il capo deve
essere espressione delle componenti sociali (bottom-up). Nel contesto di
questa rivoluzione di idee che invade tutti i campi della cultura e della politica,
nel XVIII secolo si definisce la nuova disciplina "fisiologia".
Nel vocabolario Treccani, al lemma Fisiologia corrisponde la definizione
"Scienza che studia le funzioni degli organismi viventi". Sono parole pesanti,
ciascuna delle quali innesca ragionamenti complessi. Scienza viene definita
come applicazione di un metodo di conoscenza, Funzione invece risulta avere 2
significati: 1) modo di funzionare 2) significato all’interno di un contesto
rappresentato dall’organismo umano. Nel primo significato sono contenuti
diversi concetti e livelli di conoscenza: la descrizione della sequenza dei
processi, il loro concatenarsi secondo relazioni di causa-effetto, le basi cellulari
e molecolari nascoste all'interno dei processi macroscopici, i meccanismi di
controllo (intimi) e di regolazione dei processi. Il secondo significato non deve
essere inteso in senso teleologico (come se gli organi sapessero cosa devono
fare per far stare bene l'intero organismo), ma piuttosto come significato di un
certo processo in vista della sopravvivenza dell'individuo e della specie,
considerando che quel processo è il risultato della selezione avvenuta nel corso
del lungo processo di evoluzione in relazione con l’ambiente.
Ad esempio prendendo come riferimento la funzione del miocardio è possibile
intendere due cose diverse ovvero: qual è il modo di funzionare del muscolo
cardiaco cioè quali sono i meccanismi cellulari e molecolari che gli consentono
di contrarsi ritmicamente in modo indipendente dal comando del S.N. , oppure
può essere inteso come ruolo del miocardio all’interno dell’organismo, vale a
dire la sua funzione all’interno di un contesto, lo scopo della sua capacità di
alternare contrazione e rilasciamento.
Paolo Crapax studioso della fisiologia di fatti sostiene che: “Nell’ambito delle
scienze biologiche, la fisiologia si attribuisce una posizione differenziata
rispetto alle altre discipline, poiché ai fisiologi non basta la descrizione fisico-
chimica delle strutture e dei meccanismi che sottendono i fenomeni della
natura, per questo è necessario inserire tale processo nel contesto delle
funzioni dell’organismo.” Quindi spetta al fisiologo inserire il fenomeno
elementare nel quadro di un processo globale, interpretando in modo critico il
fenomeno in ottica di utilità, adattamento e sopravvivenza dell’organismo.
La fisiologia di fatti s’interessa di diversi livelli della natura a differenza di altre
discipline. Ad esempio la fisica nucleare si occupa essenzialmente di atomi, di
particelle e quark (particelle elementari) , la chimica s’interessa di atomi e di
molecole, la biochimica si occupa di molecole e macromolecole, mentre la
FISIOLOGIA s’interessa di analizzare la realtà del corpo umano a livello di
molecole, macromolecole, di membrane, di organuli cellulari, di tessuti, organi,
di organismi e infine di interazioni tra organismi e ambiente.
La parola "vivente" è ancor più problematica, data la difficoltà di definire ciò
che è vivo. Platone nel Simposio sostiene: "In effetti, anche nel tempo in cui
ogni singolo vivente si dice che vive e si dice che sia lo stesso – per esempio si
dice che è la stessa persona chi dalla fanciullezza arriva alla vecchiaia –, in
realtà, non mantiene mai in se stesso le medesime cose, eppure è considerato
identico, ma sempre diventa nuovo, perdendo altre cose, sia per quel che
riguarda i capelli, sia per la carne, sia per le ossa, sia per il sangue, sia per
tutto quanto il corpo. E non solo per quel che riguarda il corpo, ma anche per
l’anima: modi, abitudini, opinioni, desideri, piaceri, dolori, paure, ciascuna di
queste cose non rimane mai la stessa in ognuno, ma alcune nascono, altre
muoiono." Il corpo vivo viene definito quindi come sistema aperto (definizione
termodinamica) ovvero in grado di scambiare materia ed energia con
l’ambiente, ed è un sistema a bassa entropia (modo di esprimere il disordine)
di fatti il corpo umano è un sistema ad alto livello di ordine, dalle membrane
agli organi. Ciò crea un problema in quanto tutti i sistemi fisici tendono al
massimo di entropia, poiché qualsiasi processo spontaneo tende al disordine.
Nel corpo umano vivo invece, succede esattamente il contrario, perché nel
nostro processo di sviluppo a partire dalla cellula uovo si sono verificati una
serie di processi che hanno diminuito costantemente i livelli di entropia,
violando i processi fondamentali della fisica. Il mantenimento di uno stato di
bassa entropia nel corpo umano può e deve essere realizzato grazie ad un
continuo scambio di energia, reso possibile dall’assunzione di alimenti che
liberano successivamente energia sotto forma di calore e lavoro meccanico. Per
cui il flusso di energia, ovvero la possibilità di demolire e ricostruire nuova
materia ed energia, permette di mantenere una condizione di bassa entropia
ed equilibrio consentendo al nostro corpo di preservare la sua forma e la sua
struttura.
Il problema originario del vivente dunque riguardava il mantenimento di uno
stato di bassa entropia, reso possibile sempre dal flusso di materia ed energia.
Ma per creare tale flusso in entrata e in uscita, il vivente ha dovuto creare dei
gradienti ovvero una differenza di concentrazione tra ambiente interno e
ambiente esterno. L’ambiente esterno all’origine era rappresentato da acqua
salmastra per cui costituito principalmente da Na (sodio) e Cl (cloruro), per cui
al suo interno doveva presentare concentrazioni di sodio e cloruro
necessariamente basse per essere diverso dall’esterno. Il meccanismo
utilizzato per mantenere tale differenza di concentrazione risulta essere la
pompa Na+ K+ (SODIO-POTASSIO), la quale crea le condizioni di
differenziazione tra l’interno della cellula e l’esterno e tale differenza permette
che ci siano dei flussi di energia (materia) che garantiscono le condizioni per
creare delle figure ordinate sempre più complesse (l’uomo). Affinché tale
processo di differenziazione funzioni, la concentrazione di sodio all’esterno
dev’essere sempre maggiore rispetto all’interno, al contrario il potassio esterno
dev’essere ridotto, in modo tale che il gradiente venga sempre mantenuto e sia
consentita la sopravvivenza della cellula.
Ciò che distingue un organismo pluricellulare da un aggregato di cellule
individuali è la massa critica di informazione scambiata che rende le cellule del
primo interdipendenti, nel senso che ogni cellula dipende dal comportamento
delle altre, generando una unicità di funzione per realizzare un obiettivo
comune, la sopravvivenza. Dunque, il problema della trasmissione
dell'informazione (comunicazione) è fondamentale per gli organismi viventi. Lo
scambio di informazione avviene su più livelli: intercellulare, diretto o indiretto,
attraverso mediazione di sostanze chimiche, autocrino , sinaptico, paracrino ed
endocrino. Il trasferimento di informazioni
presuppone la presenza di 3 elementi fisici più un altro elemento particolare. Il
primo elemento è l’emittente ovvero colui che fornisce informazioni, il segnale
ovvero il contenuto dell’informazione stessa Il segnale è un oggetto fisico che
deve poter esistere almeno in due stati e che può diffondere nello spazio e nel
tempo, e il ricevente, il quale deve possedere la capacità di recepire
l’informazione cioè è capace di rilevare la presenza del segnale (cioè esserne
modificato) e associare al segnale un significato, ovvero applicare un codice.
Il codice è un insieme di regole che associano combinazioni di stati del segnale
con il significato da attribuire, per cui è necessario che l’emittente utilizzi un
codice e che il ricevente conosca quel codice, in modo tale da associare al
segnale un determinato significato. Uno stesso segnale di fatti può assumere
significati differenti a seconda del codice applicato. In fisiologia di fatti ci sono
molte situazioni in cui lo stesso segnale può essere interpretato in modo
diverso, ad esempio il neurotrasmettitore acetilcolina che consente la
comunicazione tramite collegamenti sinaptici, può avere effetti differenti a
seconda del codice che viene utilizzato. Acetilcolina può di fatti avere
significato di eccitazione all’interno delle giunzioni neuromuscolari, al contrario
nella regolazione dell’attività cardiaca la stessa acetilcolina ha significato
inibitorio. (riduce la contrazione). Il codice in questo caso viene applicato dalla
cellula ricevente che ha recettori diversi che riconoscono codici diversi in grado
di svolgere le azioni opportune. (RECETTORE NICOTINICO -MUSCOLO-
ECCITAZIONE) ; (RECETTORE MUSCARINICO -CUORE-INIBIZIONE)
Il ricevente,agisce grazie alla presenza dei recettori ,i quali sono in grado di
venir modificati dalla presenza di un segnale, avendo la capacità di associare
sempre un codice al segnale in entrata.
SISTEMI DI CONTROLLO
Il sistema è un insieme di elementi interconnessi tramite relazioni reciproche,
cioè tali elementi si scambiano informazioni in quantità tale che le parti
diventino interdipendenti e agiscono come un tutt’uno. Per cui all’interno del
sistema emergono proprietà ulteriori rispetto alla somma delle proprietà delle
singole parti. Il concetto di controllo invece si riferisce alla condizione in cui, a
una variabile del sistema ossia a una grandezza fisica che caratterizza il
sistema, non è permesso di assumere qualunque valore, ma al contrario la
grandezza fisica può assumere valori all’interno di un ambito ristretto
determinato dai controllori. I sistemi di controllo possono essere: 1)a catena
aperta e 2)a catena chiusa.
Il sistema di controllo a catena aperta,sono costituiti da un elemento (o
sistema) controllante, da un elemento (o sistema) di regolazione e da un
elemento (o sistema) controllato. L’elemento controllante può ricevere
informazioni dall’esterno, trasmette informazioni al sistema di regolazione il
quale trasmette informazione al sistema controllato che determina variazioni
della grandezza fisica. ( esempio riscaldamento- caldaia (sistema controllante),
acqua (elemento di regolazione), termosifone (sistema controllato). Nei sistemi
di controllo a catena aperta permettono una comunicazione unidirezionale e
presentano di conseguenza un limite ovvero la non capacità di autoregolarsi, in
quanto tale sistema non è consapevole degli effetti della sua azione. Un
esempio di sistema di controllo A CATENA APERTA è la liberazione della bile
nell’intestino; la bile è un liquido prodotto dal fegato che si accumula in sacca,
definita Cistifellea che la utilizzerà nel momento in cui vengono introdotte delle
sostanze grasse che hanno bisogno di componenti della bile stessa per essere
assorbite e digerite. La liberazione della bile avviene nel momento in cui le
sostanze grasse introdotte vengono a contatto con la mucosa intestinale, dalla
mucosa viene rilasciata nel sangue una sostanza (ORMONE) definita
Colecistochinina , la quale attraverso la circolazione sanguigna giunge alla
cistifellea determinandone la contrazione e il conseguente riversamento della
bile contenuta all’interno nell’intestino stesso. In questo sistema a catena
chiusa l’elemento controllante è rappresentato dalla mucosa intestinale che
viene a contatto con le sostanze grasse, l’elemento di regolazione è invece
rappresentato dalla colecistochinina che viene rilasciato nel sangue e
l’elemento controllato, rappresentato dalla cistifellea la quale si contrae
determinando lo sversamento della bile nell’intestino.
Nei sistemi di controllo a catena chiusa il flusso di informazioni è reso circolare
dalla presenza di un sensore che riceve informazioni dall'elemento controllato e
le restituisce all'elemento controllante; di fatti i sistemi di controllo a catena
chiusa sono caratterizzati dagli stessi elementi dei sistemi a catena aperta ma
con l’aggiunta di un ulteriore elemento definito SENSORE, elemento in grado di
leggere il valore della grandezza fisica dell’elemento controllato e di
comunicare l’informazione all’elemento controllante. Il sistema controllante di
fatti viene informato degli effetti che ha avuto la sua azione sul sistema
controllato, per cui in questo sistema, il sistema controllante confronta il valore
di riferimento impostato inizialmente dal sistema stesso con quello che gli
fornisce il sensore ovvero il valore reale presente nel sistema. I sistemi di
controllo a catena chiusa possono essere: a RETROAZIONE POSITIVA e a
RETROAZIONE NEGATIVA. I sistemi a retrazione positiva sono sistemi che
portano il valore della grandezza fisica a valori estremi, massimi.
Per modificare il valore della grandezza fisica è possibile agire su diversi
aspetti: è possibile aumentare o diminuire la variabile (grandezza fisica) oppure
è possibile agire sull’eliminazione della grandezza fisica oppure è possibile
prelevare o depositare la grandezza in un deposito. Un esempio fisiologico (di
SISTEMA A RETROAZIONE NEGATIVA) di deposito è il controllo della
concentrazione di glucosio nel sangue, di fatti dopo un pasto la glicemia
aumenta in quantità superiori rispetto al suo utilizzo, per cui l’organismo tende
a depositarlo all’interno del fegato sotto forma di glicogeno. Nel momento in
cui l’organismo è in stato di digiuno, il glucosio risulterà carente per cui sarà
necessario prelevare il glicogeno precedentemente depositato e
depolimerizzarlo per ricavare molecole di glucosio che saranno riportate
all’interno del sangue. Un esempio di sistema di controllo a retroazione positiva
invece può essere la gravidanza, nella quale il feto cresce e si sviluppa fino ad
un certo periodo, in cui tende a girarsi, rivolgendo la testa verso il collo
dell’utero. La testa spingendo sul collo dell’utero attiva dei recettori di tensione
(TENSOCETTORI) che recepiscono la distensione del collo dell’utero, e inviano
l’informazione ad una ghiandola, definita IPOFISI la quale secerne un ormone
chiamato ossitocina, che
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